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Cronaca

ANTICIPATO L’INTERVENTO DI DISINFESTAZIONE

Si rende noto che accogliendo le richieste degli utenti, su disposizione dell'assessore all'ambiente Vincenzo Varrese l'intervento di disinfestazione previsto per il 9 luglio sarà anticipato a lunedì 29 giugno, ore 23,00, e riguarderà in particolare i parchi cittadini e la zona Pip.

Si invita la gentile cittadinanza a:

1) Tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni

2) Non esporre all’esterno delle abitazioni cibo, indumenti o giocattoli e altro materiale destinato al contatto diretto con le persone;

3) Non lasciare all'aperto animali domestici.

Liste d’attesa, oltre 220 mila cittadini contattati: anticipate più di 126 mila prestazioni

Al termine della ventesima settimana di monitoraggio dei piani aziendali per il recupero delle liste d’attesa, sono 220.618 i cittadini complessivamente contattati dalle Aziende sanitarie: 201.899 per visite ed esami specialistici e 18.719 per ricoveri ospedalieri. Grazie all’attività di recupero sono state anticipate complessivamente 126.312 prestazioni.

I rifiuti registrati sono 54.265, di cui 47.334 relativi a prestazioni di specialistica ambulatoriale.

Nel dettaglio, sono state anticipate ed erogate 110.648 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Per quanto riguarda le prestazioni urgenti con codice U, ne sono state recuperate ed effettuate 3.384. A queste si aggiungono 5.941 prestazioni prive di codice di priorità, ma eseguite nell’ambito della stadiazione e del follow up delle malattie oncologiche e del completamento dei percorsi diagnostico-terapeutici per pazienti affetti da patologie croniche.

Parallelamente prosegue l’anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che rappresentano ormai circa il 53% delle visite e degli esami erogati nell’ambito dei piani sperimentali, pari a 58.453 prestazioni. L’attività interessa principalmente le prescrizioni con codice di priorità U (urgente) e B (breve), ma coinvolge anche quelle con codice D (differibile) e P (programmabile). Circa il 21% delle prenotazioni anticipate riguarda la diagnostica per immagini – radiografie, ecografie, TC e risonanze magnetiche – mentre il 38% è rappresentato da prime visite specialistiche.

Prosegue infine il monitoraggio dell’andamento delle prescrizioni. I dati consolidati al 21 giugno evidenziano una riduzione media del 10% delle prescrizioni complessive, mentre resta sostanzialmente stabile il volume delle prescrizioni con codici di priorità U e B.

RIABILITAZIONE PUGLIA AL COLLASSO, A.R.I.S. LANCIA L'ALLARME: "A RISCHIO LE CURE PER MIGLIAIA DI DISABILI, ANZIANI E BAMBINI"

La sanità riabilitativa pugliese è a un punto di rottura. A lanciare l’allarme è A.R.I.S. Puglia, che rappresenta gli enti religiosi e non profit che da decenni garantiscono percorsi di cura a migliaia di persone con disabilità, minori e anziani. “Siamo al paradosso: la Regione chiede standard più alti ma rende impossibile sostenerli, e per di più ci impone un contratto che non è nemmeno il nostro. Senza interventi urgenti e adeguati, molte strutture non potranno più garantire la continuità dei servizi. Le vittime non saranno le strutture, ma i pazienti, le famiglie e i lavoratori”.

Sono quattro i nodi che rendono la situazione esplosiva:

1. Tariffe insostenibili, ferme da vent’anni. A fronte di un’inflazione che dal 2007 supera il 43%, le tariffe delle prestazioni ex art. 26 sono sostanzialmente ferme. L’unico adeguamento – il 7% nel 2022 – è del tutto insufficiente e non è stato nemmeno erogato in maniera uniforme da tutte le ASL, lasciando gli enti in una condizione strutturale di sottofinanziamento.

2. Un contratto che non è quello del settore, e più oneroso. I centri di riabilitazione ex art. 26 hanno un proprio contratto nazionale di settore – il CCNL ARIS Centri di Riabilitazione e RSA, sottoscritto nel 2012 e rinnovato con l’Accordo Ponte del gennaio 2024 – che le organizzazioni sindacali stanno in queste settimane rinnovando al tavolo nazionale. La Regione impone però alle strutture, quale requisito di accreditamento, un contratto diverso e più costoso: quello dell’ospedalità privata, proprio dell’area ospedaliera e non di quella territoriale in cui operano i centri. Si chiede così agli enti di applicare un contratto che non è il loro: dove è stato applicato, il costo del personale ha superato l’80%, con punte fino al 90% del fatturato. La legittimità di un’imposizione analoga è già stata messa in discussione dalla Corte costituzionale e la questione è tuttora sub iudice.

3. Un piano di riconversione irrealistico. La DGR n. 1933/2025 impone un adeguamento in 18 mesi sulla base di un fabbisogno vecchio di 11 anni e richiede maggiori figure professionali difficilissime da reperire – come i medici specialisti in Neuropsichiatria infantile, in Fisiatria, logopedisti, e tutte le altre figure della riabilitazione. A ciò si aggiungono incertezze amministrative – preintese mai formalizzate e una terminologia applicativa confusa (“pacchetti ambulatoriali” invece di “Nuclei di riabilitazione”) – che generano solo caos e contenzioso.
4. Impegni sindacali disattesi. Nel verbale del 22 giugno 2023 ARIS Puglia / OO.SS. regionali e nell’Accordo Ponte nazionale del 24 gennaio 2024 era già stato tracciato un percorso di equilibrio contrattuale sostenibile, vincolato all’adeguamento delle tariffe. Un percorso oggi ignorato, in favore di una forzatura unilaterale che non rispetta gli impegni assunti.

“Il disavanzo sanitario della Regione non può essere scaricato sui più fragili – prosegue A.R.I.S. Puglia –. Chiediamo alla Regione Puglia e ai Ministeri di intervenire con urgenza”.

Le richieste sono chiare:

• Apertura immediata di un tavolo istituzionale per trovare soluzioni concrete.

• Sospensione dei termini della DGR n. 1933/2025 che possono produrre effetti irreversibili sugli accreditamenti.
• Revisione immediata delle tariffe ex art. 26, adeguandole ai costi reali.
• Una soluzione coerente della questione contrattuale, che riconosca il contratto di settore e accompagni ogni obbligo con la corrispondente copertura tariffaria.

“Siamo pronti al dialogo, ma non assisteremo in silenzio allo smantellamento della sanità riabilitativa pugliese. Non è un interesse di categoria: è una battaglia per la dignità delle persone e per il diritto alla cura”.

Autismo e disturbi del neurosviluppo: quasi 2 milioni di euro per rafforzare inclusione e servizi in Puglia

La Regione Puglia investe quasi 2 milioni di euro per consolidare e ampliare la rete dei servizi dedicati ai minori e ai giovani con disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo. Con uno stanziamento complessivo di 1.981.896 euro, saranno finanziati, attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali, interventi finalizzati a garantire continuità ai percorsi già avviati e a rafforzare una presa in carico sempre più integrata tra servizi sociali, sanitari ed educativi.

L'intervento si sviluppa lungo due direttrici strategiche: da un lato il sostegno ai percorsi di socializzazione, autonomia e partecipazione dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico; dall'altro il potenziamento dell'inclusione scolastica attraverso un maggiore supporto educativo e una collaborazione strutturata tra Ambiti Territoriali Sociali, istituzioni scolastiche ed équipe di neuropsichiatria infantile.

Le attività di socializzazione saranno rivolte a bambini, adolescenti e giovani fino ai 21 anni e comprenderanno percorsi educativi, ricreativi, sportivi e culturali da svolgersi al di fuori del contesto scolastico. Gli interventi potranno essere realizzati anche mediante progetti personalizzati e l'erogazione di voucher, con l'obiettivo di favorire la partecipazione attiva e lo sviluppo dell'autonomia.

Parallelamente, il programma rafforza il raccordo tra scuola, servizi sociali e sistema sanitario, promuovendo la costruzione di percorsi individualizzati che mettano al centro i bisogni della persona e valorizzino la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.

L'obiettivo della Regione è consolidare una rete stabile e capillare di servizi capace di accompagnare le persone con disturbi del neurosviluppo lungo le diverse fasi della vita, assicurando continuità agli interventi e, ove possibile, anche agli operatori impegnati nei percorsi educativi e di inclusione, così da favorire una crescita armonica e una piena partecipazione alla vita sociale.

Gli Ambiti Territoriali Sociali potranno presentare le richieste di finanziamento esclusivamente tramite PEC all'indirizzo nonautosufficienza.sociale@pec.rupar.puglia.it dal 25 giugno 2026 al 15 luglio 2026.

AVVISO ALLA POPOLAZIONE PER ONDATE DI CALORE

Per le giornate di oggi 23 giugno e domani, probabilmente anche per i prossimi giorni, la Protezione Civile della Regione Puglia prevede ondate di calore con ALLERTA DI LIVELLO 2.

La popolazione, in particolare la fascia d’utenza che annovera soggetti fragili/vulnerabili, è pregata di attenersi alle norme comportamentali inserite nell’opuscolo “Proteggiamoci dal caldo 2026” predisposto dal Ministero della Salute.

In caso di necessità, contattare i numeri di emergenza nazionali e/o allo scrivente Comando di Polizia Locale (0803267463).

                                                                           Il Comandante la PL

                                                             Comm. Sup. Simone dott. Lamuraglia  

SERVIZIO MENSA SCOLASTICA: APERTE LE ISCRIZIONI

Sono aperte le procedure per le ISCRIZIONI ON-LINE al servizio mensa del prossimo anno scolastico.

Si rende noto che l’iscrizione on-line va effettuata soltanto dai nuovi utenti delle scuole dell’infanzia e/o primarie a tempo pieno:

1. Per gli utenti già registrati alla piattaforma OMNIBUS è necessario effettuare l’iscrizione on-line per un secondo, terzo,... figlio al primo inserimento.

2. Per gli utenti non censiti è necessario effettuare la registrazione alla piattaforma OMNIBUS e l’iscrizione per i propri figli.

Tutti coloro che hanno effettuato l’iscrizione negli anni scolastici precedenti, saranno automaticamente abilitati al corrente anno scolastico.

Omicidio Capone, confermata la condanna: 14 anni a Scalese dopo oltre dodici anni di processo

Dopo sei ore di camera di consiglio, la Seconda Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bari ha emesso oggi la sentenza nei confronti di Gaetano Scalese, condannandolo a 14 anni di reclusione per l’omicidio di Pietro Capone, avvenuto nella serata del 10 marzo 2014.

La Corte ha inoltre dichiarato il non doversi procedere in relazione al reato di porto d’armi, ritenuto estinto per intervenuta prescrizione. L’imputato è stato anche condannato alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili: Angela Capone, Maria Filippa Capone, Grazia Capone, Domenico Capone e Giorgio Capone.

Si tratta dell’ennesimo capitolo giudiziario di una vicenda che si trascina da oltre dodici anni e che ha richiesto ben tre sentenze di condanna prima di giungere all’attuale pronunciamento. Un iter processuale particolarmente lungo, che testimonia ancora una volta i tempi spesso dilatati della giustizia italiana, costringendo i familiari della vittima ad attendere oltre un decennio per ottenere una risposta giudiziaria.

Ma la parola “fine” potrebbe non essere stata ancora scritta. Entro novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza e, successivamente, la difesa potrà valutare l’eventuale ricorso in Cassazione. Solo allora si potrà capire se il procedimento è destinato a concludersi definitivamente o se la vicenda giudiziaria sarà chiamata ad affrontare un nuovo passaggio davanti ai giudici supremi.