Cronaca
Contro la povertà il Comune vara un piano di aiuti.
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09 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Domenica, 08 Dicembre 2013 23:00
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Arrivano nuove misure per arginare le situazioni di crisi e di bisogno
Nasce il “Centro famiglia”: garantirà sostegno anche giuridico e psicologico
La povertà morde. Ma chi patisce disagi ha adesso un punto di riferimento in più ed un motivo per tornare a sperare.
Il Comune di Gravina in Puglia ha varato un piano di aiuti, adottato dalla giunta municipale guidata dal sindaco Alesio Valente su proposta dell’assessore alle politiche sociali, Felice Lafabiana. «Nell’ambito del bilancio comunale, pur dovendo far inevitabilmente di conto con le ristrettezze imposte dalla crisi generale e dai continui tagli ai trasferimenti statali – spiegano il sindaco Valente e l’assessore Lafabiana – abbiamo individuato nuove risorse da destinare alla lotta alla povertà, attraverso interventi volti a dare risposte concrete ed immediate a tanti nuclei familiari che, sempre più spesso, si ritrovano in condizione di non poter più neppure garantirsi i pasti o cure sanitarie minime e indispensabili».
Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, fondamentale sarà la collaborazione con la onlus “Opera Mariana del Samaritano”, che già dal 2011 cura il servizio di accoglienza, ascolto ed orientamento alle famiglie in difficoltà. Ad esso si affiancherà ora un “Centro per la famiglia” in cui troveranno posto pure uno spazio neutro per bambini contesi ed un servizio di mediazione familiare. Ma la onlus affidataria, in stretto coordinamento con i servizi sociali comunali e sulla scorta di apposita Carta di Servizio, provvederà altresì ad assicurare sostegno a «soggetti in situazione di estrema povertà, con conseguenti gravi pregiudizi di natura socio-sanitaria», si legge nel deliberato licenziato dal governo civico, che introduce una novità rilevante: i vouchers saranno erogati non in via continuativa ma solo per comprovati casi di emergenza sociale ed a fronte dell’impegno ad adoperarsi in servizi di utilità sociale.
Ben definito, in proposito, il modus procedendi da osservare: per favorire l’accompagnamento degli interessati lungo la strada del ritorno alla normalità, colloqui preliminari consentiranno di individuare i bisogni e reperire ogni informazione utile, onde verificare la sussistenza di un effettivo stato di necessità. Successivamente, si provvederà all’elaborazione «di percorsi personalizzati di uscita dalle situazioni di criticità, tesi a rafforzare la fiducia della persona nelle proprie capacità e a favorire nuovi progetti di vita e di autonomia». Particolare attenzione sarà riservata ai bimbi in età scolare ed ai diversabili. Prevista anche, per grandi e per piccini, assistenza di carattere giuridico e psicologico.
Già approvato lo schema di convenzione: nei prossimi giorni, con la firma delle parti, il via al piano.
Gravina in Puglia, 9 dicembre 2013
Ufficio Stampa
Comune di Gravina in Puglia
Lo scandalo delle commissioni consiliari, il 9 dicembre a giudizio.
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08 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Sabato, 07 Dicembre 2013 16:00
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Il famoso scandalo delle commissioni consiliari permanenti, che ha portato alla richiesta di 19 rinvii a giudizio, per 17 tra ex ed attuali consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione oggi ed ieri; viceversa, di opposizione e di maggioranza ieri ed oggi, e due impiegati comunali, ci cui uno, attualmente, in pensione, approda, lunedì 9 dicembre, nelle aule giudiziarie, nel corso di quella che sarà la prima udienza preliminare, dopo che agli imputati sono state contestate presunte irregolarità in ordine alla redazione dei verbali di commissione, “poiché, scrive il pm,in qualità di presidente o segretario di commissione, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in violazione del regolamento del consiglio comunale, omettendo di redigere e comunque di trasmettere i verbali giornalieri di commissione, non consentendo con tale comportamento la regolare esecuzione di indagini di polizia giudiziaria tese a riscontro dell'effettivo svolgimento dei lavori di commissione, procuravano intenzionalmente a se e ad altri consiglieri un ingiusto profitto a danno del Comune di Gravina”. Per la maggior parte di essi l’ipotesi di reato è abuso d’ufficio e falsità ideologica. Di seguito, l’elenco degli imputati e i rispettivi capi d’imputazione, così come si evince dalle carte processuali.
Pietro Cappiello, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Vito Mazzarella, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Luigi Serangelo, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Raffaele Lorusso, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Giovanni Depascale, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Domenico Calderoni, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Salvatore Buonamassa, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Antonio Stragapede, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Vito Martemucci, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;
Sergio Varvara, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa, ai danni del Ministero della pubblica istruzione perché "in qualità di docente dell'istituto De Nora ha falsamente dichiarato in 2 diverse circostanze la propria presenza in aula nel corso delle lezioni mediante sottoscrizione dl registro di classe, mentre in realtà si trovava preso il Comune di Gravina per partecipare ai lavori della IV commissione";
Michele Lamuraglia, abuso d'ufficio;
Nicola Cornacchia, abuso d'ufficio;
Vitangelo Cianciulli, abuso d'ufficio;
Raffaele Moretti, abuso d'ufficio;
Michele Andriani, abuso d'ufficio;
Angelo Lapolla, abuso d'ufficio;
Pasquale Langiulli, abuso d’ufficio;
Emanuele Digennaro, abuso d'ufficio;
Salvatore Sicchitiello, abuso d'ufficio .
Da cittadini e da osservatori, siamo in attesa di conoscere l’esito finale di questa vicenda e siamo curiosi di capire se c’è stato dolo, inganno, malafede o solo e semplicemente, buonafede,visto il gran chiacchiericcio che si è fatto in città. Al di là di questo, però, preme sottolineare, invece un aspetto quanto meno anomalo, a nostra conoscenza, se dobbiamo stare agli atti ufficiali pubblicati nell’Albo pretorio del Comune, anche per via telematica. Da un controllo da noi effettuato, non ci risulta, a tutt’oggi, che il Comune di Gravina, con apposita delibera di Giunta, si fosse o si sia costituito parte civile, per il recupero e il risarcimento dell’eventuale danno erariale che ne sarebbe conseguito o ne conseguirebbe, ove mai gli imputati fossero ritenuti colpevoli dei reati a loro ascritti. Il Comune, nell’interesse della città, aveva il dovere morale, politico di costituirsi parte civile, come eventuale parte offesa e danneggiata. Allora, stupiti, ma non tanto, perché le ragioni, forse, le capiremo meglio nei prossimi giorni, ci chiediamo: come mai questa omissione? Cosa si nasconde, eventualmente, in quello che doveva essere un atto dovuto e doveroso? Ripetiamo, al momento, non risulta un atto ufficiale in tal senso. Vogliamo augurarci che la mancata pubblicazione sia stata causata da una distrazione o dimenticanza. Ma se questa dimenticanza o distrazione è stata scientificamente calcolata, non possiamo, ancora una volta, non elevare la nostra vibrata voce di protesta. Il nostro dissenso. Il nostro malumore nei confronti di persone non altezza dei compiti istituzionali loro assegnati. Dobbiamo temere, ancora una volta, di doverci imbattere ed esserci imbattuti in persone senza scrupoli, spregiudicate, e, perciò pericolose, soprattutto, in grado solo di spremere, spendere e incapace, incosciente ed incompetente, non in grado di introitare, di recuperare l’eventuale maltolto. Non degna di rappresentare le istanze e gli interessi finanziari, economici e contabili dei cittadini, visto che si parla e si fa riferimento al denaro pubblico, dei cittadini contribuenti, onesti lavoratori, che non stanno per essere truffati da truffaldini o per mantenere i parassiti del potere e della politica
Luci a... Gravina.
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06 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Giovedì, 05 Dicembre 2013 22:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Stamattina era il terzo giorno che i lampioni esistenti in villa ed in Via Libertà erano accesi anche di giorno.
Ci chiediamo: mai possibile che nessuno si sia accorto e che abbia avvisato?
La risposta è che se anche qualcuno avesse segnalato, niente sarebbe accaduto e lo dico con cognizione di fatti.
L’esperienza l’ho vissuta personalmente: alle 9,00 circa di ieri telefonai all’assessore Santomasi per segnalare la situazione; mi assicurò che avrebbe provveduto a far sistemare la faccenda. Alle 15,30 circa sempre di ieri notai, però, che le luci erano ancora accese per cui telefonai nuovamente all’assessore che mi rispose che aveva incaricato una persona…
Alle 9,00 circa di questa mattina, finalmente riesco a mettermi in contatto con il Sindaco a cui riferisco tutto l’accaduto, mi risponde che non ne sapeva nulla e che avrebbe provveduto; finalmente verso le ore 11,00 i lampioni si spengono.
Casualmente incontro l’elettricista che mi dice che l’avevano da poco contattato.
Sembra la trama di un film ma è così, sono disgustato; non è possibile continuare ad avere tanto spreco e i responsabili non debbano pagare “dazio”.
Per la fontana di Via Fontana La Stella che sprecava acqua ci vollero circa tre settimane prima che decidessero di chiudere i rubinetti in attesa che si trovasse una soluzione per il corretto funzionamento.
Il Comune, però, invia alle scuole note per segnalare di stare attenti a non fare un uso improprio e scorretto del telefono, dei termosifoni, della luce; ma se “il pesce puzza dalla testa”.
Egregi amministratori, evitate di lamentare scarsa collaborazione, guardatevi negli occhi e decidete il da farsi.
Che pena! Che vergogna!
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06 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Venerdì, 06 Dicembre 2013 23:00
- Scritto da la redazione
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Mentre dalle fonti ufficiali apprendiamo che il Comune di Gravina spende, spande e scialacqua, per nani, ballerini e ballerine, ventriloqui e conigli, a suon di migliaia di euro, equivalenti a milioni di quattrini, dall’altra, veniamo a conoscenza che lo stesso Ente è inadempiente, per non aver corrisposto il compenso concordato, per la misera cifra di 600 euro circa, nei confronti di due persone: il dott. Giuseppe Fabretti e il sig. Pinuccio Moro, provenienti dall’Istituto Centrale di restauro di Roma e curatori, l’anno scorso, sul finire del mese di novembre, di un importante, necessario e utile lavoro di diagnostica, durato cinque giorni, sugli affreschi di san Vito Vecchio, ubicati, attualmente, presso la Fondazione. Il lavoro fu concordato, tramite il sottoscritto, il quale, a sue spese, contattò, senza grosse speranze, il sig. Moro, fortunatamente, ancora in vita, nonostante i suoi 84 anni, portati bene, quale componente dell’equipe che, nel bel mezzo degli anni 50, curò, insieme a Cesare Brandi, all’epoca direttore dell’Istituto di restauro di Roma, lo stacco degli affreschi dal sito originario di san Vito Vecchio. Moro, felicissimo di tornare a Gravina, dove per un certo periodo era cresciuto e vissuto, e con la quale aveva conservato legami di affetti e ricordi, si disse disponibile ad effettuare la missione, nonostante il suo stato di pensionato, ma coadiuvato dall’attuale funzionario, il dott. Fabretti. Spesa totale e complessiva, comprensiva di vitto, alloggio, spese di viaggio, per la modica e insignificante, ma motivata da quelle ragioni di affetto a cui si faceva cenno innanzi cifra di 600 euro. Nel mese di dicembre dell’anno scorso, trovandomi a Roma e incontrando i due tecnici, pervennero personalmente al sottoscritto le pezze giustificative delle spese, che io passai all’assessore di competenza. Come se ciò non bastasse, forse, perché la documentazione prodotta andò persa, il dott. Fabretti, contattato da un collaboratore dell’ assessorato, nella persona del sig. Angelo De Leonardis, perché, nel frattempo, era stato delegato a risolvere questo contenzioso, rimandò la documentazione sul conto spese, ricevendo assicurazioni che il tutto sarebbe stato saldato attraverso una partita di giro tra la Fondazione Santomasi e il Comune. Bene, ad un anno di distanza, ieri, arriva al mio indirizzo di posta elettronica, e per conoscenza, a quello dell’assessorato e di De Leonardis, la seguente lettera, firmata dal dott. Fabretti: Caro Pino, sono deluso e tristemente incazzato. Dopo tanto impegno, dedizione e proprio tempo speso, non riesco a riprendere neppure quanto anticipato per le spese di missione. Tutto tace. La comunicazione si è dissolta. Non mi sembra un modo di fare dignitoso. Cordialmente Giuseppe Fabretti. C’è solo da aggiungere: Vergogna! Che pena!. Altro che non è un modo di fare dignitoso. E’ un modo di fare abominevole, disgustoso, da conati di vomito. E’ un modo per essere, giustamente additati, o quanto basta per essere definite persone poco serie, inaffidabili. Gli attuali amministratori sembrano come quei pezzenti che, non potendosi permettere il pane, il necessario per il quotidiano, pasteggiano con lo champagne o mettono i fiori sulla tavola. Nonostante ciò, costoro, hanno il coraggio di promuovere il turismo, elargendo lauti contributi ai soliti amici, prebende ai chierici spretati, a bigotti prezzolati? Il turismo delle loro rovine. Il turismo dei loro fallimenti. Che miserabili! Che pezzenti!
Giuseppe Massari
Crolla l'indice della tax compliance -17,5% in cinque anni.
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04 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Martedì, 03 Dicembre 2013 23:00
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Nei primi 11 mesi del 2013 l'evasione fiscale in Italia è cresciuta del 2,3%, confermandosi al primo posto in Europa. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 203 miliardi di euro l'anno. E' quanto emerge da una indagine condotta elaborando una serie di dati ministeriali, delle banche centrali, degli istituti di statistica e delle Polizie tributarie dei singoli Stati europei.
In Italia, negli ultimi 5 anni, l'indice della "Tax compliance", che misura la fedeltà fiscale dei contribuenti, è sceso di 17,5 punti passando da 28,9% a 11,4%.
Nella speciale classifica degli evasori, l'Italia è seguita dalla Grecia, Romania, da Bulgaria, Estonia e Slovacchia.
In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (25,5%%). dal Centro (23,2 %) e Sud (21,9%).
Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate dall'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l'evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
Inoltre, analizzando i bilanci dal 2008 al 2013 delle società di capitali, è emerso che su circa 850 mila società, la metà delle imprese presenta bilanci in rosso per più anni consecutivi (senza dunque pagare imposte), mentre il 15% delle grandi società di capitali dichiara redditi inferiori ai 10mila euro. Tra queste figurano anche società e banche quotate in borsa e alcune delle principali industrie italiane.
Per combattere l'evasione fiscale bisogna ridurre le attuali aliquote fiscali di almeno 5 punti, migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico e riformare il fisco sulla tax compliance.
L'evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani".
Anche Gravina verso le "Smart Cities"
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06 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Giovedì, 05 Dicembre 2013 23:00
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Riunione operativa a Palazzo di città. Si lavora alla creazione di un consorzio per una migliore qualità della vita.
Un consorzio per unire i Comuni del territorio e favorire l’adozione di piani coordinati in materia di efficientamento energetico, promozione culturale e prevenzione del dissesto ideogeologico e fare così della Terra di Bari, idealmente, una sola città.
Più che un’ipotesi, è il percorso tracciato a Gravina in Puglia, nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Bari, Marco Lacara, in rappresentanza dell’area metropolitana; il vicesindaco di Noci, Marino Gentile, portabandiera del sud-est barese; l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Gravina, Francesco Santomasi, per il comprensorio murgiano. Presenti, altresì, il presidente del consiglio comunale gravinese, Giacinto Lupoli, ed i consiglieri comunali Maria Ariani, Giuseppe Mazzilli e Lorenzo Carbone.
L’iniziativa rientra nell’ambito del programma “Smart Cities”, pensato e sostenuto (anche finanziariamente) dall’Unione Europea con l’intento di trasformare le aree urbane in un ambiente accogliente per cittadini ed imprese, potenziando sia la dotazione infrastrutturale sia il capitale culturale, ambientale e sociale delle città interessate. Nello specifico, tra gli obiettivi strategici perseguiti figura anzitutto il miglioramento della qualità della vita, con azioni ed interventi nei settori delle costruzioni di edifici ad alta efficienza energetica, nelle reti energetiche, nella mobilità sostenibile, ma pure in quelli della cultura e della prevenzione del dissesto idrogeologico. Un traguardo verso il quale si procede spediti: «Il fine del confronto avviato – spiegano Lacara, Gentile e Santomasi – è creare un consorzio al quale potranno aderire i vari Comuni delle province di Bari e BAT per scambiarsi esperienze e condividere strategie in tema di opere pubbliche e progettualità in campo energetico ed idrogeologico, puntando al corretto, coordinato e proficuo utilizzo dei fondi europei disponibili».
Ulteriori incontri per perfezionare l’iter avviato sono già in calendario per i giorni a venire.
Gravina in Puglia, 6 dicembre 2013
Ufficio Stampa
Comune di Gravina in Puglia
Raguso risponde al comunicato: "...è possibile e necessario porre rimedio".
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03 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Lunedì, 02 Dicembre 2013 23:00
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Il comunicato stampa di riscontro alla “Lettera aperta del prof. Fedele Raguso”, risulta costituito da una sequenza di contraddizioni, che confermano, in sostanza, addebiti e denunce, segnalate con puntualità e circostanze della Lettera aperta.
Raguso, con pacatezza e senso di responsabilità civica e democratica cerca di dare chiarimenti ed esplicitazioni per una dritta necessaria alla possibile risoluzione del “Caso Pro Loco”.
E’ bene richiamare all’attenzione del Signor Sindaco, innanzi tutto, l’affermazione finale del suo comunicato: …” … E se qualcosa non va vogliamo porvi riparo con i metodi che la democrazia offre…”. Questa constatazione (affermazione per conoscenza) dichiara apertamente che … c’è da risolvere la questione di fondo della Pro Loco, in mano, oggi, a quella “fazione” che determinò la spaccatura della storica e rissosa Pro Loco nel 2010 ed era la dominante e regista delle faziosità..
Il sindaco, ben sapeva e sa, che bisognava e bisogna intervenire con determinazione per “porvi rimedio” e assicurare alla città una Pro Loco di soci amalgamati da spirito di amicizia, collaborazione e scevri da ambizioni di dominanze, di prevaricazioni, di potere.
La cultura (che più volte, invoca il sindaco) di una vera Pro Loco ripudia contrapposizioni, maggioranze e minoranze, pacchetti di tessere per vincere elezioni, logiche furbastre e perverse, che il prof. Raguso voleva e vuole estirpare, in virtù dello specifico mandato ricevuto come presidente di garanzia.
Dunque, ill.mo signor sindaco tocca a Lei, agli assessori alla Cultura e al Turismo, a tutta l’Amministrazione prendere sotto tutela e controllo la Pro Loco, tutti i suoi soci, visto che avete voluto, a buon diritto, “investire su una Pro Loco, braccio destro delle attività di cultura e Turismo”.
Potete e dovete farlo in nome della democrazia, della civiltà di una collettività che vuole rinnovamenti e diversità.
Si ricorda al sindaco e all’assessore al Turismo, Sergio Varvara, che a settembre 2012 non avete esitato ad indicare e nominare il prof. Raguso come, persona idonea.., per purificare, pacificare, indirizzare verso nuovi orizzonti la Pro Loco, senza violare la democrazia e con il consenso dei “dei due contendenti Schiavulli Michelantonio e Cornacchia Domenico (quali unici proprietari ed interlocutori di tanti bravi ed onesti soci)“. Si ricorda ancora ed in modo particolare che l’articolo 8 dello statuto vigente della Pro loco ( (soggetta alla legge regionale n. 27 del 11 maggio 1990 e successivi aggiornamenti) recita testualmente :“Il Consiglio di amministrazione è formato da 7 membri di cui 6 eletti a votazione segreta dall’Assemblea dei soci ed il Sindaco in cui ha sede l’Associazione Pro Loco, quale membro di diritto, in caso di impedimento da un suo delegato…” . E ad ogni buon conto voi come amministrazione avete sottoposto la Pro Loco e per essa i soci al rispetto di una convenzione approvata il del 29 gennaio 2013. Queste sono norme civili e democratiche, dettate dalle leggi che non hanno vìolato e non vìolano la democrazia. In buona sostanza, signor Sindaco, è bene rispettare e far rispettare le leggi e, specialmente, le norme che voi stessi avete imposte per assicurare una Pro Loco diversa.
Raguso questo avrebbe voluto dirle e ricordarvi quando, insistentemente ed invano, vi chiedeva di essere ricevuto e ascoltato. Invece lo avete, deliberatamente, (sic. Sue dichiarazioni) abbandonato, favorendo, prima, le anarchie, e, poi, il colpo di stato.
URGE PORVI URGENTE RIPARO se si vuol riprendere il controllo della degenerata situazione disgregante, per dar vita ad una e soltanto “Una Pro Loco” della città e per la città con programmi e indirizzi diversi dai beceri e stucchevoli eventi di imitazione. Gravina ha bisogno di diversità e unicità !!!
Questo voleva dirvi personalmente Raguso; questi consigli-indirizzi desiderava e desidera che voi ascoltiate e mettiate in essere!
Segnalare le altre contraddizioni del comunicato di risposta non serve a nulla…E’ ora che vi adoperiate per il bene della città e per conquistarvi una fiducia ed una stima messa a dura prova e in discredito dalla vostra indifferenza, dal vostro lasciar fare, dalla mancanza del dovuto e necessario senso di responsabilità.
Fedele Raguso

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