Cronaca
Una bambina salvata dalla cecità a soli 20 giorni dalla nascita: diagnosi precoce mai realizzata prima grazie allo screening genomico
- Dettagli
-
07 Apr 2026
- Ultima modifica il Martedì, 07 Aprile 2026 04:22
- Pubblicato Martedì, 07 Aprile 2026 04:22
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 47
A soli 20 giorni dalla nascita, una diagnosi precoce ha cambiato il destino di una bambina: senza lo screening genomico neonatale, avrebbe sviluppato una grave malattia genetica destinata a compromettere in modo irreversibile la vista, fino alla cecità. Oggi, invece, grazie a un risultato mai ottenuto prima, quella stessa bambina potrà essere seguita tempestivamente e accedere a una terapia in grado di preservare la funzione visiva.
Un risultato reso possibile dallo screening eseguito presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, dove vengono analizzati i campioni provenienti dalle neonatologie pugliesi attraverso tecnologie avanzate di sequenziamento.
Quello della piccola, nata il 24 febbraio presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Altamura, è il primo caso in letteratura scientifica in cui sono state identificate, in epoca così precoce, due varianti del gene RPE65, responsabile di gravi distrofie retiniche ereditarie come la retinite pigmentosa. Si tratta di una malattia genetica rara che colpisce la retina, compromettendo progressivamente i fotorecettori, le cellule che permettono di vedere. Il decorso è graduale ma severo: si inizia con difficoltà nella visione notturna, si perde progressivamente il campo visivo periferico e, nei casi più avanzati, anche la visione centrale.
Nel caso del gene RPE65, il difetto genetico interrompe un passaggio fondamentale del ciclo visivo, impedendo alla retina di funzionare correttamente. Il danno è progressivo e irreversibile, ma oggi esiste una terapia genica in grado di intervenire sulla causa della malattia. La sua efficacia, però, dipende dalla precocità della diagnosi: intervenire prima dei sintomi significa preservare la vista.
La diagnosi è arrivata in appena 20 giorni, contro tempi tradizionali che possono richiedere fino a 6 mesi. Un elemento decisivo: perché quando i sintomi compaiono, il danno è già in parte irreversibile.
“Quando nel 2023 si partì con la sfida dello screening genomico – spiega il direttore della Genetica Medica del Di Venere, Mattia Gentile – tra le diverse motivazioni vi era una famiglia da noi esaminata con identificazione di varianti nel gene RPE65: fratello e sorella di 18 e 20 anni che avevano già perso la vista a causa della retinite pigmentosa. Se quella diagnosi fosse arrivata nei primi anni di vita e con la terapia genica oggi disponibile, quei due ragazzi avrebbero potuto conservare la visione.
In Puglia esiste una particolare incidenza di questa patologia: il primo caso trattato in Italia con terapia genica, nel 2019, era proprio pugliese e presentava le stesse varianti identificate oggi nella neonata. Da qui la scelta di includere il gene RPE65 nel programma di screening. Oggi, dopo aver esaminato oltre 25mila neonati, questa scelta ci consente di identificare per la prima volta al mondo un neonato che svilupperà la patologia e di intervenire prima che si manifesti”.
Pasqua e Pasquetta, banco di prova per Gravina: bellezza da valorizzare, ospitalità da costruire
- Dettagli
-
04 Apr 2026
- Ultima modifica il Sabato, 04 Aprile 2026 06:04
- Pubblicato Sabato, 04 Aprile 2026 06:04
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 60

Domenica di Pasqua e Lunedì di Pasquetta rappresentano, da tradizione, un invito al movimento: famiglie e turisti si riversano nelle città d’arte, nei parchi e nei musei, approfittando anche delle aperture straordinarie che arricchiscono l’offerta culturale. È un momento chiave per misurare l’attrattività dei territori e la loro capacità di accoglienza.
In questo scenario, Gravina si presenta con un patrimonio che, fatta eccezione per una rete museale ancora limitata, non ha nulla da invidiare ad altre mete più consolidate. Le recenti vicende legate alla candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 hanno acceso i riflettori sulla città, amplificandone la visibilità ben oltre i confini locali. Le festività pasquali, dunque, si configurano come un primo, significativo banco di prova per comprendere se e quanto questa rinnovata attenzione si traduca in un reale incremento dei flussi turistici.
Eppure, accanto a un potenziale indiscutibile, persistono criticità che rischiano di frenare questo slancio. La carenza di servizi adeguati, le condizioni non sempre ottimali delle strade e alcune situazioni di degrado urbano rappresentano ostacoli concreti a un’esperienza pienamente positiva per visitatori e cittadini. Sono segnali che, se non affrontati con decisione, rischiano di compromettere l’immagine complessiva della città.
Di contro, Gravina continua a esercitare un fascino autentico: le sue bellezze naturali, paesaggistiche e architettoniche si confermano un richiamo potente, tanto da attirare sempre più artisti e produzioni che scelgono questo territorio come set cinematografico. Un segno evidente di quanto il patrimonio locale sia capace di parlare un linguaggio universale.
Proprio per questo, oggi più che mai, è necessario uno scatto di responsabilità collettiva. La comunità, e in particolare la classe politica e amministrativa, sono chiamate a intervenire con visione e concretezza per colmare le lacune esistenti. Investire in servizi, cura del territorio e accoglienza non è più rinviabile: è la condizione indispensabile per trasformare il potenziale in sviluppo reale.
Pasqua e Pasquetta possono essere molto più di una semplice parentesi festiva: possono diventare il simbolo di una ripartenza. Ma perché ciò accada, occorre agire subito, con determinazione, affinché Gravina possa finalmente compiere quel salto di qualità che la sua storia e la sua bellezza meritano.
Un dono che illumina: la gioia di dare diventa speranza
- Dettagli
-
01 Apr 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 01 Aprile 2026 15:37
- Pubblicato Mercoledì, 01 Aprile 2026 15:37
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 35

Un gesto semplice, quasi quotidiano, ma capace di racchiudere un valore immenso: è quello compiuto dalla delegazione AIL di Gravina in Puglia, che ha trasformato una tradizione pasquale in un momento di autentica condivisione e calore umano.
Con il referente Fedele Nacucchi e le volontarie Celeste e Irene, l’associazione ha fatto visita ai bambini della comunità “Il Rifugio degli Angeli”, portando con sé le uova di Pasqua AIL. Ma, come spesso accade quando si dona con il cuore, ciò che è stato consegnato è andato ben oltre il semplice dono materiale.
In ogni sorriso acceso, in ogni sguardo pieno di entusiasmo, si è riflessa la vera essenza di quel gesto: la gioia del donare. Una gioia autentica, condivisa, che ha unito chi ha offerto e chi ha ricevuto in un abbraccio fatto di affetto, vicinanza e speranza. Per i volontari, quei momenti hanno rappresentato una ricompensa profonda e sincera, capace di ricordare quanto anche i piccoli gesti possano fare una grande differenza.
Dall’altra parte, la comunità “Il Rifugio degli Angeli” ha accolto il dono con gratitudine e commozione. L’intera équipe ha voluto esprimere un sentito ringraziamento all’AIL di Gravina in Puglia per la generosità dimostrata: un gesto che ha saputo portare non solo dolcezza, ma anche un messaggio concreto di attenzione e presenza.
I bambini, protagonisti di questo incontro, hanno vissuto la sorpresa con entusiasmo contagioso, trasformando una semplice consegna in un momento di festa e condivisione. È proprio in questi attimi che si coglie il senso più profondo della solidarietà: esserci, tendere una mano, donare un sorriso.
E così, grazie a un cuore grande e a una volontà sincera di fare del bene, questa Pasqua si è tinta di una luce speciale. Una luce fatta di gesti semplici, ma capaci di lasciare un segno duraturo.
Ospedale della Murgia, diagnosi avanzate per il Reflusso gastroesofageo nel nuovo Ambulatorio di Fisiopatologia digestiva
- Dettagli
-
03 Apr 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2026 13:53
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 13:53
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 49
Diagnosticare precocemente il Reflusso gastroesofageo per evitare complicanze. Nell’Endoscopia Digestiva dell’Ospedale della Murgia è possibile farlo in 24 ore, grazie ad un esame avanzato effettuato nel nuovo Ambulatorio di Fisiopatologia digestiva.
L’avvio ufficiale del servizio consente così di potenziare l'offerta diagnostica sul territorio e rispondere in modo sempre più mirato alle patologie dell'apparato digerente. Il centro, infatti, si pone come punto di riferimento per i pazienti affetti da disturbi funzionali esofagei e gastrici, offrendo esami specialistici di secondo livello, fondamentali per una corretta impostazione terapeutica o chirurgica.
La principale novità del nuovo servizio riguarda l’introduzione della pH-Impedenzometria esofagea delle 24 ore, considerata il "gold standard" per la diagnosi della Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE). Si tratta di un esame diagnostico effettuato utilizzando un sondino naso-gastrico sottile collegato a un registratore portatile, che consente al paziente di svolgere le normali attività quotidiane.
La pH-impedenzometria delle 24 ore, in particolare, permette di: monitorare in tempo reale la quantità di acido che risale nell'esofago nell'arco di un'intera giornata; correlare i sintomi riferiti dal paziente (bruciore, rigurgito, tosse cronica, dolore toracico) con gli effettivi episodi di reflusso; valutare l'efficacia della terapia farmacologica.
«L’apertura di questo ambulatorio – spiega il dr. Antongiulio Bucci, responsabile dell’unità operativa di Endoscopia Digestiva - rappresenta un passo in avanti nella gestione dei disturbi funzionali. Molti pazienti soffrono di sintomi cronici che non trovano risposta nei test tradizionali. Grazie alla pH-Impedenzometria possiamo finalmente distinguere tra reflusso patologico, ipersensibilità esofagea o pirosi funzionale, garantendo al paziente una cura personalizzata».
Le prestazioni del nuovo Ambulatorio sono accessibili tramite impegnativa del medico curante per “Impedenzometria Esofagea 24 ore con codice 42294” e successiva prenotazione attraverso il CUP ASL Bari o il Portale Puglia Salute.
Maltempo, ancora allerta arancione in Puglia: rischio idrogeologico e temporali
- Dettagli
-
01 Apr 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 01 Aprile 2026 15:06
- Pubblicato Mercoledì, 01 Aprile 2026 15:06
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 30

La Protezione Civile ha diramato un nuovo bollettino di allerta meteo: anche per la giornata odierna resta attiva l’allerta arancione per rischio idrogeologico, con previsione di temporali e vento.
Per la giornata di domani sono attese precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I quantitativi cumulati saranno generalmente moderati, con possibili picchi localmente elevati sui settori orientali della Puglia settentrionale.
In caso di condizioni climatiche avverse o eventi calamitosi, si raccomanda di evitare il transito nei sottovia Madonna della Grazia, Giudici Falcone e Borsellino e Francesco Stefanelli.
Il Servizio di Protezione Civile di Gravina in Puglia continuerà a monitorare l’evolversi della situazione meteorologica, invitando la cittadinanza a seguire le norme comportamentali previste per questo tipo di emergenze.
Per ulteriori informazioni su come comportarsi in caso di alluvione è possibile consultare il sito del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Puglia.
Il Comandante della Polizia Locale
Comm. Sup. Simone Dott. Lamuraglia
Autismo, oltre le luci blu: serve un impegno concreto e continuativo
- Dettagli
-
03 Apr 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2026 05:37
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 05:37
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 43

Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. A Gravina, l’appuntamento è stato segnato da iniziative simboliche e da un’assenza che pesa: l’incontro di riflessione e sensibilizzazione previsto per l’1 aprile presso la palestra cittadina è saltato a causa della chiusura delle scuole per maltempo. Resta l’immagine, significativa ma non sufficiente, della facciata del Palazzo di Città illuminata di blu, in adesione alla campagna internazionale.
L’autismo — dal greco autós, “sé stesso” — è una condizione del neurosviluppo innata, caratterizzata da differenze emotive, cognitive, biologiche e nelle interazioni sociali. Proprio per la sua complessità, richiede interventi non standardizzati, ma costruiti su misura, attraverso percorsi individuali e relazioni personalizzate.
Durante l’età scolastica, molti ragazzi possono contare su équipe multidisciplinari che affrontano le diverse esigenze legate alla crescita. Ma cosa accade dopo? È qui che emerge con forza un vuoto strutturale: terminato il percorso scolastico, le famiglie si trovano spesso sole, senza un sistema di supporto adeguato a garantire continuità, inclusione e prospettive di autonomia.
Eppure, esperienze virtuose non mancano. L’Amministrazione Comunale di Bari si appresta a sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’ASL per un progetto articolato che punta a costruire una città realmente inclusiva. Tra le misure previste: la formazione diffusa degli operatori pubblici e privati — dalle forze dell’ordine al personale sanitario, dai commercianti agli operatori turistici — per gestire con competenza situazioni complesse; la creazione di strumenti operativi come vademecum e kit “Autism Friendly”; la nascita di una rete cittadina di servizi accessibili, riconoscibili attraverso un’identità visiva condivisa; e una mappatura digitale dei servizi presenti sul territorio.
Iniziative che vanno nella direzione giusta, perché trasformano la sensibilizzazione in azione concreta. Ma la domanda resta: quanto di tutto questo può diventare modello diffuso e non episodio isolato?
Illuminare un palazzo è un gesto importante, ma non basta. La vera sfida è costruire politiche strutturali, investire risorse, garantire continuità nei servizi e accompagnare le persone con autismo lungo tutto l’arco della vita. Senza lasciare che, spente le luci blu, torni il buio.
Pasqua amara nell’Alta Murgia: boom di furti nelle aziende zootecniche nell’ultima settimana
- Dettagli
-
01 Apr 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 01 Aprile 2026 07:38
- Pubblicato Mercoledì, 01 Aprile 2026 07:38
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 42

Torna a salire la tensione nelle campagne dell’Alta Murgia, dove il fenomeno dell’abigeato riemerge con preoccupante intensità proprio nel periodo pasquale. Secondo la denuncia di Confagricoltura, negli ultimi giorni sono stati sottratti deversi capi di bestiame, segnando una brusca inversione rispetto a una fase di apparente calma che aveva illuso gli operatori del settore.
Un bilancio pesante, che non si limita al danno economico — spesso quantificabile in decine di migliaia di euro — ma che investe anche la sfera della sicurezza personale. Le aziende zootecniche, spesso a conduzione familiare, si trovano esposte a incursioni sempre più audaci, con un clima di crescente insicurezza per chi vive e lavora quotidianamente in queste realtà.
Tra gli episodi più gravi segnalati, spicca il colpo subito dall’azienda Patruno, dove nella notte tra il 25 e il 26 marzo è stata sottratta l’intera quota di rimonta: circa 150 capi spariti nel nulla. A questo si aggiunge il furto ai danni dell’azienda Tedone, colpita con modalità analoghe nel pomeriggio del giorno successivo. Due casi emblematici di una strategia criminale organizzata e mirata, capace di agire con rapidità e precisione.
Di fronte a questa escalation, Confagricoltura rilancia la necessità di un’azione coordinata e immediata. Tra le proposte avanzate, torna centrale il tema della collaborazione con i presìdi militari presenti sul territorio, una soluzione già ipotizzata in passato ma progressivamente uscita dal dibattito istituzionale, anche a seguito dei cambiamenti alla guida dell’Ente Parco.
Non solo presenza sul campo: tra gli strumenti indicati figura anche il possibile impiego dei droni in dotazione ai Carabinieri del Parco. Tecnologie già utilizzate con successo per il contrasto al bracconaggio e all’abusivismo edilizio potrebbero rappresentare un valido alleato anche nella sorveglianza delle aree rurali, garantendo un monitoraggio più capillare e tempestivo.
Ma il tempo stringe. Senza interventi concreti e immediati, l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria rischia di trasformarsi in una realtà ben più grave: la progressiva desertificazione delle campagne. Un fenomeno che non colpirebbe solo il comparto agricolo, ma l’intero equilibrio economico e sociale dell’Alta Murgia.
L’auspicio è che dalle parole si passi rapidamente ai fatti, con un rinnovato impegno delle istituzioni, delle forze dell’ordine e degli enti locali. Difendere le aziende zootecniche significa tutelare non solo un settore produttivo strategico, ma anche un patrimonio culturale e territoriale che rappresenta l’identità stessa di queste terre.
Altri articoli...
- Allerta arancione, scuole chiuse e prevenzione in campo: la città si prepara al maltempo
- CHIUSURA DELLE SCUOLE DI QUALSIASI ORDINE E GRADO, PUBBLICHE E PRIVATE, DEI PARCHI COMUNALI E DEL CIMITERO PER AVVERSITA' ATMOSFERICHE PREVISTE PER LAGIORNATA DI MERCOLEDI' 1 APRILE 2026
- “Protezione Civile Regione Puglia: ALLERTA METEO per il giorno 1 aprile 2026”
- Disservizi pazienti oncologici

Cronaca





