Cronaca
Carta d’identità cartacea, dietro la proroga il caos di una decisione che ha creato disagi a cittadini e Comuni
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18 Giu 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2026 15:26
- Pubblicato Giovedì, 18 Giugno 2026 15:26
- Scritto da Vincenzo Varvara
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La carta d’identità cartacea torna al centro dell’attenzione dopo la decisione assunta dal Consiglio dei ministri, riunitosi il 16 giugno a Palazzo Chigi, di prorogarne l’utilizzo oltre il termine del 3 agosto 2026 inizialmente indicato per il definitivo superamento del documento tradizionale.
Con il provvedimento adottato dal Governo, le carte d’identità cartacee ancora in corso di validità continueranno infatti a essere riconosciute valide fino alla loro naturale scadenza, almeno per una serie di utilizzi sul territorio nazionale. Una scelta che rappresenta una parziale marcia indietro rispetto a quanto previsto in precedenza e che arriva dopo mesi di crescenti difficoltà operative segnalate da amministrazioni comunali e cittadini.
Dietro la proroga emerge infatti il disagio provocato da una decisione che molti enti locali avevano giudicato eccessivamente ottimistica rispetto alle reali capacità organizzative degli uffici anagrafici. L’avvicinarsi della scadenza aveva innescato una corsa alla richiesta della Carta d’Identità Elettronica (CIE), mettendo sotto pressione numerosi Comuni già alle prese con carenze di personale, appuntamenti contingentati e tempi di attesa sempre più lunghi.
In molte realtà territoriali i cittadini hanno dovuto affrontare settimane, talvolta mesi, di attesa per ottenere un appuntamento, con evidenti ripercussioni per chi aveva necessità urgenti di rinnovare il proprio documento. Le difficoltà hanno riguardato soprattutto i periodi di maggiore richiesta, alimentando proteste e segnalazioni da parte degli utenti che si sono trovati a fare i conti con un sistema non sempre in grado di assorbire l’aumento delle domande.
Proprio per evitare il rischio di paralisi amministrative e per alleggerire la pressione sugli sportelli comunali, il Governo ha scelto di concedere più tempo. Le carte cartacee continueranno quindi a essere utilizzabili nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i soggetti che erogano servizi pubblici. Inoltre, nei casi in cui il Comune non riesca a rilasciare tempestivamente una Carta d’Identità Elettronica, ad esempio a cittadini con documento scaduto, sarà possibile emettere un documento di identità provvisorio.
La proroga, tuttavia, non deve essere interpretata come un rinvio generalizzato dell’obbligo di adeguamento ai nuovi standard europei. È infatti necessario distinguere tra l’utilizzo del documento sul territorio nazionale e la sua validità ai fini dell’espatrio.
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più considerata valida come documento di viaggio, in applicazione del Regolamento (UE) 2019/1157, che impone standard di sicurezza più elevati per i documenti di identità dei cittadini europei. Chi intende viaggiare all’estero dovrà pertanto essere in possesso di una Carta d’Identità Elettronica o di un altro documento valido per l’espatrio.
Particolare attenzione dovranno prestare gli italiani residenti all’estero, per i quali la proroga non rappresenta alcun rinvio degli obblighi legati alla sostituzione del documento cartaceo. Per questa categoria di cittadini resta infatti indispensabile dotarsi per tempo di un documento conforme alle disposizioni europee per evitare problemi negli spostamenti internazionali.
La decisione del Governo consente dunque di tamponare un’emergenza organizzativa che rischiava di trasformarsi in un vero e proprio collo di bottiglia amministrativo. Resta però aperta la questione di fondo: la necessità di potenziare strutture e personale degli uffici comunali affinché la transizione digitale, anziché generare disagi e corse contro il tempo, possa essere gestita in modo efficace e sostenibile per cittadini e amministrazioni.
Sospensione fornitura idrica nell’abitato di Gravina
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18 Giu 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2026 15:07
- Pubblicato Giovedì, 18 Giugno 2026 15:07
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Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio idrico nell’abitato di Gravina in Puglia.
Ilavoririguardanolamanutenzionestraordinariadinodiidricialserviziodell’abitatodiGravinadi Puglia. AQP siscusaperglieventualidisagi.L'interventorenderàlagestionedelservizioidricointegratosempre più rispondente alle esigenze della sua comunità.
Si precisa che Acquedotto Pugliese, ai sensi della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato, in caso di interruzioniprogrammateprovvedeadinformarelapopolazioneservita,attraversoalmenounodeglistrumenti informativi di massa e comunque sempre sul sito internet www.aqp.it.
AQPcomunicaaicittadini:
· pubblicandosulportalewww.aqp.ituncomunicatonellaspecificapaginaCheacquafa?Lavorisulla rete
· viatelefono,contattandoilnumeroverde 800735735
Perché quando Acquedotto Pugliese comunica interruzioni al servizio non si avvertono disagi?
Probabilmenteiserbatoiaserviziodelcondominioodell’abitazionesonoadeguatiallenecessitàdiconsumo. In pratica si utilizza l’acqua contenuta in essi. Nelle abitazioni prive di riserve proprie di accumulo, si continua ad utilizzare l’acqua ancora presente nelle tubature della rete pubblica, fino al loro totale svuotamento.
Perchéavoltesicontinuanoadavvertiredisagianchedopoilripristinodell’erogazione?
Occorreaspettarecheintuttalaretesiripristininolecondizionidiflussosufficientiagarantirelagiusta pressione. Inpraticacivuoletempoperchéleretisiriempianonuovamente,elavelocitàdiriempimentoèlegataai consumi degli utenti.
Perchél’acquaavoltearrivasoloaipianiinferiori?
Acquedotto Pugliese ha cura che l’acqua arrivi al punto di presa del contatore, garantendo una pressione minima di 0,5 atmosfere. Solitamente la pressione è superiore, comunque sufficiente a permettere l’acqua di raggiungere i piani superiori. In caso di pressioni minime, l’acqua difficilmente raggiunge i piani superiori al secondo.
Inoltre,neiperiodidicrisiidrica,pergarantiresufficientiscorteneigrandiserbatoiextraurbanièprobabileche occorraeffettuaremanovrediriduzionedipressioneinrete.Inquestocaso,leabitazioniedicondominiforniti di idonei serbatoi, in condizioni ordinarie, non avvertono disagi.
Perchénellostessoabitatolecondizionidelserviziopossonoesserediverse?
Dipende principalmente dalle quote altimetriche: lezonealtedegli abitati sono spessopiù critichedialtre perché a parità di pressione in rete occorre superare un maggiore =dislivello= per servire le abitazioni. Inpraticanellezonealtedegliabitati,incasodiriduzionedipressione,laretefaticaariempirsiedagarantire un livello ottimale di servizio.
Persuperarealmeglioeventualiinterruzionidiservizioe/oriduzionedipressionenellereti,Acquedotto Pugliese consiglia:
· di alloggiare i serbatoi al piano terra o negli scantinati, in modo tale che possano sempre riempirsidurante le ore di piena erogazione.
· diinstallareserbatoiconunacapacitàsufficienteaconteneretantaacquaquantaneserve quotidianamente, garantendone, così, un adeguato ricambio.
Perassicuraremiglioreigienicitàall’acquaaccumulataneiserbatoiprivati,AcquedottoPugliese consiglia:
· direalizzarlipreferibilmenteinacciaioinossidabileoincementoarmato,
· direalizzarliispezionabilidaognilato,
· dipulirlialmenounavoltaall’annoeffettuandocontestualmenteunadisinfezione,
· didotarlidiscaricodifondoedisfioratoredimassimo livello,
· dinoncollocarenellocalenélacentraletermicanéleriservedicarburanteomaterialiin disuso,
· secisonodiversiserbatoi,dicollegarliinserieedifareinmodocheessisianocostantemente attraversati dall’acqua di rete
· chelatubazioneinarrivoeroghiacquaacadutaliberavisibilealdisopradellivellomassimo consentitodalrecipientericevitore,perevitarechel’acquainuscitapossaritornareneltuboadduttore.
Maturità 2026, conto alla rovescia per la “notte prima degli esami”: tra emozioni, nuove regole e sguardo al futuro
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17 Giu 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 17 Giugno 2026 14:50
- Pubblicato Mercoledì, 17 Giugno 2026 14:50
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Ancora poche ore e per migliaia di studenti italiani arriverà la fatidica “notte prima degli esami”, uno dei momenti più simbolici del percorso scolastico, da sempre carico di emozioni, aspettative e inevitabile tensione. Una notte fatta di ripassi dell’ultimo minuto, messaggi tra compagni di classe, ricordi condivisi e sogni che iniziano a prendere forma. Domani mattina, infatti, prenderà ufficialmente il via l’Esame di Stato 2026, appuntamento che rappresenta non soltanto la conclusione di un ciclo di studi, ma anche il primo passo verso nuove sfide formative e professionali.
La prima prova scritta sarà uguale per tutti gli indirizzi di studio. Gli studenti si confronteranno con sette tracce predisposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, suddivise in tre diverse tipologie: due analisi del testo, una dedicata alla poesia e una alla prosa, tre proposte di testo argomentativo e due temi di attualità. Un ventaglio di opzioni che consentirà ai candidati di valorizzare conoscenze, capacità di analisi critica e sensibilità personale rispetto ai temi proposti.
L’edizione 2026 della Maturità si distingue anche per una crescente attenzione al percorso complessivo dello studente. Le nuove disposizioni, infatti, attribuiscono maggiore peso non solo al rendimento scolastico, ma anche alla valutazione del comportamento e alle competenze maturate nell’ambito della cittadinanza attiva e dell’educazione civica. Elementi che assumeranno particolare rilevanza durante il colloquio orale, chiamato a mettere in luce non soltanto le conoscenze disciplinari, ma anche la capacità dei ragazzi di collegare saperi diversi e interpretare con consapevolezza la realtà contemporanea.
Per molti maturandi, l’esame rappresenta un autentico spartiacque. Al termine delle prove si apriranno scenari differenti: l’ingresso all’università, l’avvio di percorsi professionalizzanti, l’esperienza del lavoro o nuove opportunità all’estero. È proprio questa prospettiva a rendere l’appuntamento ancora più significativo. Dietro ogni banco non ci sono soltanto studenti chiamati a superare una prova, ma giovani che si preparano a costruire il proprio futuro.
In queste ore l’emozione si mescola alla speranza. La Maturità continua a essere uno dei riti di passaggio più importanti della vita scolastica italiana, un momento che segna la fine di un percorso e l’inizio di una nuova fase. Domani si apriranno i plichi con le tracce, ma per migliaia di ragazzi si apriranno soprattutto le porte di un futuro tutto da scrivere.
Ondate di calore: i comportamenti che fanno la differenza per proteggere la salute
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18 Giu 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2026 05:28
- Pubblicato Giovedì, 18 Giugno 2026 05:28
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Con l'arrivo dell'estate e l'innalzamento delle temperature, adottare comportamenti corretti diventa uno strumento fondamentale di prevenzione. Le ondate di calore rappresentano infatti un fattore di rischio per la salute, in particolare per anziani, bambini, persone affette da patologie croniche e soggetti più fragili, ma molte delle conseguenze legate al caldo possono essere limitate attraverso semplici accorgimenti quotidiani.
L'idratazione è il primo alleato contro gli effetti delle alte temperature. Bere acqua con regolarità durante l'arco della giornata, anche in assenza dello stimolo della sete, aiuta l'organismo a mantenere il proprio equilibrio. Un'attenzione particolare deve essere riservata a bambini e anziani, categorie maggiormente esposte al rischio di disidratazione poiché il meccanismo fisiologico della sete può risultare ancora immaturo nei più piccoli e meno efficace nelle persone anziane. È inoltre consigliabile limitare il consumo di alcolici e bevande particolarmente zuccherate.
Anche l'alimentazione svolge un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi correlati al caldo. Privilegiare frutta e verdura fresche consente di reintegrare liquidi e sali minerali, mentre è opportuno ridurre il consumo di cibi elaborati e difficili da digerire, che possono aumentare il carico metabolico dell'organismo.
Tra i comportamenti più efficaci vi è inoltre la corretta gestione delle attività quotidiane. Nelle ore più calde della giornata, generalmente comprese tra le 11 e le 18, è preferibile evitare l'esposizione diretta al sole e limitare l'attività fisica intensa all'aperto. Quando possibile, è consigliato trascorrere il tempo in ambienti freschi e ben ventilati, utilizzando ventilatori e condizionatori in modo appropriato e garantendone una regolare manutenzione.
Anche la scelta dell'abbigliamento contribuisce a ridurre lo stress termico: indumenti leggeri, chiari e realizzati con fibre naturali come cotone e lino favoriscono la dispersione del calore. Durante le attività all'aperto è inoltre importante proteggersi con cappelli, occhiali da sole e creme solari ad alta protezione.
La prevenzione passa anche attraverso l'attenzione verso gli altri. Monitorare le condizioni di salute di anziani soli, persone non autosufficienti o affette da patologie croniche rappresenta un gesto di responsabilità sociale che può contribuire a prevenire situazioni di emergenza e a rafforzare le reti di supporto sul territorio.
Le alte temperature richiedono infine particolare cura nella conservazione di alimenti e farmaci. I prodotti deperibili devono essere mantenuti alle temperature indicate per evitare alterazioni e contaminazioni, mentre i medicinali vanno conservati seguendo le istruzioni riportate nelle confezioni, lontano da fonti di calore e dall'esposizione diretta ai raggi solari.
Per affrontare in modo consapevole i periodi di caldo intenso, è utile seguire gli aggiornamenti e le indicazioni diffuse dal Ministero della Salute, che durante la stagione estiva pubblica bollettini dedicati al rischio da caldo con livelli di allerta e raccomandazioni per la popolazione. In un contesto caratterizzato da temperature sempre più elevate, la prevenzione passa soprattutto dai comportamenti individuali: piccoli gesti quotidiani che possono fare una grande differenza nella tutela della salute.
Bosco Difesa Grande sotto sorveglianza: al via il piano antincendio per proteggere il polmone verde di Gravina
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17 Giu 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 17 Giugno 2026 04:33
- Pubblicato Mercoledì, 17 Giugno 2026 04:33
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Dal 15 giugno è ufficialmente entrato in funzione il servizio di vigilanza e videosorveglianza presso il Bosco Difesa Grande, affidato alla società “Vigilanza Altamurana S.R.L.”. L'attività, che avrà una durata di quattro mesi, rappresenta una delle principali misure predisposte dall'Amministrazione comunale per contrastare il rischio incendi durante la stagione estiva.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle azioni di prevenzione e tutela del patrimonio ambientale cittadino, con l'obiettivo di garantire un controllo costante di una delle aree naturalistiche più preziose del territorio gravinese, particolarmente esposta nei mesi caratterizzati da alte temperature e prolungati periodi di siccità.
Nella seduta di ieri, inoltre, la Giunta Comunale ha deliberato la concessione in comodato d'uso gratuito al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari di un immobile comunale situato in agro di Gravina in Puglia, in via Spinazzola, presso la zona Fiera di San Giorgio (ex sede del Comando di Polizia Locale). La struttura sarà utilizzata per tutta la durata della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026, avviata il 15 giugno e prevista fino alla conclusione della stagione di massima allerta, stimata in circa quattro mesi, salvo eventuali proroghe o modifiche.
La presenza operativa dei Vigili del Fuoco sul territorio consentirà di rafforzare le attività di prevenzione, monitoraggio e intervento rapido in caso di emergenza, aumentando significativamente il livello di sicurezza a tutela del patrimonio boschivo e delle aree rurali circostanti.
Si tratta di una scelta che conferma la linea già adottata lo scorso anno dall'Amministrazione comunale, quando il Sindaco aveva manifestato la volontà di mettere a disposizione immobili del patrimonio comunale per supportare le attività di contrasto agli incendi boschivi, riconoscendo il valore strategico dell'iniziativa per la salvaguardia del territorio.
L'obiettivo è quello di proteggere il Bosco Difesa Grande, autentico "polmone verde" della comunità gravinese, preservandone la biodiversità, il valore paesaggistico e la funzione ambientale. Una tutela che diventa ancora più necessaria durante il periodo estivo, quando l'innalzamento delle temperature aumenta il rischio di incendi, sia per cause accidentali sia per eventuali e irresponsabili azioni dolose.
La difesa del patrimonio naturale rappresenta una responsabilità collettiva. Per questo motivo, accanto alle attività di vigilanza e prevenzione messe in campo dalle istituzioni, risulta fondamentale la collaborazione dei cittadini attraverso comportamenti responsabili e la tempestiva segnalazione di qualsiasi situazione potenzialmente pericolosa. Proteggere il Bosco Difesa Grande significa preservare un bene comune e garantire alle future generazioni un patrimonio ambientale di inestimabile valore.
Controlli su ciclomotori e biciclette elettriche: sicurezza stradale e rispetto delle regole al centro dell’attività congiunta di Polizia Municipale e Motorizzazione Civile
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18 Giu 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2026 05:18
- Pubblicato Giovedì, 18 Giugno 2026 05:18
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Da tre anni la Polizia Municipale e la Motorizzazione Civile collaborano in un’attività costante di controllo finalizzata a verificare la regolarità di ciclomotori e velocipedi e a garantire maggiori condizioni di sicurezza sulle strade. Un impegno significativo, reso ancora più rilevante dalla disponibilità del tavolo prova della Motorizzazione, unico strumento di questo tipo presente sul territorio nazionale.
Nella giornata di ieri, Piazza Scacchi è stata interessata da una serie di controlli mirati alla verifica della conformità dei veicoli alle disposizioni previste dall’articolo 50 del Codice della Strada. La normativa stabilisce che le biciclette a pedalata assistita debbano essere equipaggiate con un motore ausiliario elettrico avente una potenza nominale continua massima di 0,25 kW. L’assistenza del motore deve ridursi progressivamente fino a interrompersi al raggiungimento dei 25 km/h oppure quando il conducente smette di pedalare. È inoltre consentita la presenza di un dispositivo che attivi il motore a pedali fermi, purché la velocità non superi i 6 km/h.
Nel corso delle verifiche sono state accertate numerose violazioni al Codice della Strada, tra cui:
- circolazione con velocipedi alterati o manomessi;
- guida senza aver conseguito la prescritta patente di guida;
- circolazione con ciclomotore sprovvisto della prescritta targa;
- circolazione senza il certificato di circolazione;
- guida senza copertura assicurativa obbligatoria;
- utilizzo di ciclomotori e motoveicoli senza casco protettivo;
- trasporto irregolare di passeggeri su ciclomotori.
L’attività di controllo ha inoltre portato all’esecuzione di 7 fermi amministrativi e di 2 sequestri finalizzati alla confisca dei veicoli.
Questi interventi confermano l’importanza di un’attenta attività di vigilanza sul territorio e rappresentano un forte richiamo al rispetto delle norme che disciplinano la circolazione stradale. L’osservanza del Codice della Strada non costituisce soltanto un obbligo di legge, ma rappresenta soprattutto un comportamento responsabile e civile, fondamentale per tutelare l’incolumità dei conducenti, dei passeggeri e di tutti gli utenti della strada.
La sicurezza stradale è infatti un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso la collaborazione e il senso di responsabilità di ciascuno, per questo vanno ringraziati tutti coloro che si adoperano per verificare un corretto comportamento.
Bruciatura stoppie: quando e come è consentito dalla legge
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16 Giu 2026
- Ultima modifica il Martedì, 16 Giugno 2026 04:38
- Pubblicato Martedì, 16 Giugno 2026 04:38
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La Polizia Locale ricorda che, su tutto il territorio regionale, l’attività di bruciatura delle stoppie e dei residui vegetali derivanti dalla coltivazione di colture “cerealicole” è disciplinata dalla Legge Regionale 12/12/2016 nr. 38.
In linea generale, la norma regionale vieta l’accensione e la bruciatura delle stoppie e della paglia nonché la bruciatura delle superfici a pascolo e della vegetazione spontanea presente nei terreni coltivati, nei campi in stato di abbandono, incolti oppure a riposo. Ma una importante deroga alla normativa regionale consente la bruciatura delle stoppie nel periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi (ovvero dal 15 giugno al 15 settembre, salvo proroghe), come ad esempio, per le superfici in cui, per esigenze pedoclimatiche o limitata disponibilità di acqua per uso irriguo, si effettua la pratica del ringrano, la bruciatura delle stoppie per le colture cerealicole è consentita solo a seguito di preventiva comunicazione. Nella comunicazione i proprietari e/o i conduttori dei terreni devono indicare il giorno, il luogo e il responsabile del presidio e della bonifica. Per i conduttori di fondi che, invece, risiedono nelle zone soggette a vincoli paesaggistici, SIC e ZPS (come per le aree attigue al Bosco Difesa Grande”), LE OPERAZIONI SONO SEMPRE VIETATE, SENZA ALCUNA DEROGA.
L'accensione e la bruciatura delle stoppie deve essere effettua esclusivamente nelle ore mattutine, con accensione prevista dalle ore 05:00 per concludersi con lo spegnimento per le ore 10:00. Dal momento di accensione del fuoco, fino allo spegnimento, deve esserci sempre il controllo sulle stoppie.
La bruciatura delle stoppie è sempre vietata a distanza inferiore a 50 (cinquanta) metri dalle strutture e/o infrastrutture antropiche, dalle aree boscate, ivi comprese le aree cespugliate, arborate e a pascolo la Sezione Protezione Civile della Regione Puglia, giornalmente e per le successive 24, 48 e 72 ore pubblica sul sito https://protezionecivile.regione.puglia.it/informativa-gestione-residuivegetali / , sezione “Informativa gestione dei residui vegetali” la previsione dei fattori meteorologici innescanti gli incendi boschivi e che concorrono al rischio di propagazione. Tali valori, aggregati su scala comunale, verranno identificati con colore rosso e verde.
Per avvalersi della pratica dell'accensione e bruciatura delle stoppie i proprietari e/o conduttori delle superfici devono preventivamente visionare la sezione "Informativa gestione dei residui vegetali”, raggiungibile al seguente link: https://protezionecivile.regione.puglia.it/informativa-gestione-residui- vegetali e praticare l'accensione e la bruciatura, con le misure precauzionali previste solo in presenza di giornate classificate a bassa pericolosità di propagazione (colore verde).
Per seminativi, incolti e altri terreni (ad esempio gli uliveti) la larghezza delle fasce è di 15 metri. Nei boschi privati, si ricorda di mantenere costantemente riservata una fascia di 5 metri priva di rovi, necromassa e specie erbacee. Le fasce nei seminativi sono da farsi entro 10 giorni dalle operazioni di mietitura e comunque non oltre il 15 luglio. Il mancato rispetto delle suindicate disposizioni comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa con massimo edittale pari a euro 5.000,00. Alla luce di quanto esposto, si invita i proprietari e i conduttori dei terreni agricoli al rispetto delle prescrizioni.
Il Comandante la PL
Comm. Sup. Simone dott. LAMURAGLIA
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