Politica
Precisazione politica del movimento “Officine Gravinesi”
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19 Mag 2026
- Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2026 19:58
- Pubblicato Martedì, 19 Maggio 2026 19:58
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Con una nota inviata al Sindaco e alle forze politiche di maggioranza il movimento “Officine Gravinesi” ha inteso puntualizzare i corretti rapporti che dovrebbero intercorrere tra i gruppi politici e i componenti la Giunta.
Di seguito la nota completa:
Il sottoscritto, in qualità di Coordinatore politico cittadino del movimento “Officine Gravinesi”, ritiene necessario chiarire pubblicamente alcune questioni politiche emerse nel dibattito cittadino e nelle recenti dinamiche amministrative.
Si precisa, in maniera netta e inequivocabile, che l’Assessora Marienza Schinco non rappresenta il movimento “Officine Gravinesi”, né il relativo gruppo consiliare.
Si precisa inoltre che il gruppo consiliare “Officine Gravinesi” non esprime alcun rappresentante all’interno della Giunta comunale e, certamente, non può essere rappresentato da chi ha sostenuto forze politiche dalle quali siamo culturalmente e politicamente distanti.
Il nostro movimento si riconosce nei valori del riformismo democratico, dell’antifascismo, della tutela dei diritti civili e delle libertà individuali e collettive. L’obiettivo politico che perseguiamo è quello di contribuire alla costruzione, anche nella città di Gravina in Puglia, di un centrosinistra rinnovato culturalmente e politicamente, capace di ritrovare forza nelle radici riformiste, popolari e progressiste del nostro Paese.
Riteniamo inoltre necessario evidenziare un errore politico che, nel tempo, ha caratterizzato l’azione di codesta amministrazione comunale. In una coalizione politica, il tema centrale non può essere semplicemente individuare “a quale consigliere appartiene” un assessore. Una maggioranza e un Sindaco dovrebbero piuttosto interrogarsi su cosa quell’assessore rappresenti politicamente, quale visione della città incarni e quale progetto politico e culturale contribuisca a costruire.
Ridurre il rapporto politico a dinamiche esclusivamente personalistiche o numeriche, fondate sul rapporto diretto con i singoli consiglieri comunali, mortifica inevitabilmente il ruolo dei movimenti politici organizzati, impoverisce il confronto democratico e finisce per indebolire la stessa azione amministrativa.
È altrettanto evidente che il movimento “Officine Gravinesi” non è mai stato realmente coinvolto nelle scelte politiche e amministrative di questa esperienza di governo cittadino. Si è preferito instaurare un rapporto diretto e personalistico con i singoli consiglieri comunali, bypassando completamente il confronto con il movimento politico, con la sua identità, la sua elaborazione programmatica e la sua visione della città.
Una scelta che consideriamo politicamente sbagliata, perché una coalizione si rafforza valorizzando i soggetti politici e non svuotandoli di funzione e rappresentanza.
Con senso di responsabilità e chiarezza politica, riteniamo doveroso ribadire tali posizioni affinché non vi siano equivoci o improprie sovrapposizioni.
Cordiali saluti.
Gravina in Puglia, 18/05/2026
Il Coordinatore Politico Cittadino
“Officine Gravinesi”
Avv. Domenico Cardascia
Portaborse, consulenze e ferie “d’oro”: in Puglia il conto delle spese allegre lo paga sempre Pantalone
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19 Mag 2026
- Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2026 07:16
- Pubblicato Martedì, 19 Maggio 2026 07:16
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Non basta il “buco sanità”, in Regione Puglia il copione sembra sempre lo stesso: prima si spende senza troppi complimenti, poi si presenta il conto ai cittadini sotto forma di aumento dell’addizionale IRPEF. Un meccanismo ormai rodato, dove a fare da bancomat finale sono sempre i contribuenti.
A riportare ordine nella vicenda ci ha pensato la Corte dei Conti, che ha acceso i riflettori sui rendiconti irregolari di alcuni gruppi politici, contestando spese legate a portaborse e consulenze esterne. Non semplici sviste burocratiche, ma una gestione definita irregolare dai magistrati contabili, con liquidazioni discutibili e documentazione in alcuni casi assente o incompleta.
Tra gli episodi più singolari spiccano le liquidazioni delle ferie non godute ai collaboratori al termine del contratto: somme finite a carico delle casse regionali nonostante i dubbi sulla loro legittimità. E non manca il capitolo delle spese addirittura non rendicontate, cioè denaro pubblico uscito senza che vi sia stata una chiara e trasparente giustificazione contabile. Una sorta di “fidatevi sulla parola” amministrativo, peccato però che la parola impegnata sia quella dei soldi dei pugliesi.
Per ora il peso economico resta sul bilancio regionale, cioè sulle tasche dei cittadini. Certo, la procedura avviata dalla Corte dei Conti punta al recupero delle somme liquidate irregolarmente, ma nel frattempo il danno grava comunque sulla collettività. E mentre si cercano carte, ricevute e giustificativi smarriti nei meandri della politica, le famiglie pugliesi continuano a fare i conti con tasse sempre più pesanti.
Viene inevitabilmente in mente il vecchio motto: “paga Pantalone”. Solo che qui Pantalone non ride affatto. Lavora, versa imposte e assiste all’ennesimo spettacolo di spese allegre, consulenze facili e rendiconti creativi. Alla fine, come spesso accade, i conti non tornano nei palazzi della politica… ma tornano puntualmente nelle cartelle fiscali dei cittadini.
Parte a Gravina il primo progetto in Puglia di “Housing First”
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16 Mag 2026
- Ultima modifica il Sabato, 16 Maggio 2026 14:05
- Pubblicato Sabato, 16 Maggio 2026 14:05
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L’ex Monastero di Santa Maria, restituito alla comunità dopo gli importanti lavori di recupero che lo hanno interessato negli anni scorsi, continua a vivere con una serie di progettualità importanti, anche di natura sociale.
Tra qualche settimana, infatti, gli spazi ubicati al primo piano della struttura saranno messi a disposizione dell’Associazione di Promozione Sociale “Feel at Home” per la realizzazione di un progetto di “Housing First”, progettualità che mira a prevenire l'esclusione sociale e a promuovere l'autonomia delle persone più fragili della nostra comunità.
L’iniziativa, tra i primi progetti realizzati nel Sud Italia e, in particolare, nella nostra regione, prevede l’inserimento diretto di persone senza dimora in appartamenti autonomi, con l’obiettivo di favorire percorsi di benessere e integrazione sociale attraverso una sistemazione stabile, affiancata da un supporto educativo e relazionale strutturato.
La selezione dei beneficiari da inserire nel progetto Housing First, è avvenuta in collaborazione con il Servizio Sociale del Comune di Gravina in Puglia che ha in carico gli utenti, nel rispetto dei requisiti e del tipo di progettualità adatta alla situazione.
Grande soddisfazione per l’imminente avvio della iniziativa, prima in assoluto nella Regione Puglia, è stata espressa dall'Assessore alle Politiche Sociali Vincenzo Varrese che ha ringraziato per il lavoro svolto tutti gli operatori del Servizio Politiche Sociali del Comune di Gravina e l’équipe dell’Associazione di Promozione Sociale “Feel at Home” per il supporto che offriranno a coloro che andranno ad abitare in quegli ambienti.
Il progetto di “Housing First” rappresenta una nuova visione dell’accoglienza, basata su dignità, rispetto, accompagnamento e orientamento.
In questa ottica, proprio perché il lavoro rappresenta uno strumento imprescindibile di affermazione, riscatto e responsabilità per sentirsi parte integrante della collettività, i beneficiari della progettualità, offriranno un servizio molto utile alla comunità, dedicandosi quotidianamente alla pulizia, custodia e gestione dei bagni pubblici che da domani saranno operativi e funzionanti all’interno del chiostro dell’ex Monastero di Santa Maria.
Scuola, scatta l’allarme ATA: “Tagli pesanti, istituti a rischio caos e meno sicurezza”
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18 Mag 2026
- Ultima modifica il Lunedì, 18 Maggio 2026 05:30
- Pubblicato Lunedì, 18 Maggio 2026 05:30
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L’ano scolastico 2025/26 volge al termine ma già si intravede uno scontro politico e sindacale; le ultime comunicazioni del Ministero sull’organico ATA per il prossimo anno scolastico hanno acceso un clima di forte tensione: il piano conferma infatti un drastico ridimensionamento del personale, alimentando paure concrete sulla tenuta quotidiana degli istituti.
La scure dei tagli colpisce soprattutto i collaboratori scolastici. Oltre duemila posti verranno cancellati, con un impatto particolarmente duro nelle scuole secondarie di secondo grado. Una riduzione strutturale prevista dalle direttive contenute nella legge di Bilancio e attuata attraverso il decreto ministeriale già programmato nei mesi scorsi.
Ma il mondo della scuola reagisce con durezza. I sindacati parlano apertamente di una scelta “ragionieristica”, accusando il Ministero di applicare tagli lineari senza tenere conto delle reali condizioni degli istituti. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, la riduzione del personale rischia di aggravare criticità già esplose negli ultimi anni: carichi burocratici sempre più pesanti, gestione dei progetti finanziati dall’Unione Europea e carenza cronica di organici.
L’accusa più grave riguarda però la sicurezza. I rappresentanti sindacali lanciano un allarme netto: “Sono a rischio vigilanza e tutela degli studenti nei plessi scolastici”. Una denuncia che fotografa il timore di scuole sempre più scoperte e incapaci di garantire servizi essenziali.
Le conseguenze potrebbero ricadere direttamente sulla vita quotidiana degli studenti e del personale. Con meno collaboratori scolastici, spiegano gli addetti ai lavori, diventerebbe più difficile assicurare:
- la vigilanza continua negli spazi comuni;
- il supporto agli alunni con disabilità o fragilità educative;
- l’apertura e la custodia di laboratori, palestre e ambienti didattici.
A preoccupare è soprattutto la situazione degli istituti distribuiti su più plessi, dove il personale ATA rappresenta spesso l’unico presidio organizzativo stabile. Le associazioni di categoria denunciano parametri “lontani dalla realtà” e chiedono una revisione urgente dei criteri di ripartizione prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Il rischio, avvertono i sindacati, è che i tagli trasformino le scuole in strutture sempre più fragili, con meno controllo, meno assistenza e maggiori difficoltà nella gestione quotidiana.
Sanità pugliese, la Regione prepara la manovra riferita al 2025: focus su conti, tasse e tutela dei servizi ai cittadini
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16 Mag 2026
- Ultima modifica il Sabato, 16 Maggio 2026 05:08
- Pubblicato Sabato, 16 Maggio 2026 05:08
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Questa mattina, nella Sala di Jeso del palazzo della Presidenza regionale sul Lungomare Nazario Sauro di Bari, il presidente della Regione Puglia presenterà alla stampa le misure che l’amministrazione si appresta ad adottare per il riequilibrio economico del sistema sanitario regionale relativo all’esercizio 2025. Al centro dell’incontro anche i conseguenti interventi di natura fiscale che accompagneranno la manovra.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è duplice: da un lato mettere in sicurezza i conti della sanità pugliese, dall’altro garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali per i cittadini, evitando ricadute sull’assistenza territoriale, sulle liste d’attesa e sull’accesso alle cure.
Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati contenuti, strumenti e finalità del piano, che punta a rafforzare la sostenibilità economica del sistema sanitario regionale in una fase particolarmente delicata per i bilanci pubblici. La manovra dovrebbe intervenire sia sul fronte della razionalizzazione della spesa sia su quello delle leve fiscali regionali, con possibili effetti diretti per famiglie, imprese e contribuenti pugliesi.
Il tema assume particolare rilevanza per i cittadini, soprattutto alla luce delle difficoltà registrate negli ultimi anni nell’accesso alle prestazioni sanitarie. La Regione, infatti, lega il riequilibrio finanziario alla necessità di preservare servizi ospedalieri e territoriali, evitare tagli alle prestazioni e continuare il percorso di riduzione delle liste d’attesa.
Proprio su questo fronte arrivano i dati aggiornati del monitoraggio regionale. Al termine della quattordicesima settimana di controllo dei piani aziendali per il recupero delle prestazioni prenotate oltre i tempi previsti dai codici di priorità, risultano complessivamente 174.837 le persone contattate dalle aziende sanitarie pugliesi.
Secondo i numeri diffusi dalla Regione, sono già state anticipate ed erogate 80.262 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Un dato che evidenzia un andamento stabile dell’attività di recupero: il ritmo settimanale delle erogazioni è infatti rimasto costante per tutto il periodo di monitoraggio e, ormai, il numero delle prestazioni effettivamente eseguite coincide con quello delle prestazioni anticipate.
Per migliaia di cittadini pugliesi questo ha significato visite ed esami ottenuti con tempi ridotti rispetto alle attese iniziali, un elemento considerato strategico dalla Regione nel tentativo di recuperare efficienza e fiducia nel sistema sanitario pubblico.
Puglia, il conto del deficit sanitario finisce ai cittadini: aumentano le tasse mentre cresce chi rinuncia a curarsi
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17 Mag 2026
- Ultima modifica il Domenica, 17 Maggio 2026 07:51
- Pubblicato Domenica, 17 Maggio 2026 07:51
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Sarà l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF a coprire gran parte del deficit sanitario 2025 della Regione Puglia: ben 241 milioni sui 349 milioni complessivi. Un intervento che si tradurrà in un ulteriore peso fiscale per migliaia di contribuenti pugliesi, chiamati ancora una volta a sostenere i costi di una sanità pubblica sempre più in difficoltà.
Secondo le stime, l’aumento comporterà un aggravio di circa 5 euro mensili per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro; circa 20 euro al mese per i redditi fino a 50mila euro; e fino a circa 66 euro mensili per chi supera i 50mila euro di reddito.
La Regione Puglia quantifica in 433 milioni di euro i maggiori costi sanitari previsti per il 2025, parzialmente compensati da 51 milioni di maggiori ricavi e da 25 milioni tra recuperi e compensazioni. Ma il saldo resta pesantemente negativo e, ancora una volta, a colmare il divario saranno soprattutto i cittadini.
Una scelta che riaccende le polemiche sulla gestione del sistema sanitario regionale. Per molti contribuenti, infatti, si tratta dell’ennesimo sacrificio imposto per coprire inefficienze, sprechi e una programmazione giudicata insufficiente. Nel frattempo, i problemi che i cittadini vivono quotidianamente restano irrisolti: liste d’attesa interminabili, carenza di personale, pronto soccorso sotto pressione e difficoltà crescenti nell’accesso alle cure.
Le lunghe attese per visite specialistiche ed esami diagnostici hanno ormai spinto migliaia di pugliesi a rivolgersi a strutture e professionisti privati, sostenendo spese sempre più pesanti di tasca propria pur di ottenere cure in tempi ragionevoli. Un fenomeno che colpisce soprattutto il ceto medio e medio-basso, già schiacciato dall’aumento del costo della vita e dalla pressione fiscale.
Il rischio denunciato da associazioni e cittadini è quello di uno smantellamento progressivo del servizio sanitario pubblico: chi può permetterselo paga il privato, chi non ha risorse sufficienti rinuncia o rimanda le cure. Ed è proprio questo l’aspetto più allarmante: cresce il numero delle persone che decidono di non curarsi perché impossibilitate a sostenere i costi sanitari, trasformando il diritto alla salute in un privilegio legato al reddito.
In un contesto segnato da tasse in aumento e servizi percepiti come sempre meno efficienti, il malcontento sociale è destinato ad aumentare. Per molti cittadini pugliesi, il vero problema non è soltanto pagare di più, ma farlo senza vedere miglioramenti concreti in una sanità pubblica che appare sempre più distante dai bisogni reali della popolazione.
Raccolta differenziata, dalla Regione Puglia 4 milioni ai Comuni più virtuosi
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16 Mag 2026
- Ultima modifica il Sabato, 16 Maggio 2026 04:49
- Pubblicato Sabato, 16 Maggio 2026 04:49
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Pubbblicato sul BURP n. 38 del 14 maggio 2026 l’“Avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali finalizzate al potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata”, rivolto ai 110 Comuni pugliesi che nel 2025 hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 70%, come previsto dalla Determina Dirigenziale della Sezione regionale Ciclo Rifiuti e Bonifica n. 115 del 31 marzo 2026.
La Regione Puglia ha stanziato complessivamente 4 milioni di euro, finanziati attraverso economie di bilancio nell’ambito dell’Azione 6.1 del POC Puglia 2014-2020, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e migliorare ulteriormente i servizi di raccolta e gestione dei rifiuti urbani.
Gli interventi finanziabili riguardano il rafforzamento strutturale e tecnologico dei sistemi di raccolta differenziata, attraverso l’acquisto di eco-isole smart informatizzate e la fornitura di attrezzature, dotazioni e arredi destinati al potenziamento dei servizi di igiene urbana.
Ciascun Comune potrà presentare una sola proposta progettuale, corredata dall’istanza di finanziamento e dagli allegati richiesti, a partire dal 15 maggio 2026 ed entro le ore 23.59 del 15 giugno 2026. Il contributo concedibile varierà da un minimo di 30 mila euro fino a un massimo di 500 mila euro, in base alla popolazione equivalente del Comune richiedente. La procedura di valutazione avverrà con modalità “a sportello”.
Le candidature dovranno essere sottoscritte digitalmente dal legale rappresentante dell’Ente e trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo serv.rifiutiebonifica@pec.rupar.puglia.it.
Le operazioni finanziate dovranno essere concluse entro il 31 dicembre 2026, termine ultimo di ammissibilità della spesa previsto dal Programma POC Puglia 2014-2020.
L’Avviso pubblico è consultabile al seguente link:
BURP Regione Puglia – Avviso pubblico raccolta differenziata

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