Politica
SCORIE NUCLEARI, LAGRECA: “NESSUNA APERTURA. GRAVINA RESTA CONTRARIA” LA RISPOSTA DEL SINDACO LAGRECA
- Dettagli
-
26 Set 2026
- Ultima modifica il Sabato, 26 Settembre 2026 08:30
- Pubblicato Sabato, 26 Settembre 2026 08:30
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 38

In merito all’articolo pubblicato questa mattina da la Repubblica, il sindaco di Gravina di Puglia, Fedele Lagreca, interviene per chiarire un passaggio dell’intervista che, riportato fuori dal contesto, rischia di restituire una rappresentazione diversa dalla posizione sempre assunta dall’Amministrazione.
La posizione di Gravina sulle scorie nucleari è chiara: no alla loro localizzazione sul territorio comunale.
“Nel corso dell’intervista si è generato un equivoco che voglio chiarire direttamente ai cittadini. La mia posizione, così come quella dell’Amministrazione, non è mai cambiata: sono contrario alla localizzazione di scorie nucleari a Gravina di Puglia.
È una posizione assunta sin dall’inizio e ribadita nel tempo attraverso i Consigli comunali, anche monotematici, e nel confronto con gli altri Comuni del territorio. Non si tratta, quindi, di una posizione maturata oggi o legata alle circostanze del momento, ma di un impegno preciso assunto nei confronti della nostra comunità.
L’Amministrazione non cambia rotta. Il nostro orientamento resta quello espresso in questi anni e non vi è alcuna disponibilità ad accogliere scorie nucleari sul territorio di Gravina.
Voglio perciò tranquillizzare i cittadini: su questo tema non ci sono aperture né ripensamenti. Gravina ha assunto una posizione chiara e continuerà a sostenerla con coerenza e determinazione, nel rispetto dell’indirizzo espresso dal Consiglio comunale e dell’impegno preso con la città.”
SCORIE NUCLEARI, LAGRECA: “NESSUNA APERTURA. GRAVINA RESTA CONTRARIA”
In merito all’articolo pubblicato questa mattina da la Repubblica, il sindaco di Gravina di Puglia, Fedele Lagreca, interviene per chiarire un passaggio dell’intervista che, riportato fuori dal contesto, rischia di restituire una rappresentazione diversa dalla posizione sempre assunta dall’Amministrazione.
La posizione di Gravina sulle scorie nucleari è chiara: no alla loro localizzazione sul territorio comunale.
“Nel corso dell’intervista si è generato un equivoco che voglio chiarire direttamente ai cittadini. La mia posizione, così come quella dell’Amministrazione, non è mai cambiata: sono contrario alla localizzazione di scorie nucleari a Gravina di Puglia.
È una posizione assunta sin dall’inizio e ribadita nel tempo attraverso i Consigli comunali, anche monotematici, e nel confronto con gli altri Comuni del territorio. Non si tratta, quindi, di una posizione maturata oggi o legata alle circostanze del momento, ma di un impegno preciso assunto nei confronti della nostra comunità.
L’Amministrazione non cambia rotta. Il nostro orientamento resta quello espresso in questi anni e non vi è alcuna disponibilità ad accogliere scorie nucleari sul territorio di Gravina.
Voglio perciò tranquillizzare i cittadini: su questo tema non ci sono aperture né ripensamenti. Gravina ha assunto una posizione chiara e continuerà a sostenerla con coerenza e determinazione, nel rispetto dell’indirizzo espresso dal Consiglio comunale e dell’impegno preso con la città.”
“Nessuna ambiguità sulle scorie nucleari: Gravina deve dire NO”
- Dettagli
-
26 Set 2026
- Ultima modifica il Sabato, 26 Settembre 2026 08:15
- Pubblicato Sabato, 26 Settembre 2026 08:15
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 37

Nella nostra qualità di consiglieri comunali esprimiamo profonda preoccupazione e sconcerto alla luce delle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale e regionale in merito alla possibile localizzazione di un deposito di scorie nucleari nel territorio di Gravina.
Le parole attribuite al Sindaco Fedele Lagreca, secondo cui l’amministrazione comunale non escluderebbe a priori l’ipotesi e valuterebbe la questione, rappresentano un pericoloso e inaccettabile allontanamento dalla ferma linea di contrarietà che la nostra comunità e i territori dell’Alta Murgia hanno storicamente e unitamente portato avanti in tutte le sedi istituzionali.
Il nostro territorio – scrigno di biodiversità, cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e terra a forte vocazione agricola, paesaggistica e turistica – non può e non deve diventare il ricettacolo dei rifiuti radioattivi nazionali.
Accarezzare anche solo l’idea di aprire a scenari di questo tipo significa mettere a repentaglio la salute pubblica, la sicurezza dei cittadini e il futuro economico e ambientale della nostra terra.
Alla luce di quanto emerso, chiediamo con forza al Sindaco Fedele Lagreca di fare chiarezza immediata e inequivocabile, prendendo le distanze da qualsiasi apertura a tali ipotesi e ribadendo con fermezza un “NO” secco, chiaro e definitivo al deposito di scorie nucleari a Gravina.
Confermiamo il nostro impegno in prima linea a tutela del territorio e dei cittadini, pronti a mobilitarci in ogni sede opportuna per scongiurare questa eventualità e difendere l'integrità della nostra comunità.
Alesio Valente
Saverio Verna
CARO CARBURANTE, PROPOSTA DI MOZIONE URGENTE
- Dettagli
-
25 Set 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 25 Settembre 2026 04:57
- Pubblicato Venerdì, 25 Settembre 2026 04:57
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 53

Ieri sera, al termine della trattazione dei punti all’ordine di giorno (tutti approvati) del Consiglio Comunale, all’unanimità dei presenti allora in aula (17, alcuni erano andati via) hanno approvato una mozione riguardante il “caro carburante” presentata dal Consigliere Valente Alesio da inviare al governo centrale.
Di seguito il testo:
Iniziative urgenti contro il caro carburante e il rialzo dei costi energetici a tutela di cittadini, famiglie, imprese e del settore agricolo locale.
IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO CHE:
Il costante e vertiginoso aumento dei prezzi di benzina, gasolio e GPL sta determinando un impatto economico insostenibile sulle famiglie, sui lavoratori pendolari e sulle imprese del territorio comunale;
Tale incremento del costo dei carburanti si traduce in un immediato aumento dei costi di trasporto delle merci, generando una forte spinta inflazionistica sui beni di prima necessità e sulle materie prime;
Per le famiglie e per le micro, piccole e medie imprese locali, già provate dalle congiunture economiche complesse, l'ulteriore aggravio dei costi di mobilità rischia di compromettere la stabilità economica e la tenuta occupazionale del territorio;
Il settore agricolo locale versa in una condizione di estrema vulnerabilità, in quanto l'impiego del gasolio agricolo è un elemento indispensabile per l'utilizzo dei macchinari operativi fin dalle prime fasi produttive, a partire dalla preparazione dei terreni e dalla semina, fino al raccolto e al trasporto dei prodotti.
CONSIDERATO CHE:
Una quota rilevante del prezzo finale dei carburanti alla pompa è rappresentata da componenti fiscali rigide (IVA e accise);
Gli aumenti spropositati del carburante nei campi mettono a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole locali, minacciando la continuità della produzione alimentare a km zero e la sovranità alimentare del Paese;
Gli enti locali soffrono direttamente l'aumento dei costi dei carburanti, sia per la gestione del parco mezzi comunale e dei servizi essenziali (es. trasporto scolastico, manutenzione, polizia locale), sia per la potenziale contrazione del potere d'acquisto della comunità amministrata;
È fondamentale un intervento tempestivo e straordinario da parte delle istituzioni centrali per mitigare gli effetti dell'emergenza e calmierare i prezzi al consumo.
DELIBERA
1) Di esprimere viva preoccupazione per le ricadute economiche e sociali che l'impennata del costo dei carburanti sta producendo sul territorio comunale, con particolare riferimento ai rischi di blocco o forte contrazione delle attività produttive e agricole.
2) Di impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale:
A trasmettere con la massima urgenza il presente atto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy;
A sollecitare il Governo e il Parlamento affinché adottino con urgenza le seguenti misure:
1. Riduzione temporanea o taglio straordinario delle accise e sterilizzazione dell'IVA sui carburanti e sul gasolio da autotrazione e per uso agricolo nei momenti di maggior picco di prezzo;
2. Misure di sostegno specifiche e sgravi fiscali dedicati al comparto agricolo, per garantire la copertura dei costi del carburante necessario alle lavorazioni essenziali dei campi (dalla preparazione del terreno, alla semina, fino alle fasi di raccolto);
3. Crediti d'imposta e contributi straordinari destinati al settore dell'autotrasporto, della logistica e alle imprese locali che utilizzano mezzi di trasporto e lavoro per la propria attività aziendale;
4. Fondo di sostegno ai lavoratori pendolari per calmierare le spese di trasporto legate alle esigenze lavorative e di studio;
5. Incentivi al potenziamento del trasporto pubblico locale, con contributi diretti ai Comuni per evitare l'aumento delle tariffe dei biglietti e dei servizi scolastici a carico delle famiglie;
Ad attivare, per quanto di propria competenza e nei limiti delle risorse di bilancio, ogni misura utile a livello locale per sostenere le fasce sociali più fragili e i settori economici più colpiti di fronte all'aumento generale del costo della vita.
Cava Groviglione, vendita senza asta: quali interessi pubblici?
- Dettagli
-
26 Set 2026
- Ultima modifica il Sabato, 26 Settembre 2026 05:58
- Pubblicato Sabato, 26 Settembre 2026 05:58
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 45
È stata la volta del consigliere Valente, nel corso del Consiglio Comunale del 24 u.s., a sollevare interrogativi sulla procedura di alienazione della cava “Groviglione”. Un’interpellanza per chiedere chiarezza su una vicenda che si trascina ormai da circa quattro anni e sulla quale, ancora oggi, permangono diversi punti interrogativi.
Il consigliere ha innanzitutto chiesto a che punto sia la procedura di vendita, ricordando come il primo atto, risalente a circa quattro anni fa, fosse stato successivamente ritirato a seguito delle osservazioni avanzate da alcuni consiglieri.
In seguito, fu predisposto un secondo provvedimento, anch’esso ritirato. In quell’occasione, sarebbe stato affermato che non si sarebbe proceduto ulteriormente con l’alienazione. E invece, circa due o tre mesi fa, una delibera di Giunta ha nuovamente dato il via libera alla vendita, questa volta attraverso una trattativa diretta.
Un ulteriore elemento di discussione riguarda il regolamento per l’alienazione del patrimonio comunale, modificato, secondo quanto evidenziato dal consigliere, per ben tre volte. L’ultima modifica, approvata con deliberazione del Consiglio Comunale, ha reintrodotto la possibilità della trattativa diretta, suscitando interrogativi e perplessità, in particolare da parte dell’opposizione.
Da qui la domanda centrale posta da Valente: quale sarebbe l’interesse pubblico della città a procedere alla vendita della cava attraverso una trattativa diretta, evitando il ricorso all’asta pubblica, soprattutto considerando che sarebbero state avanzate da altri soggetti offerte economicamente più elevate?
Il consigliere, dichiarandosi contrario all’alienazione del bene anche per ulteriori ragioni, ha quindi proposto che la questione venga inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, così da poter affrontare pubblicamente la vicenda e consentire anche la presenza di qualche dirigente che possa fornire i necessari chiarimenti.
Una vicenda che, a questo punto, rischia di assumere i contorni di una situazione paradossale, soprattutto per la difficoltà di ottenere risposte immediate e per quella che viene percepita come una crescente carenza di trasparenza.
Nel corso della seduta, infatti, il presidente del Consiglio avrebbe evitato di procedere con una risposta immediata all’interpellanza, motivando la decisione con il fatto che fosse trascorso il tempo previsto per le interrogazioni. Le risposte, pertanto, dovrebbero arrivare successivamente per iscritto.
Ma è proprio qui che sorgono ulteriori interrogativi.
Come potranno i cittadini conoscere le ragioni che stanno portando l’Amministrazione Comunale a proseguire sulla strada dell’alienazione della cava “Groviglione”?
Qual è, concretamente, l’interesse pubblico alla base della scelta della trattativa diretta?
Perché non ricorrere a una procedura aperta, soprattutto se esistono soggetti disposti a offrire cifre superiori?
E, soprattutto, vorrà l’Amministrazione Comunale confrontarsi direttamente con la comunità e spiegare pubblicamente le ragioni di questa scelta?
Sono domande alle quali i cittadini, forse, avrebbero diritto di ricevere risposte chiare, puntuali e soprattutto pubbliche.
Festa patronale, turisti in arrivo… ma i siti restano chiusi
- Dettagli
-
23 Set 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:45
- Pubblicato Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:45
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 37
Ci accingiamo a celebrare la festa patronale, uno degli appuntamenti capaci di richiamare in città numerosi forestieri, pronti magari a scoprire le bellezze e i tanti siti di interesse che Gravina può vantare.
Peccato, però, che una volta arrivati rischino di trovare più porte chiuse che monumenti aperti.
E qui, come si suol dire, casca l’asino: perché tanti luoghi restano inaccessibili e, soprattutto, chi dovrebbe occuparsene?
Domanda semplice, risposta complicata. Anzi, parafrasando il vecchio detto: “interrogato il morto, il morto non rispose”.
Nessuna risposta, infatti, né dall’Amministrazione per i beni di proprietà comunale, né dalla Chiesa per quei siti di sua competenza, come le grotte di San Michele.
E allora viene spontanea un’altra domanda: perché continuare a pubblicizzare il “ponte” come attrattore turistico se poi non si riesce a garantire una fruizione adeguata del patrimonio cittadino?
Una delle motivazioni addotte per autorizzare persino una cena sul ponte, bene che dovrebbe essere patrimonio di tutti, era proprio quella di “pubblicizzarlo”.
Peccato che l’evento fosse riservato a chi poteva permetterselo, considerato il costo tutt’altro che popolare.
In questo scenario, sembra illogico decidere per l'aperturadell’infopoint nella villa comunale, un punto informazioni è certamente utile, ma dovrebbe poter informare su qualcosa che sia effettivamente visitabile.
A inizio maggio, in occasione dell’affidamento della gestione all’Agenzia Martulli, l’assessore al Turismo annunciò come imminente anche l’apertura del chiosco.
Si attendevano soltanto le suppellettili, ci venne spiegato.
Evidentemente anche le suppellettili, a Gravina, amano prendersela comoda.
Ora resta da capire se, nei prossimi giorni, riaprirà anche l’albergo diurno, chiuso per restyling e rimasto fuori servizio per diversi mesi.
Speriamo almeno che, questa volta, oltre all’estetica e alla funzionalità si sia pensato anche all’accessibilità.
Perché il turismo non vive soltanto di annunci, fotografie e slogan: ha bisogno di porte aperte, informazioni e servizi funzionanti.
Altrimenti il rischio è di accogliere i visitatori con una città tutta da scoprire… ma soltanto sulla carta.
Ponte Patanella, al via i lavori: dopo anni di attesa arriva la svolta
- Dettagli
-
26 Set 2026
- Ultima modifica il Sabato, 26 Settembre 2026 05:52
- Pubblicato Sabato, 26 Settembre 2026 05:52
- Scritto da Vincenzo Varvara
- Visite: 44
Quando i rappresentanti istituzionali lavorano in sinergia, gli obiettivi possono finalmente trasformarsi in risultati concreti. È questo il significato dell’avvio, previsto per il prossimo 1° ottobre, dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza del ponte “Patanella”, situato all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Un traguardo atteso da anni e raggiunto grazie all’impegno dei consiglieri provinciali Michele Naglieri e Pietro Paparella, che hanno portato avanti il percorso in collaborazione con gli ingegneri dell’Ufficio Tecnico della Città Metropolitana di Bari. Un lavoro di squadra che ha consentito di sbloccare un intervento atteso da tempo e di mettere a disposizione risorse per oltre due milioni di euro, destinate agli interventi previsti.
Sono stati anni lunghi, segnati da attese, difficoltà e momenti nei quali la realizzazione dell’opera sembrava allontanarsi. Oggi, invece, il progetto entra finalmente nella sua fase operativa, restituendo fiducia e soddisfazione alle comunità interessate.
L’obiettivo è completare i lavori nell’arco di circa un anno, restituendo piena funzionalità a un’infrastruttura inserita in uno degli scenari naturalistici più suggestivi della Murgia.
Il ponte, infatti, rappresenta un importante punto di accesso alla Grave di Scoparella, spettacolare cavità carsica profonda circa 37 metri, immersa in un paesaggio di straordinaria bellezza.
L’avvio del cantiere segna dunque un momento importante non soltanto sul piano infrastrutturale, ma anche per il territorio: dopo anni di attesa, finalmente si passa dalle aspettative ai lavori, con la prospettiva concreta di restituire alla comunità un collegamento sicuro e valorizzare, al tempo stesso, un luogo di grande pregio naturalistico.
Gravina punta al riconoscimento di “Comune di affermata tradizione ceramica”
- Dettagli
-
23 Set 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:39
- Pubblicato Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:39
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 34
La tradizione ceramica di Gravina compie un nuovo passo verso il riconoscimento istituzionale. Con deliberazione della Giunta Comunale adottata ieri, 22 settembre, è stato approvato il Dossier storico-documentale e tecnico-artistico predisposto per comprovare la storicità, la rilevanza e la continuità della produzione ceramica nel territorio della Città di Gravina in Puglia.
Il provvedimento rappresenta il presupposto per l’avvio dell’iter finalizzato a ottenere il riconoscimento ufficiale di “Comune di affermata tradizione ceramica”, attraverso la trasmissione di una specifica richiesta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e al Consiglio Nazionale Ceramico (CNC).
Il dossier raccoglie e sistematizza le testimonianze storiche, documentali e tecnico-artistiche relative alla presenza della ceramica a Gravina, delineando un percorso nel quale l’attività artigianale si intreccia con la storia, la cultura e l’identità del territorio. Un patrimonio che, nel corso del tempo, ha contribuito a caratterizzare la comunità gravinese e che oggi viene posto al centro di un progetto di valorizzazione e riconoscimento istituzionale.
Alla costruzione del dossier hanno collaborato diverse realtà del territorio e del mondo associativo e produttivo: Ente Pro Loco Italiane – Comitato Regionale Puglia, CNA Metropolitana Bari, Asso.Tim. Confartigianato Gravina, Calcarea APS Gravina, Consorzio Turistico Sguardi Rupestri Gravina e Fondazione E. Pomarici Santomasi. La partecipazione di soggetti appartenenti a differenti ambiti testimonia la volontà di costruire un percorso condiviso, capace di mettere in relazione patrimonio culturale, artigianato, promozione turistica e sviluppo economico.
La ceramica, infatti, non viene considerata soltanto come una pratica artigianale legata alla memoria del passato, ma come una componente ancora significativa dell’identità locale e una possibile leva di sviluppo per il futuro. Le competenze degli artigiani, la trasmissione delle tecniche e dei saperi e la permanenza di una cultura materiale legata alla lavorazione della ceramica costituiscono elementi che possono contribuire alla salvaguardia delle professionalità e dell’occupazione qualificata.
A ciò si aggiunge la dimensione turistico-culturale. La valorizzazione della tradizione ceramica può infatti inserirsi nel più ampio sistema di attrattori di Gravina, affiancando il patrimonio storico, architettonico e rupestre della città con un ulteriore elemento capace di raccontarne la storia attraverso le produzioni artigianali e i saperi tramandati nel tempo.
Con l’approvazione del dossier, dunque, il Comune avvia formalmente il percorso verso il riconoscimento ministeriale. Saranno ora MIMIT e Consiglio Nazionale Ceramico a esaminare la documentazione e a valutare la sussistenza dei requisiti necessari per l’attribuzione del titolo.
L’iniziativa punta così a trasformare una tradizione profondamente radicata nella storia locale in un patrimonio da tutelare, promuovere e proiettare nel futuro, rafforzando il legame tra identità culturale, artigianato e sviluppo del territorio.
Altri articoli...
- Formazione e confronto: dalla memoria del terremoto del Friuli al corso sulla tutela dei beni culturali
- Convocazione del Consiglio Comunale settembre 2026
- “Casa Riformista verso il 2027: idee, Politica e responsabilità per la Città”
- Protezione Civile, nuova sede per il Gruppo Comunale: dal 1° settembre il trasferimento nell’ex Comando di Polizia Municipale

Politica







