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Politica

Estate 2026, variazione d'urgenza da 80 mila euro: contributi già assegnati mentre il cartellone è ancora in attesa

Una variazione di bilancio approvata d'urgenza dalla Giunta Comunale nella seduta del 2 luglio ha reso disponibili 80.000 euro destinati a sostenere, attraverso patrocini e contributi, il cartellone degli eventi estivi 2026.

Il dato che suscita attenzione, tuttavia, è che il programma ufficiale della stagione estiva non risulta ancora perfezionato né presentato alla cittadinanza. Nonostante l'assenza del cartellone definitivo, l'Amministrazione ha già previsto e, in alcuni casi, sostenuto spese per specifiche iniziative in parte a pagamento per i cittadini.

Tra i contributi già individuati figurano 10.000 euro per il Festival Giovanile della Lirica "Residenze Musicali Murgiane" 2026, 10.500 euro per la quarta edizione del Festival del Cabaret dell'Alta Murgia e 2.500 euro per l'iniziativa "GRAVINA IN...CANTA", per un totale di 23.000 euro già destinati a singoli eventi.

A questi si aggiungono manifestazioni già svolte, come l'"Oscar del Libro", che ha registrato la partecipazione dell'attore Riccardo Scamarcio. Resta tuttavia da chiarire quale sia stato il costo complessivo dell'iniziativa, poiché, allo stato, non risultano ancora rese note le risorse impiegate per la sua realizzazione.

Ne deriva una situazione nella quale parte delle risorse pubbliche destinate alla programmazione estiva risultano già impegnate o comunque indirizzate verso specifici appuntamenti, mentre il cartellone complessivo degli eventi 2026 non è ancora stato ufficializzato. Una circostanza che pone interrogativi sulla tempistica della programmazione e sull'opportunità di procedere con l'assegnazione di contributi e con la realizzazione di eventi prima della presentazione organica dell'intero programma estivo.

Contributi per l'acquisto di climatizzatori: il Comune rinnova il sostegno ad anziani e persone con disabilità

Anche per il 2026 l'Amministrazione Comunale rinnova una misura di sostegno pensata per aiutare le fasce più fragili della popolazione ad affrontare le elevate temperature della stagione estiva. È stato infatti deliberata la concessione di contributi destinati all'acquisto e all'installazione di climatizzatori d'aria.

L'iniziativa, ormai consolidata negli anni, è rivolta ai cittadini con più di 67 anni e alle persone con una disabilità riconosciuta superiore al 74%, con l'obiettivo di contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita durante i periodi di caldo intenso.

Per accedere al beneficio è necessario possedere un'attestazione ISEE non superiore a 9.360 euro per i nuclei composti da una sola persona oppure non superiore a 18.720 euro per i nuclei di due persone.

Il contributo, fino a un massimo di 300 euro, sarà erogato a seguito della verifica dell'effettivo acquisto del climatizzatore, che dovrà essere documentato mediante regolare fattura attestante la spesa sostenuta.

L'intervento conferma l'attenzione dell'Amministrazione nei confronti delle persone maggiormente esposte ai rischi legati alle ondate di calore, promuovendo misure concrete di tutela della salute e del benessere della comunità.

Gravina perde un'altra occasione: nessun progetto presentato al bando regionale per il turismo, sfumano possibili finanziamenti

Ancora un'occasione mancata per Gravina sul fronte dello sviluppo turistico. La Regione Puglia ha ammesso a finanziamento ben 85 progetti presentati da altrettanti Comuni, stanziando complessivamente 1,3 milioni di euro per il potenziamento dei servizi destinati ai turisti. Nell'elenco dei beneficiari, però, Gravina non compare. Il motivo è tanto semplice quanto significativo: il Comune non ha presentato alcuna candidatura.

Un'assenza che solleva inevitabilmente interrogativi sulle responsabilità politiche e amministrative. Quando un ente locale rinuncia anche solo a concorrere per risorse messe a disposizione dalla Regione, il danno non è soltanto economico, ma riguarda soprattutto le opportunità perse per migliorare l'accoglienza e la qualità dei servizi offerti a cittadini e visitatori.

È vero che, dopo una lunga attesa, è stata finalmente affidata la gestione dell'Infopoint turistico, ma questo rappresenta solo un tassello di una strategia che continua a mostrare evidenti lacune. Restano irrisolti numerosi problemi: dalla carenza della segnaletica turistica alla mancanza di ulteriori servizi in grado di valorizzare realmente il patrimonio storico, culturale e naturalistico della città. Il finanziamento regionale avrebbe potuto rappresentare un'occasione concreta per intervenire proprio su questi aspetti.

Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. Anche in passato questa Amministrazione ha lasciato scadere importanti opportunità di finanziamento dedicate al settore turistico. Emblematico il caso del bando sul turismo accessibile, al quale il Comune non partecipò nonostante fosse stata avanzata una proposta concreta dalla Consulta Comunale della Disabilità. Tra le iniziative suggerite figurava l'acquisto di carrozzine specifiche per consentire anche alle persone con mobilità ridotta di fruire dei percorsi naturalistici del bosco, un progetto che avrebbe coniugato inclusione e valorizzazione del territorio.

La ripetizione di queste mancate partecipazioni rischia di delineare un problema che va oltre il singolo bando: l'incapacità di intercettare risorse esterne che potrebbero alleggerire il peso sulle finanze comunali e finanziare interventi utili senza gravare sui contribuenti.

Proprio per questo appare difficile comprendere come, da un lato, si trovino risorse per organizzare eventi di grande impatto economico e mediatico, mentre, dall'altro, si rinunci a presentare progetti finanziabili con fondi regionali. Se davvero il bando era alla portata del Comune, come dimostra l'elevato numero di enti che vi hanno partecipato con successo, è legittimo chiedersi per quale motivo né la parte politica né la struttura amministrativa siano riuscite a predisporre e trasmettere una proposta nei termini previsti.

Le responsabilità, infatti, non possono essere attribuite esclusivamente agli uffici o esclusivamente agli amministratori. La partecipazione ai bandi pubblici è il risultato di un lavoro congiunto tra indirizzo politico e macchina amministrativa. Quando un Comune resta fuori perché non presenta alcun progetto, il fallimento riguarda l'intera organizzazione dell'ente.

Nel frattempo, altri 85 Comuni pugliesi potranno investire nuove risorse per rendere più attrattivi i propri territori. Gravina, invece, resta ancora una volta a guardare, perdendo un'opportunità che avrebbe potuto tradursi in servizi migliori, maggiore competitività turistica e benefici concreti per l'intera comunità.

Turismo, il grande bluff: Gravina annuncia la partecipazione al bando, ma il progetto non risulta acquisito dalla Regione

Mentre l’Amministrazione comunale celebrava l’adesione al bando regionale, gli atti ufficiali restituiscono una realtà opposta: della candidatura del Comune di Gravina in Puglia non vi è traccia negli esiti della procedura. Tutte le domande regolarmente acquisite risultano finanziate. Si impongono chiarimenti immediati e l’assunzione delle conseguenti responsabilità politiche.

GRAVINA IN PUGLIA (BA), 3 LUGLIO 2026

Gli atti ufficiali della Regione Puglia mettono in luce una realtà amministrativa profondamente distante dalla narrazione promozionale diffusa dall’esecutivo cittadino sul posizionamento turistico del territorio. La mancata inclusione di Gravina nelle graduatorie regionali destinate al potenziamento delle strutture informative per l’accoglienza evidenzia carenze amministrative che una città con ambizioni turistiche non può più permettersi.

La sequenza degli atti solleva interrogativi che esigono una risposta chiara e documentata. Con deliberazione di Giunta n. 156 del 22 giugno 2026, adottata proprio a ridosso del termine di scadenza, l’Amministrazione esprimeva la volontà di aderire all’avviso regionale, approvando il progetto denominato “Gravina 365 – Accoglienza Turistica, Digitalizzazione e Valorizzazione dell’Alta Murgia e Gravine”.

La pubblicazione degli esiti istruttori da parte degli uffici regionali ha delineato un quadro inequivocabile: la candidatura del Comune di Gravina in Puglia non compare né nell’elenco degli 85 enti ammessi al finanziamento, né nell’unica istanza esclusa per vizi di forma, riguardante il Comune di Alberobello.

Gli atti ufficiali smentiscono dunque la ricostruzione fornita dall’Amministrazione nei giorni scorsi. Non siamo di fronte al rigetto della proposta progettuale. Siamo di fronte a una candidatura che non risulta acquisita nell’ambito della procedura regionale. L’atto di Giunta dava mandato di procedere all’inoltro via PEC, sebbene il bando prescrivesse il caricamento mediante applicativo informatico dedicato, dichiarando irricevibili le domande trasmesse con modalità diverse. Al di là delle specifiche modalità, resta un dato: la candidatura non risulta registrata negli esiti regionali, nonostante la stesura del piano e la sottoscrizione del Sindaco.

Risulta urgente individuare per quali ragioni la procedura non sia stata portata a termine, ovvero dimostrare, ove ciò sia avvenuto, che sia stata regolarmente perfezionata. In entrambi i casi, occorre comprendere come sia stato possibile che un iter di tale rilevanza non sia stato adeguatamente controllato e supervisionato, soprattutto considerando che, alla luce degli esiti regionali, avrebbe verosimilmente consentito l’accesso al finanziamento.

Questo scenario si inserisce in un contesto di evidente difficoltà di coordinamento politico. Colpisce che proprio l’Assessora delegata al Turismo, Marienza Schinco, risultasse assente nella seduta di Giunta del 22 giugno in cui veniva approvato il progetto. Un’assenza che assume inevitabilmente un significato politico, soprattutto se inserita in un quadro caratterizzato da una crescente distanza dai tavoli di confronto e dalle consultazioni operative con gli operatori economici locali del comparto.

Le carenze programmatiche si riflettono inevitabilmente sullo stato attuale dei servizi informativi cittadini. La sede dell’Info-Point presenta problematiche logistiche severe, a partire dalla totale mancanza di un impianto di condizionamento dell’aria. Con l’insorgere delle ondate di calore estive, il personale si trova a operare in condizioni di oggettivo disagio, compromettendo lo standard qualitativo dell’accoglienza che una città d’arte ha il dovere di riservare ai propri visitatori.

Lo sviluppo economico legato ai flussi turistici richiede pianificazione, rigore procedurale e monitoraggio costante delle opportunità di investimento pubblico. Sono elementi che non possono essere sostituiti da campagne d’immagine, né da annunci privi di riscontro negli atti. Le istituzioni si giudicano dai risultati, non dalle dichiarazioni di intenti.

È doveroso che l’Amministrazione fornisca alla cittadinanza una ricostruzione puntuale e documentata dell’accaduto, indicando le ragioni per cui Gravina non risulta tra gli enti finanziati né tra quelli esclusi. Quando un’Amministrazione comunica la partecipazione a un bando e, all’esito della procedura, la candidatura non risulta neppure agli atti della Regione, non siamo più dinanzi a una fisiologica criticità amministrativa. Siamo di fronte a un fatto che impone una spiegazione pubblica e un’assunzione di responsabilità politica.

Per tali ragioni riteniamo che l’Assessora Marienza Schinco debba rassegnare le proprie dimissioni. Non si tratta di alimentare una sterile polemica, ma di riaffermare un principio essenziale: nelle istituzioni la responsabilità politica non è una sanzione, è il presupposto stesso della credibilità di chi governa. Quando viene meno il risultato, non possono venire meno anche le responsabilità.

 

Lega Salvini Premier Gravina in Puglia                                Forza Italia Gravina in Puglia

Lorenzo Carbone                                                                   Antonio Surico

 

Lega Giovani Gravina in Puglia                                            Noi Moderati Gravina in Puglia

Simone Scaltrito                                                                    Francesco Tucci

La Puglia rafforza la rete contro la violenza di genere: oltre 7,2 milioni di euro per consolidare servizi, autonomia e prevenzione

La Regione Puglia compie un nuovo e significativo passo nel rafforzamento delle politiche di contrasto alla violenza di genere, destinando 7.266.973,28 euro alla programmazione per il biennio 2026-2027. Un investimento che punta a rendere i servizi dedicati alle donne vittime di violenza sempre più stabili, capillari e integrati, consolidando una rete territoriale costruita negli anni grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti locali, servizi sociali, centri specializzati e realtà del Terzo settore.

L'obiettivo è garantire a ogni donna non solo una risposta tempestiva nelle situazioni di emergenza, ma un percorso completo di protezione, accompagnamento, emancipazione e autonomia economica, affinché possa ricostruire la propria vita in condizioni di sicurezza e libertà.

La forza del modello pugliese risiede proprio nella capacità di fare rete. Oggi il sistema regionale può contare su 33 Centri Antiviolenza, 113 sportelli territoriali, 21 Case Rifugio, 2 strutture di emergenza e 7 Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), inseriti in un'organizzazione che coinvolge tutti i 45 Ambiti Territoriali Sociali della Puglia. Una rete che rappresenta un presidio diffuso sul territorio e che opera quotidianamente attraverso il coordinamento tra Comuni, servizi sociosanitari, operatori specializzati, associazioni e istituzioni, assicurando interventi sempre più efficaci e vicini ai bisogni delle persone.

La nuova programmazione rafforza ulteriormente questa alleanza territoriale, riconoscendo che il contrasto alla violenza di genere può produrre risultati concreti solo attraverso un sistema stabile di cooperazione, capace di mettere in relazione competenze, professionalità e strumenti diversi.

Le risorse saranno infatti destinate in maniera integrata al potenziamento dei servizi di accoglienza e protezione, al sostegno dell'autonomia economica delle donne, alle politiche per l'abitare e agli interventi di prevenzione culturale e sensibilizzazione. Ambiti che non possono procedere separatamente, ma che devono essere parte di una strategia comune per incidere sulle cause profonde della violenza e accompagnare le donne verso una reale indipendenza.

Con questo investimento la Regione Puglia conferma una scelta politica precisa: trasformare il contrasto alla violenza di genere in una vera e propria infrastruttura permanente di welfare, capace di garantire continuità, prossimità e qualità dei servizi. Una rete pubblica e territoriale che non interviene soltanto quando la violenza si manifesta, ma costruisce ogni giorno le condizioni perché le donne possano riconquistare autonomia, sicurezza e piena partecipazione alla vita della comunità.

“Sul turismo serve chiarezza. L’Assessora Schinco tragga le conseguenze politiche.”

«La vicenda relativa alla mancata ammissione del Comune di Gravina in Puglia al bando regionale per il potenziamento degli Info-Point turistici impone una seria riflessione politica.»

 

«Sarà necessario chiarire se l’esclusione sia dipesa da aspetti procedurali o da altre motivazioni. Questo dovrà emergere dagli atti e dalle verifiche degli uffici. Tuttavia, sul piano politico, alcuni elementi non possono essere ignorati.»

«La delibera di Giunta per la partecipazione al bando è stata approvata nell’ultimo giorno utile e, inoltre, alla seduta risultava assente proprio l’Assessora al Turismo. Circostanze che, se confermate, pongono un evidente problema di responsabilità politica.»

Chi ricopre una delega così strategica ha il dovere di programmare, monitorare i bandi, intercettare finanziamenti e garantire che il Comune non perda occasioni di sviluppo per il territorio.»

«Per queste ragioni ritengo che l’Assessora al Turismo, Marienza Schinco, debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e rimettere il proprio mandato nelle mani del Sindaco, che sarà poi libero di valutare se confermarne la fiducia o procedere con una diversa scelta amministrativa.»

 

«Il Sindaco è chiamato a una scelta di chiarezza e di responsabilità. Continuare a difendere una situazione che ha sollevato tanti interrogativi non aiuterebbe né l’Amministrazione né la città. Gravina merita un turismo costruito su programmazione, competenza amministrativa e capacità di cogliere tutte le opportunità offerte da Regione ed enti sovracomunali, non sulla propaganda.»

«Come consigliere comunale continuerò a svolgere il mio ruolo con serietà e determinazione, nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini.»

 

Vincenzo Florio – Consigliere Comunale

 

PNRR scaduto il termine del 30 giugno: a Gravina cantieri ancora aperti, rischio di perdere i fondi europei?

Il 30 giugno 2026 rappresentava una data cruciale per tutti gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): entro quella scadenza, secondo le linee guida operative della Struttura di Missione PNRR, i lavori avrebbero dovuto essere completati. Un termine che, tuttavia, non tutti gli Enti attuatori sono riusciti a rispettare.

Anche a Gravina la situazione lascia spazio a interrogativi. In città sono ancora in corso, in maniera evidente, i lavori di rifacimento dei marciapiedi previsti dal progetto "Green Connect", finanziato con risorse del PNRR. A questi si aggiungono altri interventi, anch'essi riconducibili ai fondi europei, sui quali l'Amministrazione comunale ha fornito finora poche informazioni ai cittadini riguardo allo stato di avanzamento, alle tempistiche e agli eventuali ritardi.

Non è l'unico cantiere ancora aperto. Proseguono infatti anche gli interventi presso l'ex ospedale "Santa Maria del Piede", destinato a ospitare una Casa di Comunità nell'ambito del potenziamento della sanità territoriale. Su questo fronte la Regione Puglia ha comunicato di aver raggiunto il target previsto per tutte le 83 opere programmate sul territorio regionale, ma resta da verificare la posizione dei singoli interventi ancora in fase di completamento.

La domanda che molti cittadini si pongono è inevitabile: i lavori ancora in corso rischiano di perdere il finanziamento europeo? La possibilità esiste. Le opere che non rispettano i requisiti e le scadenze fissate dal PNRR potrebbero infatti uscire dal cosiddetto "perimetro PNRR", con la conseguenza di non poter più essere rendicontate all'Unione Europea.

Uno scenario tutt'altro che trascurabile. Se Bruxelles non dovesse riconoscere la copertura finanziaria degli interventi non conclusi nei tempi o non correttamente rendicontati, le risorse mancanti dovrebbero essere reperite attraverso altri canali. A farsi carico dei costi potrebbero essere lo Stato, la Regione oppure gli stessi enti locali, con il rischio concreto di gravare sui bilanci pubblici e di rallentare ulteriormente il completamento delle opere. Nei casi più critici, potrebbero rendersi necessarie rimodulazioni dei progetti o nuovi stanziamenti, con inevitabili ripercussioni sui tempi di realizzazione e sulla programmazione finanziaria.

La partita, tuttavia, non è ancora definitivamente chiusa. Entro il 31 agosto 2026 tutte le amministrazioni interessate dovranno caricare sulla piattaforma ReGiS la documentazione conclusiva degli interventi e dimostrare il raggiungimento degli obiettivi previsti. Sarà questa fase di verifica a stabilire quali opere potranno continuare a beneficiare delle risorse europee e quali, invece, dovranno essere finanziate con fondi alternativi.

Per Gravina, dunque, le prossime settimane saranno decisive. I cittadini attendono di conoscere quale sia lo stato reale dei cantieri ancora aperti, se siano stati rispettati gli adempimenti richiesti dal PNRR e, soprattutto, se esista il rischio concreto che una parte degli interventi perda il sostegno economico dell'Unione Europea, con possibili conseguenze sui conti pubblici e sul completamento delle opere.