Politica
Approvate in Consiglio comunale le osservazioni al PPTR
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29 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:32
- Pubblicato Sabato, 28 Dicembre 2013 21:00
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Al di là dello squallore, sull’ultimo Consiglio comunale, evidenziato da una nota precedente a firma di Vincenzo Varvara; al di là delle assenze e delle latitanze ingiustificate, irrazionali di qualche amministratore, la seduta, in zona Cesarini, perché la scadenza era fissata al 29 dicembre, ha approvato le osservazioni al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, d’ora in poi PPTR, presentate distintamente, ma facendo un tutt’uno nell’insieme degli scopi da raggiungere e sui rilievi mossi, dagli architetti gravinesi e dall’architetto Giuseppe Lapolla. Quelle dell’Ordine professionale sono state sintetizzate dagli architetti Vito Stimolo, Giacomo Savino e Stefania Lorusso. Nel merito, i due documenti puntano l’attenzione, o meglio, puntano il dito sulle disattenzioni che la Regione Puglia, redattrice del Piano ha avuto nei confronti della città di Gravina, del suo territorio e delle sue implicanze storiche, culturali, paesaggistiche, ecologiche ed archeologiche. Gli architetti , per esempio, si sono soffermati su: “Riqualificazione manufatti storici (masserie, iazzi, beni rurali). Il restauro dei detti manufatti, nonché dei segni identitari del nostro territorio, iazzi, cisterne, beni naturali in genere, porterebbe alla rivitalizzazione di molte aree di grande valore paesaggistico e storico-architettonico. A tal proposito si propone di inserire nelle NTA di Piano misure incentivanti per la riqualificazione paesaggistica di tali manufatti, quali ad esempio l’abbattimento del costo di costruzione per la riqualificazione e la possibilità per gli Enti Locali di definire strumenti e piani specifici di attuazione”. Patto Città-Campagna. A tal proposito si propone che negli effetti pratici, il patto città-campagna, esplicitato nelle linee guida, abbia valore di solo indirizzo, questo perché la delicata questione della perequazione urbanistica e della revisione in chiave contemporanea delle periferie delle città e del loro rapporto con il paesaggio rurale, possa essere affrontata in ambito territoriale e direttamente dalle comunità interessate attraverso la pianificazione locale in sede di PUG e/o Piani o Programmi attuativi”. “Coni visuali e le componenti dei valori percettivi. NTA Art. 85 co. 4, Art. 86 , Art. 87 , Art. 88. Si evidenzia che il Comune di Gravina in P. è interessato dalla perimetrazione di un “Cono Visuale” che individua come fulcro visivo antropico il “PONTE SUL TORRENTE LA GRAVINA”. A tal proposito si propone seguito di una analisi specifica il cono visuale che interessa il territorio di Gravina in P., tracciato dal PPTR adottato, deve essere fortemente ridimensionato in quanto risulta incoerente con lo stato dei luoghi e con la effettiva visibilità degli elementi di pregio naturali e/o antropici”. “Recepimento contenuti Piano Comunale Tratturi. A tal proposito si propone che nelle NTA , probabilmente all’art. 78, sia prevista esplicitamente la possibilità da parte delle comunità locali di intervenire nella ridefinizione delle aree armentizie e delle loro aree di rispetto, nonché di rendere coerente i contenuti del Piano con il quadro normativo regionale vigente”. “Le aree di interesse paesaggistico – ripristino ambientale cave dismesse. Il ritorno o la ripresa dell’argomento sono stati dettati dal fatto che nel PPTR, sono stati previsti i recuperi delle cave di Cursi, Avetrana e Apricena. Non si fa alcun cenno o riferimento a quelle di Gravina: Il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale non individua le cave di tufo dismesse nel territorio di Gravina in Puglia! Nel territorio di Gravina in Puglia, e anche a ridosso del centro abitato, ci sono diverse cave ditufo ormai dismesse. Sono costituite da facciate spoglie e che hanno un impatto ambientale notevole, ad esempio, le tufare del “Cozzarolo”. Nella cartografia di riferimento del PPTR relativa al nostro territorio, non vengono individuate cave da riqualificare. A tal proposito si propone di recuperare prima di tutto l’assetto paesaggistico e cercare in contemporanea di renderlo utilizzabile da parte dei cittadini. In questo modo si possono ottenere veri e propri parchi multifunzionali nei quali poter ricreare poli attrattivi multidisciplinari, si può ridare identità a un luogo che fino ad oggi è stato poco conosciuto e valorizzato dai cittadini, dando vita ad aree dedicate allo sport, per lo svago, aree didattiche e zone attrezzate per eventi. Le osservazioni dell’architetto Lapolla sono state mirate sotto l’aspetto ambientalistico ed ecologico. In sintesi, egli sostiene e ribadisce: Nel caso specifico del Comune di Gravina in Puglia si vuole porre l’attenzione agli ambiti con valenza ecologica massima (verde scuro) “corrispondente alle aree boscate” e che dovrebbero coincidere essenzialmente con il bosco “Difesa Grande” di proprietà del Comune di Gravina in Puglia, con i suoi 1.838 ettari. Parte del bosco rientra nella definizione “Valenza ecologica alta” e parte in “Valenza ecologica medio-alta” sicuramente classificato a fronte di una sorta di giudizio qualitativo sulle condizioni forestali: ad esempio la foresta Umbra (Gargano), nota foresta inclusa nel Parco Nazionale del Gargano, viene indicata con “Valenza ecologica massima”. Si chiede di rivedere il giudizio qualitativo sul bosco “Difesa Grande” a fronte delle elevate qualità forestali e selvicolturali: infatti rientra in un SIC e vede la presenza di ben 6 specie quercine compreso il Farnetto “Quercus frainetto” e Cerro “Q. cerris” specie tutelata a livello comunitario. La Puglia si caratterizza nel suo aspetto di paese rurale ed agrosilvopastorale dove il territorio si distingue attraverso una serie di “reti ecologiche minori” parte integrante del paesaggio appenninico. Inoltre la Puglia è caratterizzata da sistemi colturali e morfotipologici unici che compongono la rete ecologica regionale. Si è notato come tra le componenti idrologiche, negli UPC – Reticolo idrografico di connessione della R.E.R. non è stato indicato il tratto idrologico del “Pentecchia di Chimenti”. Si tratta di un torrente ad elevato valore ecologico nel contesto della R.E.R. in quanto nasce dalla parte ad ovest del paese (Botromagno-Acquaversa) e si snoda sino a sud a collegare il SIC “Difesa Grande” e la gravina di Gravina in Puglia, unico tratto naturale del reticolo idrografico con vegetazione igrofila. I suoi argini sono interessati dalla presenza di una popolazione arbustiva e arborea a roverella (Quercus pubescens). Si chiede per tali motivazioni la riperimetrazione in U.C.P. Nella descrizione delle Componenti Culturali ed insediative e nella descrizione degli Usi Civici per quanto riguarda il Comune di Gravina si ricorda che l’intera estensione del Bosco Comunale “Difesa Grande” è stata da sempre intesa come Uso Civico. In particolare il PPTR individua e perimetra il Bosco “Difesa Grande” salvo stralciare due area all’interno del perimetro boschivo. Vengono stralciare due aree: l’ex poligono militare denominato “Campo dei Missili” e una fascia localizzata in località “Lama Lunga”. Sulla prima area stralciata, il vincolo di uso civico dovrebbe essere reintrodotto avendo perso tempo fa tale definizione a seguito dell’acquisizione da parte del Ministro della Difesa. Allo stato attuale l’area è stata acquisita dal Comune di Gravina in Puglia e dovrebbe rientrare nel proprio patrimonio. Si dovrebbe anche riperimetrare la loc. “Lama Lunga” perché rientra nel patrimonio boschivo in possesso del Comune di Gravina e come tale vige l’uso civico. Nella descrizione delle Componenti Culturali ed insediative e delle Zone di interesse archeologico per quanto riguarda il Comune di Gravina si intende far rilevare l’ennesima omissione dell’area di interesse archeologico individuata presso la loc. Vagnari ad ovest dell’abitato di Gravina. Si chiede l’introduzione come nuovo BP. Nella descrizione delle Componenti dei valori percettivi UPC, Strade panoramiche, andava quanto meno tracciata la più nota delle strade panoramiche gravinesi, visitata da molteplici turisti ogni anno e che permette la visione di tutto il centro storico di Gravina, da sud a nord e viceversa. Tale strada denominata via “Madonna della Stella” non può considerarsi esclusa dall’elencazione delle strade panoramiche”.
Giuseppe Massari
Non c'è fretta e spazio per la cultura in questa città
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28 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:32
- Pubblicato Venerdì, 27 Dicembre 2013 23:00
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La cultura può attendere come il famoso paradiso nel film, Il Paradiso può attendere, di Warren Beatty e Buck Henry del 1978. E’ stato necessario fare riferimento al succitato film per ricordare ai lettori e all’opinione pubblica che il punto inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale, celebratosi nella giornata di ieri, venerdì 27, relativo alla nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Pomarici Santomasi è stato puntualmente rinviato. Babbo Natale non ha portato in dono il nuovo organismo gestionale dell’Ente Fondazione. La Befana , al momento, da noi contattata e consultata, dice di non avere un tale provvedimento nella sua calza. Forse, dovremo aspettare Pasqua e il suo uovo, perché tra la sorpresa potrebbero esserci i nuovi componenti che andranno a gestire il contenitore culturale della nostra città. Il motivo dell’ulteriore rinvio è stato determinato dalla presa di posizione dell’Udc nel rivendicarne la presidenza nella persona dell’avvocato Nunzio, Ninì per gli amici, Langiulli. Comincia a delinearsi un nome diverso da quelli che finora erano circolati. Fino a che punto questo partito di maggioranza la spunterà non ci è dato saperlo. Una cosa è certa. Nell’ambito di una verifica politica ancora in itinere, forse mai iniziata e mai conclusasi, il partito di Casini sta puntando i piedi e tenterà di farlo pur di incassare questa cambiale messa all’incasso. All’interno della maggioranza gli accordi erano diversi e che andavano in ben altra direzione e questo spiega il rinvio permanente, in una specie di tira e molla tra i partner dell’attuale maggioranza amministrativa. Ora, spunta questo nome messo sull’altare della verifica politico programmatica, che, come al solito si rivela o si rivelerà solo in termini di accomodamenti ed aggiustamenti istituzionali; di incarichi, di visibilità, di nuovi spazi da coprire ed occupare. Certo, il designato presidente, anche per l’età che si ritrova, e dopo le varie esperienze mistiche, ispirate dallo Spirito Santo, non cerca spazi e visibilità istituzionali, avendo già dato, nel suo lungo passato di militanza politica democristiana lattanziana, qualcosa a questa città. A suo merito va l’aver portato a compimento la trattativa tra la società Linificio di Roma e il Comune di Gravina per far acquisire a quest’ultimo lo spazio e l’area attualmente adibiti per lo svolgimento della Fiera san Giorgio. Culturalmente parlando si diletta con il vernacolo gravinese, con la pittura, con alcune pagine di storia nazionale e risorgimentale, con altre a sfondo religioso. Politicamente parlando, soprattutto riferito agli ultimi periodi, del personaggio si può dire che è funzionale a questa maggioranza, non solo perché milita in quel partito che ieri è stato con il centrodestra e oggi sta con il centrosinistra, ma perché è stato uno dei più convinti sostenitori, supporter ed elettore, nel corso della campagna elettorale amministrativa del 2012, dell’attuale primo cittadino. E’ uno di quelli che, pur essendosi dichiarato, a parole, da avvocato, a cui non manca la loquacità e la logorrea professionale, da sempre, fino a diventare paonazzo, di destra, anticomunista, lattanziano doc, quindi antimoroteo, pur non avendo capito fino in fondo il pensiero e la strategia politica di Aldo Moro, si è ritrovato a sostenere, forse coerentemente parlando in termini localistici, un candidato di sinistra appoggiato dal cosiddetto centro, cioè dalla vera anomalia della politica italiana, e neanche un candidato di centro appoggiato dalla sinistra. Della serie: questo è il vero tipo di coerenza che paga. E’ questa la coerenza da prendere a modello e non quella che si basa sui valori etici, morali di indipendenza, di autonomia; i valori dell’Assoluto, della identità, della cultura libera ed indipendente. E’ questa la cultura che paga. Il resto, bisogna lasciarlo agli ingenui, ai creduloni, agli sciocchi, a coloro che, invece, stupidamente si soffermano a discettare sul sesso degli angeli.
Giuseppe Massari
Cosa è costretta a subire il contribuente
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27 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:32
- Pubblicato Giovedì, 26 Dicembre 2013 23:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Una gestione responsabile non avrebbe mai permesso situazioni di disagio alle persone e danno un’immagine, a dir poco, patetica dei nostri rappresentanti politici.
Sta avvenendo che le cartelle notificate ai cittadini riguardanti la TARES siano, nel 90%, errate nei calcoli e, ironia delle ironie, il contribuente è costretto ad attendere ore ed ore perché possa avere contezza e vedersi sostituta la stessa.
Cose che non si sono viste mai da nessuna parte: non può una persona avere un tributo da pagare e non essere sicuro che, per il calcolo, sia stata applicata esattamente la normativa, una conseguenza logica, in presenza di errori in percentuali così elevate, sarebbe il congelamento della cartelle emesse, una verifica a tappeto ed emissione di nuove cartelle.
No, da noi è il contribuente che è costretto a subire il disagio: in questo periodo invece di trascorrere le festività al calduccio in famiglia, deve stare in fila al freddo (vedi foto scattata alle ore 9,00 più tardi la coda si è allungata fino ad arrivare in fondo alla strada); tanto è stato ribadito anche in sede di Consiglio comunale celebratosi in mattinata con la concessione, da parte del Sindaco, di dover richiedere alla ditta a cui è stato affidato il servizio di mettere a disposizione più persone e, se sarà il caso, si potrà pensare ad un’ulteriore proroga per il pagamento: attualmente è fissato al 24 gennaio.
Assumendomi le responsabilità, invito tutti alla “disobbedienza fiscale”.
Un Consiglio comunale che ha mostrato tutta la sua povertà
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28 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:32
- Pubblicato Venerdì, 27 Dicembre 2013 22:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Il Consiglio comunale di ieri aveva ripreso i lavori affrontando una questione molto delicata: l’incompatibilità del consigliere Debenedictis sollevata dall’avv. Sergio Casareale.
Il segretario comunale, in linea con la normativa, stilava una delibera alla quale il Consiglio doveva dare il proprio parere ed era proprio il modo in cui la stessa era redatta che suscitava perplessità di interpretazione, ma una modifica, avvenuta dopo ampio dibattito, metteva la parola fine. In pratica entro dieci giorni il consigliere potrebbe rimuovere le cause di incompatibilità (dimettersi da consigliere o da rappresentante della società) oppure presentare la documentazione che sarebbe verificata in primis dal segretario e dall’avvocatura per poi ritornare in Consiglio.
Si arrivava al punto relativo alle interrogazioni e qui si scatenavano i consiglieri affrontando temi più disparati: dalle tante irregolarità nell’affidamento di servizi alla questione ambientale, dallo sperpero del denaro pubblico ai non pagamenti per prestazioni effettuate. I componenti della giunta, sia pure a volte con impaccio, cercavano di dare le dovute spiegazioni.
Si anticipava, quindi, il punto 16 relativo alla variante al PRG in zona Giulianello. Il Sindaco invitava il Dirigente Ing. Stasi ad illustrare tecnicamente il punto e qui si manifestava lo squallore dell’attuale Consiglio comunale. A gruppi i consiglieri parlavano tra loro, nessuno ascoltava il relazionante tanto da essere ripresi, i consiglieri, dalle poche persone presenti. Non è possibile mostrarsi così irresponsabili tanto da far inveire il pubblico, anch’io, in presenza della testata giornalistica Murgiatime, mi sono schifato ed ho preferito andare via.
Le considerazioni consequenziali è opportuno che non le renda pubbliche…
Valente: Natale senza botto, ovvero, parodia del cambianiente
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24 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Lunedì, 23 Dicembre 2013 23:00
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La seduta, in prima convocazione, del Consiglio comunale è saltata, ma non come il classico tappo dalla bottiglia dello spumante o dello champagne, tipico in questi giorni di feste. E’ saltata per mancanza del numero legale, più esattamente, perché la maggioranza non si è presentata all’appello in aula, o non era pronta per affrontare i temi in discussione. Li ricordiamo: debiti fuori bilancio, parere sul piano paesaggistico regionale, nomina dei nuovi membri in seno alla Fondazione Pomarici Santomasi. A memoria, da quando questa amministrazione si è insediata, sembra essere stata la prima volta che, proprio in prima convocazione, la seduta non si è tenuta. E’ vero, molte volte è andata liscia, se così si può dire, anche se, comunque, non sono mancati rinvii degli argomenti, sospensioni di sedute, non sempre tranquille ed agitate. E’ pur vero che c’è sempre una prima volta, ma in politica, ogni prima volta è sempre pericolosa, perché denota malesseri, mal di pancia, accordi che saltano, impegni che non vengono rispettati, fibrillazioni che continuano a ritmo cardiaco, strascichi polemici che durano all’infinito, fino a sfilacciare rapporti, coesioni e giungere all’epilogo definitivo e traumatico della legislatura. Quando in politica prevalgono gli egoismi personali e di parte, e fino a quando questi non saranno eliminati del tutto, non ci potrà essere serenità amministrativa, governabilità e durata del mandato elettorale. Ogni crisi, o bagliori di essa ha inizio sempre con una verifica tra le forze che sostengono l’amministrazione Ricordiamo che era in atto, tra i partiti di maggioranza, una verifica politica che non si sa quando è iniziata; non si è capito se è ancora in corso o se sia terminata. I sentori emersi lunedì mattina, antivigilia di Natale, lasciano presupporre che tutto sia in alto mare, se non su tutto, almeno su alcuni assetti istituzionali, chiamati visibilità. Lunedì scorso, il Consiglio comunale, o più precisamente l’attuale amministrazione, sembrava vivere in casa Cupiello, dove, da una parte c’era chi era intento a fare il presepe e chi tentava di distogliere il capofamiglia, fino al punto da contestarne la realizzazione o, se non addirittura, invocarne e passare alla distruzione di quello già realizzato. Eduardo De Filippo si è divertito, con la sua commedia, Natale in casa Cupiello, a descrivere un malessere, a descrivere i nemici in casa sua, tra moglie e figli. Se fosse vissuto, il commediografo napoletano, ed assistendo a quello che avveniva o è avvenuto in via Veneto, si sarebbe divertito a riscrivere una nuova edizione di quel capolavoro teatrale della drammaturgia italiana. Letta, il premier italiano, manichino manovrato dal signor uomo del colle, ha dichiarato che, a Natale, avrebbe mangiato il panettone. Valente, suo omologo in piccolo, non potrà dire la stessa cosa. Né attraverso i suoi microfoni ed altoparlanti umani e né attraverso le sue specializzazioni o specialità tecnologiche. Forse, il panettone, lo mangerà, ma sarà amaro. Sarà un panettone senza l’accompagnamento di un buon prosecco. Temiamo che non mangerà neanche le cartellate, se non amare, senza zucchero a velo o senza vincotto. Temiamo che, di questo passo, forse, non vedrà neanche la colomba di Pasqua. Noi ce l’auguriamo, nell’interesse della città. Anche di quella che supinamente, superficialmente, con leggerezza lo ha votato. Quando, in una città, un’amministrazione governa, non è immune da danni, dal commettere errori, dallo scontentare tizio, caio, o sempronio, perché non si può accontentare tutti, anche se molti sono quelli che si ritengono insoddisfatti, o colpiti o danneggiati. Chi, però, sta producendo solo danni, derivanti dalla inattività amministrativa, cioè il niente del niente, il nulla del nulla, è bene che se ne torni a casa, perché preferiamo i danni amministrativi di chi governa e amministra e non quelli prodotti dai figuranti del presepe vivente ed eterno, votato e vocato all’immobilismo. Giuseppe Massari
P.S.I.: Osservazioni al PPTR
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27 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Giovedì, 26 Dicembre 2013 23:00
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Il PSI per la questione del PPTR intende dare un proprio contributo inviando alla Regione ed al Consiglio Comunale delle osservazioni che, integralmente divulghiamo:
IL SITEMA DELLE TUTELE:INDIVIDUAZIONE DEGLI ULTERIORI CONTESTI PAESAGGISTICI
Nell’elenco dei tratturi è indicato quello di Melfi-Castellaneta con il n°21 ed ai sensi e per gli effetti dell’art76 delle nta è classificato reintegrato:
Il punto 2 – b recita:
aree appartenenti alla rete dei tratturi e alle loro diramazioni minori in quanto monumento della
storia economica e locale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti etestimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca. Tali tratturi sono classificati in “reintegrati” o “non reintegrati” come indicato nella Carta redatta a cura del Commissariato per la reintegra dei Tratturi di Foggia del 1959.
Si sottolinea che nel tratto compreso tra le direttrici per Bari e Corato l’area di sedime dello stesso è inficiata dalla realizzazione di una circonvallazione con sottopasso carrabile e sovrastante tronco ferroviario e pubblica illuminazione ed è a ridosso di una zona di espansione urbana edificata con ristorante e chiese .
Per cui si ritiene incongruente e dannoso tutelare un bene difatto esistente solo sulle carte ma a cui si riconosce una fascia di rispetto che dovrebbe essere totalmente abolita .
Il Comune di Gravina in Puglia si è dotato nel 2008 di un Piano Comunale dei Tratturi normando le aree ad esso appartenenti.
Il PPTR non tiene conto della realtà dei luoghi e delle trasformazioni avvenute nel tempo per cui si ritiene irragionevole e dannoso prevedere una fascia di salvaguardia che penalizza zone di espansione edificate e da edificare classificate C3 dal vigente PRG di cui i diretti interessati hanno pagato l’ ICI prima ed IMU poi sui suoli dichiarati edificatori dall’adozione del PRG.
Si chiede la completa eliminazione degli indirizzi di salvaguardia di cui ai all’86 per il tratto di strada indicato come tratturo MELFI-CASTELLANETA che va dagli incroci delle statali per Bari e Corato.
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Il PPTR pur essendo gerarchicamente superiore alla pianificazione comunale non può declassare zone tipizzate di PRG come B2/B4/C3 da suolo potenzialmente edificatorio ad agricolo ai sensi dell’art,31 con il Patto unilaterale Città – Campagna si vanno a fissare disparati indici edificatori, rischiando di invalidare e compromettere ogni futura pianificazione urbanistica da parte del Comune, che è competente per legge.
A far data dall'adozione del PPTR sugli immobili e sulle aree di cui all'art. 134 del Codice non sono consentiti interventi in contrasto con le disposizioni normative del PPTR aventi valore di prescrizione, a norma di quanto previsto dall'art. 143, comma 9, del Codice .
A far data dall'adozione del PPTR non sono inoltre consentiti interventi in contrasto con le specifiche misure di salvaguardia ed utilizzazione previste per gli ulteriori contesti.
La C3/Giulianello prevede la realizzazione di n.100 villette bifamiliari con superficie di 140 mq/cad., immerse nel verde, ricadenti su lotti di 300 mq.
L’iter autorizzativo dopo la modifica alla perimetrazione del comparto ai sensi della legge Regionale n.5/2010 – Approvazione definitiva in variante al P.R.G., consentirebbe una risposta in termini occupazionali immediata e la realizzazione di un sogno per circa 200 famiglie gravinesi che vedrebbero l’opportunità di costruire la propria abitazione a costi estremamente sostenibili.
Il piano di lottizzazione è pronto e si attende solo la riperimetrazione del comparto.
Occorre ribadire che vi sono importanti interessi economici in gioco, di persone ed imprese che hanno investito risorse e che attendono l’accoglimento delle osservazioni prima di predisporre eventualmente un sacrosanto ricorso al Tar.
Per quanto attiene alle zone di completamento “B2” ,dopo aver ultimato l’iter autorizzativo della variante urbanistica si può realizzare il piano di attuativo PUE .
Per quanto attiene alle zone di completamento”B4 “bisogna ricucire la maglia edificata con interventi edificatori a più basso impatto ambientale ma che non vedano penalizzati i proprietari dei suoli interessati.
Spalmare queste cubatura all’interno delle aree costruite comporterebbe una impossibile edificazione in rapporto anche alle norme antisismiche giacchè, difatto, sarebbe impossibile sopraelevare sull’esistente se non abbattendo od adeguando sismicamente il costruito.
L’auspicata cintura verde meglio indicata come green belt è bene spostarla di almeno 1000 metri così da consentire un margine di azione dell’Ente Locale senza innescare contenziosi e cancellare aspettative ed aggravare la crisi occupazionale .
Gli indici delle zone di espansione sono così bassi che consentirebbero una edificazione immersa nel verde che ben si integra con la green belt.
Il Partito Socialista ritiene che sia auspicabile che il patto citta-campagna abbia solo un carattere d’indirizzo e non di imposizione ed interferenza sull’Ente Locale consentendo agli operatori di esprimersi anche con architetture innovative e di qualità.
E’ necessario coniugare sviluppo della città a più bassa densità edilizia con le norme di salvaguardia dell’esistente contenute nel PPTR .Creare ampie zone verdi intorno alla periferie è un’utopia in quanto sarebbero aree incolte ed infestate.
Al contrario del verde privato che sarebbe curato ed ordinato.
Gravina in Puglia 27.12.2013
Il Segretario
Architetto Pietro Nolasco
COMUNICATO STAMPA DEL 23 DICEMBRE 2013
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24 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Lunedì, 23 Dicembre 2013 23:00
- Scritto da la redazione
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Si assiste all’ennesima figuraccia di questa amministrazione che non ha il numero legale per consumare un consiglio comunale.
Eppure all’ordine del giorno del Consiglio comunale erano iscritti punti importanti per la Città.
In particolare, vi era il punto delle famose “case bianche” finalmente giunte ad una conclusione positiva.
Vi era il punto relativo al rinnovo del consiglio di amministrazione della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”, scaduta da tempo e con un consiglio dimezzato.
Vi era il punto relativo al “piano paesaggistico territoriale regionale” che laddove non affrontato rischia di paralizzare il comparto dell’edilizia nella nostra Città per i prossimi dieci anni.
Vi era il punto relativo alla modifica del regolamento edilizio per consentire attività commerciali ed artigianali negli scantinati del nostro centro storico.
Valente e la sua maggioranza, invece, continuano a giocare, senza avere una idea chiara di sviluppo della Città.
Sono mesi che questa amministrazione è in crisi, sono mesi che questa amministrazione rincorre i “mal di pancia” di molti suoi consiglieri comunali; sono mesi che questo Sindaco accontenta con il piccolo clientelismo i consiglieri col mal di pancia.
Invece di prendere atto del fallimento politico ed amministrativo, della sua scassata maggioranza, continua a fare finta di nulla e a dare in pasto alla nostra comunità feste e festicciole, sagre e concertini.
Intanto centinaia di nostri concittadini oggi affollano gli uffici del Comune con in mano le cartelle della TARES per un balzello in molti casi non dovuto, poiché sbagliato.
Chiediamo alla giunta Valente di SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE IL PAGAMENTO DELLA TARES e di rinviare il termine di scadenza del medesimo.
Chiediamo di rivedere immediatamente il regolamento istitutivo della tassa.
CHIEDIAMO INFINE AL SINDACO VALENTE UN GESTO DI AMORE VERSO LA CITTA’: LE DIMISSIONI IMMEDIATE.
I gruppi di opposizione

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