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Politica

Festività natalizie.modifiche agli orari di apertura degli uffici comunali

Resterà chiuso per una settimana anche lo sportello dell’Agenzia delle Entrate

In occasione delle festività natalizie, gli orari di apertura degli uffici comunali subiranno delle variazioni.

In particolare, come disposto dal sindaco Alesio Valente, «considerato che nelle giornate di martedì 24 e martedì 31 dicembre è previsto il rientro pomeridiano ed atteso che i due rientri corrispondono rispettivamente alla vigilia del Santo Natale e del Capodanno», si stabilisce «la chiusura degli uffici comunali amministrativi nelle ore pomeridiane delle giornate di martedì 24 e martedì 31 dicembre 2013».

Inoltre, per decisione dell’Ufficio territoriale di Gioia del Colle, dal quale dipende, anche lo sportello locale dell’Agenzia delle Entrate, operativo in via Vittorio Veneto, resterà chiuso dal 24 dicembre e per tutta la settimana delle feste comandate, per riaprire i battenti con l’anno nuovo.

Gravina in Puglia, 21 dicembre 2013

G. Forte: Formazione corsi OSS - I comuni della Murgia abbandonati

Analizzando le attuali dinamiche del mercato del lavoro, si conviene sempre più,che l’utilizzo abnorme degli ammortizzatori sociali come unica soluzione per porre argine all’attuale crisi occupazionale, rappresenta una cura palliativa. Occorre qualificare e ricollocare il lavoratore. Partendo da questa premessa, vorrei fare alcune riflessioni sulle misure comunitarie Puglia2 007-201A3 SSEI I - OCCUPABILITA' e nello specifico sui Percorsi Formativi per il conseguimento della qualifica di Operatore Socio

Sanitario".Da un’ attenta analisi delle graduatorie della Linea I e della Linea 2 nella provincia di Bari si è rilevato una corposa assegnazione d i corsi OSS nell'area gravitazionale ed della città di Bari ravvisando in tal maniera una contraddizione rispetto al principio contenuto nell’Avviso n.5/20012 che al punto G riporta: "AI fine di ripartire in maniera equa sull'intero territorio della regione Ie attività formative,...

Ritengo che i criteri di assegnazione dei punteggi nelle graduatorie di merito,( e le risorse finanziarie) non debbano basarsi unicamente sui parametri relativi alla presenza di grandi anziani e presenza o meno di posti letto delle singole province. E’ necessario non trascurare zone della provinciali bari,con progettualità meritevoli di attenzione. Il territorio murgiano è stato totalmente ignorato nell’assegnazione delle sedi, benché abbiano presentato progetti validi. Il nostro territorio, ha una forte presenza di disoccupati e cassaintegrati, che risultano essere fortemente penalizzati , per non dire discriminati, da questo tipo di scelta, in quanto riscontrerebbero enormi difficoltà nel raggiungere le sedi dei Corsi OSS. E’ superfluo rilevare, che sarebbero privilegiati, di fatto i residenti. Sarebbe opportuno quindi, fare un monitoraggio su eventuali avanzi di bilancio o economie di spesa o eventuali accantonamenti specifici. Sarebbe auspicabile lo scorrimento delle graduatorie con la finalità di garantire il principio di democraticità nell'offrire chance di

Riqualificazione anche a i CIG del territorio murgiano.

 

Le allegre Commissioni Consiliari (terza puntata)

Riepilogo delle puntate precedenti. Per ora, perché non è escluso che aumentino, come le stelle del firmamento,19 persone, tra ex,consiglieri di maggioranza o di opposizione, o tra gli attuali di maggioranza ed ex di opposizione, compreso due funzionari, di cui uno in servizio e un altro in pensione e un attuale componente la giunta Valente, rinviate a giudizio per una vicenda che potrebbe aver costato centinaia di migliaia di euro all’erario comunale, per delle sedute di Commissioni consiliari per le quali la Magistratura sta cercando di fare chiarezza, perché ritiene che ci siano stati o possano esserci stati degli abusi o delle possibili appropriazioni indebite di denaro. In questa vicenda si è inserito, nel corso della prima udienza preliminare del 9 dicembre scorso, l’avvocato Sergio Casareale, denunciante, il quale si è costituito parte civile nel processo, al posto del Comune. Per quest’ultimo e particolare aspetto di tutta la vicenda ci pare doveroso evidenziare che la costituzione di parte offesa era un dovere morale, sia da parte del comune elettore cittadino gravinese Casareale, ma di più doveva esserlo per l’ente, eventualmente danneggiato sul piano economico e dell’immagine. Sicchè, ci ha pensato un normale e semplice cittadino gravinese, potrebbe farlo, visto che ha tempo fino alla prossima udienza, fissata per il 6 febbraio 2014, anche il Comune di Gravina, se non vuole che si avveri e diventi d’attualità una storica frase di Enrico Mattei, prestigioso presidente dell’Eni, scomparso tragicamente il 27 ottobre del 1962: “In un Paese, (riferito all’Italia, ma adattabile anche al nostro piccolo paese di città) corrotto, o si è corruttori o si è fessi”, tanto da far fare allo scrittore Roberto Gervaso il seguente commento:”Nessuno vuol passare per fesso e questo spiega perché ci siano in giro tanti intrallazzatori, imbroglioni, marpioni. L’onestà è una pessima referenza”. Premesso ciò, riprendiamo la narrazione di un’altra delle tante sedute di Commissioni consiliari finite nel ciclone giudiziario. Una delle tante, i cui membri si sono esercitati nell’esercizio della scorrettezza formale e sostanziale non prevedendo né una convocazione scritta, con tanto di ordine del giorno, con gli argomenti da trattare e né con l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. Una cosa alla buona, inter nos. Oggi, prendiamo in esame il verbale n. 13 della seduta del 17 del mese di ottobre, (senza alcun riferimento all’anno), con inizio alle 11.55, in cui “La Commissione  apre la seduta e propone di discutere l’argomento sullo sport”. A parte che la Commissione risulta soggetto, pur essendo soggetto inanimato, e, quindi, la qual cosa è scorretta sul piano della proposizione del periodo da un punto di vista grammaticale e lessicale, ma poi si riunisce per “discutere l’argomento sullo sport”, (altra inesattezza linguistica, ma lasciamo perdere). Un argomento trattato sotto l’aspetto e il profilo generico, quando, di per sé, esso implica altri aspetti più seri e più specifici che possono essere la tenuta delle strutture sportive, o la mancanza o la carenza, se non lo stato di degrado in cui versano; la promozione dello sport in direzione di alcune discipline particolari; la individuazione di programmazioni finalizzate alla crescita, all’incoraggiamento, verso i giovani, a praticare un qualsiasi genere di attività agonistica; il problema della costruenda e non ancora realizzata piscina comunale. Anzi, a tal riguardo, in un‘altra seduta, quella del 17 novembre del mese di novembre, dell’anno che non si sa, con il verbale n. 29 viene dichiarato che : “Il Presidente apre i lavori ed invita la commissione ad esprimere pareri o riflessioni sull’argomento “Piscine comunali”. Cioè, un’altra seduta per affrontare un argomento che poteva fare il paio con quella in cui si è discusso di sport. Ma, anche questo verbale sarà oggetto di una prossima puntata. Ma torniamo al verbale n.13. In esso, si scrive, ancora: “Prende la parola il consigliere Calderoni che chiede alla commissione se su sua proposta di convocare il Dirigente dell’U.T.C. per avere aggiornamenti di aree servizi sportivi nell’area P.I.P. La commissione prende atto, e su proposta del Presidente di condivisione nella convocazione del Dirigente dell’U.T.C. termina i lavori alle 13.50”. Una preghiera e una cortesia: risparmiatevi l’italiano scorretto e sgrammatico, anzi, vi chiedo scusa se riporto, senza forzatura o correzione alcuna, quello che è il frutto e il prodotto di coloro che sono eletti dal popolo e ragionano in nome del popolo, cioè in senso popolano, villereccio, bucolico e ruspante. Terminati questi lavori, come altri, il problema, come si è visto o come si vedrà, è solo quello di pensare di aver adempiuto ad un compito e ad un dovere istituzionale, aspettando la elargizione del gettone di presenza, perché impiegare un’ora e più di tempo, per discutere di sport, dove una sola persona, su tre degli iniziali presenti, perché alle 12.20 “entra Buonamassa Salvatore”, presidente, tanto che è il Vice Presidente ad aprire la seduta, “nominando segretario verbalizzante il consigliere De Pascale Giovanni”, interviene e su un aspetto, peraltro, forse, neanche previsto, non essendoci una regolare convocazione, non può non prevedere la giusta mercede, soprattutto perché il lavoro svolto è stato, come sempre, nell’interesse della città; per il bene supremo di essa; nel solo esclusivo interesse dei cittadini.

 

Giuseppe Massari

 

Le allegre Commissioni Consiliari (quarta puntata)

Siamo giunti alla fine di un racconto surreale, ma vero e condiviso da molti nostri lettori. Una iniziativa editoriale che ha trovato riscontri positivi e l’apprezzamento dei cittadini, che attraverso queste pagine, hanno conosciuto cose che il Palazzo ha sempre cercato di nascondere e tacere. La puntata odierna è riferita ad una seduta che porta, finalmente, a differenza di quelle di cui ci siamo occupati in precedenza, la data precisa, comprensiva dell’anno solare in cui si è svolta: 22 ottobre 2009. Abbiamo fatto un passo avanti. Hanno fatto un passo avanti. Bontà loro! Prima di procedere, vogliamo premettere e precisare un aspetto che abbiamo, involontariamente, tralasciato. Per la composizione delle Commissioni, nel rispetto del numero dei membri assegnati, nella ripartizione tra maggioranza e minoranza, è uso frequente, in tutti i consessi istituzionali, individuare una stessa persona che è membro di più Commissioni. Questo, ovviamente, ha portato a scoprire che qualcuno possedeva, umanamente strano, il prezioso e raro dono dell’ubiquità, come si evince dall’indagine e dagli accertamenti in corso e acquisiti agli atti da parte della Magistratura. Persone, o che risultavano presenti, contestualmente, a due sedute diverse, o, addirittura, persone che risultavano a lavoro, in servizio, presso le loro amministrazioni, e che, al tempo stesso, figuravano attivi e partecipi ai lavori delle Commissioni consiliari. Per ora, è solo un caso all’esame degli inquirenti. Non si esclude che possano venire fuori altri nomi eccellenti, soprattutto di coloro o di qualcuno che, con qualche fuga in avanti, cerca di difendersi e minacciando, giustificandosi secondo il migliore detto latino: excusatio non petita, accusatio manifesta; cioè, Scusa non richiesta, accusa manifesta, o più esattamente, per rendere più spicciola l’idea: se non hai niente di cui giustificarti, non scusarti. Torniamo al racconto. Di cosa hanno parlato le allegre comari di Windsor nella seduta, iniziata alle 16.00 e terminata alle ore 17.00, naturalmente: “dopo ampio confronto”, durante il quale, una solo dei suoi cinque membri “chiede al Presidente di conoscere lo stato dei finanziamenti dei “Bollenti Spiriti” e una ricognizione generale sulla politica giovanile”. Non risultano esserci altri interventi, per cui non si capisce cosa significa scrivere a verbale:”dopo ampio confronto”. Forse, siamo noi a non conoscere la lingua italiana nel suo significato lessicale e verbale. Pazienza. Nessuno è perfetto! Alla avanzata richiesta, “Il Presidente si impegna pertanto a richiedere tutta la documentazione necessaria al Dirigente per poterla approfondire in Commissione”. Finito il capitolo. Finita la storia, la telenovela, lo sceneggiato andato in onda, come gli altri, a spese dei cittadini, in pieno dispregio di quelle che dovrebbero essere le riduzioni dei costi della politica. Qui, come non mai, un taglio netto a questi sprechi s’impone, sarebbe salutare, opportuno, doveroso, improcrastinabile e necessario, perché continuare a pagare, dopo aver già pagato, con i soldi del pubblico erario, cioè, dei cittadini, le sagre dell’inutilità, sarebbe perpetrare un delitto, un attentato alle tasche dei contribuenti; una farsa perditempo da eliminare da parte di chi sta sempre pronto a succhiare, da buon vampiro, dicono competente ed esperto, non a caso occupa quel posto nell’organigramma e nell’assetto infernale, diabolico e demoniaco, chiamato comune, le midolla economiche dei gravinesi. Abbiamo capito l’inopportunità di questi organismi pletorici ed inutili. Ne invochiamo l’abolizione. Chiediamo che finisca l’allegra compagnia dei commensali della tavola bandita a loro comodo e piacimento. La triste storia, finalmente, ha assunto i connotati di una vicenda giudiziaria, che, speriamo, vada a buon fine. Faccia restituire il maltolto ai colpevoli. Venga ripristinata la legalità nelle forme e nella sostanza. Se poi, ma non vogliamo augurarcelo, nessuno sarà ritenuto colpevole, ma non per questo, ancora, meritevole di un consenso politico, vorrà dire che ci saremo sbagliati; che ci siamo sbagliati; si sono sbagliati i giudici, e, avanti con le allegre e scanzonate scampagnate al bar di via Veneto, dove i famosi quattro amici, (Gino Paoli, docet), che vogliono: “cambiare il mondo destinati a qualche cosa in più che a una donna ed un impiego in banca parlando con profondità di anarchia e di libertà, tirando fuori i perché e proponendo i farò.”

 

Giuseppe Massari

Le allegre Commissioni Consiliari (seconda puntata)

Riprendiamo il discorso, come promesso, interrotto dalla lunghezza che ci avrebbe portato lontano e chissà dove. Prima, però di accendere i riflettori su questa seconda parte del film, è il caso di fermare, per un attimo, l’obiettivo della macchina da presa su quello che è avvenuto nel corso della prima udienza preliminare del 9 dicembre scorso, visto che corrono, in rete, minacce velate e palesi contro chi osa dire o ribadire che il re è nudo. Dal verbale dell’udienza, notificato o da notificarsi al Comune di Gravina, integralmente riportiamo:”Chiede di costituirsi parte civile l’avvocato Sergio Casareale, quale cittadino elettore del Comune di Gravina con l’avvocato Grazia Lagreca nominata con procura speciale con atto di rito che viene depositato. Il Giudice rileva che nella richiesta di rinvio a giudizio non è indicata alcuna parte offesa. Il P.M. appositamente interpellato evidenzia che unica Parte offesa deve essere indicata nel Comune di Gravina in persona del legale rappresentante pro- tempore. I difensori fanno presente che l’attuale sindaco pro-tempore è indicato nell’imputazione come percettore di somme pur non essendo imputato. Il P.M. ritenuto comunque sussistente di un conflitto di interessi, chiede che l’avviso venga notificato al Comune di Gravina in persona del vice-sindaco pro-tempore. Le altre parti nulla osservano. Il Giudice ritenuta la necessità di notificare avviso con allegata richiesta di rinvio a giudizio al Comune di Gravina in persona del vice-sindaco pro-tempore, considerata la sollecitazione a riguardo del P.M., rinvia il procedimento all’udienza del 6- 2- 14 ore 12 aula L.” Minacce o non minacce, c’è un dato acquisito molto significativo ed importante: l’atto giudiziario, sostengono i magistrati, deve essere notificato al vice-sindaco pro-tempore del Comune di Gravina, in quanto il legale rappresentante pro-tempore, il sindaco, nella fattispecie, è stato ritenuto attraversato da un conflitto di interessi. Non solo. La parte finale del verbale reclama espressamente la richiesta di rinvio a giudizio del Comune di Gravina, in persona del vice-sindaco, sempre per le ragioni prima evidenziate, e , perché, come si dice in altra parte del verbale il primo cittadino è indicato nell’imputazione come precettore di somme pur non essendo imputato. Quindi, chiariti questi aspetti, evidenziati i contenuti del predetto verbale, c’è da aspettare la data del prossimo 6 febbraio. Fino ad allora vigerà il comune senso della non colpevolezza per tutti gli imputati, e di  coloro che, a nuovo e diverso titolo, potranno rientrare nel secondo filone di inchiesta e indagini. Al momento, sono tutti innocenti, è vero. Però, minacciare querele, denunce, come sta facendo qualcuno che potrebbe vedersi nella veste di imputato, essendo già in quella di chi si trova a confliggere con certi interessi, ci sembra poco prudente ed opportuno. Basta aspettare e pazientare, capire quale sarà il proprio destino e, poi, eventualmente intervenire. Al momento, sarebbe consigliabile, al di là se si è credenti o meno, attingere alle virtù cardinali: Prudenza, Fortezza, Giustizia e Temperanza, perché come non è giusto condannare, altrettanto deve essere giusto non lanciare saette e frecce avvelenate contro chi riporta fatti, parole, circostanze, senza voler condizionare gli scenari futuri e senza emettere giudizi di condanna, sostituendosi ai giudici: gli unici legittimati a condannare o ad assolvere. Tra l’altro, così facendo, e non può essere diversamente, l’opinione viene, inevitabilmente, indotta a canticchiare il motivetto tratto da una canzone di Battiato: “Quante squallide figure che attraversano il paese com'è misera la vita negli abusi di potere”. Oppure, l’altra parte dello stesso brano, quella in cui, i cittadini, pur rendendosi: “uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore”, si sofferma di più per riflettere sul prosieguo del versetto:  “in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore. Ho sentito degli spari in una via del centro  quante stupide galline che si azzuffano per niente”. Quindi, l’effetto, è senz’altro, o potrebbe essere duplice, ma negativo. Dirompente e devastante. Lasciamo defluire il corso degli eventi, affidandoci a chi ha le specifiche competenze per farlo; a chi ha in mano le carte del processo, a chi ne avrà, probabilmente, delle altre. Agitarsi prima dell’uso, può significare diventare solo un flacone di medicinale, prima di essere assunto.

Giuseppe Massari

Continua lo spreco!

Situazioni di disinteresse per la città da parte degli amministratori non era dato di evidenziarlo neanche quando c’erano i “cafoni”, senza voler offendere chi rappresenta la categoria.

Non è la prima volta che, girando per il paese, noto situazioni del tipo: da immondizia non raccolta a luci accese di giorno a spreco di acqua e si potrebbe continuare.

Ieri mattina mi è toccato dover annotare, per l’ennesima volta, che la fontana posta all’inizio di Via Fontana la Stella sprecava acqua nel senso che il sistema di raccolta e di riutilizzo messo in atto è sbagliato tant’è che si era provveduto a chiudere i rubinetti in attesa di trovare una soluzione alternativa.

Mi sono messo in contatto telefonico con quasi tutti gli assessori compreso il sindaco: tutti hanno detto di non sapere niente anche se la fontana aveva ripreso a funzionare da almeno tre giorni.

L’unica nota positiva è che quando a mezzogiorno ho fatto ritorno a casa ho visto che la fontana era chiusa; almeno un risultato l’avevo raggiunto: mettere fine allo spreco.

Tanto porta a chiedermi: dove sono tutti colori che dovrebbero controllare? Dagli amministratori ai consiglieri, dai vigili a coloro incaricati dalla divina provvidenza.

Non si vuole mettere alla gogna nessuno però non si può sorvolare su situazioni incresciose che alla fine penalizzano il cittadino-contribuente, è vero che ognuno deve avere un agire civico ma mi chiedo: gli eletti dove sono? Sono bravi solo ad occupare i primi posti o a riscuotere i giusti compensi?

 

Le allegre Commissioni Consiliari (prima puntata)

Crediamo sia noto a tutti l’affare Commissioni consiliari del Comune di Gravina, finito nell’occhio del ciclone ed oggetto di giudizio dinanzi al tribunale di Bari. Diciannove persone indagate, con il rischio che la famiglia si allarghi, e che cioè anche altri consiglieri attuali ed ex, o assessori passati e presenti, nonché qualche altro funzionario o persone più di spicco, fin’ora nascoste e sfuggite alla iniziale parte d’inchiesta, possano finire nella rete giudiziaria. Questo aspetto, forse, emergerà nel corso della prossima udienza, fissata per il 6 febbraio 2014. In attesa di sviluppi ulteriori e della possibilità che il Comune si costituisca parte offesa nei confronti di coloro che avrebbero commesso una colossale truffa, intascando, forse, soldi non dovuti , o esageratamente sproporzionati al reale lavoro istituzionale espletato, ci piace rileggere e far leggere agli utenti alcuni stralci dei verbali delle famose Commissioni, dai quali si evince, non solo lo sperpero di denaro pubblico, ma la inutilità degli argomenti affrontati, senza un regolare ordine di lavori; senza un ordine del giorno con argomenti precisi; senza sapere e conoscere quali apporti, questo organismo, ha fornito al Consiglio comunale o alla Giunta per la risoluzione dei tanti, gravi ed annsi problemi, ancora sul tappeto, mai risolti e mai portati a compimento con atti deliberativi. L’unica cosa che è stata, affrettatamente, portata a conoscenza dell’opinione pubblica, è stato il fatto che le Commissioni da un numero di otto sono state ridotte a cinque. Per quello e su quello che hanno discusso, quasi, i componenti, fossero al bar dello sport, lo leggeremo strada facendo;  sulla loro inutilità e sulla scarsa valenza e incidenza che hanno avuto e hanno sui lavori consiliari, non abbiamo difficoltà a ribadire che dovrebbero proprio non essere più previste. Dovrebbe essere apportata una modifica dello e allo Statuto, perché vengano cancellate. Neppure, più l’ombra. Neanche mezza commissione, se è poi vero, necessario, doveroso ridurre gli inutili ed esosi costi della politica. Le Commissioni hanno un valore se producono elementi, atti di pubblica utilità, dei quali viene dato e fornito un resoconto alla città, nelle forme ritenute più consone alla trasparenza. Dagli atti ufficiali, tutto questo non emerge. Un verbale tipo: il 336 del 24 febbraio 2011, peraltro, scritto a mano. Un verbale in cui non si legge l’ordine del giorno per cui la Commissione è stata convocata. Una seduta in cui non vengono approvati i verbali delle sedute precedenti. Una riunione di quattro amici al bar. Dal citato verbale estrapoliamo, integralmente: “Il presidente accertato il numero legale, dichiara valida la seduta. Il presidente, in apertura dei lavori, pone all’attenzione della Commissione, le dimissioni del Sindaco(Giovanni Divella n.d.r.). Il consigliere Calderoni, personalmente esprime solidarietà alla persona Giovanni Divella, politicamente ritiene che questa decisione sia la naturale conseguenza di più di un anno di stasi e di stallo. Il presidente, pur non condividendo l’analisi del consigliere Calderoni, esprime vivo rammarico per la decisione del sindaco e auspica un ripensamento nei prossimi giorni. Il consigliere Stragapede, concordando con l’analisi e le motivazioni del presidente, chiede che la commissione in questi giorni segua regolarmente, il calendario delle convocazioni. La commissione dopo ampio dibattito si aggiorna e termina i lavori alle ore 19.00”, (essendo iniziata alle ore 17.30 n.d.r.). A parte l’italiano, che lascia a desiderare, sul quale stendiamo un velo pietoso; a parte la frase: dopo ampio dibattito, cioè tre persone, su cinque, che si intrattengono su di un argomento di pertinenza del Consiglio comunale, ritengono di poter sottoscrivere un atto ufficiale, dichiarando di aver svolto un ampio dibattito? Come si vede, c’è da trasecolare. Non solo per quello che è stato scritto e riportato, ma per l’inopportunità di una seduta che ha fatto scattare il regolare gettone di presenza per discutere del nulla e sul nulla, visto che una Commissione consiliare ha ragione d’essere e di esistere per istruire, semmai, facilitare l’iter di argomenti e proposte da vagliare, da illustrare, argomentare e portare all’attenzione della massima assise cittadina o dello stesso esecutivo. Questo caso, come altri che vedremo in seguito, è emblematico di come si sia andati nella direzione contraria; nella direzione opposta di chi ha previsto la costituzione di certi organismi in grado di alleggerire prassi, tempi e modalità di discussione delle tematiche inerenti la vita cittadina, e non per bivaccare su argomenti generici, privi di proposte, di suggerimenti, di idee ed iniziative da adottare. Fa bene, quindi, la Magistratura, a volerci vedere chiaro. Speriamo, e ci auguriamo, che veda bene. Senza strabismi, senza daltonicità o daltonismo politico. Fine della prima puntata. Alla prossima, durante la quale vi racconteremo le altre storielle degli amici che si ritrovano al bar, in via Veneto, presso il Palazzo di città, non per ammazzare il tempo, come di solito avviene nei locali pubblici, abitualmente frequentati da comitive di clienti, consumando qualche caffè o sorseggiando qualche aperitivo, ma per motivare e giustificare la riscossione del gettone di presenza, riteniamo, meritatamente sudato e guadagnato, a seguito del lavoro proficuamente ed efficacemente svolto e prodotto, per il bene e nell’interesse della città.

Giuseppe Massari