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Politica

Continua la protesta contro il DDL Scuola

Nonostante il 5 maggio scorso ci fosse stata un’alta percentuale di adesione allo sciopero per contestare il DDL “la buona scuola” il buon Renzi e/o la buon Giannini non si sono degnati a sedere al tavolo delle trattative per ascoltare i rappresentanti dei lavoratori.

Non è democratico voler decidere il futuro di un milione circa di lavoratori, in nome delle riforme, senza consultare gli interessati; è evidente che questo atteggiamento non sarebbe piaciuto per cui il movimento scuolabenecomune di Gravina ha inteso continuare a lottare attuando una contro campagna elettorale denominata “io non voto PD”, essendo prossime le consultazioni per l’elezione del nuovo Consiglio Regionale.

Ieri sera Piazza della Repubblica ha ospitato una prima manifestazione che ha riunito molti lavoratori del comparto scuola, durante la serata si è parlato con la gente spiegando i motivi dell’opposizione al DDL e si sono raccolte le firme per il documento che è sull’immagine.

E’ importante evidenziare che molti, anche estranei all’ambiente scuola, hanno aderito ed hanno firmato.

Anche se il DDL è stato approvato stanotte in Commissione senza grosse modifiche, incurante delle voci provenienti dal mondo della scuola e della società tutta, la mobilitazione prosegue e nella serata di domenica 18 maggio il movimento scenderà nuovamente in piazza per continuare la protesta.

 

Clicca sull'immagine per visualizzare la galleria fotografica. 

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LabDem sul DDL Scuola

Ieri è stata consegnata all’Eurodeputato Gianni Pittella, intervenuto ad un incontro presso il Laboratorio Democratico di Gravina una nota riguardante il DDL “la buona scuola”. L’Eurodeputato si è fatto carico di consegnarlo direttamente al Presidente Renzi perché si renda conto che la contrarietà al disegno di legge è diffusa e di tanto ne deve tenere conto.

Vi proponiamo il contenuto:

 

Signor Presidente,

la componente scuola del Laboratorio Democratico di Gravina in Puglia, visto e analizzato il Disegno di Legge, presentato alla Camera dei Deputati il 27 marzo 2015, dal titolo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”,

considera e rileva le seguenti forti criticità:

1.      L’idea di scuola-azienda non condivisa da tutto il personale scolastico che vorrebbe una scuola intesa come comunità educante;

2.      No al Preside manager con superpoteri in materia di:

·        Bonus stipendiale;

·        Reclutamento docenti;

·        Pof.

3.      Chiamata diretta da parte del Dirigente Scolastico, norma contrastata da tutti, docenti e sindacati;

4.      Immissione in ruolo con albo territoriale da aggiornare con maggior attenzione al ricongiungimento dei docenti alle famiglie;

5.      Contratto non aggiornato da sette anni e il finanziamento da parte dei privati (5 per mille) non deve essere rivolto alle singole scuole ma ad un fondo nazionale da ripartire in maniera equa.

Il preside decide a chi dare il bonus di aumento stipendiale secondo criteri meritocratici non definiti ma arbitrari.

Il Dirigente Scolastico decide e recluta i docenti della propria scuola, cosicché un preside con competenze in scienze sceglie un docente di latino per il suo liceo e così via se ne potrebbero fare tanti altri esempi, avviandoci verso uno scenario corrotto e clientelare. Citiamo a mo’ di esemplificazione l’affidamento dell’alunno disabile ad un insegnante che le farà tutte pur di ottenere l’alunno meno problematico o con disabilità lieve con un orario più comodo e confacente alle proprie esigenze.

Attualmente i presidi sono molto impegnati nel reperire fondi europei utilizzando lo staff di segreteria e nominando gli esperti di propria fiducia percependo congrue percentuali sugli introiti intorno al 10%, cosicché possono guadagnare fino a 50.000 euro di extra. Noi insegnanti ci mettiamo in gioco ed accettiamo anche di essere valutati in base a criteri oggettivi e non soggettivi.

Noi insegnanti vogliamo la riforma della scuola per potenziare la didattica ed adeguarla all’esigenza dell’utenza. Vogliamo un preside che entri nelle classi ed interagisca con insegnanti e alunni come un Pater Familias e non come un manager aziendale che cura i propri interessi. Vorremmo un preside più preside, che si boccino alunni non meritevoli e non si applichi il buonismo a tutti i costi pur di non perdere classi.

Recupereremo, così, credibilità, lavorando in sinergia con tutto il personale della scuola.

Al Presidente Renzi chiediamo di applicare una politica di sinistra: trasformare la scuola in azienda può andar bene senza un padrone, dove tutto il personale scolastico sia azionista della scuola bene comune.

Il lavoro si regola per contratto, non per editto.

Non solo rimane il blocco del contratto, ma la legge interviene sulla retribuzione, sull’orario e sulla progressione economica lasciando il comparto scuola senza regolamentazione.

La nostra è una proposta con obiettivi chiari: vanno corrette le misure riguardanti i precari, i superpoteri ai Dirigenti Scolastici e il contratto.

Gravina in Puglia, 10-05-2015                        

La Componente Scuola di LabDem

di Gravina in Puglia

Prof. Pietro Nolasco

Prof. Girolamo Losacco

Prof.ssa Nicoletta Elia

Prof.ssa Maria Capozza

 

 

Imu agricola ancora una volta

riceviamo e pubblichiamo il documento redatto dall'associazione politico culturale LABORATORIO DEMOCRATICO  riguardo l'I.M.U. sui terreni agricoli. clicca qui per leggere l'intero documento.

Ricordando Aldo Moro


Se ne parlerà all’Università di Bari lunedì 11 maggio alle 10

Un seminario per ricordare, attraverso testimonianze illustri, uno dei  docenti baresi più famosi: Aldo Moro. L’iniziativa, promossa dal Club Imprese per la Cultura – Confindustria Bari-Bat, dalla Regione Puglia e da  Ba2015, è in programma lunedì 11 maggio alle 10 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari che, quest’anno festeggia i suoi 90 anni dalla fondazione.

“Frammenti di una vita” di un uomo politico democristiano di eccezionale grandezza, che operò affinché fosse riconosciuto il valore del pluralismo ed il rispetto delle idee;  “frammenti di vita” dell’uomo di governo, capace di mediazioni, ma anche di scelte difficili, convinto che non poteva esserci democrazia senza un consenso che travalicasse i confini parlamentari. Ma anche del Moro statista, assertore delle alleanze internazionali e, contemporaneamente, pronto a tutelare ad ogni costo gli interessi italiani; del Moro, docente universitario, punto di riferimento per il suo Ateneo e per i suoi studenti ai quali ha lasciato una grande lezione di vita: attraverso il sapere è possibile difendere la centralità dell’uomo e comprendere il ruolo della politica nella storia.

“Frammenti di vita” del Moro martire e, purtroppo, nonostante il lavoro della Commissione d’inchiesta alla quale il Parlamento dette vita subito dopo la sua morte, non è emersa ancora una completa verità sull’intera vicenda.

E poi, infine, l’uomo , marito e padre tenerissimo: <<Prega per me, ricordami soavemente. Carezza i piccoli dolcissimi, tutti. Che Iddio vi aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti Aldo>>.

 Aldo Moro se n’è andato, con il ricordo dei suoi cari nel cuore, unico bene, unica sua certezza, oltre alla consapevolezza della morte, per dirla con Romano Prodi (prefazione al bel testo a cura di G.Lamaddalena, Aldo Moro una vita al servizio della verità, Centro Turistico Culturale Università degli Studi di Bari, 1998), come “tragica ricompensa del successo della sua politica”.

 <<Amore mio sentimi sempre con te e tienimi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca, Anna, Mario il piccolo non nato, Agnese, Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile quando non si vuole aprire la porta>>.

E infatti, la porta per lui non si aprì mai e, in quel mese di maggio del 1978 fu barbaramente trucidato.

Di questo e di molto altro parleranno gli illustri relatori che si alterneranno ricordando la figura di Moro attraverso le testimonianze della figlia, Maria Fida che si soffermerà sulla figura del padre, di Ciriaco De Mita che parlerà dell’uomo politico, di Ferdinando Imposimato, senatore e giudice istruttore del caso Moro, il quale illustrerà il processo che seguì alla strage di via Fani.

A Gero Grassi, vice presidente gruppo PD alla Camera dei Deputati, invece, il compito di illustrare i misteri del rapimento e al magnifico rettore Antonio Uricchio, quello di ricordare il Moro studioso e docente universitario.

Le conclusioni saranno affidate ad Ugo Patroni Griffi, ordinario di diritto commerciale all’Università di Bari e presidente della Fiera del Levante.

 

I lavori, moderati da Giuseppe De Tomaso, direttore della Gazzetta, saranno introdotti da Matteo De Marinis, direttore A.C. del Ministero degli Interni.

Giuseppe LAPOLLA nuovo segretario PD cittadino

Nelle giornate di Sabato 18 e Domenica 19 Aprile, il Circolo Territoriale del Partito Democratico di Gravina ha svolto il Congresso cittadino per l'elezione del Segretario e dei componenti il Coordinamento locale.

Due giornate di dibattito vivo e franco, dove molti dirigenti ma anche semplici iscritti hanno espresso la loro opinione in merito alla strada e all'azione politica che il Partito Democratico di Gravina deve intraprendere nel futuro.

Alla conclusione delle operazioni di voto, riservata agli iscritti, è risultata prevalere la mozione “ #RIGENERAPD”, sostenitrice della candidatura di Giuseppe Lapolla, su quella “Adesso Gravina”, sostenitrice invece della candidatura di Michele Varrese.

A seguito dello spoglio dei voti, sono stati proclamati anche i componenti del Coordinamento per i prossimi tre anni. Per la mozione #RIGENERAPD risultano eletti: Pasquale Stellacci, Marilena Stasolla, Nicola Branà, Bellino Iliana, Paterno Francesco, Costantiello Michela, Carulli Giusppe, Tavani Arcangela, Buonamassa Egidio, Dipalma Laura, Ferrulli Pasquale e D'Agostino Rossella. Per la mozione “Adesso Gravina” eletti, invece, oltre il candidato Segretario Michele Varrese anche Grazia De Felice, Domenico Lobaccaro, Tonia Varrese, Mino Matera, Marta Mazzilli, Luigi Sette e Laura Barbi.

Componenti di diritto del Coordinamento Cittadino sono il Sindaco, Alesio Valente e i consiglieri Comunali Sante Giordano, Mimmo Cardascia, Giuseppe Cataldi e Paolo Calculli.

                                   ELEZIONE SEGRETARIO E COORDINAMENTO

VOTANTI

213

“#RIGENERAPD” per Giuseppe Lapolla

127 voti pari al 59,62 %; componenti eletti 12

“ADESSO GRAVINA” per Michele Varrese

86 voti pari al  40,38%; componenti eletti:8

 

Terminate tutte le operazioni di scrutinio e proclamati il Segretario e i componenti il coordinamento, l'Assemblea Congressuale, all'unanimità, ha approvato un documento di solidarietà alle vittime della tragedia di ieri nel canale di Sicilia, che vi alleghiamo a questo comunicato:

“Il Circolo “Ninuccio Pappalardi” del Partito Democratico di Gravina, nella sua massima assise congressuale, esprime cordoglio e incredulità per l'immane tragedia che è avvenuta al largo del Canale di Sicilia. La più grande tragedia dal dopoguerra, con più di 700 vittime, che sconvolge tutta la comunità del Partito Democratico e, allo stesso tempo, richiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni comunitarie per un problema che coinvolge tutta l'Unione Europea e non solo. Per i valori fondanti del nostro partito, prima di ogni provenienza geografica, viene la persona.

Non è più tempo di cavalcare il drammatico problema dell'immigrazione per un mero fine di consenso, figlio di un atteggiamento populista ripugnante che alcuni movimenti politici sbandierano a seguito di ogni tragedia. Sul destino delle persone non puo' esserci distinzione politica e per questo riteniamo necessaria una solidarietà che trascende le differenze politiche, culturali, religiose ed etniche.”

                          L'Assemblea Congressuale del Partito Democratico

 

 

 

 

Finalmente…

Non sappiamo se credere ai nostri occhi, sta di fatto che sull’albo on-line del Comune è pubblicata la graduatoria finale del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 4 geometra, riservato ex L. 68/99.

I 4 candidati vincitori risultano essere: Lorè  Vito Antonio, Dipalma Giovanna, Navarra Vito e Riviello Alessandro ai quali facciamo i nostri complimenti.

E’ stata dura, mai a livello locale un concorso aveva richiesto tempi così lunghi ma, ormai, non vogliamo più parlarne in termini negativi; l’importante che quattro persone, appartenenti alle categorie protette, possano aver trovato lavoro.

E’ importante che la procedura si sia conclusa non solo per chi finalmente potrà firmare un contratto di lavoro ma anche per il Comune che potrà contare su 4 unità lavorative in un ufficio tecnico che ha “pochi soldati” ed è stata proprio la necessità di coprire questa lacuna la motivazione che ha portato a tale scelta.

 

Clicca qui per visualizzare l’intera graduatoria. 

E si sentono pure offesi

Si hanno notizie di lagnanze di chi riveste un ruolo pubblico, consigliere comunale,

che, però, poco o niente ha fatto per quanto riguarda le barriere architettoniche.

L’altro giorno abbiamo pubblicato un comunicato stampa del CABA che ancora una volta denuncia la lentezza con la quale la Civica Amministrazione si sta muovendo in questo campo e, fra l’altro, riporta “Non è sufficiente nominare un consigliere, come referente dei problemi in oggetto, ma sarebbe più giusto interpellare le associazioni del settore: primi fruitori delle varie opere”.

Questa frase avrebbe offeso la persona interessata, ci permettiamo di ricordare al consigliere comunale che, durante la campagna elettorale, dichiarava di voler costituire la consulta dei servizi sociali; in un incontro avuto con il sindaco aveva ricevuto l’incarico di adoperarsi per eliminare la barriera architettonica esistente presso l’ufficio servizi sociali di Via Chieti, di cercare una sede da destinare al CABA.

 

Non ci sembra che una delle faccende di cui sopra, ad oggi, sia andata a buon fine, con ciò non si vuole dichiarare guerra a nessuno perché le persone con disabilità già devono fronteggiare ostacoli di vario tipo ma è necessario collaborare ed in tal senso va interpretata la frase “incriminata” e che avrebbe offeso l’interessato.