Politica
GRAVINA FESTEGGIA LA REPUBBLICA
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03 Giu 2016
- Ultima modifica il Venerdì, 03 Giugno 2016 15:46
- Pubblicato Venerdì, 03 Giugno 2016 14:29
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Un incontro in occasione del 70° anniversario della Repubblica, per conoscere quanto avveniva in Italia, in Puglia e a Gravina poco prima del 1946.
L’Associazione politico-culturale “Gravina 2017 – 2019” che ha organizzato l’evento ha invitato il Prof. Vito Gallotta, docente universitario di storia contemporanea ora in pensione e il Dott. Michele Laddaga, docente universitario di storia dei movimenti e partiti politici.
La serata oltre gli interventi dei relatori ha goduto di una colorita testimonianza dell’avv. Nunzio Langiulli, all’epoca tredicenne, in quanto studioso della cultura popolare ha raccontato episodi di vita di quel periodo.
A moderare gli interventi sobri ed esaustivi, il giornalista Francesco Mastromatteo, dimostratosi preparato e, in quanto tale, ha rivolto domande appropriate agli interlocutori.
A seguito di ricerche presso gli uffici comunali si è saputo che ben 317 persone che parteciparono al referendum sono in vita e perciò gli organizzatori hanno pensato bene di rilasciare loro un’attestazione; la veneranda età di questi ha permesso solo a Ciccio Topputo di essere presente alla manifestazione e ritirare l’attestato, per gli altri lo hanno fatto i parenti. Ai restanti sarà recapitato a casa.
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale in Italia, attraverso un referendum, gli italiani decisero di dire basta alla monarchia, scegliendo lo stato repubblicano ma il risultato non fu uguale per tutto lo stivale.
Anche se il sud votò, per la stragrande maggioranza, per la monarchia Gravina fece eccezione e ben oltre il 62% scelse la Repubblica.
La cronaca della serata è arricchita da una galleria fotografica e da un video.
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SPRECHI NELLA SANITÀ, CONCA (M5S) DENUNCIA: “OGNI ANNO REGALIAMO 300 MILIONI ALLA LOBBY DEL FARMACO”
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01 Giu 2016
- Ultima modifica il Mercoledì, 01 Giugno 2016 10:45
- Pubblicato Mercoledì, 01 Giugno 2016 10:37
- Scritto da LA REDAZIONE
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La sanità pubblica è sempre più al collasso, un coacervo d'interessi, mala gestio, clientele, ingiustizie e malaffare. Che si tratti di refezione ospedaliera, di protesica, di riabilitazione, di screening neonatale, di edilizia sanitaria, di bandi di gara, di emergenza-urgenza, di assistenza domiciliare, di welfare o di spesa farmaceutica, le cose non cambiano. Parlare di tutte le storture richiederebbe un romanzo a puntate, per questo mi soffermerò ancora una volta su un danno erariale grande quanto una casa, quello perpetrato quotidianamente nella farmaceutica.
È davvero indecente come negli anni si sia progressivamente sforato il tetto di spesa, fissato in un miliardo di euro, di altri 293 milioni senza metterci alcun freno né applicando la vigente normativa. È vero che l'anzianità media ci vede sempre più 'vecchi' e per questo più bisognosi di cure. È altrettanto vero che spesso, esagerando, si dà la colpa al costo dei cosiddetti farmaci biologici per l'epatite C che, peraltro, hanno filoni di spesa ad hoc, nella speranza che la fermezza dell'India possa porre freno a questa speculazione. È anche vero che l'ambiente fortemente inquinato ci fa ammalare sempre più spesso di carcinomi e si sa che le terapie tumorali costano, sintomatico è l'aumento di circa il 30% del codice 048 (codice di prenotazione per neoplasie) nell'ultimo lustro, ma è altrettanto vero che i risparmi sanciti per legge vengono disattesi da quindici anni. Cresce la spesa per la farmaceutica territoriale, diretta e convenzionata, dove sicuramente mancano i controlli (NIRS cercasi) tesi a verificare l'effettiva erogazione dei barbiturici agli aventi diritto ed “eventuali” abusi, che ha superato di 143 milioni di euro il tetto di spesa fissato in 819 milioni. Ciò che avviene nella spesa farmaceutica ospedaliera non è da meno, con una spesa che non dovrebbe superare i 252 milioni di euro l'anno e che invece oggi ha sforato il tetto idei 400 milioni. C'è una legge dello Stato, la 405 del 2001, che all'articolo 8 lettera C recita testualmente: "disporre, al fine di garantire la continuità assistenziale, che la struttura pubblica fornisca direttamente i farmaci, limitatamente al primo ciclo terapeutico completo, sulla base di direttive regionali, per il periodo immediatamente successivo alla dimissione dal ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale”, ma nessun ospedale lo fa. Ho avuto modo di visitare diversi nosocomi, l’unico è stato forse un reparto di quello di Galatina che adempie ad intermittenza. Succede, quindi, che quando un paziente viene dimesso torna a casa con la prescrizione della terapia, qualche suo familiare dovrà prendersi l'incombenza di andare dal medico di famiglia per la prescrizione dei farmaci. Dopodiché andrà in farmacia per acquistarli, probabilmente dovrà tornare il giorno dopo perché non disponibili, e alla fine l'ASL sarà obbligata a rimborsare il 100% del costo al convenzionato. Se invece questi farmaci fossero acquistati per il tramite della farmacia ospedaliera, si sarebbero potuti acquistare con uno sconto fino al 60%. Considerato che ogni giorno sono migliaia i pugliesi che vengono dimessi da ospedali e pronto soccorso, è presto detto che si potrebbero risparmiare 300 milioni di euro. Una cifra enorme con la quale potremmo prendere in carico tutti i disabili dandogli un assegno di cura commisurato al reddito, senza che debba essere il Consiglio di Stato ad obbligarci a farlo. Si potrebbe ritornare a preparare i pasti direttamente negli ospedali per ridare dignità ai degenti perché, quando si è in ospedale e si riceve un pasto fumante e profumato, ci si sente già meglio: effetto placebo. E costerebbe anche meno. Si potrebbe investire in emergenza-urgenza, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello del SSR, prevedendo ambulanze Mike in quei paesini sperduti sui monti Dauni e sulle Murge, dove la viabilità impervia e le intemperie invernali fanno sì che la Golden Hour per le patologie tempo-dipendenti rimanga un sogno, oltre che una grave ingiustizia. Si potrebbero fornire i farmaci cannabinoidi e i preparati galenici a tutti gli affetti da Sclerosi Multipla, sindrome di Tourette, etc... per la terapia del dolore. Si potrebbero prendere in carico tutti i nostri bambini e adulti rientranti nelle spettro autistico, si potrebbe incentivare l'assistenza domiciliare (SAD), valorizzando i caregiver introducendo i case manager e gli infermieri di quartiere, che paradossalmente non rappresenterebbero una spesa ma un guadagno per le casse pubbliche. Si potrebbe far partire l'ADI di terzo livello per la tanto decantata presa in carico degli assistiti ad alta complessità e che invece sono abbandonati alle loro drammatiche quotidianità.
Si potrebbero fare tantissime altre cose se solo chi ci governa decidesse, per una buona volta, di preoccuparsi degli interessi della gente e non delle lobbies di potere, tanto i denari ci sono: almeno 1 miliardo l'anno è sprecato, rubato legalmente e illegalmente, speso male in edilizia sanitaria… ma forse chiedo troppo.
Impegnerò la giunta con una mozione, ma non esiterò ad interessare la Corte dei Conti per l'ennesimo danno erariale, visto che avete imparato scientificamente a privatizzare i profitti e socializzare le perdite.
Mario Conca
Consigliere Regionale
Movimento 5 Stelle Puglia
SANITÀ IN PUGLIA, CONCA (M5S): “RIVEDERE IL RIPARTO DEL FONDO NAZIONALE E VALORIZZARE L’ATTUALE ORGANICO”
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24 Mag 2016
- Ultima modifica il Martedì, 24 Maggio 2016 08:36
- Pubblicato Martedì, 24 Maggio 2016 08:36
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Ieri mattina, nell’Aula del Consiglio della Regione Puglia, si è tenuto un convegno sull'evoluzione della sanità italiana al quale ha partecipato anche Mario Conca, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che osserva: “La sanità pugliese, nel contesto della situazione nazionale, fa evidentemente media in negativo. La situazione era diversa circa 15 anni fa quando le regioni del nord, che avevano un’anzianità media più elevata, chiesero ed ottennero di non ripartire capitariamente il fondo sanitario nazionale per poter garantire un'assistenza adeguata alla propria popolazione, mediamente più anziana. Oggi la situazione si è invertita e le regioni del nord, che in aggiunta possono vantare in una corposa mobilità attiva, non hanno mostrato la stessa solidarietà, tenendo fuori dai costi standard l'anzianità media e il costo del personale.” - e incalza - “I governi del sud non sono andati a loro volta a fare la voce grossa nella conferenza Stato-Regioni, noi l'abbiamo più volte chiesto ad Emiliano ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!”
Poi sposta il focus sulla penuria di organico di cui è afflitto il nostro Sistema Sanitario Regionale, considerato solo uno dei tanti mali dal momento che, segnala: “Circa un quarto del personale è demansionato, fruitore di 104 e assenteista, per questo escluso dai turni. La restante parte è demotivata perché il sistema non è professionalizzante e il motto imperante è si salvi chi può.” - e, proseguendo, puntualizza - “Troppo facile però prendersela solo con i dipendenti, che certamente hanno le loro colpe, ma le responsabilità più importanti sono della politica che non si è preoccupata negli anni di applicare con regolarità il turn over, la formazione, l'incentivazione, la meritocrazia e la sicurezza sul posto di lavoro. Come si diventa primari e facenti funzione?”
E conclude con un monito al governo regionale: “Le 30 mila ore di malattia per il 2015 nella sola asl BAT non sono la causa, ma il sintomo di una malattia che sta minando alle fondamenta la sanità pubblica e sta consequenzialmente dirottando sempre più risorse a quella privata. Emiliano, vogliamo agire?”
POLITICHE ABITATIVE, CONCA (M5S) SCRIVE A EMILIANO: “CONTRIBUTI AFFITTI 2014-2015 ANCORA NON TRASFERITI, I CITTADINI HANNO FAME DI RISPOSTE.”
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27 Mag 2016
- Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2016 15:00
- Pubblicato Venerdì, 27 Maggio 2016 15:00
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Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca torna a chiedere conto, al governo regionale, dei fondi destinati alle politiche abitative per gli anni 2014 e 2015, ancora non trasferiti ai comuni pugliesi che a loro volta non hanno potuto produrre i bandi. In una lettera indirizzata a Michele Emiliano il consigliere scrive: “Come saprà Presidente, sono circa 15 milioni i fondi destinati alla politiche abitative per il 2014, altrettanti per il 2015, a cui vanno sommati i 6 milioni di fondi ministeriali per un totale di 21 milioni di euro per annualità. Con l’armonizzazione del bilancio e l’impossibilità di utilizzare i residui attivi per accomodarlo, come si faceva in passato, è chiaro che questi fondi non sono materialmente nella disponibilità della Regione, ma vi sembra corretto promettere ai cittadini il Reddito di “dignità” quando dovete pagargli ancora i debiti pregressi?”
In Puglia solo pochissimi comuni hanno potuto anticipare queste somme riuscendo quindi ad erogare, per tempo, i contributi. “Nel frattempo i cittadini aspettano e continuano a fare la spola, sempre più arrabbiati e disperati, fra gli uffici dei servizi sociali.” - afferma Conca, che prosegue - “Sono mesi che mi rivolgo agli assessori competenti per avere contezza sulla tempistica delle procedure, ma non ho ricevuto rassicurazioni in merito. È possibile sapere quanto tempo ci vorrà? Sapete che questo tipo di contributo si rivolge alla parte di popolazione che più di tutte sta risentendo della persistente crisi economica? È incredibile - conclude - che da una parte per i più bisognosi non si trovino risorse in tempi utili, dal momento che 400/500 euro per chi vive di stenti e quotidianità sempre più drammatiche sono un boccata d’ossigeno, e dall’altra si continuino a sprecare centinaia di milioni di euro in diversi settori dell'amministrazione pubblica regionale.”
Tre Comuni in rete contro la povertà urbana
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24 Mag 2016
- Ultima modifica il Martedì, 24 Maggio 2016 08:31
- Pubblicato Martedì, 24 Maggio 2016 08:31
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Gravina, Irsina e Genzano in rete con un progetto presentato all’UE
Si punta al recupero dei quartieri disabitati o spopolati dei centri storici
Insieme, per recuperare quartieri degradati e combattere così forme di povertà e disagio urbano. I Comuni di Irsina, Genzano di Lucania e Gravina in Puglia (quest’ultimo nella veste di ente promotore e capofila) hanno deciso di marciare uniti, nel nome dell’omogeneità territoriale, abbattendo i confini che le dividono e che fanno ricadere in tre province diverse (Matera, Potenza, Bari) paesi che invece hanno alle spalle percorsi storici ed economici identici e per larga parte condivisi.
L’occasione per suggellare l’unità di intenti è venuta dalle opportunità offerte dalla Commissione Europea attraverso “Urban Innovative Actions”, un programma finanziato dall’Unione Europea con l'obiettivo di creare occasioni di inclusione sociale attraverso un investimento complessivo di 371 milioni di euro: i progetti presentati, se ritenuti meritevoli, potranno ottenere un contributo pari all’80% della spesa prevista, fino ad un massimo di 5 milioni di euro. Entro il prossimo ottobre il verdetto sulle candidature avanzate, tra le quali quella unitaria del terzetto appulo-lucano, presentata in mattinata in Comune nel corso di un incontro con la stampa dai sindaci dei tre centri, il gravinese Alesio Valente, il suo collega irsinese Nicola Massimo Morea ed il primo cittadino genzanese Rocco Cancellara. «La nostra – ha ricordato Valente - è una terra di cerniera tra due Regioni: consapevoli di questo ruolo, abbiamo deciso di condividere un cammino che ci porterà a strappare al degrado pezzi importanti del tessuto urbano, ponendo altresì le basi per un’importante collaborazione tra le nostre comunità». In quest’ottica, se dall’Unione Europea dovesse arrivare disco verde, Gravina dirotterà le somme ottenute sulla riqualificazione del quartiere Piaggio. Sulla stessa lunghezza d’onda Morea, dettosi pronto a proseguire «nell’opera, già avviata, di recupero del centro storico di Irsina», e più in generale convinto «della necessità di puntare sull'integrazione: attraverso la sinergia instaurata possiamo abbattere i limiti normativi e i confini geografici, allo scopo di svuotare sacche sempre più grandi di emarginazione». Parole fatte proprie e rilanciate anche da Cancellara, che ha anzi auspicato «che dall’intesa dal basso tra i Comuni possano giungere risposte concrete ai bisogni delle comunità amministrate, come invece non sempre avviene quando si interloquisce con gli enti di livello superiore». E per non lasciar dubbi sulla genuinità dell’armonia raggiunta, alla fine Valente, Morea e Cancellara hanno precisato: «Al di là di quello che sarà il responso dell’Unione Europea, andremo avanti insieme, magari anche impegnandoci ad individuare altre e diverse forme di finanziamento, ma pure per dar vita a nuove iniziative, come ad esempio la creazione di una serie di percorsi naturalistici o la valorizzazione della rete ferroviaria tra i nostri comuni, per restituire a Irsina, Gravina e Genzano la dignità e la centralità che meritano».
Gravina in Puglia, 23 maggio 2016
Ufficio Stampa
Mercato: dopo 12 anni, arriva il trasferimento
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26 Mag 2016
- Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2016 05:06
- Pubblicato Venerdì, 27 Maggio 2016 05:06
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Dal 24 giugno cadenza settimanale e bancarelle nell’area Fiera
Il sindaco Alesio Valente ha firmato l’ordinanza che dispone il trasloco
Dal 24 giugno 2016 il mercato diverrà settimanale e si terrà all’esterno dei padiglioni dell’area Fiera. La procedura per il trasferimento, avviata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alesio Valente, è giunta a conclusione. L’atto che ne sancisce il perfezionamento è l’ordinanza con la quale il primo cittadino ha indicato la data del trasloco e le modifiche al calendario mercatale, sulla base della proposta avanzata dal responsabile dell’ufficio attività produttive, Arcangelo Loglisci, e del lavoro portato avanti negli ultimi mesi dall’Ufficio Urbanistica, diretto dall’architetto Antonio Vendola, con il coordinamento dell’assessore al commercio, Liborio Dibattista.
La sigla del provvedimento è giunta in mattinata, a margine della seduta della giunta comunale, preso atto del positivo disbrigo delle residue formalità di ordine amministrativo. «In coda ad una procedura portata avanti nel costante confronto con le organizzazioni di categoria dei mercatali – spiega Dibattista – siamo riusciti ad ottenere un risultato da tempo atteso, da ritenersi tappa intermedia di un percorso che ci porterà nel prossimo futuro ad un’ulteriore estensione dell’area a disposizione degli espositori, per come con gli stessi concordato. Intanto, da fine giugno il mercato si terrà nella nuova sede, ogni venerdì: il gran numero di commercianti ha reso infatti necessario sdoppiare il turno quindicinale. In tal modo, già da ora saremo in grado di garantire maggior ordine ed un servizio ulteriore alla città». Soddisfatto anche il sindaco Valente: «Avevamo preso un impegno, lo abbiamo mantenuto. Una sistemazione che avrebbe dovuto essere provvisoria, quella dell’allocazione delle bancarelle a Villa Margherita, risalente al 2004, era diventata col passare degli anni definitiva, con grandi disagi per i residenti della zona. Abbiamo ereditato questo problema irrisolto al momento del nostro insediamento e superando ogni ostacolo burocratico e la diffidenza di chi avrebbe preferito mantenere lo status quo abbiamo infine centrato il risultato, smentendo i profeti di sventura: il mercato non solo si trasferisce in luoghi più consoni, ma diventa anche settimanale».
Per le prossime tre settimane le bancarelle continueranno ad essere ospiti di Villa Margherita. Poi, dal 24 giugno, appuntamento all’area Fiera.
Gravina in Puglia, 26 maggio 2016
Ufficio Stampa
Sottopasso ferroviario: al via i lavori
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22 Mag 2016
- Ultima modifica il Domenica, 22 Maggio 2016 14:02
- Pubblicato Domenica, 22 Maggio 2016 14:02
- Scritto da LA REDAZIONE
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Martedì 24 maggio l’apertura dei cantieri
L’attraversamento resterà chiuso al pubblico fino al 21 agosto
Dalle parole ai fatti. Apriranno martedì 24 maggio i cantieri per la riqualificazione dell’attraversamento sotterraneo che collega il piazzale della stazione ferroviaria con quello delle Appulo Lucane, segnato dal peso degli anni, dal vandalismo e dal disperato bisogno di interventi di manutenzione. Lo hanno reso noto Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie Appulo Lucane, alla luce dell’intesa raggiunta tra Palazzo di Città e le due società in coda alle riunioni svoltesi negli ultimi mesi in Regione (su richiesta dell’amministrazione comunale) per iniziativa dell’assessore regionale ai trasporti, Gianni Giannini. «Sin dal giorno dell’insediamento – ricorda il sindaco Alesio Valente – ci siamo adoperati per risolvere una questione che si protraeva da tempo: spesso e volentieri, ancor oggi, nonostante i periodici interventi di pulizia, a causa dell’inciviltà di pochi, pendolari e turisti si trovano a dover far di conto con un sottopasso in condizioni precarie, a volte vergognose». Problema al quale si farà adesso fronte col ritorno alla civiltà. «Rispondiamo coi fatti – prosegue Valente - a chi poneva in dubbio l’impegno dell’amministrazione comunale, sostenendo che mai e poi mai si sarebbe posto riparo all’indecenza. Ringrazio l’assessore Giannini per l’accelerazione impressa alla definizione dell’iter che consentirà il ripristino della normalità, fortemente perseguita ed infine ottenuta anche grazie all’impiego di risorse tratte dal bilancio comunale: le investiamo con convinzione, per restituire decoro e dignità ai viaggiatori, ma pure per migliorare l’immagine d’una città che s’appresta a candidarsi al patrimonio Unesco».
Dettagli: mentre RFI e FAL garantiranno il risanamento delle murature e dei solai, oltre che il rivestimento di scale e pareti, il Municipio si farà carico del ripristino degli impianti e dell’installazione di un sistema di videosorveglianza. Per consentire l’esecuzione degli interventi pianificati, con ordinanza sindacale già adottata, il sottopasso pedonale resterà chiuso al transito pedonale dal 23 maggio al 21 agosto.
Gravina in Puglia, 21 maggio 2016
Ufficio Stampa

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