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Oltre cinque anni di attesa e ancora nessuna soluzione: San Michele delle Grotte resta chiusa

Con una determina dirigenziale del 28 luglio scorso, il Comune ha impegnato un'ulteriore somma di 1.251,71 euro quale integrazione per un'indagine geofisica su un campione di roccia prelevato in sito. Si tratta di un approfondimento tecnico che si aggiunge all'incarico già affidato mesi fa all'ingegnere Mastromattei, con studio professionale a Bari, per la progettazione esecutiva, la relazione geologica, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la direzione dei lavori e tutte le attività connesse alla messa in sicurezza della parete corticale esterna della chiesa rupestre di San Michele delle Grotte, per un importo complessivo di 16.931,79 euro.

L'ennesimo atto amministrativo, tuttavia, riporta l'attenzione su una vicenda che continua a trascinarsi senza una conclusione. La chiesa rupestre, uno dei simboli storici e culturali del territorio, è infatti chiusa ormai da anni. Già nel 2021 era stato raggiunto un accordo tra il Comune e la Parrocchia per affidare a un geologo le necessarie indagini finalizzate a verificare le condizioni del terreno sovrastante la grotta e individuare gli interventi indispensabili per garantire la sicurezza del sito.

Da allora, però, il tempo è trascorso senza che si arrivasse a una soluzione concreta. Sono passati cinque anni e si è ancora in attesa della relazione tecnica definitiva che dovrebbe indicare con precisione quali opere realizzare per mettere in sicurezza la parete esterna della chiesa e consentire la riapertura del monumento.

L'integrazione economica disposta in questi giorni dimostra che l'iter è ancora in corso e che si rendono necessari ulteriori approfondimenti. Resta però difficile non interrogarsi sulla durata di una procedura che, a distanza di così tanto tempo, non ha ancora prodotto risultati tangibili. Tempi tanto lunghi appaiono difficilmente giustificabili, soprattutto quando riguardano un bene di così alto valore storico, culturale e turistico.

Nel frattempo, San Michele delle Grotte continua a rimanere inaccessibile. Una delle più preziose testimonianze del patrimonio rupestre locale resta chiusa ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori, privata della possibilità di essere vissuta e valorizzata. Ogni ulteriore rinvio rappresenta una perdita non solo per la conservazione del bene, ma anche per l'intera comunità, che da anni attende risposte concrete e tempi certi per la riapertura di un luogo simbolo del proprio patrimonio storico e attrattivo per il turismo.

L’incendio svela il degrado: non basta parlare di valorizzazione, serve tutela

L’incendio che ha devastato l’area di Padre Eterno non ha soltanto ferito un sito di straordinario valore archeologico e ambientale. Le fiamme hanno acceso i riflettori su una realtà che, fino a quel momento, era rimasta nascosta sotto le sterpaglie: un territorio abbandonato all’inciviltà e all’incuria.

Là dove il fuoco ha cancellato la vegetazione sono emersi centinaia di rifiuti, bottiglie di vetro, plastica e materiali abbandonati da tempo. Una discarica silenziosa, invisibile agli occhi di molti finché le fiamme non l’hanno portata alla luce. Un’immagine che racconta, meglio di qualsiasi parola, la scarsa attenzione di troppi cittadini verso il bene comune e, allo stesso tempo, l’insufficienza dei controlli da parte di chi ha il dovere di presidiare, custodire e tutelare questo patrimonio.

Non può essere sempre e soltanto il volontariato a farsi carico delle conseguenze dell’inciviltà. I volontari continuano, con encomiabile senso civico, a ripulire ciò che altri sporcano, ma il loro impegno, da solo, non può sostituire il ruolo delle istituzioni. Senza una vigilanza costante, senza manutenzione programmata, senza controlli efficaci e sanzioni per chi deturpa il territorio, ogni intervento di pulizia è destinato a essere vanificato nel giro di poco tempo.

L’ambiente oggi lancia un grido d’allarme che non può essere ignorato. Il territorio chiede rispetto, attenzione e una concreta assunzione di responsabilità. È arrivato il momento di cambiare atteggiamento, sia da parte dei cittadini sia da parte dell’Amministrazione comunale, chiamata a mettere in campo azioni efficaci per prevenire il degrado e salvaguardare un luogo che rappresenta un patrimonio storico, culturale e ambientale dell’intera comunità.

Viene allora spontanea una domanda: a cosa servono i grandi progetti, annunciati con enfasi per rendere il sito fruibile e accessibile, se poi manca ciò che è più essenziale, cioè il controllo, la manutenzione e la tutela quotidiana? La valorizzazione di un bene non si misura con rendering, finanziamenti o inaugurazioni, ma con la capacità di conservarlo ogni giorno e di impedirne il progressivo degrado.

L’incendio, oltre ai danni provocati, ha avuto il merito amaro di mostrare ciò che per troppo tempo è stato nascosto. Ignorare ancora questa realtà significherebbe trasformare un episodio drammatico nell’ennesima occasione perduta.

TARI al centro del dibattito: Comune e sindacati a confronto sugli aumenti

La questione TARI è tornata al centro del dibattito cittadino, anche in seguito alla richiesta avanzata dalle Organizzazioni Sindacali di un confronto con l'Amministrazione comunale sui continui aumenti della tariffa.

L'incontro si è svolto prima della seduta del Consiglio comunale del 30 luglio scorso, nel corso della quale è stato ritirato il punto aggiuntivo relativo alle tariffe TARI 2026, predisposte dall'AGER. Su proposta inaspettata del sindaco, il Consiglio Comunale ha deciso di non trasferire agli utenti l'incremento rispetto alle tariffe del 2025, quantificato in circa 70-80 mila euro.

Di seguito pubblichiamo il verbale dell'incontro.

In data 24 luglio 2026 presso il Palazzo di Città si è svolto un incontro tra l’Amministrazione comunale di Gravina in Puglia e una delegazione delle organizzazioni sindacali CGIL e CISL, per discutere degli importi TARI relativi agli anni 2025 e 2026 e delle ricadute economiche sulle famiglie.

Erano presenti l’Assessore ai Tributi Leo Vicino, l’Assessore alle Politiche sociali Vincenzo Varrese, la responsabile delle Entrate dott.ssa Anna Zoggia e una delegazione di CGIL e CISL guidata da Giuseppe De Leonardis e Nunzia Laterza.

La delegazione sindacale ha rappresentato le preoccupazioni dei cittadini che, confrontando gli avvisi di pagamento ricevuti, hanno rilevato aumenti rispetto agli acconti dell’anno precedente. CGIL e CISL hanno chiesto chiarimenti sull’effettiva entità degli incrementi e sulle misure previste a tutela delle famiglie e delle fasce sociali più fragili.

L’Amministrazione ha spiegato che l’acconto TARI 2026 è stato calcolato sull’80% del totale dovuto nel 2025, comprensivo di acconto e saldo. Pertanto, il confronto corretto deve essere effettuato tra il totale pagato nel 2025 e il totale che sarà dovuto nel 2026, e non soltanto tra i due acconti.

Alla data del 24 luglio 2026 non ci sono nuovi aumenti approvati per il 2026.

In assenza di ulteriori comunicazioni da parte di AGER entro il 31 luglio, il costo complessivo dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato rispetto al 2025. In tal caso, eventuali maggiori somme versate in acconto dovrebbero essere compensate attraverso un saldo più contenuto.

Al termine dell’incontro, le parti hanno convenuto sulla necessità di mantenere aperto il confronto e di verificare, una volta definito il quadro economico del 2026, gli effetti reali della tariffazione sulle diverse categorie di contribuenti.

Per l’Amministrazione comunale

L’Assessore ai Tributi
Leo Vicino

L’Assessore alle Politiche sociali
Vincenzo Varrese

Il Funzionario Responsabile delle Entrate
Anna Zoggia

Per le organizzazioni sindacali

CGIL Giuseppe De Leonardis

CISL  Nunzia Laterza

Eventi, InfoPoint e trasparenza: dal Consiglio comunale interrogazioni sull'azione amministrativa

Il Consiglio comunale torna a esercitare la propria funzione di indirizzo e controllo sull'attività dell'amministrazione. Durante il punto dedicato a interrogazioni e interpellanze dell'ultima seduta, il consigliere comunale Vincenzo Florio, presidente della IV Commissione Consiliare (Cultura, Turismo e Promozione degli eventi fieristici), ha posto una serie di questioni riguardanti la programmazione degli eventi cittadini, la trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche e il rispetto del ruolo delle istituzioni consiliari.

Il primo tema affrontato ha riguardato il cartellone degli eventi estivi, che, secondo Florio, presenta informazioni incomplete, senza indicare con chiarezza date, orari, luoghi e persino la dicitura relativa alla gratuità degli appuntamenti. Da qui l'interrogazione sull'evento previsto il 9 luglio in Piazza della Repubblica, promosso dall'associazione "Futuro Radioso", ma che, a quanto riferito dal consigliere, non si sarebbe mai svolto.

Florio ha quindi chiesto di conoscere se l'iniziativa sia stata effettivamente realizzata, quale contributo economico sia stato eventualmente concesso dal Comune all'associazione organizzatrice, se la rendicontazione comprenderà il programma dell'evento, l'eventuale autorizzazione SIAE, la documentazione fotografica e tutti gli atti previsti dalla normativa, oltre a sapere se vi siano state collaborazioni con attività commerciali private e con quali modalità siano state autorizzate.

L'attenzione del presidente della IV Commissione si è poi concentrata sull'InfoPoint turistico della Villa Comunale. Pur essendo stati completati i lavori, consegnate le chiavi e resa disponibile la struttura, il punto informativo risulta ancora chiuso nel pieno della stagione estiva. Una situazione che Florio ha collegato anche alla perdita del finanziamento regionale destinato al potenziamento della rete degli InfoPoint turistici.

Nel suo intervento il consigliere ha inoltre lamentato una carenza di comunicazione istituzionale nei confronti della Commissione consiliare competente. Come esempio ha citato l'evento della mongolfiera, del quale sarebbe stato informato soltanto attraverso una telefonata ricevuta all'ultimo momento e senza essere successivamente aggiornato sul cambio della location, circostanza appresa invece tramite i social network e gli organi di informazione.

Analoga osservazione è stata rivolta alla presentazione della manifestazione "Assisium Nativitas", in programma il 6 e 7 dicembre ad Assisi e annunciata come l'avvio di una collaborazione tra Gravina e la città umbra. Florio ha ricordato che il Consiglio comunale aveva stanziato 60 mila euro per il progetto "Gravinae Nativitas", una scelta resa possibile anche grazie al lavoro svolto dalla IV Commissione, sottolineando la necessità che il Consiglio venga adeguatamente coinvolto e informato sugli sviluppi delle iniziative finanziate con risorse pubbliche.

Più volte Florio ha evidenziato una comunicazione carente e poco trasparente comportando un’offesa ed una limitazione al ruolo di indirizzo che il Consiglio Comunale ha ed anche questa volta l'interrogazione era indirizzata principalmente all'assessora Marienza Schinco, assente alla seduta consiliare pertanto il consigliere ha chiesto che le risposte vengano fornite in forma scritta.

L'auspicio è che i chiarimenti richiesti non rimangano confinati al rapporto tra amministrazione e consigliere interrogante, ma siano resi pubblici, nel rispetto dei principi di trasparenza amministrativa e del diritto della comunità a conoscere come vengono programmate e finanziate le iniziative sostenute con fondi pubblici.

Area Graviglione, scontro in Consiglio: "Le scelte strategiche spettano all'assemblea elettiva"

Nel corso del Consiglio comunale del 30 luglio non poteva mancare il confronto sulla decisione della Giunta comunale di procedere all'alienazione di un'area di proprietà dell'ente in località Graviglione a favore di una società privata.

Ad aprire il dibattito è stato il consigliere Ignazio Lovero, che ha premesso come, all'interno di una maggioranza di governo, possano emergere legittimamente visioni differenti e indirizzi non sempre condivisi, soprattutto quando riguardano scelte non contemplate nel programma elettorale.

Nel merito, Lovero ha sostenuto che l'Amministrazione avrebbe potuto e dovuto privilegiare la strada della concessione temporanea, mantenendo la proprietà pubblica del bene. Una soluzione che avrebbe consentito al Comune di Gravina di preservare un patrimonio strategico e di beneficiare, nel tempo, di entrate economiche più consistenti e continuative, anche in prospettiva della possibile realizzazione di un impianto idroelettrico.

Il consigliere ha inoltre richiamato un ulteriore elemento di criticità sul piano istituzionale. La Giunta, infatti, avrebbe ignorato la richiesta avanzata il 26 maggio 2025 da sette consiglieri comunali di maggioranza, che avevano formalmente sollecitato un approfondimento politico e consiliare sulla vicenda. Una scelta che, secondo Lovero, ha sottratto al Consiglio comunale la possibilità di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e di confronto su una decisione strategica per il patrimonio dell'ente, proseguendo invece verso l'alienazione senza un preventivo dibattito nell'assemblea elettiva.

Nel suo intervento è stata contestata anche la procedura individuata per la cessione dell'area. Dopo l'avvio, nel 2025, di una procedura di asta pubblica successivamente sospesa, l'Amministrazione ha optato per la trattativa privata. Secondo il consigliere, il ricorso a una gara pubblica avrebbe garantito maggiore trasparenza, la più ampia partecipazione e, verosimilmente, un migliore risultato economico per le casse comunali grazie al confronto concorrenziale tra le offerte.

La conclusione dell'intervento ha assunto un significato più ampio, richiamando i principi del corretto funzionamento delle istituzioni. Lovero ha ribadito che la gestione della cosa pubblica deve perseguire prioritariamente l'interesse generale della collettività e ha auspicato un ritorno al pieno rispetto delle competenze attribuite agli organi di rappresentanza. Gli indirizzi politici, ha ricordato, appartengono al Consiglio comunale, organo eletto dai cittadini e titolare delle funzioni di indirizzo e controllo, mentre alla Giunta spetta l'attuazione dell'azione amministrativa nel rispetto delle prerogative dell'assemblea.

Anche il consigliere di minoranza Naglieri ha mostrato perplessità sull'alienazione della cava a trattativa privara.

Richiami che, sul piano politico, potrebbero alimentare gli interrogativi sul clima interno alla maggioranza e sulla tenuta degli equilibri amministrativi. Le divergenze emerse in aula rappresentano soltanto un confronto fisiologico oppure costituiscono il segnale di una crescente difficoltà nel rapporto tra Giunta e Consiglio comunale?

Dall’inclusione in campo a quella nel lavoro: un’occasione da cogliere per Altamura e Gravina

Lo scorso 21 giugno, lo stadio "Vicino" è stato teatro di una significativa iniziativa che ha visto scendere in campo imprenditori di Altamura e Gravina con un obiettivo ben preciso: richiamare l'attenzione della comunità sul valore dell'inclusione delle persone con disabilità.

Una giornata simbolica, ma soprattutto un messaggio chiaro: l'inclusione non può limitarsi ai momenti di sensibilizzazione o agli eventi pubblici. Deve tradursi in azioni concrete, a partire dal diritto al lavoro.

In Italia la Legge 68/1999, che disciplina il collocamento mirato delle persone con disabilità, prevede quote obbligatorie di assunzione per le imprese. Eppure, troppo spesso queste disposizioni vengono disattese o aggirate, privando molte persone dell'opportunità di costruire un percorso professionale e una piena autonomia.

Per favorire un cambio di passo, la Regione Puglia ha pubblicato un nuovo avviso destinato a incentivare l'occupazione delle persone con disabilità, mettendo a disposizione 4,5 milioni di euro. Gli incentivi per le aziende variano da 9.000 a 15.000 euro per ogni assunzione, con ulteriori maggiorazioni fino a 3.000 euro in presenza di specifiche condizioni. Le agevolazioni riguardano sia i contratti a tempo indeterminato sia quelli a tempo determinato stipulati nel periodo compreso tra il 3 agosto e il 31 dicembre, mentre le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 5 agosto.

Si tratta di un'opportunità importante per il tessuto imprenditoriale del territorio, che può trasformare un obbligo normativo in una scelta di responsabilità sociale e di crescita condivisa. L'inclusione lavorativa, infatti, non rappresenta soltanto un diritto per chi cerca un'occupazione, ma anche un valore aggiunto per le imprese e per l'intera comunità.

L'auspicio è che gli imprenditori di Altamura e Gravina sappiano raccogliere questa occasione, dando continuità al messaggio lanciato simbolicamente il 21 giugno. Sarebbe il modo più autentico per dimostrare che la sensibilizzazione può diventare impegno concreto e che l'inclusione, quando passa attraverso il lavoro, diventa uno strumento di dignità, partecipazione e sviluppo per tutti.

Ci auguriamo di poter raccontare presto nuove storie di aziende che hanno scelto di investire nelle persone, trasformando un gesto simbolico in un esempio concreto per l'intero territorio.

Consiglio comunale: approvati dodici punti, rinviate la variante al PRG e le tariffe TARI 2026, quest’ultimo punto aggiuntivo

Si è svolta ieri, in prima convocazione, la seduta del Consiglio comunale, che ha potuto regolarmente aprire i lavori grazie al raggiungimento del numero legale. Al primo appello risultavano presenti 19 consiglieri e assenti 6. Tra i banchi della minoranza si è registrata inizialmente l'assenza di gran parte dei consiglieri, mentre nel corso della seduta sono entrati in aula i consiglieri Giacinto Lagreca e Michele Naglieri.

L'assemblea ha esaminato l'ordine del giorno approvando dodici dei tredici punti in programma. Sono stati invece rinviati il punto 9, relativo all'approvazione della variante al Piano Regolatore Generale per la digitalizzazione e l'aggiornamento della cartografia ai sensi dell'articolo 12, commi 3 e 3-bis, della Legge Regionale n. 20/2001, e il punto aggiuntivo riguardante l'approvazione delle tabelle TARI per l'anno 2026, predisposte e trasmesse da AGER.

Tra gli argomenti che hanno suscitato il maggiore confronto in aula figura il punto 10, dedicato all'attuazione delle previsioni urbanistiche vigenti nelle aree ricadenti nella fascia di rispetto cimiteriale. Il provvedimento approvato disciplina la riduzione della fascia di rispetto a 150 metri dal cimitero, prevedendo che tale distanza rimanga invariata anche nell'eventualità di un futuro ampliamento del camposanto di ulteriori 50 metri, possibilità contemplata dal Regio Decreto del 1934. Nel dibattito è stato inoltre richiamato l'articolo 1, comma 911, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, che amplia le cosiddette deroghe al principio di inedificabilità nelle fasce di rispetto cimiteriale.

Via libera all'unanimità dei presenti anche al punto 11, riguardante l'acquisizione a titolo gratuito al patrimonio comunale indisponibile di immobili regionali ex ERSAP situati in località Borgo Dolcecanto. Gli immobili saranno destinati alla realizzazione di centri di accoglienza, punti informativi e aree di ristoro dedicate ai viandanti e ai camminatori che attraversano il territorio, con l'obiettivo di valorizzare i percorsi escursionistici e promuovere il turismo lento.