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Cultura ed Eventi

Diritti proclamati, fondi risicati: il “decreto disabilità” alla prova dei fatti

L’obiettivo dichiarato del cosiddetto “decreto disabilità” è ambizioso e, sulla carta, difficilmente contestabile: garantire diritti pienamente esigibili, promuovere la partecipazione attiva e l’autodeterminazione delle persone con disabilità, favorendo un’inclusione concreta e non meramente formale. Un impianto normativo che richiama principi avanzati e in linea con le più moderne visioni di welfare.

Eppure, al di là delle enunciazioni, emerge con forza una criticità che rischia di svuotare di significato l’intero provvedimento: l’esiguità delle risorse stanziate. Il decreto, infatti, appare “tirchio” sul piano finanziario, con una dotazione che molti osservatori giudicano insufficiente a sostenere interventi strutturali e duraturi. Il risultato è un evidente scollamento tra gli obiettivi dichiarati e la loro reale possibilità di attuazione.

Senza un adeguato investimento economico, i principi restano tali: dichiarazioni d’intenti difficilmente traducibili in servizi, progetti e misure concrete capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone. Il rischio è quello di alimentare aspettative che, nei fatti, non trovano riscontro.

Di questo si discuterà domani, a partire dalle ore 9.30, all’interno dell’area fiera, in un incontro pubblico dedicato proprio al “Decreto Disabilità”. Numerosi i relatori attesi, con una significativa presenza di esponenti politici. Il dibattito si preannuncia acceso e rappresenterà un’occasione per mettere a confronto visioni, criticità e prospettive su un tema che, al di là delle dichiarazioni, chiede risposte concrete e, soprattutto, risorse adeguate.

Gravina, la Fiera San Giorgio accende i riflettori su un potenziale ancora inespresso

Tra poche ore Gravina tornerà a vestire i panni della grande storia. Con la solenne consegna delle chiavi della città dal Sindaco al Re Carlo II d’Angiò prenderà ufficialmente il via la 732esima edizione della Fiera San Giorgio, una delle manifestazioni più antiche d’Europa, capace di attraversare i secoli senza perdere il suo fascino originario.

Per quattro giorni il quartiere fieristico diventerà il cuore pulsante di un racconto che intreccia identità e prospettiva. Agricoltura, artigianato, enogastronomia e innovazione non saranno semplici settori espositivi, ma tasselli di una narrazione più ampia: quella di un territorio che custodisce radici profonde e, al tempo stesso, ambisce a ritagliarsi un ruolo più ambizioso nel panorama contemporaneo.

Il programma si presenta fitto e articolato: convegni tematici, spettacoli, show cooking, sfilate di cortei storici e un ricco calendario di eventi “fuori fiera” contribuiranno a trasformare la città in un laboratorio diffuso di cultura e partecipazione. Un’offerta che punta non solo ad attrarre visitatori, ma a stimolare riflessioni e connessioni tra tradizione e nuove opportunità.

Eppure, dietro l’entusiasmo e la ritualità dell’evento, resta una consapevolezza difficile da ignorare. Gravina è una città dalle enormi potenzialità, ancora in larga parte inesplose. La Fiera San Giorgio rappresenta ogni anno una vetrina privilegiata, ma anche il promemoria di ciò che potrebbe essere e che finora non è stato pienamente realizzato. Strategie poco lungimiranti e occasioni mancate hanno spesso frenato uno sviluppo che oggi appare più che mai possibile.

Proprio per questo, l’edizione numero 732 assume un valore che va oltre la celebrazione. È un banco di prova, un’opportunità concreta per dimostrare che il patrimonio culturale, produttivo e umano del territorio può diventare motore di crescita reale. Se saprà cogliere questa sfida, Gravina potrà finalmente trasformare il suo potenziale latente in una traiettoria di sviluppo riconoscibile e duratura.

FIERA DI SAN GIORGIO, A GRAVINA IN PUGLIA SI APRE LA 732ª EDIZIONE TRA AGRICOLTURA E IMPRESA E AGORÀ ISTITUZIONALE

Dal 23 al 26 aprile all’Area Fiera di via Spinazzola un programma ricco di spettacoli, convegni, dibattiti e incontri su sviluppo, inclusione e biodiversità.

Esistono radici capaci di attraversare i secoli mantenendo intatta la linfa vitale: la Fiera di San Giorgio è il monumento vivente di questa persistenza, l’istituzione che vanta la genesi più remota e la durata più solida dell’intero panorama territoriale. A Gravina in Puglia, la 732ª edizione si manifesta come uno spazio pubblico esteso, un luogo eletto dove la consuetudine agricola sposa la progettualità istituzionale. Dal 23 al 26 aprile, l’Area Fiera di via Spinazzola diventa il palcoscenico di una trama fitta, un racconto condiviso che unisce ricerca, impresa e cittadinanza attiva. Quattro giorni di spettacoli, dibattiti, confronti e cortei storici che mettono in relazione istituzioni, imprese e comunità attorno alle filiere del territorio come agricoltura, artigianato, enogastronomia, turismo, giardinaggio e zootecnica per valorizzare impresa, conoscenza e identità locale. 

Il rito d’apertura: l’inizio della celebrazione

L’apertura arriva giovedì 23 aprile alle 17.30, con il taglio del nastro che inaugura la 732ª Fiera di San Giorgio. Un passaggio che segna l’ingresso nella quattro giorni gravinese e avvia il confronto tra sistema produttivo, istituzioni e comunità.”

Scienza e terra: l'avanguardia del sapere

Il mattino di venerdì 24 aprile, alle 11.00, l’attenzione converge verso l’eccellenza tecnica con l’incontro dedicato a “L’azienda agricola della Fondazione Santomasi: ricerca, innovazioni, prospettive”. La sapienza accademica si fa guida attraverso gli interventi del Prof. Vito Gallo (Politecnico di Bari e Vice Presidente ITS Academy Agripuglia) e del Prof. Giuseppe De Mastro (Università di Bari). Il dialogo prosegue fecondo con il Dott. Gianni Colangelo per la Fondazione “Santomasi”, il Dott. Giuseppe Maggi, direttore tecnico ITS Academy Agripuglia, e il Dott. Luigi Trotta, dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia. Le conclusioni del Dott. Francesco Paolicelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, suggellano l’alleanza tra formazione e politica agraria.

Coscienza civile e armonie artistiche

Il pomeriggio di venerdì alle 17.30 la Fiera rivolge lo sguardo ai temi della consapevolezza sociale con l’approfondimento “Sex offender e i principali sex crimes: tutto ciò che devi sapere sui reati sessuali”, a cura dell’Avv. Antonio La Scala. È un momento di riflessione che nobilita la funzione pubblica dell'evento. Al calare della sera, alle 19.00, lo spettacolo di canto e danza di Lucia Carulli armonizza il programma con la grazia del linguaggio artistico.Orizzonti economici e il cuore delle istituzioni

Sabato 25 aprile, alle 11.00, lo sguardo si volge al futuro imprenditoriale. L’incontro “Orizzonti di Crescita: Impresa e Territorio per il Futuro dell’Imprenditoria Murgiana”, promosso dal Consorzio Imprese Murgiana CIM, delinea le traiettorie dello sviluppo locale. Contemporaneamente, il Padiglione Istituzionale pulsa di attività: dai diritti affrontati venerdì alle 9.30 nel panel “Decreto Disabilità Diritti, Inclusione e Futuro” con INPS Regione Puglia, fino alla visione urbana delle ore 16.00 dedicata al Documento Strategico per la Rigenerazione Urbana (DSRU). Biodiversità e l'abbraccio della comunità La giornata di sabato prosegue alle 11.00 con la CIA – Confederazione Italiana Agricoltura, culminando alle 17.00 nella lezione magistrale del Prof. Rocco Sorino (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) su “Attività pastorale e conservazione della biodiversità”.

Solidarietà e il sigillo della tradizione

Domenica 26 aprile si celebra il valore del dono: alle 10.30 l’appuntamento “Solidarietà in azione: il volontariato e la cultura del dono” con l’Associazione Fratres mette in luce il cuore pulsante della città. Alle 11.00, la presentazione del Pallone di Gravina esalta l'identità gastronomica locale. La chiusura, alle 21.00, è affidata allo splendore dei fuochi piromusicali e alla purezza del coro di voci bianche, sigillo perfetto di un’edizione memorabile.

Il “Fuori Fiera”: una città che si fa storia

Nel programma del “fuori fiera”, Gravina diventa un teatro a cielo aperto dove tradizione e apertura internazionale si incontrano. L’energia della rassegna trova la propria naturale continuazione tra le piazze e i vicoli storici, trasformando il centro cittadino in un palcoscenico diffuso in cui il prestigio della tradizione si manifesta attraverso il Corteo storico Monfort 2026 e la lettura del Regio editto, insieme alle atmosfere del “Villaggio del Poverello” nel Rione Piaggio e alle “Scaramucce e giochi d’arme” in Piazza Notar Domenico.  Il quadro degli appuntamenti include anche Ritual Line Up nell’ex Monastero di Santa Sofia, con i dj Maurizio Losciale e Marika, e VerdeVino nel Rione Fondovito, la festa della Verdeca di Gravina con quattro cantine locali protagoniste tra degustazioni e valorizzazione della tradizione enologica, oltre a mercatini artigianali e proposte gastronomiche lungo il percorso. Nel padiglione D trovano spazio anche gli spettacoli equestri a cura di Erbanito Horse Team, con battesimo della sella con pony dedicati, il progetto Equilibrio e la presenza di tecnici EpD impegnati in attività ricreative rivolte a persone con disabilità, in un percorso che unisce intrattenimento, inclusione e relazione con il mondo animale. A chiudere il quadro, il Festival Internazionale del Folklore promosso dal gruppo “La Zjte” di Gravina in Puglia guidato dal presidente Nando Fiore, da quasi sessant’anni impegnato nella valorizzazione delle tradizioni locali: gruppi da Bulgaria, Grecia e Lituania insieme all’Italia rappresentata da “La Zjte” danno vita a sfilate ed esibizioni di canti e balli popolari, rafforzando il ruolo della Fiera di San Giorgio come luogo di incontro tra culture e sintesi tra memoria e presente, capace di valorizzare identità e scambi internazionali.

 

Giornata della Terra: un dovere collettivo che non può più attendere

Ogni 22 aprile, la Giornata Mondiale della Terra torna a imporsi come un richiamo globale alla responsabilità. Non è una semplice ricorrenza simbolica, ma un momento cruciale in cui l’umanità è chiamata a fare i conti con lo stato di salute del pianeta e, soprattutto, con le proprie azioni. Milioni di persone, in ogni angolo del mondo, partecipano a iniziative, campagne e riflessioni: segni evidenti di una consapevolezza crescente, ma ancora insufficiente di fronte all’urgenza delle sfide ambientali.

Il grido “salviamo il pianeta” non è più uno slogan, bensì una necessità concreta. Il cambiamento climatico avanza con effetti sempre più visibili, l’inquinamento compromette aria, acqua e suolo, mentre la biodiversità si riduce a un ritmo allarmante. Di fronte a questo scenario, l’indifferenza non è più un’opzione: ogni ritardo si traduce in conseguenze più gravi e difficili da invertire.

Le istituzioni internazionali giocano un ruolo determinante. Organismi globali promuovono strategie e accordi per contenere i danni e costruire un futuro sostenibile, ma senza un impegno reale e coerente da parte dei governi, ogni sforzo rischia di rimanere incompiuto. Le priorità sono chiare e non più rimandabili: ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e proteggere gli ecosistemi naturali. Le scelte politiche di oggi definiranno il mondo di domani.

Tuttavia, la responsabilità non si esaurisce nelle sedi istituzionali. Ogni cittadino è parte attiva di questa sfida globale. Ridurre i rifiuti, limitare gli sprechi energetici, scegliere mezzi di trasporto sostenibili: sono azioni quotidiane che, se adottate su larga scala, possono generare un impatto significativo. Non si tratta di gesti marginali, ma di un cambiamento culturale necessario.

La Giornata della Terra ci ricorda che il destino del pianeta è intrecciato alle scelte di ciascuno. Salvare la Terra non è un compito delegabile, ma un dovere condiviso. E il tempo per agire non è domani: è adesso.

“Nessuna barriera”: a Gravina lo sport diventa inclusione e crescita

Lo sport si conferma uno dei più efficaci strumenti di inclusione sociale e sviluppo personale, capace di coinvolgere anche le persone con disabilità in percorsi di benessere e partecipazione attiva. Negli ultimi anni, l’attenzione verso lo sport adattato è cresciuta in modo significativo, mettendo in luce come l’attività fisica contribuisca non solo al miglioramento delle condizioni fisiche, ma anche alla qualità della vita e all’integrazione sociale.

Un cambiamento culturale evidente, sostenuto anche dall’esempio dei Giochi Paralimpici, simbolo globale di abbattimento delle barriere e valorizzazione delle capacità individuali.

Questo fermento è tangibile anche a Gravina, dove da anni l’ASD Fortitudo promuove il baskin, una disciplina inclusiva che vede in campo insieme atleti con e senza disabilità, favorendo collaborazione e rispetto reciproco.

In questo solco si inserisce il progetto “Nessuna barriera”, presentato ieri durante l’intervallo della partita tra Gravina e Paganese. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con la società calcistica FBC e coinvolge operatori di cooperative sociali, associazioni e utenti di diversi servizi del territorio.

Attraverso il calcio – inteso come strumento educativo e relazionale – i partecipanti apprendono regole, responsabilità e dinamiche di gruppo. Il percorso li aiuta a organizzare la quotidianità, prendersi cura di sé e confrontarsi con gli altri nel rispetto dei ruoli.

Non si tratta di un calcio “diverso”, ma di un calcio adattato: allenamenti strutturati, schemi di gioco, partite, vittorie e sconfitte fanno parte di un’esperienza sportiva completa e autentica.

L’attività, centrata sulla persona, ha già prodotto risultati concreti: miglioramento di attenzione, memoria, umore e gestione delle emozioni; maggiore consapevolezza di sé, con la scoperta dei propri punti di forza e dei limiti; sviluppo del benessere psico-fisico attraverso il lavoro di squadra; contrasto allo stigma sociale e condivisione di esperienze ed emozioni all’interno del gruppo.

I partecipanti si allenano due volte a settimana e prendono parte a partite programmate presso lo stadio “S. Vicino” di Gravina. Avviato il 13 gennaio 2026, il progetto si concluderà il 30 maggio 2026, lasciando però un segno concreto nel percorso di inclusione e crescita della comunità.

Istruzione, al via il contest artistico sulla “Cultura del Dono”

Regione Puglia lancia ufficialmente l’edizione 2026/2027 del contest artistico per la realizzazione delle immagini del nuovo Calendario scolastico regionale, rivolto alle studentesse e agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e per questa edizione anche con il Centro Regionale Trapianti, nasce con l’obiettivo di trasformare la scuola in un motore di cambiamento culturale, promuovendo tra i più giovani i valori della solidarietà, della gratuità e della cittadinanza attiva.

Il tema scelto per il contest di quest’anno è “La Cultura del Dono e il dono della vita”, un invito a riflettere sul valore della donazione di organi e tessuti come gesto di solidarietà e responsabilità collettiva. Un tema di grande rilevanza, che merita di essere conosciuto e approfondito, specialmente tra i più giovani.

In Italia, infatti, al compimento dei 18 anni e in occasione del rilascio o del rinnovo della Carta d’Identità Elettronica (CIE), è possibile esprimere la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. Quel “Sì” rappresenta una scelta consapevole e generosa, capace di rafforzare i legami tra le persone e di tradurre in azione concreta il valore della cura e dell’attenzione verso gli altri.

Il contest associato al calendario scolastico, dunque, non è solo un concorso artistico, ma un’occasione educativa per intraprendere un percorso di consapevolezza per cittadini più informati, responsabili e solidali.

Il concorso è aperto sia a singoli studenti sia a gruppi, e prevede la realizzazione di un elaborato originale accompagnato da un titolo o slogan. Le proposte dovranno distinguersi per creatività, coerenza con il tema, forza comunicativa e originalità della tecnica utilizzata.

I lavori selezionati saranno utilizzati per la realizzazione del progetto grafico del Calendario scolastico regionale, che sarà distribuito in tutte le scuole pugliesi.

La partecipazione è gratuita e le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12:00 del 15 maggio 2026. La proposta, a pena di esclusione, deve essere trasmessa tramite il form disponibile link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe1Jh3OWIbf5w4uJEukaQdjZ53RqI1O0ctirI0AwcKtwv-S5w/viewform i dati del concorrente/i, l’immagine e il titolo/slogan che lo accompagna.

A valutare gli elaborati sarà una Commissione composta da cinque componenti nominati dalla Regione Puglia. Al termine dell’iniziativa saranno assegnati dei riconoscimenti ai vincitori, nell’ambito di una cerimonia di premiazione.

Per supportare le scuole nell’elaborazione delle candidature e nella declinazione del tema è stata realizzata dalla Sezione Istruzione e Università anche una Guida di supporto creativo, scaricabile dal portale https://www.studioinpuglia.regione.puglia.it/calendario-scolastico-regionale-26-27/

San Giorgio tra fede e tradizione: due comunità in festa nel cuore della Puglia

Mentre a Gravina si prepara ad accogliere, dal 23 al 26 del mese, la 732ª edizione della storica Fiera San Giorgio, a San Giorgio Ionico di tiene, dal 22 al 23, la festa patronale dedicata al Santo cavaliere, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari per la comunità locale. Il 23 aprile rappresenta il culmine delle celebrazioni, giornata interamente consacrata a San Giorgio Martire.

La processione del Santo si conferma come il momento più solenne e partecipato dell’intero programma religioso. Un rito che, anno dopo anno, rinnova il legame profondo tra fede, tradizione e appartenenza. L’organizzazione, curata con meticolosa attenzione dal Comitato feste, garantisce il rispetto di ogni dettaglio, mantenendo viva una ritualità che si tramanda da generazioni.

Il corteo si apre con il parroco e prosegue con la statua di San Giorgio, portata a spalla dai fedeli in un gesto di intensa devozione popolare. A seguire, sfilano le autorità civili e militari, accompagnate dalle armonie della banda musicale, mentre una folla raccolta percorre le vie cittadine in un clima di profonda spiritualità e partecipazione.

Particolarmente significativo è il momento conclusivo della processione. In piazza San Giorgio si celebra l’eucaristia, ma è la sosta simbolica davanti al Monumento ai Caduti delle due guerre mondiali a rappresentare uno dei passaggi più toccanti: qui, le autorità rendono omaggio alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la patria, intrecciando il culto religioso con il ricordo civile.

La festa patronale, sostenuta dal patrocinio della Regione Puglia, si conferma così non solo come espressione di fede, ma anche come potente strumento di valorizzazione culturale e turistica del territorio. Un evento capace di raccontare, attraverso riti condivisi e tradizioni vive, l’identità autentica di una comunità e, più in generale, dell’intera Puglia.