Sab05162026

Last updateSab, 16 Mag 2026 5am

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

 

Back Sei qui: Home Cultura ed Eventi

Cultura ed Eventi

CAPITALE DELLA CULTURA: PER LE CITTÀ FINALISTE IL PERCORSO CONTINUA OLTRE LA CANDIDATURA, INIZIA "CANTIERE CITTÀ"

Al via la quinta edizione di Cantiere Città: Ministero della Cultura e Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali al fianco delle città finaliste per trasformare alcuni dei progetti in realtà.

Il percorso delle dieci città finaliste a Capitale italiana della cultura 2028 va oltre la candidatura. Con Cantiere Città, il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali avviano un percorso di affiancamento delle amministrazioni che hanno concorso al titolo con l’obiettivo di consolidarne le capacità progettuali, per dare un futuro a idee e reti di relazioni attivate in occasione della loro partecipazione al bando.

Giunto alla quinta edizione, Cantiere Città è un concreto strumento di valorizzazione del lavoro progettuale delle finaliste e di sostegno alle politiche culturali locali, curato per il Mic dal Servizio II del Dipartimento per le attività culturali. Il programma di quest’anno coinvolge Anagni (FR), Ancona (futura Capitale della cultura), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì (FC), Gravina in Puglia (BA), Massa (MS), Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT). Realtà diverse per dimensioni e contesto, ma accomunate dalla scelta di investire sulla cultura come leva di sviluppo territoriale.

Il percorso è stato avviato al Ministero della Cultura mercoledì 6 maggio alla presenza di Paola Passarelli, Direttrice generale delle Biblioteche e degli istituti culturali del Ministero della Cultura, e di Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.

Per sei mesi, il programma combina incontri in presenza, formazione e affiancamento operativo. Il supporto di questa edizione si articola su più livelli: un esperto di riferimento, Alessandro Bollo (esperto di management culturale e direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Torino), accompagna le città lungo tutto il percorso; Marco Marinuzzi (esperto di politiche culturali) approfondisce con un corso tematico il tema dell’internazionalizzazione dei progetti culturali; parallelamente, gli esperti della Scuola lavorano con le amministrazioni in un ciclo di tre workshop (uno in presenza e due online) per sviluppare concretamente uno dei progetti del dossier, accompagnandolo verso la realizzazione.

 

Nell’ambito di Cantiere Città il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali promuovono Obiettivo Capitale, un ciclo di otto video lezioni per le città che vogliono candidarsi alle future edizioni di Capitale italiana della cultura. Il percorso propone contenuti e strumenti operativi per progettare interventi culturali solidi e sostenibili e per costruire dossier di candidatura efficaci.

A rappresentare nel consesso ministeriale Gravina in Puglia, già Capitale della Cultura di Puglia 2027, oltre al Dirigente Vito Spano e la progettista Emanuela Marmo, il consigliere delegato Ignazio Lovero, che ha dichiarato:

“Con il progetto 'Radici al Futuro' rivendichiamo una visione coraggiosa: quella di un territorio che interpreta da protagonista il nuovo volto del Sud e del Mediterraneo. L’investimento culturale di Gravina genera competenze e consolida la nostra identità, costruendo vere e proprie 'infrastrutture mentali' votate al dialogo.

​Questo percorso di rivoluzione e riscatto trova oggi nuova linfa nella collaborazione con le altre città finaliste. Insieme, trasformeremo le progettualità dei nostri dossier in un 'cantiere' di respiro internazionale, forti del supporto strategico del Ministero della Cultura e della Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali.

 

Il presente, colui che c’è, colui che viene a trovarsi, lo Spirito promesso

Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

 

Commento:

Cristo Risorto è il pastore bello che veglia sul nostro cuore: come una porta, sta attento che nessun ladro e menzognero entri nella nostra vita interiore.

È la via che ci conduce al Padre, la verità che ci rende liberi, la vita che ci riempie di gioia.

E, in questo percorso di scoperta della profonda identità di Cristo, oggi la liturgia ci propone un bellissimo brano del lungo discorso che Gesù, secondo l’evangelista Giovanni, ha tenuto dopo la lavanda dei piedi.

Gesù è preoccupato per i suoi discepoli, li vuole salvare dal mondo, cioè dalla logica mondana che rischia di contagiare il nostro modo di vedere le cose e di pensare. 

E quanto aveva ragione, purtroppo! Anche nella Chiesa, spesso, dilagano logiche mondane, contrapposizioni, bramosie, arrivismo… e ne vediamo le conseguenze. Invece di essere trasparenza, diventiamo ostacolo, alto muro che impedisce ai viandanti di vedere la meta.

Viviamo in questo mondo, ne siamo influenzati ma non gli apparteniamo, dice il Signore.

Ma, lo sappiamo bene, da soli fatichiamo, e tanto.

Come distinguere cosa proviene da Dio e cosa dalla nostra ombra interiore? Come trovare la forza per affrontare le inevitabili difficoltà che, come tutti, dobbiamo affrontare?

Gesù ci incoraggia: ci dona lo Spirito Santo.

La forza del Padre, il dono del risorto ai credenti.

E, in questo caso, ne definisce due delle peculiarità: lo Spirito è il Consolatore/Paracleto ed è colui che ci conduce alla pienezza della verità (di nuovo!).

Tra fede, storia e tradizione: il culto di San Michele Arcangelo dalle grotte sacre ai “balloun” di Gravina

Il culto dell’Arcangelo Michele attraversa i secoli e unisce popoli, territori e tradizioni in numerose Nazioni del mondo cristiano. Anche l’Italia custodisce luoghi profondamente legati alla devozione micaelica, testimonianze vive di una fede antica che continua ancora oggi ad animare pellegrinaggi, riti popolari e manifestazioni culturali.

Tra i centri più celebri spicca certamente Monte Sant'Angelo, dove sorge la celebre grotta dell’apparizione dell’Arcangelo Michele. Quel luogo sacro, oggi meta di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, in epoca precedente era un santuario dedicato al culto mitraico, antica religione misterica che prevedeva anche il sacrificio rituale del toro. La tradizione cristiana dell’apparizione micaelica assunse dunque anche un forte valore simbolico: interrompere l’antico credo pagano e consacrare la grotta al Cristianesimo, trasformandola in uno dei più importanti santuari dedicati al Principe delle Milizie Celesti.

La grotta pugliese divenne così cuore pulsante della spiritualità micaelica europea, inserendosi nel celebre cammino sacro dedicato all’Arcangelo, lungo la direttrice che collega numerosi santuari sorti sotto la sua protezione. Ancora oggi, quel luogo conserva intatto il fascino della pietra, del silenzio e della preghiera, alimentando una devozione popolare che attraversa generazioni.

Non a caso, Monte Sant'Angelo ospita da oggi fino al 9 maggio 2026 la nona edizione del Michael – Festival del patrimonio culturale, spirituale, naturale e gastronomico, manifestazione dedicata all’identità della “Città dei due Siti UNESCO”. Il tema scelto per quest’anno, “La porta del cielo”, richiama profondamente il significato spirituale della Grotta dell’Arcangelo e celebra i 950 anni delle storiche Porte di Bronzo del Santuario, simbolo di fede, arte e accoglienza dei pellegrini.

Anche Gravina in Puglia custodisce con orgoglio una radicata tradizione legata al culto di San Michele Arcangelo. Qui sopravvive una delle espressioni popolari più caratteristiche della devozione cittadina: i suggestivi “balloun”. Veri capolavori dell’arte tessile domestica, erano composti da preziose coperte e copriletti in seta dai colori vivaci, arricchiti da frange ricamate e raffinati merletti; lenzuola ornate con ricami pregiati; grandi scialli e fazzoletti dalle tonalità accese e ornamentali.

I “balloun” rappresentavano molto più di un semplice addobbo: erano il simbolo dell’identità familiare e della devozione religiosa. Ogni famiglia si impegnava con passione nella realizzazione del “ballounə” più bello, sperando di ottenere il premio messo in concorso durante le festività. Si trattava di una sorta di “santa ostentazione” di povera-ricchezza, una competizione genuina e collettiva che coinvolgeva interi quartieri, trasformandoli in scenografie di colori, tessuti e luci, capaci di suscitare meraviglia e gioia.

Ma l’aspetto più significativo era il valore spirituale custodito al loro interno: i tessuti fungevano infatti da supporto per le “brandea”, reliquie sacre e oggetti devozionali che rendevano quei drappi non soltanto opere decorative, ma autentici segni di protezione e fede popolare. Una tradizione che ancora oggi racconta il profondo legame tra il popolo pugliese e l’Arcangelo Michele, difensore del bene e simbolo eterno di luce e giustizia.

La Festa Civile di San Michele delle Grotte rinviata a domani per il maltempo

A causa delle avverse condizioni meteorologiche e dell’impraticabilità dei giardinetti, resi particolarmente fangosi dalle piogge delle ultime ore, il Comitato organizzatore comunica il rinvio della festa civile di San Michele delle Grotte a domani sera.

Una decisione presa nel segno della prudenza e della sicurezza, per consentire a cittadini, famiglie e visitatori di vivere i momenti di festa in un clima più sereno e partecipato.

Resta invece confermato il programma religioso previsto per questa sera, cuore spirituale della ricorrenza dedicata al Santo Patrono. Alle ore 18.30 si terrà il tradizionale omaggio del Capitolo a San Michele, seguito alle ore 19.00 dalla solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro vescovo, Monsignor Giuseppe Russo.

Quando la poesia diventa coscienza: il riconoscimento a Gianni Romaniello al Premio “Ciò che Caino non sa”

C’è un momento in cui la poesia smette di essere soltanto parola e diventa voce collettiva, memoria, resistenza civile. È in questa dimensione profonda che si colloca il Premio “Ciò che Caino non sa”, prestigiosa iniziativa culturale nata con l’intento di accendere una luce sui drammi della violenza di genere e sugli abusi ai danni dei minori, trasformando l’arte in strumento di consapevolezza e rinascita.

Ideato e promosso per cinque edizioni dall’Associazione Culturale L’Oceano nell’Anima, il premio è oggi portato avanti dall’Accademia che, dal 2025, ne custodisce e rinnova la missione etica e sociale. Attraverso la poesia e le arti visive, la manifestazione costruisce ponti di sensibilità, integrazione e dialogo umano, offrendo alla cultura il compito, mai semplice ma necessario, di interrogare le coscienze.

Già nel titolo vive il cuore simbolico dell’iniziativa. “Ciò che Caino non sa” evoca infatti quella tragica incapacità di comprendere l’altro, quella mancanza di empatia che troppo spesso genera violenza, dominio e sopraffazione. Caino, figura biblica del fratricidio, diventa emblema di una cecità emotiva che il premio tenta di disarmare attraverso la forza mite ma penetrante dell’arte. È un invito a guardare l’essere umano nella sua fragilità, a restituire dignità alle ferite invisibili, a riconoscere nell’ascolto e nella compassione l’unico vero antidoto all’odio.

In occasione della VII edizione, tra le voci che hanno saputo lasciare un segno profondo emerge quella del poeta gravinese Gianni Romaniello, insignito del Premio Presidenza per la poesia inedita “Sopravvivenza ancestrale”. Un riconoscimento che celebra non soltanto il valore letterario dell’opera, ma soprattutto la straordinaria delicatezza con cui il poeta affronta temi laceranti e universali.

La scrittura di Romaniello si distingue infatti per una rara capacità: trasformare il dolore in una carezza di parole, attraversare le ombre senza mai perdere la luce della compassione. Nei suoi versi convivono denuncia e dolcezza, memoria e umanità, in un equilibrio poetico che sfiora il lettore con discrezione ma lascia un’impronta profonda. La sua sensibilità artistica riesce a raccontare le ferite del nostro tempo senza gridare, affidando alla soavità del linguaggio la forza più autentica della verità.

Ed è forse proprio questa la funzione più alta della poesia: non soltanto descrivere il mondo, ma renderlo più umano.

“INSIEME”: Quando l’arte a scuola diventa una lezione di vita

C’è un titolo che dice tutto, nella sua semplicità: “INSIEME”. È questo il nome scelto dall’Istituto Comprensivo "Nunzio Ingannamorte" per l’evento che, giovedì 14 maggio alle ore 17.00, trasformerà la sede centrale in una galleria d’arte a cielo aperto (e non solo).  Non si tratta di una semplice inaugurazione, ma del traguardo di un percorso educativo che mette al centro ciò che di più prezioso abbiamo: l’inclusione. Il protagonista indiscusso sarà il "Corridoio dell’Inclusione", un’opera corale curata dal Prof. Davide Mangione e realizzata con il coinvolgimento diretto degli studenti della classe 3ª D. I corridoi, solitamente luoghi di passaggio, diventano qui spazi di sosta e riflessione, dove i colori raccontano storie di accoglienza e abbattono i muri del pregiudizio.  Ma la festa non si ferma tra le mura scolastiche. Lo sguardo dell'Istituto si volge anche all'esterno con l'inaugurazione del nuovo murales, sempre a cura del prof Davide Mangione con gli alunni dell'Istituto del progetto PN 21 27 Scuola Estate 2025 2026, che dona un volto nuovo e moderno all’edificio, e l'installazione della panchina per l’autismo: “La Panchina Blu”. Quest'ultima, in particolare, vuole essere un simbolo blu dedicato alla consapevolezza, un invito quotidiano per studenti e passanti a fermarsi e comprendere il valore della neurodiversità.

L'I.C. "Nunzio Incannamorte" conferma così la sua identità di "scuola aperta" e attenta. In un'epoca in cui si parla spesso di cyberbullismo e isolamento, questa scuola sceglie di rispondere con la bellezza e la partecipazione attiva. Vedere i ragazzi sporcarsi le mani di vernice per lasciare un segno positivo è la prova che, quando si lavora insieme, la scuola diventa davvero una palestra di cittadinanza.  L’appuntamento è per giovedì pomeriggio: un'occasione per la cittadinanza di vedere con i propri occhi come l'arte possa diventare il linguaggio più efficace per non lasciare indietro nessuno.

 Interverranno :

- Vincenzo Martorano_Dirigente dell'I.C.  Nunzio Incannamorte

- Savino Ciciolla_Autism Friendly Altamura  

- Dipartimento Inclusione dell'I.C Incannamorte

- Davide Mangione_Professore e curatore del progetto 

- Don Stefano Nacucchi 

- Insegnante Terry Nirchio_presidente di APRIAMO Le porte 

- Urbano Lazzari_Presidente Consulta Comunale sulla disabilità

“Clinamen: quasi niente, eppure tutto”, a Gravina in Puglia il romanzo di Vincenzo Desiante che racconta le ferite invisibili dell’adolescenza

Il peso delle parole, la violenza silenziosa del bullismo, il bisogno ossessivo di controllare ogni caloria, ogni grammo, ogni minimo spazio occupato nel mondo pur di non sentirsi sbagliata. Sono temi profondi e attuali quelli affrontati da Vincenzo Desiante nel suo ultimo romanzo “Clinamen: quasi niente, eppure tutto”, un’opera che scava nelle fragilità dell’adolescenza e nelle cicatrici che continuano a vivere ben oltre quegli anni.

Il libro accende i riflettori su una realtà che riguarda molte persone: il bullismo e i disturbi alimentari non restano confinati a una fase della crescita, ma lasciano segni profondi destinati a riflettersi nelle scelte, nelle paure e nei silenzi dell’età adulta. Attraverso una narrazione intensa e autentica, Desiante accompagna il lettore dentro un percorso emotivo fatto di dolore, ricerca di sé e possibilità di rinascita.

Il romanzo sarà presentato sabato 9 maggio 2026, alle ore 18:00, presso Biblioteca di comunità “La casa del fuorilegge”. A dialogare con l’autore sarà Ketti Lorusso, mentre gli scatti di Carlo Centonze accompagneranno il pubblico in un racconto visivo capace di restituire le emozioni e l’intensità dell’incontro.

Parteciperà la locale Associazione Polizia di Stato.

L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, si propone come un momento di confronto e sensibilizzazione su temi sempre più urgenti, in un intreccio di letteratura, emozione e consapevolezza. Un appuntamento che invita a riflettere sul dolore invisibile di tanti giovani, ma anche sulla forza che può nascere dall’ascolto e dalla condivisione.