Cultura ed Eventi
Piaggio negli anni Sessanta: il volto autentico di una comunità
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05 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 05 Aprile 2026 05:46
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Dalla memoria personale di Luca Tota un racconto che diventa storia collettiva, tra povertà, dignità e relazioni genuine.
Ci sono storie piccole solo in apparenza, frammenti di vita quotidiana che, messi insieme, restituiscono il ritratto autentico di un’epoca e di una comunità. È questa la sensazione che emerge dalla lettura del volumetto “Ho incontrato un angelo”, un racconto che parte da una memoria personale per farsi, pagina dopo pagina, storia collettiva.
Il protagonista è Luca Tota bambino, negli anni Sessanta, in un luogo chiamato “Piaggio”: un contesto segnato dalla povertà, ma anche da una dignità profonda, silenziosa, capace di resistere alle difficoltà. È il mondo di tanti coetanei, fatto di giochi semplici, relazioni genuine e una quotidianità che oggi appare lontana, ma che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha attraversata.
Ed è proprio in questo scenario che prende forma l’episodio centrale del racconto: l’incontro con un “angelo”. Una presenza che, in un ambiente così essenziale, sembra quasi naturale, come se la solidarietà e l’umanità diffusa rendessero possibile ciò che altrove apparirebbe straordinario. Un evento che incuriosisce e invita a scoprire di più, a entrare nella narrazione per coglierne il significato più profondo.
Il resto della storia sarà svelato l’11 aprile alle ore 18, presso l’auditorium della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Gravina, dove il volumetto verrà presentato al pubblico. Un appuntamento che si preannuncia come un momento di condivisione e memoria, arricchito dagli interventi di Arcangela Parrulli, don Saverio Ciaccia, Pasquale Altieri, Gianni Romaniello e Dorella Tota. Ognuno offrirà una chiave di lettura diversa, contribuendo a ricomporre il mosaico di una vicenda che appartiene a molti.
Ad accompagnare l’incontro, gli interventi musicali di Valentina Crocitto, Carmine e Domenico Cipriani, che aggiungeranno una dimensione emotiva a una serata già carica di suggestioni.
Per chi ama le storie vere, quelle che sanno parlare al presente partendo dal passato, la curiosità è più che giustificata. E forse, partecipando, si potrà scoprire che quell’angelo non è solo un ricordo, ma una metafora ancora viva dentro ogni comunità.
BUONA PASQUA 2026
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05 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 05 Aprile 2026 05:38
- Scritto da LA REDAZIONE
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LA REDAZIONE
“THE RESURRECTION OF THE CHRIST”: GRAVINA DIVENTA SET DELL’ATTESO SEQUEL DI MEL GIBSON
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03 Apr 2026
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 13:30
- Scritto da LA REDAZIONE
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Gravina torna ad essere un set cinematografico per una produzione di portata internazionale: l’attesissimo sequel de “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.
La Panorama Films Srl, leader in Italia nel settore della produzione esecutiva cine-televisiva, già nota per le riprese di film quali "Mission Impossible 7", "Indiana Jones 5", "All the Money in the World" di Ridley Scott e "Inferno" ed "Angeli e Demoni" di Ron Howard, ha iniziato da tempo le attività propedeutiche per la realizzazione del nuovo progetto di Gibson, ricevendo da subito il pieno supporto logistico dall’Amministrazione Comunale: nei prossimi giorni inizieranno le riprese del secondo kolossal a sfondo biblico.
Attore, regista, produttore e sceneggiatore controverso e amatissimo, Mel Gibson è tra i volti più noti di Hollywood. Ha ottenuto ampio successo commerciale e di critica sia come attore che come regista. Salito alla ribalta grazie alle serie cinematografiche d’azione “Mad Max” e “Arma Letale”, nel corso del tempo ha coperto ruoli più drammatici e introspettivi in pellicole come “L’uomo senza volto” e “Il patriota”. Parallelamente all'attività di attore, è anche regista di numerosi film di successo: nel 1995 dirige il colossal storico “Braveheart-Cuore Impavido”, che gli valse due premi Oscar.
Dopo il successo de "La Passione di Cristo", girato anche a Matera fra il 2002 ed il 2003, questo nuovo capitolo porterà sullo schermo la storia sacra della Resurrezione e dell'Ascensione, raccontata attraverso simboli universali con uno sguardo che unisce spiritualità e umanità.
A differenza del primo film, che si concentrava sulle ultime dodici ore con un realismo linguistico radicale (aramaico, ebraico, latino), "The Resurrection of the Christ" esplorerà la Resurrezione e le sue implicazioni spirituali e politiche, con dettagli sulla trama ancora riservati. Il film sarà diviso in due parti, con la prima uscita prevista per il Venerdì Santo, 26 marzo 2027, e la seconda il 6 maggio 2027, in occasione dell'Ascensione.
Il protagonista, Gesù, sarà interpretato dall'attore finlandese Jaakko Ohtonen, subentrando a Jim Caviezel. A causa della trama ambientata tre giorni dopo la crocifissione, è stato deciso un recast completo del cast originale per evitare costosi effetti speciali di ringiovanimento. Tra i nuovi volti: Mariela Garriga interpreterà Maria Maddalena (ruolo che fu di Monica Bellucci), Kasia Smutniak sarà Maria (sostituendo Maia Morgenstern), Pier Luigi Pasino interpreterà Pietro e il pugliese Riccardo Scamarcio sarà Ponzio Pilato. Anche Rupert Everett avrà un ruolo minore ma significativo.
Oltre a Cinecittà, le riprese si svolgono nel Sud Italia, con Matera come fulcro e altre location murgiane, tra cui la nostra Città, per sfruttare paesaggi e architetture storiche. È un ritorno consapevole a quei paesaggi pietrosi e alle architetture che già nel primo film contribuirono all’immersione storica e sensoriale.
Gravina in Puglia sarà il suggestivo scenario di due eventi di grande rilievo: il miracolo compiuto da San Paolo, che restituì il dono del cammino a una fanciulla paralitica fin dalla nascita, e un tratto del pellegrinaggio degli apostoli Luca e Cleopa verso il villaggio di Emmaus. Nel corso del loro viaggio, i due discepoli incontrano uno straniero che si unisce a loro, per poi riconoscere, soltanto in seguito, che quell'ignoto compagno era il Signore Gesù risorto.
“Ancora una volta la nostra Città, Capitale regionale della Cultura 2027, grazie alla bellezza mozzafiato dei suoi scorci rupestri, si conferma un apprezzatissimo set per produzioni di livello mondiale – dichiara il sindaco Fedele Lagreca –, siamo onorati della scelta di un artista del calibro di Mel Gibson, l’ultimo di una lunga serie di registi che hanno dato prestigio e visibilità al nostro territorio. L’Amministrazione e gli uffici si sono messi subito a disposizione per agevolare la troupe nel corso delle riprese. Le lavorazioni coinvolgeranno in gran parte il settore cinematografico nazionale e regionale, e porteranno sul territorio un importante investimento economico che ricadrà anche su altri settori, come hotel, ristoranti, attività commerciali, impiego di personale e fornitori locali”.
Il primo segno della Pasqua è una corsa
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05 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 05 Aprile 2026 05:27
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Commento:
La Pasqua inizia con una corsa che contagia tutti.
Prima è Maria di Magdala a correre dal sepolcro ai discepoli;
poi saranno Pietro e Giovanni a “correre insieme” al sepolcro.
Corrono come solitamente fanno i bambini quando non riescono ad aspettare.
Effettivamente la Pasqua non la si può attendere seduti al salotto
perché riguarda il destino di ognuno,
il destino di chi amiamo.
Se tutto non finisce in un loculo di cimitero
vorremmo tutti accertarcene il più velocemente possibile.
La rassegnazione, la tristezza, l’angoscia, la depressione invece vanno a passo lento.
Non ti permettono di camminare, di cercare, di verificare. Ti fanno pesare le gambe.
Eppure dal racconto che ne fa l’evangelista Giovanni nessuno di loro vede subito Gesù Risorto, ma constatano solo la sua assenza e il sepolcro vuoto lasciato come se fosse una stanza in ordine.
Ma è proprio questo il primo sintomo della Pasqua: intuire che forse le cose non sono come le pensavamo noi.
La fede cristiana si fonda sul dubbio delle nostre certezze, e un po’ alla volta quel dubbio diventa un incontro con Qualcuno.
Ma avremo un intero tempo pasquale per accorgerci di quando e come accadrà questo incontro.
Per oggi accontentiamoci di sentire che la gioia mette le ali ai piedi.
Figli contesi, vite sospese: il dramma silenzioso delle separazioni conflittuali
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03 Apr 2026
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 05:46
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Quando un amore finisce, raramente lo fa in silenzio. Ma è nel fragore delle separazioni più aspre che emergono le crepe profonde di un sistema incapace di proteggere davvero i più vulnerabili: i figli. È qui che si consuma uno dei drammi più sottovalutati della società contemporanea, dove, tra due adulti in guerra, il terzo — il bambino — è spesso quello che paga il prezzo più alto.
Genitori che trasformano i figli in strumenti di rivalsa contro l’ex partner, alimentando conflitti che lasciano cicatrici invisibili ma durature. Madri che, approfittando delle falle normative e delle lentezze giudiziarie, portano i figli all’estero, sottraendoli alla relazione con il padre. Padri che, privati non solo degli affetti ma anche della stabilità economica e personale, si ritrovano ai margini, schiacciati da un sistema percepito come squilibrato, fino a sprofondare in solitudini estreme.
È uno scenario complesso e doloroso, dove le responsabilità sono diffuse e le soluzioni tutt’altro che semplici. Ma ignorarlo significa perpetuare una sofferenza che si trasmette di generazione in generazione.
Di questo tema urgente e delicato si discuterà giovedì 9 aprile alle ore 18 presso la biblioteca di comunità “La casa del fuorilegge”. Protagonista dell’incontro sarà Antonella Baiocchi, autrice del libro “Tra i due litiganti il terzo soffre”, che dialogherà con Renzo Paternoster.
Un’occasione per riflettere, confrontarsi e, forse, iniziare a immaginare un cambiamento possibile. Perché quando a soffrire sono i figli, restare indifferenti non è più un’opzione.
Settimana Santa, il cuore della fede: dal silenzio della croce alla luce della Risurrezione
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04 Apr 2026
- Pubblicato Sabato, 04 Aprile 2026 05:22
- Scritto da LA REDAZIONE
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La Settimana Santa non è soltanto un segmento del calendario liturgico: è il tempo in cui la storia si fa mistero e il mistero si fa esperienza viva per milioni di fedeli. In questi sette giorni, la Chiesa rivive l’epilogo della vita terrena di Gesù Cristo, accompagnando passo dopo passo il passaggio dalla gloria dell’ingresso a Gerusalemme al dramma della crocifissione, fino all’esplosione di gioia della Pasqua.
Istituita ufficialmente nel IV secolo, questa settimana rappresenta il cuore pulsante del Cristianesimo. La tradizione la conosce come Hebdomas Sancta in latino e “Grande Settimana” in greco: due espressioni che già racchiudono la profondità e la solennità di un tempo che non è mera memoria, ma partecipazione viva agli eventi fondanti della fede.
Ogni giorno diventa una tappa di un cammino non solo liturgico, ma anche interiore. Il fedele è chiamato a immedesimarsi nella folla che acclama, nei discepoli che dubitano, nel dolore della Passione e nel silenzio che segue la morte. È un itinerario che attraversa le emozioni più umane — entusiasmo, paura, tradimento, sofferenza — per condurre a una verità più alta: quella del sacrificio redentore.
Tra tutti i giorni, il Sabato Santo emerge come il più enigmatico e carico di attesa. È il giorno dell’assenza, del silenzio assoluto. Le chiese si spogliano, i riti tacciono, e la comunità dei credenti si raccoglie in una sospensione quasi irreale. È il tempo in cui Dio sembra tacere e la speranza viene messa alla prova. La Chiesa sosta davanti al sepolcro, condividendo simbolicamente lo smarrimento e il dolore dei discepoli.
Ma è proprio in questo vuoto che germoglia la luce. Nella notte, la Veglia Pasquale — definita da secoli la “madre di tutte le veglie” — rompe l’oscurità con il fuoco nuovo. Il cero pasquale si accende e, con esso, la certezza che la morte non è l’ultima parola. La liturgia si trasforma in annuncio: la vita ha vinto.
Così, il lungo cammino della Settimana Santa trova il suo compimento. Anche il calcolo antico della luna di primavera, che determina la data della Pasqua, diventa simbolo di un ordine più grande, in cui il tempo umano si intreccia con il disegno divino. Il lutto si dissolve, la speranza rinasce, e la fede si rinnova nella celebrazione più importante dell’anno: la Risurrezione.
Continuano i riti della Settimana Santa: il Legno Santo, segno supremo dell’amore che salva
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03 Apr 2026
- Pubblicato Venerdì, 03 Aprile 2026 04:19
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Proseguono con intensa partecipazione i riti della Settimana Santa, cuore pulsante della tradizione cristiana e momento di profonda riflessione per l’intera comunità. Questa sera, a partire dalle ore 19.30, si terrà la suggestiva Processione del Legno Santo, con partenza dalla chiesa di Sant’Agostino, appuntamento atteso e carico di significato spirituale.
A presiedere l’Azione Liturgica “in Passione Domini”, in programma alle ore 18 presso la Basilica Concattedrale, sarà S.E. Mons. Giuseppe Russo, Vescovo della diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva, che guiderà successivamente anche il corteo processionale. Un momento solenne che richiama i fedeli a contemplare il mistero della Passione di Cristo.
Il Legno Santo, simbolo della croce, si erge come emblema supremo di un amore che supera ogni limite umano: quello di Gesù verso l’umanità. Un amore così radicale da condurlo al sacrificio della croce, dove la morte non rappresenta la fine, ma l’inizio di una nuova vita. Proprio da quel legno, segnato dal dolore, sgorga infatti la speranza della risurrezione, promessa di redenzione e rinascita per tutti.
La croce diventa così luogo di riscatto, di rinnovamento interiore, di trasformazione profonda: segno tangibile di un Dio che sceglie di donarsi completamente, fino all’estremo, per amore degli uomini.
In questo clima carico di emozione e spiritualità, è naturale richiamare alla memoria la toccante rappresentazione della Passio Christi andata in scena sabato 28 marzo. Tra le immagini più intense, quella di Maria che accoglie tra le braccia il corpo senza vita del Figlio appena deposto dalla croce: un gesto di dolore straziante, ma anche di amore infinito, che riflette il sacrificio di Cristo e la sua totale dedizione all’umanità.
Riti, immagini e simboli che continuano a parlare al cuore dei fedeli, rinnovando ogni anno il messaggio centrale della Pasqua: dalla morte nasce la vita, e nell’amore donato fino in fondo si compie la salvezza.
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