Cultura ed Eventi
Celebrata la festa di San Sebastiano
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20 Gen 2014
- Pubblicato Domenica, 19 Gennaio 2014 23:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Come ogni anno si è celebrata, stamattina, la festa di San Sebastiano patrono del Corpo di Polizia Municipale.
E’ stato il Vescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti a presiedere la Concelebrazione Eucaristica che si è tenuta presso l'omonima Chiesa rimarcando, durante l’Omelia, il concetto di “cittadinanza responsabile”.
Con ciò ha voluto ricordare a quali valori si deve conformare il comportamento di ogni persona e, specialmente di ogni cristiano, che ha come modello proprio l’operato di San Sebastiano.
Sono intervenuti, oltre ai vigili urbani, rappresentanti istituzionali: Presidente del Consiglio Comunale, Sindaco, assessori e consiglieri comunali, rappresentati delle forze militari e rappresentanti di volontariato.
Successivamente alla cerimonia religiosa si è svolta la cerimonia istituzionale con una relazione a 360° del Comandante dott. Amedeo Visci per quanto fatto dal Corpo di Polizia Municipale nel 2013.
Ha iniziato ricordando che nel 1438 Gravina fu infestata dalla peste e fu l'intercessione di San Sebastiano a porre fine a questa tremenda malattia, per questo, in segno di ringraziamento, fu costruita una Chiesa.
Poi, fra le altre cose, ha evidenziato un organico insufficiente: "dovrebbero essere in 60 ma in realtà sono 24, e ciò impone carichi di lavoro enormi che a volte comportano lamentele da parte dei cittadini che contestano la latitanza di questi dalle postazioni stradali ". Ma, l'abnegazione e l'impegno dal personale profuso meritano un ringraziamento.
Ha ringraziato le forze militari e le associazioni di volontariato che collaborano con essi rendendo un servizio migliore alla collettività.
Il Presidente del Consiglio sig. Giacinto Lupoli, nel suo intervento di saluto, si è associato al pensiero di ringraziamento espresso dal Comandante mentre una punta polemica ”costruttiva” è stato l’intervento del Sindaco volendosi riferire alla fase operativa svolta che non andrebbe a soddisfare appieno le esigenze dell’utenza.
Voci di corridoio sussurrano che i motivi di queste lamentele sarebbero altri…
Ad ogni buon conto è stato il buffet offerto ad addolcire il palato.
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Festa di San Sebastiano
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19 Gen 2014
- Pubblicato Sabato, 18 Gennaio 2014 22:00
- Scritto da la redazione
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Domani 20 gennaio la Chiesa ricorda San Sebastiano Martire, patrono dei Vigili Urbani e come tutti gli anni l’Amministrazione Comunale e il Corpo della Polizia Urbana organizzano la giornata di ringraziamento.
Sarà il Vescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ad officiare la Santa Messa alle ore 11,00 presso la chiesa di San Sebastiano a cui seguirà la cerimonia istituzionale con gli interventi del Sindaco Alesio Valente e del Comandante Amedeo Visci.
Il coraggio mostrato dal Santo nel difendere con il martirio la Fede subendo i tormenti degli arcieri sul proprio corpo è stato motivo di scelta per l’elevazione a Protettore dei Corpi di Polizie Municipali d’Italia.
Convegno: Innovare fa rima con studiare
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17 Gen 2014
- Pubblicato Giovedì, 16 Gennaio 2014 21:00
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Ieri abbiamo dato notizia dell’iniziativa promossa tra la Regione Puglia e Italia Lavoro , tesa a qualificare i servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro nelle scuole superiori pugliesi.
L’II.SS. “Bachelet-Galilei”, sulla scorta di quanto sopra, organizza un convegno avente come tema “Innovare fa rima con studiare – la meccatronica per lo sviluppo del territorio” per lunedì 20 p.v. alle ore 18 presso la sala della Banca Popolare di Puglia e Basilicata.
L’organizzazione ha previsto interventi di relatori in grado di dare un valido contributo, da segnalare quelli del Presidente di Confindustria di Bari e del Presidente della Fondazione “Cuccovillo” ITS Meccanica, Meccatronica energia.
Un’occasione utile da cui partire con la speranza di realizzare qualcosa di concreto per i giovani.
RUBRICA RELIGIOSA
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18 Gen 2014
- Pubblicato Venerdì, 17 Gennaio 2014 23:00
- Scritto da la redazione
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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv. 1, 29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Commento:
Una delle figure preminenti dell’inizio del N.T. è sicuramente Giovanni Battista, detto il Precursore.
Nel tempo di Avvento lo troviamo come colui che annuncia la venuta del Messia, dell’Atteso dal suo popolo, e colui che invita il popolo stesso a preparare le vie del Signore, definendosi lui stesso quasi un battistrada del Salvatore che verrà nella pienezza dei tempi. Dopo la nascita di Gesù troviamo il Battista che opera sulle rive del Giordano, annuncia, battezza, indica, rimprovera. Nel battesimo di Gesù diventa il testimone oculare dell’attestazione del Cielo circa l’identità stessa del Messia, ma dopo qualche giorno sarà lui stesso ad indicare Gesù come l’”Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.
Il Profeta Isaia aveva previsto e preannunziato l’identità di Gesù, da lui visto come il “servo di Dio”, sul quale Dio stesso manifesterà al sua gloria, ma anche come colui che diventa “luce delle nazioni “ non solo per ricondurre i superstiti di Israele, ma per tutte le genti.
IL Battista ,indicando Gesù come l’”Agnello di Dio” riprende il parlare del Profeta, non solo, ma manifesta anche la sua fede nel Messia, quando dice di avere visto, perciò è testimone dell’affermazione del Cielo che Gesù è Figlio di Dio. Il Battista riconosce Gesù come il liberatore dell’uomo dal peccato, attraverso quella che sarà la sua futura immolazione, e definendo la sua fede in Cristo per avere visto e sentito l’attestazione della sua identità dall’Alto, definisce completamente anche l’identità del credente in Gesù, cioè del cristiano.. Chi è il cristiano, se non colui che attesta con la vita che ha visto, perciò testimonia , che Cristo è il Figlio di Dio?
Ma cosa ha visto il cristiano? Dio si è rivelato e Cristo stesso è diventato la narrazione vivente dell’amore del Padre, un amore che s’innesta nell’eternità, e che si manifesta non solo in Cristo, ma nella stessa figliolanza divina di coloro che hanno accolto Cristo. Una identità vista e che il cristiano deve testimoniare nel percorso esistenziale nel tempo, con coraggio, e, a volte, l’audacia dei forti, anche dinanzi ai nemici di Cristo, e spesso addirittura con il sacrificio della vita. Infatti lo stesso Giovanni Battista vide e testimoniò, e la sua fedeltà a Dio che aveva visto e udito gli fu coraggio per sfidare Erode e la sua concubina, pagando però con la vita il suo gesto. E da Gesù ebbe la lode stupenda quando Il Battista è definito il più grande uomo tra i nati di donna.
IL cristiano autentico non si ferma dinanzi a situazioni che interpellano la sua fede, né si lascia impaurire dinanzi a situazioni strane, né si lascia prendere da sirene che gli offrono messaggi ammalianti. Certamente non è vero cristiano chi si trascina in una vita senza senso, relegando la sua appartenenza alla Famiglia di Dio in un registro dì anagrafe battesimale. Anche se noi che ci sforziamo di seguire il Maestro fedelmente siamo chiamati a dire anche a questi nostri fratelli ,anche con una testimonianza, a volte, silenziosa, ma viva ed eloquente spiritualmente ,che la strada di casa è sempre percorribile, l’importante e ritrovare la propria identità.
Siamo chiamati, come il Battista, a indicare Cristo presente in mezzo a noi, con segni certi che vengono da una nostra identità cristiana trasparente e viva.
Novoli tra le città del Ss. Crocifisso
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15 Gen 2014
- Pubblicato Martedì, 14 Gennaio 2014 21:00
- Scritto da vincenzo varvara
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La festa di Sant’Antonio Abate di Novoli e della fòcara 2014 quest’anno si arricchisce della presenza delle delegazioni dei Comuni appartenenti all’Associazione Città del Ss. Crocifisso, che ha la Città di Gravina in Puglia come Comune capofila. L’associazione raccoglie numerosi Comuni della Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e da ultima della Campania, e le Province di Bari, Potenza, Brindisi, Cosenza, e la Regione Basilicata, tutti accomunati dalla tradizione religiosa fortemente sentita nei confronti del SS. Crocifisso. L’associazione ha l’obiettivo di realizzare un progetto di valorizzazione delle peculiarità storiche territoriali e culturali e la contestuale promozione delle produzioni tipiche locali ed enogastronomiche.
Per rinsaldare il rapporto con la città di Novoli, l’associazione ha deciso di nominare “ambasciatore delle Citta del SS. Crocifisso” il sindaco Oscar Marzo Vetrugno a cui il Presidente Alesio Valente, alla fine della Messa della sera del 16 gennaio, consegnerà una pergamena e il sigillo dell’associazione.
Saranno presenti i rappresentanti dei Comuni di Gravina di Puglia, Brienza, Cassano Ionio, Rutigliano, Palo del Colle, Saracena. Monteiasi, Monteroni, Galatone e Triggiano accompagnati da tre parroci che fanno parte dell’associazione.
L’evento è curato dal segretario dell’associazione Giuseppe Semeraro.
Grazie a ClioCom, partner tecnologico della Fondazione fòcara, l’accensione del 16 gennaio sarà trasmessa in diretta streaming in esclusiva sui siti www.fondazionefocara.com, www.sudnews.tv e www.salentoweb.tv .
Amministrazione latitante.
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17 Gen 2014
- Pubblicato Giovedì, 16 Gennaio 2014 22:00
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Non siamo ancora riusciti a capire quante volte e in quali modi i cittadini devono fare segnalazioni per vedersi sistemato le anomalie evidenziate.
E’ il caso di una cabina posta sul marciapiedi di Via Garibaldi tra i civici 39 e 41 che, anche a causa di uno scivolo, restringe lo spazio della carreggiata rendendo impossibile il libero transito di una carrozzina.
Circa un mese fa fu data notizia tramite questa testata giornalistica e qualche giorno dopo fu inviata una nota che fu assunta al protocollo del Comune, indirizzata al Sindaco, all’assessore Santomasi e all’ing. Stasi per sollecitare la soluzione del caso (clicca qui).
E’ inutile evidenziare che nessuna delle tre persone di cui sopra ha avuto il buon garbo di rispondere, in qualsiasi modo.
Circa dieci giorni fa, incontrai l’assessore Santomasi e gli sollecitai il dovuto intervento; mi rispose che aveva approntato una garetta d’appalto per sostituire lo scivolo con la banchina ma ad oggi nulla è cambiato.
Lo sdegno dovuto al continuo dispregio che si ha verso coloro che hanno difficoltà a deambulare aumenta se si considera che per spese ben più superiori si elude ogni forma di iter burocratico mentre per sostituire non più di due metri di scivolo con altrettanti metri di banchina c’è bisogno di affidare l’incarico previo gara d’appalto.
In ogni caso, noi insistiamo sperando che un giorno…
Il miracolo dei bronzi di Riace e del museo risorto
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14 Gen 2014
- Pubblicato Lunedì, 13 Gennaio 2014 23:00
- Scritto da la redazione
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Quattromila persone in coda fino a mezzanotte per vedere i Bronzi di Riace, il 28 dicembre. Questa è una buona notizia. Che questo avvenga a Reggio Calabria, e non – per dire – a New York, è una straordinaria notizia. Che poi si tratti del definitivo ritorno dei due giganti del V secolo avanti Cristo nella loro definitiva casa: beh, questo ha dell’incredibile. La tenacia del ministro per i Beni culturali che gli ha permesso di scegliere le persone giuste per Pompei, per dirne un’altra alla fine ha prevalso. E così l’eterno restauro del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è finito a Natale, con quattro mesi di anticipo.
Intendiamoci: quattro mesi di anticipo rispetto al vergognoso ritardo ereditato, e che ha fatto durare quattro anni un’assenza che poteva durarne uno.
I Bronzi parevano condannati a non rialzarsi: giacevano inerti nella sede del Consiglio Regionale della Calabria – e ogni associazione simbolica era lecita. Perché? Cattiva gestione, incapacità, finanziamenti a singhiozzo: ma soprattutto profonda noncuranza da parte dei vertici dei Beni culturali. I Bronzi di Riace non si possono vedere: e allora? Ed è proprio qua che sta il valore simbolico del successo. Un ministro che prende in mano il dossier personalmente, e comincia a tormentare quotidianamente tutta la catena di comando. Soprattutto, un ministro che va a Reggio personalmente tre volte, e ci inchioda per giorni e giorni un suo diretto collaboratore: finché non riesce a creare un clima, nel cantiere e in soprintendenza, capace di rimettere in moto la macchina, e di farla arrivare in anticipo sull’ultima previsione. Come dire: se ce la metti tutta, perfino l’Italia può rialzarsi.
Si sente invece dire che Enrico Letta pensi di portarli all’Expo di Milano: speriamo non sia vero, perché la cosa non avrebbe davvero molto senso. Non solo perché sono fragili, ma soprattutto perché i Bronzi non sono un’opera italiana: furono plasmati e fusi in Grecia, e forse sarebbe meglio non presentarci al mondo come i soliti furbetti che copiano dai compagni di banco. E forse anche perché – dopo il passo falso di destinare al padiglione Italia una copia del David di Michelangelo – sarebbe meglio smettere di rappresentarci come una stella morta: possibile che siamo così privi di fiducia nel nostro presente da continuare a saccheggiare il passato (ora perfino quello altrui)?
I Bronzi, riscoperti nel 1972, affondarono di fronte alla Calabria per puro caso: il nostro unico merito è stato quello di accoglierli e metterli al sicuro
Ora che sembrano aver trovato un posto fisso (a quarantadue anni: e in questo sì, sono i tipici precari italiani): non vorremo mica farglielo perdere?
Quei quattromila calabresi in fila per riappropriarsi di qualcosa che ormai fa parte della loro storia sono come un pegno, un anticipo, un annuncio di quello che potrà diventare il Museo dei Bronzi di Reggio se avremo il cuore, la testa e la tenacia per investire davvero sul futuro del nostro Paese.
Non per sfruttarlo una tantum, no: ma per rimetterlo in piedi.

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