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Cultura ed Eventi

Poesia dedicata alla "Giornata della memoria"

Enigmatica Incognita

 

Mistero d’un fato arcigno

laico enigma

d’arduo sentiero

lacera tragitto inesorabile

di rughe

su visi affranti

Lazzo

sarcasmo filiale

conduce in un tempo atteso

da vituperio tracciato

aggrappato a spine

che profuman di rose

 

Nicola Colonna

 

"In principio fu il nostro dialetto"

I°  CONCORSO LETTERARIO IN DIALETTO GRAVINESE

L’Associazione Culturale Amici della Fondazione “E. Pomarici-Santomasi”, in sintonia con le sue finalità di recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale di Gravina e dei suoi abitanti, ha assunto l’impegno di recuperare il patrimonio letterario dialettale di Gravina  al fine di realizzare un  Dizionario Etimologico del dialetto gravinese..

L’Associazione Amici assunse un impegno specifico a favore del dialetto gravinese con diverse iniziative sin dalla sua costituzione nel 1983.

Per tale impegnativo e specialistico progetto linguistico-dialettale organizzò un Convegno internazionale di  Filologia moderna con il coinvolgimento dei maggiori filologi e linguisti italiani ed esteri. Nei giorni 10, 11, 12 novembre  2012  gli esperti di filologia e e dialettologia indicarono  le strategie più opportune per la raccolta delle fonti dialettali atte alla realizzazione del Dizionario del dialetto gravinese.

Si definì come massima priorità la raccolta delle testimonianze scritte dei parlanti del passato e dei parlanti ancora viventi. Infatti si fece urgente ed insistente la necessità di costituire l’anagrafe degli scrittori dialettali con tutte le loro espressioni letterarie in dialetto locale.

Gli Amici, già prima del Convegno, avevano organizzato un Certamen di scrittori  dialettali al fine di conseguire un primo censimento di letterati ed opere che furono oggetto  di analisi e considerazione degli esperti di dialettologia durante i tre giorni del Convegno internazionale.

Quel  primo passo importante e decisivo per il recupero e salvaguardia del dialetto gravinese. Ha fatto scaturire anche l’idea del concorso  “In principio fu il nostro dialetto” bandito nel 2013 che si prefigge, principalmente, censire tutti gli scrittori in lingua dialettale e raccogliere tutte le loro produzioni per costituire una raccolta organica atta a sostenere la realizzazione del Dizionario.

Ragioni diverse hanno fatto slittare al 2014 la premiazione dei concorrenti alla  1° Edizione del concorso, che non sono stati molti, ma si auspica che diventino sempre più numerosi nelle prossime edizioni.

L’idea ed il progetto di salvaguardia del dialetto si fece più consistente il 1999 quando l’Unesco su proposta del Bangladesh indisse la Prima Giornata Internazionale della Lingua Madre celebrata e da celebrare il 21 febbraio di ogni anno al fine di promuovere la diversità linguistica. La data del 21 febbraio fu suggerita dal Popolo del Bangladesh, divenuto stato indipendente, al fine di ricordare e onorare gli studenti universitari  dell’Università di Dacca furono uccisi (il 21 febbraio del 1952) dalla polizia  Pakistana,  perché rivendicavano il diritto di parlare e conservare la lingua ufficiale bengalese e rifiutarono l’imposizione dell’uso della lingua  Urdu dei Pakistani.

Nel 2007 l’iniziativa dell’Unesco fu riconosciuta e approvata dall’Onu che proclamò il 2008 Anno internazionale dei linguaggi. Da questo momento tutte le lingue madri  compresi i dialetti furono riconosciuti patrimonio prezioso dell’umanità da salvaguardare e valorizzare.

Il patrocinio di difesa delle lingue madri dell’Onu e dell’Unesco diede ragione a tutti i linguisti e operatori scolastici che si opponevano alla emarginazione e alla discriminazione dei dialetti nelle scuole, ove,  il dialetto era stato messo al bando perché linguaggio dei bruti e rozzi analfabeti.

Si decretava la distruzione di un patrimonio plurivalente, eclettico che le generazioni analfabete avevano saputo conservare e trasmette. Un patrimonio di saggezze, un pilastro culturale su cui si costruiva e si innestava la lingua ufficiale.

Anziani agricoltori, pastori, artigiani, pescatori, montanari parlanti genuini dei dialetti sono stati e sono ottimi scrigni da cui poter prendere parlate da codificare e valorizzare con produzioni letterarie e artiche di ogni genere.

In questa ottica e impegni di recupero si è messa anche l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia che nel 2013 ,  su sollecitazione di quanto aveva decretato l’Onu e l’Unesco, istituì la Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali per il 17 gennaio di ogni anno e promosse la Ia edizione del “Concorso Salva la tua lingua  locale”.

 

La manifestazione si svolgerà il 30 p.v. presso l’auditorium dell’II.SS. “Bachelet” di Gravina.

 

Il nutrito programma prevede:

ore 17,30 interventi di saluti della D.S. Prof.ssa Antonella Sarpi e della Presidente dell’Associazione “Amici della Fondazione E.P. Santomasi” Prof.ssa Marisa D’Agostino.

ore 17,45 Tavola rotonda  - relatori: Prof. Ninì Riviello, Prof. Fedele Raguso, Dott.ssa Nunzia Granieri.

ore 18,15        “La busta de la munnezza” Teatro scuola di Nini Riviello – Interpreti: gli alunni dell’IPSIA “G. Galilei” di Gravina con Regia della Prof.ssa Domenica Mastrogiacomo.

ore 18,45 PREMIAZIONE

 

Ci saranno intermezzi musicali con Mimmo Virgilio e teatrali con Giorgio Zuccaro accompagnato alla chitarra da Saverio Paternoster.

 

 

 

 

 

Il consorzio "Gravina in Murgia" ha la sua sede

Con la determina dirigenziale che assegna in comodato d’uso gratuito i locali dello IAT al Consorzio Turistico “Gravina in Puglia” si dovrebbe concludere la fase preparatoria che, speriamo, in un futuro non lontano, possa far diventare il turismo  un volano per la crescita economica ed occupazionale della città.

E’ fuor di dubbio che le ricchezze architettoniche creata dalla natura di straordinaria bellezza e particolare pregio: i luoghi suggestivi e spettacolari delle cosiddette “gravine”, le chiese rupestri, il centro storico, i musei cittadini, i misteriosi percorsi nella Gravina sotterranea, la zona archeologica, il castello federiciano, il bosco “Difesa Grande” con i suoi 1.900 ha.. di macchia mediterranea e vegetazione; unitamente alle deliziose e genuine peculiarità eno-gastronomiche attirano diventano proposte forti da offrire ai tour operator.

Fino ad ora è mancata  una organizzazione che vedesse interessati gli operatori e l’Ente locale, situazione che è stata superata con la costituzione di un consorzio misto.

L’augurio che rivolgiamo a nome della comunità che si formi un’unica identità evitando quelle divisioni che hanno rappresentato sempre una caratteristica negativa tutta nostra.

Il coinvolgimento diretto della Pubblica Amministrazione dovrebbe favorire il superamento di situazioni negative, la testata giornalistica Murgiatime è disponibile a dare l’apporto per tutte le situazioni che ad essa possono competere.

Un grosso in bocca al lupo con l’auspicio di recuperare il tempo perso a cominciare dall’iniziativa dei sei comuni dell’entroterra barese di cui abbiamo dato notizia ieri.

Gravina celebra la memoria della Shoah

Lunedì iniziative nelle scuole e concerto alle Officine Culturali

Previsti eventi anche in occasione della Giornata del Ricordo del 10 febbraio

«Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne», scriveva Cesare Pavese nei suoi diari. E per non perdere il filo diretto col passato che si fa storia e diventa futuro, il Comune di Gravina in Puglia ha messo in cantiere una serie di iniziative in vista della Giornata della Memoria, che tutto il mondo celebrerà, ormai come da tradizione, il 27 gennaio.

Per l’occasione, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alesio Valente, per commemorare le vittime del nazismo, dell’Olocausto e di quanti persero la vita per offrire una speranza di salvezza ai perseguitati dalla follia nazista, ha deciso di favorire lo svolgersi degli appuntamenti culturali volti a perpetuare la conoscenza dei tragici eventi. Così, alle manifestazioni già programmate dalle scuole di ogni ordine e grado, s’aggiungerà, su impulso del Municipio, in collaborazione con la Regione Puglia e la Provincia di Bari, il concerto sulle “Armonie dell’orrore”, dedicato alla figura di Erwin Schulhoff, compositore e pianista cecoslovacco nato da genitori tedeschi di origine ebraica e per questo deportato nel nel lager di Weibenburg, in Baviera, dove trovò la morte nel 1942. L’evento, organizzato d’intesa con l’associazione “Flusso Libero” e l’associazione nazionale “Presìdi del libro”, si svolgerà lunedì sera alle Officine Culturali, con inizio fissato alle 20. «La memoria – commenta il sindaco Valente - è utile a costruire un sistema di valori ed a tramandarlo di generazione in generazione, evitando che si spezzi il nesso della traditio e che i padri non siano più in grado di parlare ai figli. Inoltre, è indispensabile alla come alla scienza, perché non si disperdano nei meandri dell’oblio. Per questo non verrà mai meno il nostro impegno a sostenere percorsi come quelli avviati: chi non ricorda non vive».

E già si lavora, intanto, per la “Giornata del Ricordo”, in calendario il 10 febbraio. Alla manifestazione promossa dal Comitato “10 Febbraio”, che insieme alla “Società Studi Fiumani” promuoverà un convegno avente per tema il ricordo del genocidio delle foibe e dell’esodo dei 350.000 esuli dalmati e giuliani, seguirà, il 14 febbraio alle 10.30, sempre alle Officine Culturali su proposta dell’associazione nazionale “Presìdi del libro” e per volere del Comune, con il contributo di Regione e Provincia, la presentazione del libro di Claudio Vercelli, “Il Negazionismo. Storia di una menzogna”, edito da Laterza.

Gravina in Puglia, 25 gennaio 2014

Ufficio Stampa

Convegno di buone prospettive sulla meccatronica

 

Meccatronica ossia una possibilità lavorativa per i giovani. Questa la sintesi dell’incontro tenutosi ieri presso la sala convegni della Banca Popolare di Puglia e Basilicata avente come tema “Innovare fa rima con studiare - la meccatronica” organizzato dall’II.SS. “Bachelet-Galilei”.

L’intervento iniziale della Dirigente Scolastica Prof.ssa Antonella Sarpi ha fotografato la situazione attuale per quanto attiene i programmi di studi specificando, tra l’altro, che negli anni ’70 questi prevedevano 40 ore di lezione di cui 16 dedicate alla pratica favorendo il boom economico, mentre negli anni ’90 le ore di lezione sono scese a 32 di cui solo 3 per la pratica determinando la mancanza di operai tecnici specializzati richiesti dalle aziende.

Una possibile soluzione alla situazione creatasi è data dalla meccatronica che connubia l’elettronica, l’informatica e la meccanica e, proprio grazie a tanto, la Fondazione “A. Cuccovillo” diretta dalla dott.ssa Lucia Scattarelli sta cercando di invertire il trend negativo avendo sottoscritto intese con le imprese in modo da far fare gli stage ai ragazzi che, nella maggior parte di casi, alla fine degli studi sono dalle stesse imprese assunte.

Le intese prevedono che su un corso di 2.000 ore il 30% devono essere di stage, in pratica ci si è spinto ad elevare la percentuale fino al 45% e ciò ha comportato, per esempio, che dei 20 staggisti dello scorso anno, ben 18 hanno sottoscritto il contratto di lavoro.

Stessi concetti espressi dal Presidente di Confindustria di Bari, dott. Michele Vinci, che ha dimostrato con delle slides la pochezza delle ore di pratica degli studenti italiani se confrontati con quelli di paesi esteri.

Gli alti rappresentanti istituzionali intervenuti in qualità di relatori depongono a favore di situazioni positive in virtù del lavoro che ognuno di essi sta producendo nell’ambito del ruolo ricoperto.

Per quanto riguarda la realtà locale riteniamo che una buona prospettiva si potrebbe avere considerato che l’IPSIA “Galilei” sarà accolta in zona PIP, a ridosso delle aziende esistenti e ciò non potrebbe che favorire gli stage da parte degli alunni frequentanti quella scuola, oltretutto in loco già ci sono esperienze imprenditoriali che attuano la meccatronica come la Mac&Nil, D'Alonzo, Petrone.

Auguri Gravina per un futuro migliore.

RUBRICA RELIGIOSA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 4, 12-23)


Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Commento

"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce". La venuta di Gesù, l'inizio della sua missione pubblica è questa luce per la nostra vita. L'evangelista Matteo, riprendendo un'immagine del libro di Isaia, ci dice così quello che è Gesù per noi: la luce. Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come una montagna; problemi tra coniugi, con i figli, o gli amici, con la solitudine, con il lavoro... 
È tra tutte queste esperienze delicate che ci raggiunge la buona parola: non vedere solo le tenebre, guardare anche la luce con cui Dio rischiara la nostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con noi i nostri problemi. Noi possiamo contare su di lui che è al nostro fianco, luce nell'oscurità. Viene annunciata con certezza una notizia: che l'ultima tappa di questa corsa dell'umanità non può essere il fallimento, perché Cristo ha promesso di essere con noi fino alla fine del mondo
Il meglio deve venire. Questa è la virtù della speranza, da coltivare sempre, poggiandola sulla paternità e provvidenza di Dio. 

"Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino" «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». 
Matteo è l'evangelista del regno dei cieli. Questa espressione che l'evangelista usa 51 volte indica una realtà ben precisa
Forse la più bella definizione del regno dei cieli ce la dà S. Paolo, quando scrive ai Romani: «Il regno dei cieli è... giustizia, pace e gioia nello spirito». 
"Giustizia" significa salvezza, liberazione. Nella lettera ai Romani giustizia indica sempre un'azione dell'amore salvifico di Dio: occorre lasciarsi liberare da Dio! 
"Regno dei cieli": La volta del cielo dava l'impressione di una realtà altissima, immensa, totalmente al di fuori della realtà terrena. Ora il cielo si è avvicinato! 
"Convertitevi!" 
Il mondo corre dietro a certi valori: carriera, soldi, piacere, successo... 
il regno dei cieli ci presenta altri valori, i valori ultimi e massimi che cambiano la vita dell'uomo. Convertirsi: cambiare il senso e i criteri della vita. Il Regno di Dio è vicino. Aprire gli occhi: il regno di Dio si è fatto vicino all'umanità, a ciascuno di noi. 

"Venite, vi farò pescatori di uomini": Collaboratori del regno di Dio. Per annunciare che il Regno è vicino, Dio ha bisogno di noi, proprio là dove siamo. 
Chiamati a fare esperienza di fraternità (la parola "fratello" viene ripetuta quattro volte in tre versetti!), possiamo lasciare le reti che ci trattengono (paure, affari, logica mondana, disimpegno) per diventare pescatori di uomini e di umanità. Siamo chiamati a tirar fuori da noi stessi e dagli altri tutta l'umanità che Dio ha seminato nei cuori. 
E ogni uomo è chiamato a fare un'esperienza di comunione e di autentica umanità. 
Così ci insegna anche la lettura del testo di S. Paolo: "Vi esorto, fratelli, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire".

Gravina Borderline, l'ecosistema

Il Movimento di cittadinanza attiva e Laboratorio Siamo Tutti Tufi vi invita a prendere parte all'evento presso l'Auditorium Istituto Tecnico Commerciale "Bachelet", in Via V. Bachelet a Gravina in Puglia, Giovedì 23 Gennaio ore 18.00.

Un’esperienza di condivisione del percorso che, dalla ricostruzione della storia delle emergenze a margine di un ecosistema interrotto come quello gravinese, approda alla proposta di riconnessione tra possibilità e capacità di autosostenibilità.

Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo travaso di metodi e tecnologie dalla nicchia degli innovatori economici e sociali alla governance dei territori: nuovi modi di fare e di collaborare, ma anche nuove modalità di apprendimento e di organizzazione, non necessariamente digitali, che hanno ridefinito radicalmente il rapporto tra le comunità e i propri territori.

Siamo Tutti Tufi, con il progetto GRAVINA BORDERLINE, si inscrive in questo movimento.

Dalla prima proposta di ricostruzione dal Margine, abbiamo ostinatamente perseguito l’intento di coinvolgere la comunità nella ricomposizione tra pianificazione e sviluppo, rompendo con la logica lineare…  e scommettendo, invece, sulla dialettica circolare del processo, per verificare continuamente la performatività e l’efficacia della programmazione.

Sino all’elaborazione dei progetti, che andremo a presentare e che di quella matrice eco sistemica sono figli.

Ospiti:

Angela Barbanente

Assessore alla Qualità del Territorio e Vice Presidente, Regione Puglia

Cesare Veronico

Presidente Parco Nazionale Alta Murgia

Alesio Valente

Sindaco di Gravina, con delega all’Urbanistica e Cittadinanza attiva

Roberto Carlo Giannì

Dirigente di Area Urbanistica, Territorio, Infrastrutture e Mobilità, Regione Puglia

Annibale D’Elia

Dirigente di Area Politiche giovanili, Regione Puglia

Leo Palmisano

Docente di Sociologia Urbana, Politecnico di Bari

Antonella Sarpi

Dirigente Istituti ITC e IISS, Gravina in Puglia

Berardo Guglielmo

Dirigente Liceo Scientifico, Gravina in Puglia