Cultura ed Eventi
Giorno del ricordo a Gravina
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10 Feb 2014
- Pubblicato Domenica, 09 Febbraio 2014 21:00
- Scritto da LA REDAZIONE
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Appuntamento Venerdì 14 febbraio ore 19.00 c/o Officine Culturali
Un nuovo anno, un nuovo impegno da parte dell'associazione “Comitato 10 Febbraio”, un impegno che si rinnova di anno in anno con l'incessante quanto copioso operato dei più giovani. Ancora chiari sono i ricordi del “Giorno del Ricordo 2013” che aveva visto protagonsti giovanissimi liceali, professori, e l'ospite d'onore Jan Bernas contattato dallo stesso Comitato: tutti protagonisti di un'emozionante quanto significativa ed avvolgente serata.L'impegno è sempre lo stesso anche in questo nuovo anno: ricordare un'avvenimento tragico della nostra storia ricordato dalla Repubblica Italiana con la legge 92 del 2004.Una pagina straziante del nostro passato che riguarda tutti gli Italiani di qualunque regione e confine.La regione puglia, rivelano i rappresentanti del Comitato, ha mostrato in particolare un significativo interesse in questo nuovo anno: oltre a Gravina quest'anno anche Acquaviva ha riservato uno spazio al Giorno del Ricordo con una conferenza indetta dall'associazione “Liberi di” cui il Comitato 10 Febbraio è stato invitato a prendere parte.
L'iniziativa a Gravina avrà luogo venerdì 14 febbraio, patrocianta dall'amministrazione comunale, vedrà la partecipazione di due grandi esperti in materia : Marino Micich direttore dell'Archivio Museo di Fiume e Lorenzo Salimbeni ricercatore del Comitato 10 Febbraio. Il tutto finalizzato a commemorare e ricordare quello che è stato il dramma Italiano vissuto nel periodo compreso tra il 1943-1945, che ha visto emigrare circa 350.000 esuli Istriani, Dalmati, Giuliani e ha visto trovare la morte di circa 10.000 Italiani infoibati e massacrati da bande titine. La serata prevederà uno spazio dedicato per il dibattito. Tutta la cittadinanza, le associazioni, i partiti politici di ogni genere sono invitati a partecipare e a ricordare.
Comitato 10 Febbraio
Paulownia: un bene per la natura e non solo
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09 Feb 2014
- Pubblicato Sabato, 08 Febbraio 2014 23:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Un interessante convegno si è svolto ieri sera vertente sulla coltivazione della Paulownia, un albero di essenza dura e con una crescita veloce.
Altra caratteristica è rappresentata dall’avere una foglia grande, il che comporta la cattura di una grande quantità di anidride carbonica ed una notevole emissione di ossigeno.
In una sala gremita l’imprenditore Emilio Amati ha detto che era il 2011 quando ha cominciato ad approcciarsi con questa pianta arborea recandosi in Spagna dove la coltivazione è diffusa da anni.
Ha potuto notare che, seguendo un programma di gestione appropriato ma semplice, già dopo circa quattro anni è possibile fare un primo taglio dell’albero che, nel frattempo, ha raggiunto un’altezza tra i 15 ed i 18 metri con un tronco che ha una circonferenza tra i 24 ed i 30 centimetri.
I primi sei metri dell’albero hanno un utilizzo primario nel senso che si producono barche, arredi per interno di una nave, gazebi, strumenti musicali grazie alla durezza ed alla leggerezza del legno; mentre la parte superiore viene utilizzata per produrre pellet, cassette della frutta e le foglie diventano foraggio per gli animali.
In tema di investimento è possibile coltivare questi alberi essendoci una società che provvede a tagliare e a ritirare i tronchi pagando 33 euro ad albero al primo taglio che si effettua all’incirca dopo quattro anni, 40 euro ad albero al secondo taglio che si effettua dopo ulteriori tre anni e 50 euro ad albero al terzo taglio che si effettua dopo ulteriori tre anni.
Alla fine del ciclo, per il ritiro delle radici si ha, a titolo di premio, ancora diecimila euro. L’estensione minima di coltivazione è di un ettaro su cui crescerebbero 600 alberi, per cui con un investimento di 5.000 euro, per l’acquisto delle piantine, nel corso dei dieci anni si avrebbe un incasso di 84.000 euro.
La BCC di Cassano e di Tolve, rappresentata, ieri sera, da Grazia Pappalardi ha messo a disposizione un pacchetto di intervento finanziario teso ad aiutare chi volesse intraprendere questa coltivazione.
Il convegno ha visto intervenire persone che hanno raccontato della propria esperienza avendo iniziato questo tipo di coltura e, alla fine, c’è stato un dibattito teso ad approfondire la questione in quanto, è sembrato, che molti dei partecipanti non solo di Gravina, fossero interessati alla faccenda.
Una cosa è certa, se aumentasse la coltura di questa pianta organica, la natura ci guadagnerebbe e le Istituzioni dovrebbero cominciare a pensare quando tratta la materia del rimboschimento.
Giornata di studi su A. Scacchi
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06 Feb 2014
- Pubblicato Mercoledì, 05 Febbraio 2014 23:00
- Scritto da LA REDAZIONE
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Venerdì 7 Febbraio 2014, alle ore 9,30 nell’Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Università degli Studi di Bari, Palazzo dell’Ateneo, Piazza Umberto I, l’Accademia Pugliese delle Scienze renderà omaggio alla figura dell’eminente cristallografo, vulcanologo e mineralogista gravinese, Arcangelo Scacchi, organizzando un convegno di studi sul tema : “Arcangelo Scacchi: un poliedrico naturalista”. Una giornata importantissima per la storia e la cultura gravinese, anche se celebrata al di fuori del contesto della propria cinta muraria cittadina, che se è un male per certi versi, forse, per altri non lo è, vista la risonanza regionale e nazionale che la giornata avrà. Un salto di qualità che ci voleva, che puntualmente arriva, per dare lustro, a livello scientifico ed accademico, ad un personaggio che avrebbe meritato, dalla sua città natale, molta più attenzione e molta più considerazione. Vero è che i proverbi non si smentiscono mai: Nemo propheta in patria. Il programma della giornata prevede l’apertura del Convegno con il saluto del presidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze, professore Eugenio Scandale. A seguire gli interventi delle autorità: Prof. Antonio Felice Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari; Prof. Francesco Schittulli, Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Bari; Prof. Vittorio Marzi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Sezione Sud-Est; Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo di Altamura Gravina ed Acquaviva delle Fonti Dott. Alesio Valente, Sindaco del Comune di Gravina. Entrando nel vivo dei lavori, si comincerà con alcune Testimonianze territoriali, che saranno svolte da: Prof.ssa Laura Marchetti, Assessore alle Espressività Artistiche e Culturali del Comune di Gravina; Avv. Gianfranco Savino, Sindaco del Comune di San Severo; Dott. Agostino Giglio, Presidente della Fondazione Pomarici Santomasi, Gravina; Don Giacomo Lorusso, Direttore della Biblioteca Capitolare Finia, Gravina; Prof. Giovanni Magistrale, Preside del Liceo Scientifico “ A. Scacchi”, Bari; Prof. Antonio D’Itollo, Preside del Liceo Classico “ Q. O. Flacco” , Bari; Prof.ssa Imma Abbatantuono – Dott. Marco Petruzzelli, Liceo Classico “Q.O.Flacco”, Bari. Con Arcangelo Scacchi esperienza di laboratorio proseguirà il dibattito di conoscenza dell’illustre scienziato gravinese. Introdurrà e modererà il Prof. Eugenio Scandale. Animeranno la discussione: Prof. Pasquale Corsi, “ Matteo Tondi mineralogista. Cenni biografici di un illuminista cosmopolita (1762-1835)”; Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara, “ Arcangelo Scacchi e il Real Museo Mineralogico dell’Università di Napoli Federico II°;
Prof. Raffaele La Perna, “ Arcangelo Scacchi e i fossili di Gravina in Puglia”; Prof. Pierfrancesco Dellino, “ Arcangelo Scacchi – Un vulcanologo”; Prof.ssa Anna Garavelli, “ Arcangelo Scacchi e la mineralogia dei vulcani”; Prof.ssa Giovanna Agrosì, “ Arcangelo Scacchi cristallografo e mineralista”
Giuseppe Massari
RUBRICA: IL VANGELO
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08 Feb 2014
- Pubblicato Venerdì, 07 Febbraio 2014 23:00
- Scritto da la redazione
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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 5, 13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.
Commento:
Gesù inizia la sua predicazione quando dovrebbe fuggire, dopo l'arresto e la morte del Battista.
E lo fa dalle terre di Zabulon e Neftali, terre maledette ed abbandonate, nella mentalità dei puri di Gerusalemme.
E lo fa coinvolgendo pescatori chiamati a diventare apostoli.
Quanta luce splende in queste parole! Anche noi, come Simeone domenica scorsa, possiamo stringere fra le braccia l'inaudito di Dio ed ammettere di avere incontrato la luce.
Flebile, che a volte sembra essere travolta dalle tenebre, ma sempre luce.
Luce che ci raggiunge attraverso l'obbedienza al cammino tracciato prima di noi, come fanno senza problemi i giovani Giuseppe e Maria.
Nella lettura continua del vangelo di Matteo, domenica scorsa sostituita appunto dalla festa della presentazione al tempio, la liturgia aveva proposto la difficile pagina delle beatitudini. E da questa domenica e per qualche settimana approfondiremo quella pagina facendola diventare carne e sangue.
Se non viviamo le beatitudini, dice il Maestro, siamo come del sale senza sapore, come una città costruita in fondo ad una valle, una lucerna nascosta sotto lo sgabello.
Cioè niente.
Peggio: inutili.
Una fede che non dà sapore, che non indirizza, che non illumina, è morta e sepolta.
Il sale era talmente prezioso nell'antichità da rappresentare, per molte categorie fra cui i soldati, la paga per il proprio lavoro, il "salario".
I rabbini dicevano che la Torah è il sale del mondo.
Non solo, dice, Gesù: anche i discepoli sono chiamati a diventare sale della terra. A diventare la nuova Legge di Dio che cammina per le strade, che si fa concretezza e scelta, fiducia e pazienza, abbandono e passione. Noi discepoli siamo chiamati ad essere come la Torah per il mondo d'oggi.
È prezioso, il sale, perché insaporisce il cibo.
Quanto è difficile mangiare un cibo insipido! E il sapore ha a che fare con la sapienza, dono di Dio. È sapiente chi mette sapore nella propria vita, e il sapore ci è donato dalla Parola vissuta e incarnata giorno per giorno.
Diamo sapore alle cose che facciamo, alle parole che usiamo (niente discorsi insipidi per favore!). mettiamo sale in zucca ponendo sempre la Parola al centro dei nostri discorsi.
Il sale, poi, impedisce ai cibi di corrompersi, è un modo eccellente di conservare le carne, ad esempio. Impedisce la corruzione morale, il predomino del male e della parte oscura nel mondo odierno. Ancora oggi il gesto di gettare del sale dietro le spalle, secondo una antica superstizione popolare, tiene lontani gli spiriti avversi.
Il sale del vangelo impedisce alla nostra vita di corrompersi, di cedere, di perdere di sapore.
Non solo: nella Bibbia il sale viene usato per sigillare un patto (2Cr 13,5), usato insieme al pane o da solo, manifestava l'inviolabilità di un'alleanza.
Noi cristiani siamo sale del mondo, chiamati a testimoniare a tutti gli uomini il perdurante amore di Dio nei nostri confronti.
Curioso il fatto che Gesù chieda ai suoi, sale della terra, di non diventare "insipidi". I chimici ci rassicurano: il sale non può perdere il suo sapore. A meno di non mischiarlo con altre sostanze che lo sviliscono.
Se cediamo a compromessi, se lasciamo che la parola del vangelo venga mischiata col buon senso, le abitudini, le consuetudini nostre e attribuite a Dio, perdiamo la capacità di salare.
Anche in Palestina le città e i villaggi erano costruiti sulla cima delle colline: per proteggersi dai nemici, per dominare la situazione, per sfuggire alle alluvioni.
Siamo città costruite sul monte, punto di riferimento per il viaggiatore che cerca Dio, per chi cerca speranza. Certo, qualcuno dirà che nel passato la nostra fede, la nostra Chiesa era la più bella e ricca città sul monte, preziosa e luminosa, attirava tutte le persone.
Oggi questa lucentezza risente dell'opacità dei secoli e, tutto intorno, altre città imponenti e magnifiche, all'apparenza, dominano il paesaggio. Come accade a certe nostre chiese storiche in mezzo alle grandi città: prima il campanile dominava tutto il circondario, ora alti palazzi e grattacieli lo sovrastano.
Poco importa: siamo chiamati a mantenere viva la città di Dio, a non disabilitarla.
È tempo per cristiani forti, questo, non scherziamo.
Il capo famiglia, alla fine della giornata, prendeva una lucerna d'argilla riempita d'olio di oliva e, una volta accesa, la poneva in alto, su un lucerniere appeso al soffitto affinché la piccola fiammella illuminasse tutta la stanza.
Noi cristiani, invece, spesso mettiamo la luce della fede sotto lo sgabello.
Ci vergogniamo di essere discepoli o, se lo siamo, lo si vede solo durante la preghiera domenicale. Quanta poca luce cristiana vedo fra i cittadini, fra i commercianti, fra i politici... Un cristianesimo fatto di abitudine, che non incide sulla vita, che non cambia la storia!
Che pena!
La vigorosa pagina del vangelo di oggi ci scuota, ci convinca, ci inorgoglisca.
Siamo già insaporiti, siamo già costruiti sul monte, siamo già accesi e illuminati.
Animo, amici, insaporite il mondo.
Presentato il DUC
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06 Feb 2014
- Pubblicato Mercoledì, 05 Febbraio 2014 22:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Come programmato, si è tenuto l’incontro nella sala consiliare per presentare il DUC (Distretto Urbanistico per il Commercio).
Assente l’assessore Lagreca, è stato il sindaco ad aprire i lavori del percorso partecipato che porterà all’istituzione a Gravina del DUC.
L’iniziativa, portata avanti dal Comune è promossa dall’amministrazione comunale, che l’ha sin qui seguita e sostenuta attraverso l’assessorato al commercio guidato da Nicola Lagreca. «Mi auguro che il cammino intrapreso possa essere curato ancora da Lagreca, che comunque ringrazio per quanto fatto», «In ogni caso - ha aggiunto Valente - garantisco l’impegno mio personale e dell’amministrazione comunale a continuare a dare linfa ad un progetto essenziale per lo sviluppo della città. È significativo l’apporto offerto dalle associazioni di categoria e da quelle dei consumatori: insieme decideremo le strategie migliori per arrivare in fondo e dotare Gravina del Duc».
A nostro parere, ma anche per alcuni consiglieri, sarebbe stato opportuno un rinvio, a breve, dell’incontro proprio per rispetto della persona che ha profuso energie.
Sono stati, quindi, i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, Michele Capone ed Oronzo Rifino, ad illustrare il programma che deve promuovere e sostenere l’aggregazione, promuovere i prodotti del territorio ed il turismo locale, animare gli spazi pubblici, mettere in risalto le caratteristiche del territorio. Tutto ciò potendo fruire di finanziamenti da parte della Regione Puglia che potranno arrivare anche alla misura del 70% del costo dell’intervento.
La presentazione di questo pomeriggio è sembrata una continuazione di quanto detto ieri, 5 febbraio, da Nicola Lavenuta - Presidente del Consorzio per il Turismo “Gravina in Murgia” incontrando i rappresentanti di associazioni sportive, culturali per ottenere la partnership per tutte le iniziative che si andranno ad intraprendere.
Ora dal momento che del suddetto consorzio è socio il Comune oltre alla Chiesa, il lavorare in una unità d’intenti dovrebbe essere una conseguenza.
Questa idea è stata caldeggiata in tutti gli interventi, a cominciare dallo stesso Lavenuta presente all’incontro, perché solo l’unione potrà dare quei risultati che da tanto tempo la collettività aspetta.
In attesa che il progetto venga condiviso dalla comunità, il Consorzio del Turismo dà appuntamento al 19 febbraio presso la sala convegni della BPPB per presentare il proprio programma operativo.
Produciamo legno, Salviamo le foreste
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06 Feb 2014
- Pubblicato Mercoledì, 05 Febbraio 2014 23:00
- Scritto da LA REDAZIONE
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Paulownia è un albero di essenza dura ed ha una crescita veloce, basti pensare che in tre anni raggiunge un’altezza di 25 metri. Questo tipo di legno per le sue caratteristiche è impiegato per produrre gazebi, serramenti, tapparelle, porte, strumenti musicali e altro.
In pratica la coltivazione di questa pianta può rappresentare un utile investimento alternativo e produttivo per le aziende agricole.
Il convegno che si terrà sabato 8 alle ore 17,00 presso l’ex seminario, attuale Casa per Ferie “Benedetto XIII” sulla SS 96 verterà su questa tematica trattata da specialisti quali il dott. Emilio Armati, e il dott. Maurizio Bonvicini. Per l’aspetto finanziario interverrà Grazia Pappalardi - responsabile della locale BCC, mentre il Sig. Stefano Civettini ci parlerà della sua esperienza in campo.
Gli interventi saranno moderati dal P.A. Salvatore Cannito.
Avere opportunità lavorative di questi tempi non è facile, questo incontro potrebbe offrire una possibilità.
Il nuovo Consorzio Turistico per disegnare insieme "un'altra Gravina"
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05 Feb 2014
- Pubblicato Martedì, 04 Febbraio 2014 23:00
- Scritto da LA REDAZIONE
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“Gravina in Murgia” nasce per rilanciare e promuovere lo sviluppo turistico della città, col sostegno dell’Amministrazione comunale e della Chiesa. Il progetto sarà presentato alla cittadinanza in Febbraio in un grande evento pubblico.
Martedì 4 Febbraio 2014 – Anche a Gravina in Puglia è tempo di chiamare a raccolta le forze migliori della società civile, del mondo associativo e imprenditoriale per scommettere nel futuro e costruire insieme nuove opportunità di sviluppo, partendo dal bene più prezioso e intangibile: il territorio.
Allo scopo di rilanciare le sorti turistiche della città, che s’appresta a presentare la propria candidatura ufficiale al patrimonio Unesco, e trasformarla in uno dei luoghi più attrattivi e visitabili della Murgia e della regione Puglia, nasce “Gravina in Murgia”, il nuovo Consorzio Turistico costituitosi su impulso dell’Amministrazione Comunale all’indomani del Forum del turismo promosso dall’assessore Sergio Varvara, per iniziativa di una cordata di imprenditori gravinesi e della Chiesa locale che siede all’interno del Consiglio di amministrazione.
Il nuovo Consorzio Turistico sarà presentato ufficialmente alla città in febbraio nel corso di un grande evento pubblico, dove oltre alle istituzioni e alle autorità religiose, parteciperanno tutti i rappresentanti del mondo sociale e imprenditoriale, per condividere un’altra visione della città e presentare il piano triennale di attività, e promuovere in loco e nel mondo il brand “Gravina in Puglia”.
“Non abbiamo più scusanti: è arrivato il momento di guardare al futuro di Gravina con uno spirito nuovo, declinare i valori della nostra tradizione con le spinte più innovative per liberare le energie e i talenti migliori, costruire col turismo nuove opportunità di lavoro per i giovani, arrestando l’emorragia di cervelli in fuga – afferma Nicola Lavenuta, imprenditore gravinese e Presidente del Consorzio.
In questo ambizioso progetto di “marketing del territorio”, fortemente sostenuto dal Sindaco Alesio Valente e dalla Chiesa locale che aprirà i suoi tesori al pubblico durante tutto l’anno, i punti di forza sono: la storia, il paesaggio e la natura, le Chiese e le opere d’arte, lo sport e i prodotti tipici. Una combinazione perfetta che, secondo gli operatori del Consorzio Turistico “Gravina in Murgia”, farebbero la fortuna della città, esclusiva nel territorio circostante perché poliedrica, tanto da poter soddisfare pienamente i cinque sensi. Ma ai gravinesi è chiesto un ulteriore sforzo, uno slancio d’orgoglio per combattere incuria e degrado urbano, rendere accessibile la città a tutte le ore e saper offrire al pubblico un prodotto veramente attraente e competitivo in tutti i periodi dell’anno.
“Partendo dalla consapevolezza di vivere in un territorio straordinariamente ricco – ha aggiunto il Presidente del Consorzio – ci è richiesto un cambio di passo e di mentalità se vogliamo costruire e vivere in una Gravina migliore”.
A giorni il Consorzio renderà pubblico il programma della presentazione ufficiale alla Città e i nomi degli illustri invitati.
UFFICIO STAMPA
Fabio Dell’Olio
m. 327-8318829

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