Cultura ed Eventi
Vinitaly 2026, la Puglia brinda al successo: identità, qualità e inclusione al centro della scena
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16 Apr 2026
- Pubblicato Giovedì, 16 Aprile 2026 05:14
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Si è chiusa a Verona ieri, 15 aprile, la 58ª edizione del Vinitaly, registrando un bilancio decisamente positivo per la Puglia. La regione si è distinta per una presenza solida e ben organizzata, capace di raccontare e valorizzare con efficacia la propria identità vitivinicola.
La delegazione pugliese, composta da 103 cantine e sostenuta dalla Regione, ha rappresentato un esempio concreto di aggregazione e sinergia, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e la coesione del comparto.
Numerosi visitatori hanno avuto l’opportunità di degustare i vini pugliesi, accompagnati da una selezione di prodotti tipici che hanno esaltato il legame tra territorio e tradizione gastronomica. Un’esperienza arricchita anche dal valore dell’inclusione: all’Enoteca di Puglia hanno infatti partecipato i ragazzi con bisogni educativi speciali del progetto “Sommelier Astemio”, contribuendo a rendere l’evento ancora più significativo.
Vinitaly si è confermato inoltre un importante hub internazionale, favorendo l’incontro tra produttori e buyer provenienti da Paesi strategici come Brasile, Argentina, Regno Unito, Germania, Lituania, Danimarca, Svizzera e dai principali mercati asiatici, tra cui Taiwan.
Accanto all’elevata affluenza di pubblico, si è distinta anche una significativa presenza istituzionale. «Il bilancio di questa edizione è complessivamente positivo e conferma la solidità del sistema vitivinicolo pugliese e la sua capacità di posizionarsi con coerenza e qualità nei contesti di riferimento – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro –. La crescita del comparto è il risultato del lavoro quotidiano dei nostri produttori, che contribuiscono a consolidare un’immagine della Puglia sempre più riconoscibile a livello internazionale. In questi giorni ho raccolto osservazioni, proposte e anche criticità del settore. Siamo già impegnati a mettere in campo strumenti utili per accompagnare le imprese in una fase complessa. Continueremo a lavorare al loro fianco per rafforzare un comparto strategico per la nostra economia e per il territorio».
VIA DEL GRANO, A MATERA I COMUNI DELL’ANTICO CAMMINO LANCIANO IL PROGETTO
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15 Apr 2026
- Pubblicato Mercoledì, 15 Aprile 2026 16:03
- Scritto da LA REDAZIONE
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Sostenibilità, identità e sviluppo tra Campania, Basilicata e Puglia il tema del convegno dei Comuni del Partenariato “La Via del Grano Regio Cammino di Matera” tenutosi oggi a Palazzo Lanfranchi a Matera, con l’assessora al turismo e agli antichi mestieri Marienza Schinco in rappresentanza dell’Amministrazione. Presente anche il presidente del Comitato Puglia di Epli, partner del progetto, il gravinese Oronzo Rifino.
La "Via del Grano" nasce sotto l'impulso illuminato di Ferdinando IV di Borbone. Verso la fine del XVIII secolo, il Re comprese che per garantire la stabilità sociale di Napoli, ormai metropoli europea, era necessario un sistema di approvvigionamento cerealicolo rapido e sicuro. Per realizzare questa colossale opera infrastrutturale, il Re si affidò al Marchese di Valva, Soprintendente alle Strade del Regno.
Fu il Valva a tracciare quel "corridoio della salute" che doveva collegare i fertili territori della Basilicata e della Puglia con la Capitale, trasformando antichi sentieri di transumanza in una moderna arteria commerciale dotata di ponti, taverne ed epitaffi monumentali. Oggi, il progetto promosso dall'Associazione "La Via del Grano" e dal Comune Capofila di Eboli a cui hanno aderito molti comuni lucani, campani e pugliesi, mira a trasformare questo itinerario storico in un Corridoio Turistico di Eccellenza.
La Via del Grano, quale itinerario culturale, sociale ed economico, univa quindi tre regioni del Mezzogiorno d’Italia: la Puglia, la Lucania – queste ultime con le proprie aree disposte naturalmente alla produzione di grano duro e alla filiera del pane - e la Campania, con le aree di produzione di pasta; l’antico percorso comprende comuni delle province di Salerno, Avellino, Matera, Potenza, Barletta Andria Trani e la nostra Gravina nella ex provincia di Bari, ora Città Metropolitana.
Dal 15 novembre 1999 ad Eboli (Sa) si è costituita l’associazione “VIA DEL GRANO”, che negli anni ha avviato una serie di attività di promozione e valorizzazione dell’antico Regio Cammino di Matera, attraverso diverse iniziative culturali e avviando una serie di relazioni istituzionali con gli enti locali presenti sul percorso, per riscoprire un patrimonio comune e creando sinergie per favorire nuove opportunità sotto l’aspetto commerciale e culturale, con la finalità di recuperare momenti di scambio turistico, sociale ed economico. Si intende candidare La Via del Grano all’iscrizione nell'Atlante dei Cammini, istituito nel 2022, che ha dettato disposizioni in materia di riconoscimento, fruizione e valorizzazione dei Cammini, ed altresì ottenere il riconoscimento del cammino de “La Via del Grano” quale “itinerario culturale europeo” riconosciuto dal Consiglio d’Europa.
“Con questa adesione la Città di Gravina in Puglia intende cogliere l’ennesima occasione per valorizzare il suo cospicuo patrimonio culturale materiale e immateriale, anche attraverso la collaborazione con soggetti pubblici e privati di provata esperienza”, è il commento del sindaco Fedele Lagreca. “Un altro tassello della nostra strategia tesa costruire un’offerta culturale che diventi attrattiva per operatori, cultori, appassionati e turisti ma che sia anche un momento di identificazione della propria comunità, in nome della promozione di un itinerario turistico lento e rurale” dichiara l’assessora al turismo Marienza Schinco.
“Un Angelo tra i banchi del Piaggio: memoria, dignità e riscatto in una serata che unisce la comunità”
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12 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 12 Aprile 2026 07:59
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Da ieri, la comunità locale custodisce una nuova e preziosa testimonianza capace di raccontare, con autenticità e calore, la vita nel quartiere più povero dagli anni ’50 e ’60: il Piaggio. Un luogo segnato da difficoltà materiali, ma anche da una straordinaria forza morale, dove la povertà non ha mai soffocato la dignità, bensì l’ha resa ancora più evidente e tenace.
Nel salone della chiesa dei SS. Pietro e Paolo è stato presentato il volumetto “Ho incontrato un Angelo”, una storia intensa e profondamente umana. Protagonista è un bambino “chiasciaro” che, dopo aver conosciuto un maestro incapace di comprendere le esigenze dei piccoli di quel contesto, incontra una figura destinata a cambiargli la vita: il maestro Angelo Crocitto. Educatore autentico, guidato da un forte senso di umanità, Crocitto riesce a trasmettere ai suoi alunni non solo conoscenze, ma soprattutto valori fondamentali, restituendo loro fiducia e consapevolezza. Il suo insegnamento diventa un messaggio universale: tutti possono realizzarsi, a partire dall’istruzione e dalla valorizzazione delle proprie potenzialità.
La serata, partecipata e sentita, è stata accolta con entusiasmo dal numeroso pubblico presente. Un momento bello e coinvolgente, arricchito dagli interventi di don Saverio Ciaccia, dei poeti Gianni Romaniello e Arcangela Parrulli, e dell’insegnante Dorella Tota. A impreziosire ulteriormente l’atmosfera, gli intermezzi musicali eseguiti con sensibilità da tre giovani musicisti, che hanno contribuito a creare un clima di emozione e condivisione.
A condurre l’incontro Pierpaolo Crocitto, capace di accompagnare il pubblico con leggerezza ed equilibrio, rendendo il fluire della serata naturale e piacevole, tanto che il tempo è trascorso senza che se ne avvertisse il peso.
Un ringraziamento speciale va a Luca Tota, l’ex bambino “chiasciaro”, i cui appunti hanno dato origine a questo racconto e all’evento stesso. La sua testimonianza rappresenta un invito a guardare oltre le apparenze e a riconoscere il valore che ogni persona porta con sé. Un valore che, se sostenuto e coltivato, può trasformarsi in opportunità concreta. Ed è proprio in questo che il Direttore Didattico Angelo Crocitto si è rivelato un vero Maestro: nel saper vedere, prima degli altri, la luce nascosta in ogni suo alunno.
Da par suo, gli scatti fotografici di Carlo Centonze testimoniano la serata.
Gravina celebra l’arte sacra: al via la 19ª edizione del Premio Arte Bizantina negli Eremi
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15 Apr 2026
- Pubblicato Mercoledì, 15 Aprile 2026 08:58
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Nel cuore più autentico della Puglia, dove la pietra racconta secoli di fede e bellezza, torna uno degli appuntamenti culturali più suggestivi del territorio: il Premio Arte Bizantina negli Eremi di Gravina, giunto quest’anno alla sua 19ª edizione. Un’iniziativa fortemente voluta e organizzata dall’Associazione “Amici della Fondazione E.P. Santomasi”, che continua a valorizzare un patrimonio artistico e spirituale unico nel suo genere.
Immersi nello scenario senza tempo degli eremi rupestri di Gravina, artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero sono chiamati a confrontarsi con una tradizione iconografica millenaria, reinterpretandola in chiave contemporanea. L’edizione 2026 pone al centro tre figure di grande rilievo spirituale: Santo Staso, Santa Sofia e San Felice di Nola, offrendo agli artisti un tema ricco di significati, simboli e suggestioni.
Il concorso rappresenta un’occasione preziosa non solo per esprimere talento e creatività, ma anche per contribuire alla rinascita e alla diffusione dell’arte bizantina, in un contesto che ne esalta profondamente l’essenza. Gli eremi di Gravina, con la loro atmosfera mistica e la loro storia millenaria, diventano così palcoscenico ideale per un dialogo tra passato e presente.
Aperto ad artisti professionisti, emergenti, studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Licei Artistici, il Premio si distingue per il suo respiro internazionale e inclusivo. Le opere potranno essere realizzate in forma pittorica o attraverso altre espressioni artistiche, con dimensioni comprese tra 50x70 cm e 70x100 cm, oppure in formato icona.
Le iscrizioni sono aperte fino al 19 del mese corrente: un termine da segnare in agenda per chi desidera prendere parte a questa esperienza artistica e culturale di grande valore.
La quota di partecipazione è fissata in 30 euro, ridotta a 20 euro per gli studenti, a testimonianza della volontà di incentivare la partecipazione delle nuove generazioni.
Più di un semplice concorso, il Premio Arte Bizantina è un viaggio nell’anima della Puglia, un invito a riscoprire le radici spirituali e artistiche di un territorio straordinario, dove l’arte continua a farsi ponte tra epoche, culture e sensibilità diverse.
Provare per credere o credere per provare?
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12 Apr 2026
- Pubblicato Domenica, 12 Aprile 2026 05:27
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Commento:
Sembra che ci sia un antagonismo “credere - non credere” in tutto il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Si comincia con l'arrivo di Maria Maddalena al sepolcreto e la sua scoperta che la tomba è vuota. Non crede però alla risurrezione, ma al furto di cadavere. Coinvolti e allarmati, accorrono Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava, e Pietro, vedendo le bende per terra e il sudario ben piegato e posto di lato, “vide e credette”. Poi al cimitero resta solo Maria, che piange la scomparsa del cadavere e mentre piange vede due angeli all'interno della tomba e poi si accorge che il “rabbunì”, il maestro è proprio li, dietro di lei. Corre ad avvisare i discepoli a casa di quella visione, ma a quanto pare la sua testimonianza non suscita ancora la fede. Del resto è pur vero che la parola di una donna non era ritenuta attendibile in circostanze delicate come questa.
Quando Gesù appare si manifesta nella gloria. Marco racconta che dovette rimproverare i suoi per la mancata fede in quello che altri raccontavano, ossia l'incontro con lui Risorto. Luca racconta anche che credettero di vedere un fantasma. Gesù però dal canto suo, secondo la versione di Giovanni, passa subito all'opera. Afferma di essere innanzitutto in comunione con il Padre e lo Spirito Santo, perché infatti è tutta la persona della Trinità che Dio si manifesta: Il Padre ha mandato il Figlio nel mondo per redimerlo e santificarlo; il Figlio di Dio è Appena risorto per comunicare la vita e lo fa' adesso, soffiando sui suoi e rivestendoli di Spirito Santo per conferire loro l'importante incarico di annunciare la sua resurrezione in tutto il mondo allora conosciuto. Gesù inoltre offre la pace, ossia quello stato di liberazione dell'animo e di conseguente recupero della serenità interiore e della risolutezza. E assieme alla pace offre anche lo Spirito, che conferisce loro il potere sui peccati degli uomini. Gesù si fida di loro, il che comporterà l'inizio della missione. Sempre lo stesso Spirito però infonderà quella virtù speciale che consentirà agli apostoli di vedere Cristo sempre come vivo e presente. Anche a prescindere da quella sera del giorno dopo il Sabato, lo Spirito darà loro l'indispensabile, per vivere, operare e annunciare. E che cosa è indispensabile prima di ogni altra cosa? La fede. Credere senza riserve né obiezioni, accogliere il mistero così come ci viene presentato, aderire ad esso e vivere costantemente di esso. La fede vuole l'apertura libera e incondizionata del cuore, il donarsi a Gesù riconosciuto come la Via e la Verità; la fede è immedesimarsi nel mistero e viverlo a fondo. Dice la Dei Verbum: A Dio che si rivela è dovuta l'obbedienza della fede”. Obbedienza e non resistenza. Essa comporta l'aderire e il donare se stesso interamente a Colui che si rivela. La tendenza comune di resistere alla rivelazione è rappresentata generalmente da questo personaggio che vuole a tutti i costi vedere e toccare con mano. Non si affida alla testimonianza dei suoi fratelli, non accetta che a lui venga annunciato. Vuole tastare. Provare per credere. A dire il vero non è l'unico personaggio che vacilla e che si mostra refrattario: neanche gli altri apostoli concepiscono immediatamente che Gesù possa risuscitare.
FIERA DI SAN GIORGIO: DOVE LA TRADIZIONE INCONTRA IL FUTURO
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14 Apr 2026
- Pubblicato Martedì, 14 Aprile 2026 09:59
- Scritto da LA REDAZIONE
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A Gravina in Puglia la storica rassegna dedicata ai sistemi produttivi del territorio torna protagonista tra istituzioni, imprese e innovazione
Dal 23 al 26 aprile, all’Area Fiera di via Spinazzola, la 732ma Fiera di San Giorgio torna a essere punto di incontro tra istituzioni, imprese e comunità. Attorno alle principali filiere del territorio — agricoltura, artigianato, enogastronomia, turismo, giardinaggio e zootecnica — si sviluppa un programma ricco di dibattiti, spettacoli e momenti di confronto su sviluppo e innovazione, con l’obiettivo di valorizzare impresa, conoscenza e identità del territorio.
Un appuntamento tra i più longevi del Mezzogiorno, “La tradizione incontra il futuro” è il claim scelto per questa edizione, che apre un nuovo orizzonte interpretativo del ruolo della manifestazione, spazio di incontro tra istituzioni, imprese e comunità. Attorno alle principali filiere del territorio — agricoltura, artigianato, enogastronomia, turismo, giardinaggio e zootecnia — si svilupperà un programma articolato tra dibattiti, spettacoli e momenti di confronto su sviluppo e innovazione. La Fiera si conferma così appuntamento centrale per il territorio, capace di tenere insieme dimensione produttiva, identità locale e trasformazioni economiche, in una cornice di partecipazione diffusa.
“L’amministrazione – spiega Fedele Lagreca, sindaco di Gravina in Puglia – ha puntato al rilancio della Fiera, trasformandola in un motore di sviluppo e promozione per l’intero territorio murgiano. Questo appuntamento annuale è da secoli un punto di riferimento fondamentale per l’agricoltura, l’artigianato e l’imprenditoria: Gravina, già finalista nella corsa a Capitale italiana della Cultura 2028 e nominata Capitale della Cultura di Puglia nel 2027, vuole annoverare nel suo patrimonio l’antica sapienza contadina, in nome di quelle “radici al futuro” su cui abbiamo impostato il dossier della candidatura.”
Apertura istituzionale e valore identitario
Giovedì 23 aprile, alle ore 18.00 nella Sala Convegni, la cerimonia inaugurale segna l’avvio della Fiera con i saluti istituzionali. Un passaggio che riporta al centro il valore identitario del territorio e il ruolo della Fiera come spazio di incontro tra istituzioni, sistema produttivo e comunità.
Agricoltura e innovazione come visione
Venerdì 24 aprile, alle ore 11:00, il focus si concentra su “L’azienda agricola della Fondazione Santomasi: ricerca, innovazioni, prospettive”, con i saluti istituzionali e gli interventi del Prof. Vito Gallo (Politecnico di Bari, v. presidente ITS Academy Agripuglia), del Prof. Giuseppe De Mastro (Università di Bari), del Dott. Gianni Colangelo (Fondazione “Santomasi”), del Dott. Giuseppe Maggi (direttore tecnico ITS Academy Agripuglia) e del Dott. Luigi Trotta (dirigente Assessorato all’Agricoltura Regione Puglia). Le conclusioni sono affidate al Dott. Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura Regione Puglia. Un dialogo che mette al centro ricerca e prospettive, delineando traiettorie concrete tra impresa e territorio.
Diritto, società e consapevolezza civile
Nel pomeriggio di venerdì 24 aprile, alle ore 17:30, l’attenzione si sposta su “Sex offender e i principali sex crimes: tutto ciò che devi sapere sui reati sessuali”, con l’intervento dell’Avv. Antonio La Scala. Un momento di approfondimento che rafforza il ruolo della fiera come spazio di confronto e crescita collettiva sui temi della legalità e della consapevolezza sociale.
Spettacolo e linguaggi artistici
Alle ore 19:00 la giornata si arricchisce con lo spettacolo di canto e danza a cura di Lucia Carulli, tra linguaggi artistici e partecipazione del pubblico.
Impresa, territorio e sviluppo
Sabato 25 aprile alle ore 11:00 si tiene “Orizzonti di Crescita: Impresa e Territorio per il Futuro dell’Imprenditoria Murgiana”, a cura del Consorzio Imprese Murgiana CIM, dedicato alle prospettive del sistema produttivo locale e alle dinamiche di sviluppo e innovazione. Un confronto che mette al centro innovazione e competitività del territorio.
Solidarietà e cultura civica
Domenica 26 aprile, alle ore 10:30, “Solidarietà in azione: il volontariato e la cultura del dono” con la Associazione Fratres - donatori di sangue, porta al centro il valore della comunità e della partecipazione attiva. Un appuntamento che rafforza il senso civico e la dimensione umana della fiera, restituendo profondità al suo ruolo nel tessuto sociale.
Agorà istituzionale tra dibattiti e confronto pubblico
Il Padiglione istituzionale accompagna l’intera manifestazione con un calendario di incontri, dibattiti e interviste che attraversano i temi dell’inclusione sociale e della rigenerazione urbana, fino ai dossier legati ad agricoltura, biodiversità e rapporto tra istituzioni e cittadini, delineando un confronto continuo tra politiche pubbliche e territorio. Venerdì 24 aprile alle ore 9:30 è in programma “Decreto Disabilità Diritti, Inclusione e Futuro” con INPS Regione Puglia, seguito alle ore 11:00 da dibattiti e interviste con le istituzioni presenti in Fiera e alle ore 16:00 da DSRU Rigenerazione Urbana. Sabato 25 aprile alle ore 9:00 la giornata si apre con la CIA – Confederazione Italiana Agricoltura. Alle ore 11:00 il Prof. Rocco Sorino (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) interviene su “Attività pastorale e conservazione della biodiversità”. Nel pomeriggio, alle ore 16:00, prosegue il confronto con podcast e diretta con le istituzioni presenti in Fiera. Domenica 26 aprile alle ore 11:00 è prevista la presentazione del “Pallone di Gravina” , mentre alle ore 16:00 si chiude il programma con podcast e confronto finale con gli Enti.
Gran finale tra spettacolo e comunità
Domenica 26 aprile (ore 21:00) la cerimonia di chiusura si illumina con uno spettacolo di fuochi piromusicali, restituendo la dimensione corale di una manifestazione storica, interprete del valore identitario del territorio. La 732ma Fiera di San Giorgio si conferma spazio narrativo in cui tradizione e innovazione si incontrano nel dialogo tra istituzioni, imprese e comunità, in una visione condivisa di futuro.
Gravina più accessibile: al via il progetto di recupero e accessibilità della gravina
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11 Apr 2026
- Pubblicato Sabato, 11 Aprile 2026 13:02
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Un percorso avviato da tempo e costruito attraverso il dialogo con il territorio prende finalmente forma. È il lavoro di programmazione promosso dal dirigente Michele Mastrodonato, dalla dott.ssa Anna Zoggia e dai collaboratori dell’ufficio, che hanno coinvolto associazioni e cittadini con disabilità con l’obiettivo di rendere la gravina sempre più accessibile. Un’iniziativa sviluppata cogliendo l’opportunità offerta dal bando della Regione Puglia, nell’ambito del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.
Nel corso dell’incontro pubblico svoltosi ieri, sono stati illustrati i dettagli degli interventi previsti, che saranno realizzati grazie al finanziamento regionale. Il progetto punta a creare un collegamento funzionale e inclusivo tra l’area della gravina — comprensiva del “Parco Bruno” — e il rione antico “Piaggio”, recentemente restituito alla città dopo importanti lavori di rigenerazione urbana.
A spiegare la visione dell’Amministrazione è stato l’assessore Vicino, che ha evidenziato l’impegno nel recupero e nella valorizzazione di ambienti e luoghi che rappresentano la memoria storica della comunità. Un’azione che guarda non solo alla riqualificazione fisica, ma anche alla restituzione di identità e fruibilità condivisa.
Gravina si conferma inoltre città profondamente legata all’acqua: numerose sono infatti le condotte presenti anche in ambito urbano, testimonianza di un’antica sapienza nella gestione delle risorse idriche. Proprio per questo, gli interventi in programma mirano anche a recuperare e valorizzare le cosiddette “vie dell’acqua”, cercando di ristabilire un equilibrio tra elementi naturali come acqua, sole e vegetazione, spesso alterato nel tempo. In questa direzione si inserisce anche l’incarico affidato per la lettura idromorfica dello stato attuale del territorio.
Tra i contributi emersi durante l’incontro, significativo quello di Urbano Lazzari che, portando la propria esperienza di persona non deambulante, ha sottolineato l’importanza di garantire una reale accessibilità a luoghi di straordinaria ricchezza ambientale. Lazzari ha auspicato interventi capaci di superare le barriere architettoniche, tenendo conto della pluralità delle disabilità e delle diverse esigenze che ne derivano.
Il progetto si inserisce così in una visione più ampia di città inclusiva, attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del proprio patrimonio, naturale e storico.
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