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Cultura ed Eventi

Un patrimonio in miniatura che può attrarre grandi flussi turistici

Un’opera artigianale di grande pregio, capace di coniugare tradizione e innovazione, si candida a diventare un potenziale volano per il turismo locale. È la miniatura del complesso “San Francesco” di Gravina, realizzata dal maestro artigiano Massimo Loglisci, un vero gioiello impreziosito dalla dotazione di un moderno impianto di illuminazione a LED, gestita da un microcontrollore programmato per l’attivazione e controllo dell’impianto e di un’APP dedicata che consente di attivare il Sistema attraverso comandi vocali, rendendo l’opera interattiva e inserita nella logica della Smart Technology realizzato dagli alunni e docenti dell’indirizzo “Elettronica ed Elettrotecnica - articolazione Automazione” dell’Istituto Tecnico Tecnologico (ITT) “Bachelet” che ha portato alla trasformazione del manufatto in un autentico Sistema Intelligente.
La cerimonia di consegna, svoltasi ieri mattina presso l’istituto scolastico, ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per dimostrare le potenzialità dell’opera. L’illuminazione, infatti, consente di valorizzare singolarmente le diverse parti del complesso — il convento, la chiesa e il campanile, il più alto della città — offrendo un’esperienza visiva immersiva e modulabile.
Ad aprire l’incontro è stata la dirigente scolastica, prof.ssa Marilena Daraia, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà private, sottolineando come sinergie di questo tipo possano generare progetti di alto profilo culturale e formativo.
Sulla stessa linea l’assessore Vicino, presente in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, che ha ribadito l’importanza dell’Istituto Scolastico sopra citato per il tessuto cittadino e ha rilanciato un impegno concreto: individuare uno spazio idoneo per una mostra permanente delle numerose miniature realizzate da Loglisci, tutte dedicate ai monumenti di Gravina. Un’iniziativa che, se realizzata, potrebbe trasformarsi in un significativo polo di attrazione turistica, capace di raccontare il patrimonio locale in modo originale e accessibile.
Tra i presenti anche fra Salvatore Santomasi, frate minore conventuale già parroco a Bari e Taranto e guardiano a Copertino mentre da un anno è a Gravina a dare testimonianza e operosità. Ha richiamato il valore della fede e della perseveranza nel raggiungimento dei propri obiettivi, prendendo esempio da San Francesco.
Dal punto di vista tecnico, i docenti Nicola Loverre e Domenico Nuzzi hanno illustrato nel dettaglio il lavoro svolto, evidenziando la suddivisione dell’impianto in più sezioni, che permette un’illuminazione sia parziale che totale del complesso. Un progetto che dimostra concretamente la qualità dell’offerta formativa dell’Istituto Tecnico Tecnologico (ITT) “Bachelet” di Gravina, sempre più apprezzata anche in termini di inserimento nel mondo del lavoro, come conferma l’aumento delle iscrizioni.

In prospettiva, opere come questa non rappresentano soltanto esempi di eccellenza artigianale e didattica, ma veri e propri strumenti di valorizzazione territoriale: una mostra permanente potrebbe infatti intercettare nuovi flussi turistici, offrendo ai visitatori un’esperienza culturale innovativa e contribuendo a rafforzare l’identità e l’economia locale.
Come ha dichiarati Christian Divella, Gravina vive un periodo florido e deve prepararsi per il prossimo anno quanto la città celebrerà “capitale della cultura pugliese”.

 

Disubbidire alla tristezza

Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

Commento:

Gesù amava la strada, perché è dove si è più liberi. E amava la casa, perché è dove si è più veri.

Ed ecco che il vangelo propone una storia di strada e di casa. Due discepoli hanno lasciato la città santa, quel loro gruppo chiuso e impaurito, e si sono messi in strada. Loro si allontanano e Gesù si avvicina. Non per correggere il passo o dettare il ritmo, no: per dar loro tutto il tempo di esprimersi, perché se hai fretta, non ascolti.

“Che cosa sono questi discorsi?” E gli raccontano di Gesù. Di come lo hanno seguito, amato, sperato che fosse lui. E si fermarono ‘con il volto triste', dettaglio importante. Cosa ci indica? Che tutto questo riguarda qualcuno cui volevano molto bene. Davvero tutto finito? Forse no, perché poi le donne hanno sconvolto tutti: la tomba c'era ma lui no!

Allora Gesù li scuote con due parole dirette: stolti e lenti di cuore. Il problema non è ciò che è successo, ma il vostro cuore lento che non vi permette di vedere. Avete davanti tutti i pezzi della storia, ma non sapete rimontarli al posto giusto. Gli occhi sono legati, ma il modo di vedere dipende dal cuore. Se il cuore si apre tutta la storia cambia colore, lo sappiamo per esperienza. Se il cuore si chiude, gli occhi sono ciechi sulle persone, vedono solo i difetti.

Anche il cuore dei due discepoli è chiuso, ma non del tutto: “non ci bruciava forse il cuore lungo la strada, mentre ci spiegava la bibbia e la vita?”. Il dono favoloso dell'accensione del cuore, quando brucia di riconoscenza.

E allora: “Resta con noi perché si fa sera”. Hanno fame di parole, di compagnia, di casa. Gesù entra in una casa della quale non è detto niente, proprio perché possa essere la nostra, la casa di tutti.

Un maestro dei chassidim un giorno chiese ai discepoli: Dove sta Dio? Ma come, rabbi, ci hai sempre insegnato che Egli è in cielo, in terra, in ogni luogo... Mi sbagliavo, Dio sta soltanto là dove lo si lascia entrare.

E Lo riconobbero nello spezzare il pane. Come mai? Ogni padre spezzava il pane di casa. Ma tre giorni prima Gesù aveva fatto una cosa inaudita, si era dato: prendete e mangiate, questo è il mio corpo.

Lo riconobbero da questo, perché prendere qualcosa di proprio, (almeno un po', o molto, o tutto...) e darlo agli altri contiene il segreto dell'intero Vangelo. Dio che si dona, nutre, alimenta, e scompare.

Prendete: è per voi. Questo “per voi” è il miracolo grande. Sono venuto perché abbiate la vita, perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Perché disubbidiate alla tristezza, questa la vostra missione: tenere al laccio la delusione. Dicendole: tu non mangerai nel mio piatto, non spezzerò il mio pane con te.

Il segreto buono della vita è quello stesso di Gesù: non andarcene da questa terra, da questa Emmaus infinita, senza essere prima diventati pezzo di pane buono per la fame e la pace del mondo.

Titolo: “Gina la Panchina: un simbolo concreto contro bullismo e cyberbullismo”

Prosegue il percorso di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo attraverso la realizzazione del progetto in rete “Ma quel c’ha detto non può far non detto”, avviato lo scorso ottobre e che coinvolge le scuole secondarie di primo grado di Gravina.

Nel cortile della scuola “N. Incannamorte” è stata installata una panchina gialla, parte della rete nazionale Helpis. “Gina la Panchina n. 193” rappresenta un simbolo forte e immediatamente riconoscibile: non un semplice arredo urbano, ma un segno visibile e quotidiano che richiama l’attenzione su un problema spesso sommerso.

I simboli, infatti, hanno un valore fondamentale nei percorsi educativi: rendono tangibili concetti complessi, parlano un linguaggio diretto e accessibile soprattutto ai più giovani e contribuiscono a creare memoria collettiva. La panchina gialla diventa così un punto di riferimento, un luogo che invita alla riflessione, al dialogo e alla responsabilità condivisa. È un presidio silenzioso ma potente, capace di rompere il muro dell’indifferenza e stimolare una presa di coscienza concreta.

L’inaugurazione, avvenuta ieri, ha visto la partecipazione del dirigente scolastico Vincenzo Martorano, dei docenti dell’istituto, degli alunni, del Commissariato di P.S. con Raffaele Fiantanese e dell’assessora all’istruzione Mariella Lorusso, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale. Un’iniziativa che si inserisce in un più ampio quadro istituzionale, con il coinvolgimento del Ministero dell’Interno, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e del Comune di Gravina.

A rafforzare ulteriormente l’impegno della scuola, all’interno del plesso è stata installata anche una cassetta per le segnalazioni: uno strumento semplice ma significativo, attraverso cui gli studenti potranno comunicare in modo riservato situazioni di disagio, comportamenti scorretti o episodi offensivi, favorendo così l’intervento tempestivo degli adulti.

Le fotografie realizzate da Carlo Centonze documentano un momento importante per la comunità scolastica, testimoniando non solo un evento, ma l’avanzamento di un percorso educativo che mette al centro il rispetto, l’ascolto e la tutela dei più giovani.

IL MIULLI PER LA '"GIORNATA NAZIONALE PER LA DONAZIONE E IL TRAPIANTO DI ORGANI E TESSUTI"

In occasione della Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, in programma domenica 19 aprilel’Ospedale “F. Miulli” rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura della donazione e nella gestione di un processo clinico altamente complesso che consente di trasformare un gesto di generosità in una concreta possibilità di vita per molti pazienti.
Il Miulli si distingue per l’attività di identificazione, gestione e prelievo di organi e tessuti da pazienti in morte encefalica, destinati poi al trapianto in centri autorizzati. Un percorso che nasce all’interno del reparto di Rianimazione, diretto dal professor Salvatore Maurizio Maggiore, e che trova il suo fulcro operativo nel “Team Donazioni Miulli”, coordinato dal dott. Ovidio Nicola Miccolis e dalla dott.ssa Laura Liddi, dal dott. Michele Magnifico, dal dott. Teodoro Martello, dalla dott.ssa Fabrizia Massaro, dal dott. Donato Soranno e dalla dott.ssa Ester Spada.
L’evento donativo rappresenta un vero e proprio stress test organizzativo per l’intero ospedale, coinvolgendo in modo sinergico numerose unità operative: Medicina di Laboratorio, Cardiologia, Radiologia, Pneumologia, Ecografia, Anatomia Patologica, Sala Operatoria, Direzione Medica, Medicina Legale, Neurologia, Oculistica e Dermatologia. Una macchina complessa che lavora senza interruzioni per garantire sicurezza, appropriatezza e tempestività in ogni fase del processo.

I risultati confermano la solidità di questo modello. Nel 2025 sono state effettuate 5 donazioni (2 grazie al consenso espresso in vita al momento del rinnovo della carta d’identità e 3 attraverso il consenso dei familiari aventi diritto), che hanno consentito il prelievo di 24 organi: 10 reni (tutti trapiantati in regione), 4 cuori (2 in regione e 2 fuori regione), 5 fegati (4 a Bari e 1 fuori regione) e 2 coppie di cornee, destinate alla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.
Anche il 2026 si apre con segnali incoraggianti, con due ulteriori donazioni già effettuate: una di fegato e cornee e una multipla comprendente fegato (destinato a due riceventi pediatrici), cuore e reni. Un trend che si inserisce in un quadro regionale di crescita della medicina trapiantologica, dove permane tuttavia una criticità legata al numero delle opposizioni alla donazione.
“Il principio resta semplice e imprescindibile: senza donatori non ci possono essere trapianti. Per questo – sottolinea il dott. Miccolis – è fondamentale diffondere informazione e consapevolezza, affinché ogni cittadino possa esprimere in vita la propria volontà”.

La dichiarazione di volontà può essere effettuata in diversi modi: presso il Comune al momento del rinnovo della carta d’identità elettronica, attraverso gli uffici ASL, con l’iscrizione all’AIDO o tramite un atto olografo.
Il sistema trapiantologico italiano rappresenta una rete altamente specializzata che opera 24 ore su 24, coordinata dal Centro Nazionale Trapianti, per garantire un’equa assegnazione degli organi ai pazienti in lista d’attesa. Allo stesso modo, la donazione di cellule staminali emopoietiche – fondamentali per il trattamento di patologie come le leucemie – è gestita attraverso il Registro nazionale IBMDR, in collegamento con i registri internazionali.
La donazione avviene sempre e solo dopo l’accertamento di morte, secondo criteri rigorosi e normati, e nel pieno rispetto della persona. Parallelamente, per quanto riguarda le donazioni da vivente, come nel caso del midollo osseo, il rischio per il donatore è minimo e attentamente monitorato.
In questa giornata simbolica, l’Ospedale Miulli ribadisce il proprio impegno clinico e culturale: sostenere la rete trapiantologica e promuovere una scelta consapevole che può salvare vite. Perché ogni donazione rappresenta una possibilità concreta di restituire futuro.

BPPB: presentazione del libro “Le grandi ipocrisie sul clima” di Roger Abravanel

La Banca Popolare di Puglia e Basilicata, insieme ad ARCA Fondi SGR, ha promosso e organizzato presso il Circolo della Vela di Bari la presentazione del libro “Le grandi ipocrisie sul clima” di Roger Abravanel, registrando un’ampia e qualificata partecipazione di pubblico.

L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di confronto sui temi della sostenibilità, della transizione energetica e della coerenza delle politiche climatiche a livello globale.

Protagonista dell’incontro è stato Roger Abravanel, autore del volume e manager e saggista di fama internazionale, che ha illustrato i contenuti del libro soffermandosi sulle principali contraddizioni delle politiche climatiche globali.

Nel corso dell’evento, Abravanel ha dialogato con Umberto Fratino, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, sui temi della transizione energetica e della sostenibilità. L’incontro è stato moderato da Simone Bini Smaghi, Vicedirettore Generale di ARCA Fondi SGR. Dal confronto sono emerse riflessioni approfondite sulle principali criticità delle politiche ambientali internazionali e sulla necessità di un approccio pragmatico, fondato su innovazione, responsabilità e coerenza tra obiettivi dichiarati e azioni concrete.

«Come banca del territorio, riteniamo fondamentale favorire occasioni di confronto su temi complessi e decisivi per il futuro - ha dichiarato Leonardo Patroni Griffi, Presidente BPPB. Il dialogo tra competenze diverse rappresenta un elemento essenziale per contribuire a una visione più consapevole e concreta delle sfide legate al cambiamento climatico».

«Affrontare il tema della sostenibilità richiede oggi un approccio serio e non superficiale, capace di tenere insieme dimensione ambientale, solidità economica e responsabilità sociale. Il dibattito sulla transizione energetica e sulla coerenza delle politiche climatiche è essenziale per orientare decisioni consapevoli e realmente efficaci. Come Arca Fondi SGR riteniamo che i principi ESG debbano tradursi in scelte concrete e verificabili, evitando scorciatoie e semplificazioni. Per questo siamo convinti del valore di iniziative che favoriscono un confronto qualificato e contribuiscono a una visione più pragmatica e responsabile del futuro.», ha dichiarato Simone Bini Smaghi Vice Direttore Generale di Arca Fondi SGR

Gravina, le miniature di Loglisci incantano: un patrimonio da valorizzare per il turismo

Riprodurre monumenti in miniatura non è soltanto un esercizio di abilità artigianale, ma un autentico viaggio nella memoria storica di un territorio. È questo il caso del maestro artigiano Massimo Loglisci, che da oltre quindici anni porta avanti con passione un progetto unico: raccontare, attraverso dettagliate riproduzioni in scala, l’identità architettonica e culturale di Gravina e dei centri limitrofi.

Tutto ebbe inizio con il castello federiciano di Gravina, realizzato in scala 1:100, prima opera di una collezione che nel tempo si è arricchita fino a comprendere numerosi monumenti, alcuni dei quali simbolo anche della vicina Altamura. Un lavoro meticoloso, capace di coniugare precisione tecnica e sensibilità artistica, trasformando ogni modellino in una testimonianza viva della storia locale.

L’ultima creazione, la chiesa di San Francesco di Gravina con annesso convento, rappresenta un ulteriore salto di qualità. Esposta al pubblico fino allo scorso novembre, l’opera è stata poi affidata all’Istituto Tecnico Tecnologico “Bachelet” di Gravina in Puglia, indirizzo Elettronica e Automazione. Qui, grazie alla collaborazione tra studenti e docenti, è stata arricchita da un sofisticato impianto di illuminazione, capace di esaltarne i dettagli e restituire un effetto scenografico di grande impatto.

Conclusi gli interventi, sabato mattina l’opera sarà ufficialmente riconsegnata all’artista alla presenza del dirigente scolastico, del personale e degli alunni. Attesa anche la partecipazione del sindaco e della giunta comunale, un segnale significativo in vista della 732ª Fiera di San Giorgio, appuntamento di rilievo che da anni ospita le creazioni di Loglisci, attirando visitatori anche da fuori città.

Proprio in questa prospettiva si inserisce una riflessione sempre più urgente: la collezione del maestro rappresenta un potenziale attrattore turistico di grande valore. L’auspicio, condiviso anche da questa redazione, è che l’Amministrazione Comunale individui uno spazio adeguato per una esposizione permanente. Gravina potrebbe così offrire ai visitatori una vera e propria “chicca”, capace di arricchire l’offerta culturale e turistica, valorizzando al contempo il talento e la dedizione di un artigiano che ha fatto della memoria storica una forma d’arte.