Cultura ed Eventi
Quando la Solidarietà Unisce: a Polignano “Far Bene Fa Bene” diventa un gesto di speranza
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27 Dic 2025
- Pubblicato Sabato, 27 Dicembre 2025 05:49
- Scritto da Vincenzo Varvara
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“Far Bene Fa Bene” non è stato solo uno slogan, ma il filo conduttore di una serata nata dall’amicizia e trasformata in un concreto atto di solidarietà. A Polignano a Mare, nella suggestiva cornice di Lama Monachile, nei giorni scorsi si è svolta una cena speciale che ha saputo coniugare convivialità e impegno sociale, con un unico obiettivo: offrire nuove opportunità ai bambini più fragili, soprattutto nel periodo del Santo Natale, quando l’attenzione e la sensibilità verso chi è in difficoltà diventano ancora più forti.
L’evento, ospitato nella rinomata struttura gestita dai gravinesi Nicola Palermo e Roberto D’Introno – ideatore dell’iniziativa – ha trasformato un semplice scambio di auguri in un appuntamento di valore, capace di sostenere due importanti realtà del territorio: BIMBINTIN Onlus e SUPEREROI APS, entrambe impegnate quotidianamente nella tutela dei bambini, autentico futuro della nostra società.
BIMBINTIN Onlus ha recentemente inaugurato una foresteria presso l’ospedale “Di Venere”, uno spazio pensato per offrire alle mamme dei piccoli pazienti un momento di supporto, riposo e sollievo mentale. Un aiuto prezioso che consente loro di affrontare con maggiore serenità e sicurezza il delicato percorso di cura dei propri figli. SUPEREROI APS, guidata dal gravinese Beppe Rubini, opera invece su più fronti: dalla lotta al bullismo e al cyberbullismo, al sostegno dei bambini ricoverati nei reparti oncologici e neuropsichiatrici.
All’appello solidale hanno risposto con entusiasmo l’Amministrazione Comunale di Polignano a Mare, il Console onorario dei Paesi Bassi e numerosi imprenditori del territorio, rendendo possibile la piena riuscita del progetto e confermando quanto la sinergia tra istituzioni, associazioni e mondo produttivo possa generare risultati concreti.
Visibilmente soddisfatto a fine serata, Roberto D’Introno ha espresso l’auspicio che l’iniziativa possa diventare un appuntamento fisso, capace di crescere nel tempo e di coinvolgere sempre più persone. Non è la prima volta che D’Introno, spesso definito il “gigante buono”, si distingue per gesti di generosità: indimenticabili i pasti preparati e distribuiti durante il periodo più difficile della pandemia da Covid-19, a sostegno delle persone in maggiore difficoltà.
Una serata, dunque, che ha dimostrato come la solidarietà, quando nasce dal cuore e dall’impegno condiviso, possa davvero fare bene a chi la riceve e a chi la pratica. Perché, ancora una volta, far bene fa bene.
6EN50RIALEXPERIENCE: la memoria si riaccende, il cinema rinasce
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26 Dic 2025
- Pubblicato Venerdì, 26 Dicembre 2025 08:05
- Scritto da LA REDAZIONE
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Prende il via 6EN50RIALEXPERIENCE, un nuovo format culturale che punta alla valorizzazione del patrimonio territoriale attraverso esperienze immersive capaci di riattivare emozioni sopite e ricordi collettivi. Al centro del progetto ci sono luoghi che hanno perso la loro funzione originaria, ma che conservano un forte valore simbolico e identitario: spazi pronti a vivere una seconda vita grazie a un dialogo tra passato e contemporaneità.
La prima tappa è in programma il 27 dicembre 2025 e sceglie come scenario un vecchio cinema cittadino, chiuso da anni, che per una notte riaprirà eccezionalmente le sue porte. Un luogo carico di memoria che verrà trasformato in uno spazio contemporaneo, dove un dj set esperienziale farà da filo conduttore a un percorso sensoriale pensato per un pubblico adulto e consapevole.
Musica, luci e allestimenti si ispireranno all’estetica del cinema anni ’90, rielaborata in chiave attuale, dando vita a un ambiente immersivo capace di coinvolgere vista, udito e gusto. Una selezione musicale ricercata, un light design avvolgente e una proposta di drink tematici contribuiranno a costruire un’esperienza totale, in cui ogni dettaglio è studiato per stimolare i sensi e favorire la connessione emotiva con lo spazio.
L’obiettivo di 6EN50RIALEXPERIENCE è quello di rigenerare un luogo simbolo della comunità, trasformandolo in un punto d’incontro tra memoria collettiva e nuove forme di aggregazione culturale. Un progetto che si sviluppa nel pieno rispetto della storia del Sidion e del contesto urbano che lo ospita, riaffermando il valore della cultura come strumento di riattivazione sociale e territoriale.
Aiutare i fratelli più bisognosi: una vita spesa al servizio degli altri
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22 Dic 2025
- Pubblicato Lunedì, 22 Dicembre 2025 05:47
- Scritto da Vincenzo Varvara
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«Fare tante cose nella vita è il risultato della formazione ricevuta da piccoli». Con queste parole la dottoressa Giustina Angellotti ha aperto il suo intervento in occasione della presentazione di un libro che racconta cinquant’anni di vita al servizio di una comunità parrocchiale.
In quegli ambienti sono cresciute intere generazioni, tra cui la stessa dott.ssa Angellotti, che proprio lì ha maturato la scelta di mettere la propria professionalità al servizio dei più fragili. Una scelta concreta, che l’ha portata in Africa, in particolare in Benin, dove ha vissuto un periodo dedicandosi all’assistenza sanitaria.
In quel Paese, come in molte realtà africane, le cure mediche sono a pagamento e non tutti possono permettersele. Da questa drammatica necessità è nata, nel 2000, l’Associazione “Konou Konou Africa”, composta prevalentemente da medici chirurghi volontari, impegnati ad aiutare popolazioni povere e scarsamente assistite dal punto di vista sanitario.
L’Associazione non si limita all’esecuzione di interventi chirurgici, ma lavora anche per formare il personale sanitario locale, fornire materiale medico e realizzare nuove infrastrutture, come sale operatorie, operando soprattutto in ospedali religiosi. Grazie a questo impegno, molti cittadini possono curarsi con costi minimi o gratuitamente.
Durante l’estate scorsa, alla dott.ssa Angellotti è stata rivolta la proposta di partire per offrire la sua competenza di chirurgo. La risposta è stata immediata e convinta: dire sì perché c’è bisogno di dare, consapevole che, in cambio, avrebbe ricevuto molto. Un’esperienza intensa che le ha permesso di comprendere come ciò che per noi è superfluo, per altri rappresenti l’indispensabile.
Numerosi i progetti sostenuti dall’Associazione, anche di carattere sociale, consultabili sul sito www.sorridikonouafrica.com
Tra questi, la dottoressa ha ricordato l’iniziativa dell’“intervento sospeso”, ispirata al tradizionale caffè sospeso: un gesto di solidarietà che permette di donare affinché anche chi non può abbia accesso alle cure.
Come recita una delle locandine dell’Associazione:
«Ogni intervento è un piccolo gesto di amore e solidarietà, un ponte gettato tra mondi così lontani eppure così vicini, una speranza di vita migliore».
È possibile sostenere Konou Konou Africa destinando il 5x1000 (codice fiscale 95180600637) nella Dichiarazione dei Redditi, oppure effettuando un bonifico bancario:
IBAN: IT17H0306909606100000073774
BIC: BCITITMM – Banca Intesa.
Non lasciamo che l’appello della dottoressa cada nel vuoto. Chi desidera ulteriori informazioni o chiarimenti potrà contattarla e ricevere tutte le delucidazioni necessarie. Perché aiutare chi ha bisogno significa costruire speranza.
Sulla terra PACE
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24 Dic 2025
- Pubblicato Mercoledì, 24 Dicembre 2025 15:32
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Luca (Lc 2,1-14)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Commento:
A Natale non celebriamo un ricordo, ma una profezia. Quella notte il senso delle cose ha preso un’altra direzione: Dio verso l’uomo, dal cielo verso il basso, da una città verso una grotta, dal tempio a un campo di pastori. La storia ricomincia dai margini e dalla piccolezza.
Mentre le legioni di Roma mantengono la pace con la spada, nel meccanismo oliato della grande storia cade un granellino di sabbia, solo un bambino, ma sufficiente a mutare la direzione del tempo, e che porta la nuova capitale del mondo a Betlemme.
C’erano là alcuni pastori. Erano già là, come in attesa di qualcosa, vegliando su ogni rumore nella notte. Una nuvola di ali, di canto e di parole li avvolge.
Unica presenza, un gruppo di pastori odorosi di lana, di latte e di silenzio. Un tutt’uno con gli angeli?
Lì Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia… nella greppia degli animali, che Maria nel suo bisogno legge come una culla. La stalla e la mangiatoia sono un ‘no’ alla fame di potere, un ‘no’ al “così vanno le cose”, è poco ma è anche tutto ciò che serve alla giovane coppia.
Natale è il più grande atto di fede di Dio, che affida il figlio ad una ragazza inesperta che si prende cura del neonato, lo nutre di latte, di carezze e di sogni. Lo fa vivere con il suo sorriso, e allo stesso modo, Dio vivrà sulla terra solo se noi ci prenderemo cura di lui ogni giorno, come una madre.
Il suono della pace: quando il dialogo diventa futuro
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21 Dic 2025
- Pubblicato Domenica, 21 Dicembre 2025 06:47
- Scritto da LA REDAZIONE
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Giovedì 18 dicembre l’Istituto Comprensivo San G. Bosco–Benedetto XIII di Poggiorsini, guidato dalla dirigente scolastica Antonia Masserio, ha vissuto una serata intensa e carica di significato, trasformando la scuola in un luogo di incontro, ascolto e condivisione. Un vero momento di “festa”, in cui il valore del dialogo è stato posto al centro come strumento fondamentale per costruire la pace e comprendere visioni e culture diverse.
Protagonisti dell’incontro sono stati i bambini della Scuola Primaria e i ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado, in particolare gli alunni delle classi quinte e delle classi prime, che hanno dialogato con i rappresentanti delle diverse confessioni religiose. Un confronto autentico e rispettoso, capace di offrire riflessioni profonde sui valori della pace, del rispetto reciproco e della convivenza civile.
Il dialogo, inteso come apertura all’altro e come relazione “Io–Tu”, richiama il metodo socratico: uno strumento educativo potente che permette di scoprire nuove conoscenze, creare connessioni profonde e superare divisioni e pregiudizi. In un mondo spesso segnato da conflitti e incomprensioni, i giovani hanno dimostrato che ascoltare è il primo passo per costruire ponti, non muri.
«L’umanità ha bisogno di pace», ha ricordato la dirigente Masserio, sottolineando come l’educazione al dialogo e al rispetto sia una missione quotidiana dell’Istituto. Un messaggio chiaro e forte, affidato alle nuove generazioni: la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità concreta che nasce dai gesti di ogni giorno.
A rendere ancora più intensa la serata è stata la musica, linguaggio universale capace di unire oltre ogni differenza. Il coro stabile dell’Istituto, diretto dalla Maestra Carla Capolongo, ha accompagnato l’incontro con canti carichi di emozione e speranza, amplificando il messaggio affidato ai giovani: credere nel dialogo, scegliere il rispetto, diventare costruttori di pace.
Un’esperienza che resterà nel cuore degli studenti e che lancia un messaggio forte: il futuro appartiene a chi sa ascoltare, comprendere e dialogare. E la pace, come una musica condivisa, può nascere proprio dai banchi di scuola.
Gravina, un set a cielo aperto: successo per il tour tra cinema e centro storico
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22 Dic 2025
- Pubblicato Lunedì, 22 Dicembre 2025 06:54
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Scoprire Gravina attraverso il suo centro storico, fatto di vicoli suggestivi che si aprono su piccole piazze panoramiche affacciate sulla gravina e sulle chiese rupestri, è stato possibile nel fine settimana grazie al tour gratuito promosso dai giovani volontari operativi presso la chiesa del Purgatorio, in collaborazione con l’Infopoint cittadino.
Il tour sarà riproposto il 3 e 4 gennaio 2026.
L’iniziativa, svoltasi sabato e domenica, ha registrato una partecipazione significativa, con adesioni giunte anche da città lontane, a conferma del forte richiamo esercitato dal patrimonio storico e paesaggistico locale. Un fascino che, negli anni, ha conquistato anche registi e attori di fama internazionale, attratti dai numerosi scorci naturali e architettonici della città, divenuti scenario ideale per importanti produzioni cinematografiche.
Il tour rappresenta solo una parte di un progetto ben più ampio, elaborato dai volontari e presentato alle Amministrazioni comunali in carica nel 2019 e nel 2022, senza tuttavia ottenere riscontri concreti. L’idea, intitolata “La settimana del cinema”, mirava a valorizzare Gravina come location cinematografica attraverso la promozione dei numerosi film girati in città a partire dal 1967.
Il progetto prevedeva la proiezione delle pellicole, l’allestimento di un red carpet, l’esposizione di gigantografie raffiguranti le scene più iconiche e la creazione di itinerari tematici, sul modello di quanto avviene con successo in altre realtà italiane ed europee. Un’iniziativa che avrebbe potuto trasformare il centro storico in un percorso narrativo e turistico, animando balconi, strade e piazze con installazioni e idee creative finalizzate alla promozione del territorio.
In occasione delle festività natalizie, l’attuale Amministrazione comunale ha consentito di dare attuazione a una piccola parte del progetto. Tuttavia, se l’obiettivo è realmente quello di favorire lo sviluppo turistico della città, appare indispensabile un’apertura più strutturata verso quei soggetti che da anni operano sul territorio con competenza e passione, offrendo servizi e opportunità di valorizzazione non solo ai turisti, ma all’intera comunità.
"Non temere di prendere con te Maria”
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21 Dic 2025
- Pubblicato Domenica, 21 Dicembre 2025 05:43
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Commento:
Il racconto della nascita di Gesù analizza le profonde differenze tra il matrimonio ebraico antico e le concezioni moderne. Sottolinea come l’evangelista presenti il Cristo come una nuova creazione, evidenziando l’uso simbolico dello Spirito Santo e la rottura definitiva con le tradizioni genealogiche paterne.
Attraverso l’analisi terminologica, viene spiegato il dramma di Giuseppe, descritto come un uomo giusto che sceglie la misericordia divina rispetto al rigore della legge. Il testo mette in risalto il nome Emmanuele, ovvero “Dio con noi”, definendolo il tema centrale che trasforma il rapporto tra l’umanità e il sacro. Infine, la riflessione invita i fedeli ad accogliere la presenza divina per rivolgersi con rinnovato spirito verso il prossimo.

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