Cultura ed Eventi
“Torna a Casa – Il corpo che scompare”: la coraggiosa testimonianza di Angela Angellotti contro l’anoressia
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07 Giu 2026
- Pubblicato Domenica, 07 Giugno 2026 07:53
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Un incontro intenso, autentico e carico di emozioni quello che ha accompagnato la presentazione del libro “Torna a Casa – Il corpo che scompare” di Angela Angellotti, un’opera che nasce dalla volontà di raccontare dall’interno il difficile percorso di chi convive con l’anoressia nervosa.
Più che una semplice presentazione, la serata si è trasformata in una preziosa testimonianza. Angela Angellotti ha scelto di condividere con il pubblico esperienze, solitudine, paure e fragilità che segnano profondamente la vita di chi si ammala di un disturbo alimentare. Un racconto sincero che ha permesso di comprendere il complesso mondo interiore di chi fatica ad accettare il proprio corpo e affronta quotidianamente una battaglia spesso invisibile agli occhi degli altri.
Il libro rappresenta l’ultima tappa di un progetto più ampio, iniziato con una mostra fotografica curata da Lorenzo Ciaccia. Gli scatti in bianco e nero, scelti proprio per evitare elementi di distrazione, invitavano il visitatore a concentrarsi sul messaggio essenziale dell’esposizione. La presenza di una maschera simboleggiava invece una verità importante: l’anoressia può colpire chiunque, senza distinzioni.
Particolarmente toccanti sono stati gli interventi dell’autrice, che ha ripercorso il proprio passato, raccontando con coraggio il percorso che l’ha condotta a confrontarsi con una malattia capace di mettere a rischio la vita stessa. L’anoressia nervosa, infatti, si manifesta attraverso un quadro complesso di pensieri, emozioni e comportamenti che possono portare a una drastica restrizione alimentare e a una significativa perdita di peso, ma che coinvolgono soprattutto la sfera psicologica e relazionale della persona.
Tra i temi affrontati, Angela ha posto l’attenzione anche sul peso dei giudizi e degli stereotipi sociali legati all’aspetto fisico, sottolineando quanto determinati atteggiamenti possano risultare dolorosi e controproducenti per chi sta vivendo una condizione di sofferenza.
«Per fortuna – ha raccontato – ho incontrato due professioniste con le quali si è instaurato un rapporto di fiducia e di amicizia: la psicoterapeuta Viggiano e la biologa nutrizionista Gramegna. Con loro ho intrapreso un percorso che mi ha aiutata ad aprirmi e ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza».
A guidare l’incontro è stata Raffaella Iannetti, che con sensibilità e competenza ha saputo accompagnare il dialogo, ponendo domande puntuali non solo all’autrice ma anche alle professioniste coinvolte nel percorso terapeutico.
Momenti di particolare emozione sono stati offerti dalle letture di Serena Loglisci, che ha interpretato alcuni brani del libro, e dalle poesie recitate da Maria Delvecchio, capaci di arricchire ulteriormente una serata già intensa dal punto di vista umano.
Un evento ben organizzato, reso possibile anche grazie alla collaborazione dell’Associazione “Sezioneaurea” di Gravina, da sempre impegnata nella promozione di iniziative dedicate alle tematiche sociali e alla sensibilizzazione su questioni di grande rilevanza per la comunità.
Le telecamere di RAI1 raccontano le meraviglie della Murgia: il nostro territorio protagonista ad “A Sua Immagine”
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07 Giu 2026
- Pubblicato Domenica, 07 Giugno 2026 04:53
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Ancora una volta il nostro territorio è stato protagonista sulle reti nazionali, offrendo a milioni di telespettatori uno straordinario viaggio tra fede, tradizioni, paesaggi e cultura. Nella puntata di ieri della nota trasmissione di RAI1 “A Sua Immagine”, andata in onda in occasione della celebrazione del Corpus Domini, il tema centrale è stato il pane, simbolo universale di condivisione, spiritualità e identità culturale.
Per raccontare la storia e il valore del celebre Pane di Altamura, la troupe televisiva ha scelto di partire proprio dalle nostre terre, valorizzando alcuni degli scorci più suggestivi e rappresentativi dell’Alta Murgia. Le immagini si sono aperte con il maestoso Ponte Acquedotto di Gravina e con lo spettacolare canyon della gravina, uno scenario naturale unico nel suo genere che continua a sorprendere visitatori e operatori del settore per la sua bellezza e imponenza.
Un’occasione preziosa di promozione per l’intero territorio, mostrato in tutta la sua autenticità attraverso riprese suggestive e racconti capaci di esaltarne il patrimonio ambientale, storico e paesaggistico. Le telecamere hanno poi seguito un percorso in bicicletta verso Altamura, attraversando gli splendidi paesaggi della Murgia e offrendo immagini che hanno saputo trasmettere il fascino di una terra ricca di storia e tradizioni.
Giunti ad Altamura, il racconto si è concentrato sulle eccellenze architettoniche della città. Particolare attenzione è stata dedicata alla magnifica Cattedrale federiciana, il cui elegante prospetto è stato illustrato dal conduttore della trasmissione. Il bassorilievo che raffigura l’Ultima Cena di Gesù è stato presentato come un simbolo profondamente legato al significato del pane, elemento centrale della celebrazione del Corpus Domini. Proprio osservando la tipica forma del Pane di Altamura, il conduttore ha sottolineato come essa richiami idealmente un dono da offrire, un gesto di condivisione che racchiude valori umani e spirituali universali.
La presenza di una produzione televisiva nazionale rappresenta un importante riconoscimento per le nostre comunità e per il patrimonio che custodiscono. Ogni servizio, ogni immagine e ogni racconto contribuiscono a far conoscere in tutta Italia le straordinarie ricchezze della Murgia, promuovendo un territorio che merita di essere scoperto, visitato e vissuto.
Per questo motivo dobbiamo essere orgogliosi delle nostre radici, consapevoli del valore delle nostre bellezze naturali, storiche e culturali, ma soprattutto impegnati a tutelarle e valorizzarle. Solo attraverso la cura e il rispetto del territorio sarà possibile consegnare alle future generazioni un patrimonio che continua a emozionare e a rappresentare un autentico motivo di identità e appartenenza.
Ambiente e futuro del territorio: il dibattito c’è, ma i cittadini restano alla finestra
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06 Giu 2026
- Pubblicato Sabato, 06 Giugno 2026 05:12
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, Gravina ha ospitato un confronto pubblico dal titolo “Qual è il futuro del nostro territorio?”, promosso dagli attivisti del Movimento 5 Stelle locale. Un appuntamento dedicato a temi strategici per il presente e il futuro della Murgia, che ha acceso i riflettori su questioni di grande rilevanza nazionale e locale, dalla transizione ecologica al deposito nazionale delle scorie radioattive.
Argomenti che da anni interessano il territorio murgiano e che oggi appaiono sempre più nelle mani del governo centrale, chiamato a compiere scelte decisive con margini di partecipazione dei cittadini percepiti come sempre più limitati.
Per questo gli organizzatori hanno voluto coinvolgere relatori ed esperti impegnati sui diversi fronti, con l’obiettivo di informare la comunità sulle possibili conseguenze delle decisioni in discussione. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al ritorno del nucleare nel dibattito politico nazionale. Nonostante due referendum popolari abbiano espresso in passato un netto rifiuto delle centrali nucleari, la Camera dei Deputati ha recentemente approvato il disegno di legge sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, che definisce il quadro normativo per lo sviluppo del settore e che ora attende il passaggio al Senato.
Al centro del confronto anche la delicata questione del deposito delle scorie radioattive. Una vicenda che continua a generare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto in relazione ai criteri adottati da Sogin nell’individuazione dei siti ritenuti idonei. Tra le criticità evidenziate, la scarsa considerazione degli aspetti ambientali e delle peculiarità dei territori coinvolti, come l’area murgiana, caratterizzata dalla presenza di un geoparco riconosciuto e da un patrimonio agroalimentare che rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo economico locale.
Da questi temi si è sviluppata una riflessione più ampia sul modello di crescita del territorio, sulle opportunità di creare lavoro qualificato, sul fenomeno della fuga dei giovani e sul ruolo che i Comuni possono ancora esercitare nell’orientare scelte che incidono direttamente sulle comunità locali.
La complessità e l’importanza delle questioni affrontate rendono evidente la necessità di ulteriori momenti di approfondimento e confronto pubblico. Ma il messaggio emerso con forza dal dibattito riguarda soprattutto la partecipazione: decisioni di tale portata non possono essere considerate materia esclusiva delle istituzioni o degli addetti ai lavori. Richiedono attenzione, consapevolezza e coinvolgimento da parte dei cittadini.
Proprio su questo aspetto, tuttavia, resta una riflessione aperta. Se da un lato gli argomenti trattati toccano da vicino il futuro del territorio, dall’altro la partecipazione registrata all’incontro ha lasciato emergere il rischio di un crescente disinteresse della base. Un segnale che merita attenzione, perché le grandi scelte ambientali, economiche e sociali difficilmente possono essere delegate senza un reale e diffuso protagonismo della comunità.
CORPUS DOMINI 2026
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07 Giu 2026
- Pubblicato Domenica, 07 Giugno 2026 04:47
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Commento:
Bere e mangiare sono necessità primarie, non possiamo rinunciarvi e ignorarne l'importanza! Le attività umane sono tutte incentrate sui bisogni primari, da questi si sviluppano ed irradiano tutte le altre attività umane, semplici o complesse che siano, perché senza nutrimento la vita non può semplicemente esistere! Su questo penso siamo tutti d'accordo, anche se come uomini siamo sempre pronti a mettere in discussione ogni cosa, anche la più evidente. Mangiare, bere, riposare, riprodursi, sopravvivere insomma, è il mandato che Dio dà al creato e alle creature, mandato per la vita, perché il nostro Dio è il Dio della vita e vuole che tutti vivano.
Ma fra la volontà per la vita di Dio e la libertà degli uomini si è inserita la morte! Il peccato ha messo distanza fra Dio e gli uomini e ha consegnato gli uomini e tutto il creato alla morte, la corruzione della vita è la diretta conseguenza della distanza che gli uomini hanno voluto mettere con Dio, e una volta corrotta la vita solo Dio poteva aprire la porta della speranza che la vita tornasse a vincere... e gli uomini a sperare, e con gli uomini tutto il creato.
La porta che Dio apre agli uomini è Gesù, il Cristo, cioè colui che è mandato a riconciliare gli uomini a Dio, e con la riconciliazione si realizza l'opera della redenzione, della restituzione della vita come è da sempre nel pensiero Dio, e gli uomini lo sanno, perché nessun uomo o donna ha potuto mai sopire il grido della vita che porta in sé e accettare l'ineluttabilità della morte come realtà definitiva. Le basi dell'opera di riconciliazione e redenzione Gesù le mette proprio facendo leva sui bisogni primari, nel linguaggio universale dei bisogni per la vita, ma il concetto di vita deve tornare al progetto di Dio, in Gesù non basta più il mangiare ed il bere per sopravvivere al mondo, nutrirsi deve portare alla vita stessa di Dio, la vita eterna! A Dio non bastava riconciliare gli uomini a se, doveva anche nutrirli, e nutrire i riconciliati vuol dire farli vivere per la vita eterna, la vita che dona Gesù, soddisfare cioè il loro bisogno primario di vita eterna. Il cibo che ha dato Gesù non poteva che essere la sua stessa carne ed il suo stesso sangue, carne e sangue fatti di eternità e resurrezione, carne e sangue che contengono il germe della vita stessa. La realtà Trinitaria che abbiamo festeggiato domenica scorsa, agisce in maniera misteriosa ma reale nel pane e nel vino che consacriamo durante la Messa, stravolgendo la fisica ed il concetto che questo mondo insegna su come le cose possono diventare altre cose cambiando forma. In Gesù il cibo può diventare un'altra cosa senza cambiare forma, il pane ed il vino dopo la consacrazione non cambiano la loro forma ma il loro essere. Qualcuno di fronte all'Eucarestia rimane scettico e dubbioso, ma non dovrebbe dimenticarsi che un opera d'arte, ad esempio un quadro, in fondo sono solo colori e materia messi insieme in un certo modo, ma l'uomo può comprendere cosa quell'opera rappresenta e significa, ecco, l'opera di Dio non solo significa e rappresenta ma è realmente quello che Dio fa!
Una buona domenica a tutti, benedizioni per tutti!
Progetto didattico “Esploratori di Gravina”: gli alunni alla scoperta della legalità e del rispetto per l’ambiente
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05 Giu 2026
- Pubblicato Venerdì, 05 Giugno 2026 08:24
- Scritto da LA REDAZIONE
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Insegnare ai bambini il valore del rispetto per l’ambiente e della legalità con un linguaggio semplice e profondamente coinvolgente.
Questo lo scopo del progetto didattico“Esploratori di Gravina: alla scoperta della legalità e del rispetto per l’ambiente”, che vede gli istituti del territorio coinvolti in un un percorso educativo ispirato alle tematiche del volume “Gravina e il mondo di sotto”, la favola di Dario Vassallo illustrata da Caterina Delli Carri e dedicata ai giovanissimi di Gravina. L’iniziativa si inserisce in un ampio calendario di attività programmate per il prossimo anno scolastico, con l'obiettivo di accompagnare gli studenti alla scoperta della ricchezza storica e naturalistica del nostro sottosuolo.
Il punto di partenza è l’opera di Dario Vassallo, fratello del "Sindaco Pescatore" di Pollica ucciso in un attentato mafioso. Attraverso il racconto, i ragazzi verranno immersi in un’atmosfera fantasy e avvincente, capace di narrare aspetti significativi della storia gravinese con un linguaggio semplice e profondamente coinvolgente: nel cuore di Gravina, la protagonista Sofia intraprende un viaggio straordinario: un’avventura che la porterà a scoprire non solo le meraviglie che la circondano, ma anche quel legame invisibile e prezioso che unisce la memoria del passato al potenziale del futuro.
La missione è quella di trasmettere ai bambini il valore l’amore per l’ecosistema locale ed una coscienza civica basata sulla legalità utilizzando una narrativa accattivante, vicina alla sensibilità dei più piccoli. Un impegno cruciale per gli adulti che significa "seminare bene" per il futuro della nostra comunità. Il laboratorio non è solo un momento di ascolto, ma un percorso attivo volto ad incentivare l'amore per la lettura, trasformando il libro in uno strumento di riflessione partecipata e condivisa, stimolare il pensiero creativo, sviluppando le capacità espressive e narrative dei bambini attraverso il gioco e l'immaginazione, educare alla cittadinanza attiva, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e la responsabilità verso il bene comune.
Le attività si svolgono nella cornice storica del convento di Santa Sofia, un luogo simbolo che permetterà ai bambini di immergersi totalmente nell'atmosfera del racconto. I destinatari sono le classi terze della scuola primaria, per un durata di un modulo intensivo di 1 ora e 30 minuti per singola classe. Ad ogni alunno partecipante viene consegnata in omaggio una copia del libro di Dario Vassallo, per permettere di proseguire la riflessione anche a casa e in famiglia. Dopo le classi del plesso “Savio-Fiore”, toccherà a quelle della scuola “Don Saverio Valerio” e della “Scacchi-Nardone”.
Dichiarazione del consigliere delegato Ignazio Lovero: “Le grandi visioni hanno bisogno di tempo, costanza e, soprattutto, di radici forti. Oggi guardiamo al progetto "Esploratori di Gravina" – una delle iniziative del dossier di Gravina Capitale della Cultura che stiamo realizzando – con l'orgoglio di chi vede un cerchio che sta per chiudersi e una promessa che si avvia a diventare realtà.
Esprimo la più profonda soddisfazione per un percorso ambizioso iniziato anni fa, che ha ispirato anche la toccante favola di Dario Vassallo, capace di toccare le corde giuste per ricordarci il valore della nostra terra. Quel cammino, nato con l'obiettivo di istituire il Parco Naturale della Gravina di Gravina, vede oggi i suoi veri protagonisti nei bambini delle nostre scuole, proprio come recita il gran finale di questo bellissimo racconto di magia.
Sono loro il futuro: con la loro curiosità e il loro entusiasmo pulito, hanno vissuto il progetto non come semplici spettatori, ma come veri e propri custodi.
Queste giornate non rappresentano un punto di arrivo, ma il momento in cui interriamo un seme prezioso. Grazie alla loro partecipazione, abbiamo piantato oggi le basi per un albero migliore domani: una comunità più consapevole, un ambiente protetto e una terra che sa finalmente valorizzare le proprie meraviglie. Il Parco sarà la loro casa, e loro saranno i guardiani di questa straordinaria bellezza”.
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06 Giu 2026
- Pubblicato Sabato, 06 Giugno 2026 05:47
- Scritto da LA REDAZIONE
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I giovani di Gravina in Puglia presentano la loro visione di città sostenibile. Dopo mesi di lavoro tra Photovoice e Hackathon, gli studenti sono pronti a svelare le loro proposte concrete per il territorio.
Lunedì 8 Giugno 2026 dalle 9:00 alle 11:30 presso Officine NEXT (Hortus), Gravina incontro finale per spiegare le determinazioni a cui si è giunti al termine di un percorso che ha visto impegnati tanti giovani.
Giornata mondiale dell’ambiente: un impegno globale per il futuro del pianeta
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05 Giu 2026
- Pubblicato Venerdì, 05 Giugno 2026 05:59
- Scritto da LA REDAZIONE
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Il 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente (World Environment Day), la più importante ricorrenza promossa dalle Nazioni Unite per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sulla tutela del pianeta. Un appuntamento che ogni anno richiama l’attenzione su alcune delle più urgenti sfide ambientali del nostro tempo, dall’inquinamento da plastica alla perdita di biodiversità, dalla siccità ai cambiamenti climatici, fino al ripristino degli ecosistemi degradati.
La scelta della data non è casuale. Il 5 giugno 1972 si aprì a Stoccolma, in Svezia, la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente umano, un evento storico che segnò una svolta nella consapevolezza internazionale dei problemi ambientali. Per la prima volta, i Paesi del mondo si confrontarono su questioni che superavano i confini nazionali e che richiedevano risposte condivise. Da quell’incontro nacque anche il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), tuttora punto di riferimento nelle politiche ambientali globali.
A oltre cinquant’anni da quella conferenza, il messaggio della Giornata mondiale dell’ambiente è più attuale che mai. L’edizione 2026 pone infatti l’accento sulla necessità di ripensare i modelli economici e sociali che contribuiscono alla crisi ambientale, promuovendo uno sviluppo più sostenibile e una relazione più equilibrata tra attività umane e natura.
La tutela dell’ambiente non riguarda soltanto la conservazione del paesaggio o delle risorse naturali. Un ambiente sano è una condizione essenziale per la salute, il benessere e la qualità della vita delle persone. Aria pulita, acqua sicura, suoli fertili e città più vivibili rappresentano elementi fondamentali per garantire un futuro sostenibile alle comunità di tutto il mondo. La crescente frequenza di eventi climatici estremi, l’inquinamento e il degrado degli ecosistemi dimostrano quanto la salute del pianeta sia strettamente legata a quella dell’umanità.
Un ruolo centrale in questo percorso spetta alle nuove generazioni. In molte scuole, il 5 giugno diventa un’occasione per organizzare laboratori, attività educative, escursioni nella natura e progetti dedicati alla sostenibilità. Iniziative che aiutano bambini e ragazzi a comprendere l’importanza delle proprie azioni quotidiane e a sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale.
Educare al rispetto dell’ambiente fin dall’infanzia significa formare cittadini responsabili, capaci di compiere scelte informate e di contribuire attivamente alla costruzione di una società più sostenibile. La Giornata mondiale dell’ambiente ricorda infatti che la salvaguardia del pianeta non è soltanto una responsabilità delle istituzioni, ma un impegno collettivo che coinvolge ciascuno di noi, nelle piccole e grandi decisioni di ogni giorno.
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni ambientali, il 5 giugno rappresenta dunque non solo un momento di riflessione, ma anche un invito all’azione. Perché proteggere l’ambiente significa proteggere il nostro futuro.
Negli ultimi anni i movimenti giovanili per il clima hanno dato grande visibilità a questi temi, dimostrando quanto le nuove generazioni siano attente al futuro del pianeta.

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