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Cronaca

La Banca Popolare di Puglia e Basilicata ottiene la certificazione ISO 45001

La Banca Popolare di Puglia e Basilicata ha conseguito la certificazione ISO 45001 per il proprio Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL), attestando formalmente la conformità a uno standard internazionale che valorizza l’adozione di un modello organizzativo strutturato, orientato alla prevenzione dei rischi e al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. Tale risultato rappresenta l’esito di un percorso consolidato, avviato internamente sin dal 2024.

Il riconoscimento é avvenuto da parte di Bureau Veritas Italia, uno dei principali Organismi di certificazione indipendenti e accreditati a livello internazionale a valle di una serie di verifiche condotte presso le strutture della Direzione Generale ed un campione rappresentativo di filiali della rete commerciale.

La certificazione ISO 45001 ha un impatto rilevante sotto il profilo della dimensione sociale incardinata nella normativa ESG e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: costituisce un elemento essenziale della responsabilità sociale d’impresa e contribuisce al rafforzamento del benessere organizzativo, della motivazione del personale e della reputazione aziendale. In tal senso, la ISO 45001 rappresenta non soltanto uno standard tecnico, ma anche un presidio organizzativo idoneo a rafforzare l’efficacia del Modello 231.

Per Gianfranco Andrisano, Business Developer di Bureau Veritas: "La certificazione ISO 45001 della Banca Popolare di Puglia e Basilicata rappresenta il riconoscimento concreto di un impegno strutturato verso la prevenzione dei rischi e il benessere dei propri collaboratori. Con i nostri audit abbiamo verificato un percorso consolidato, fondato su prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo, che rafforza il presidio sulla conformità normativa e testimonia una visione capace di coniugare attenzione al capitale umano e responsabilità verso il territorio."

“La certificazione ISO 45001 conferma l’attenzione della Banca verso la tutela delle persone e la qualità dell’ambiente di lavoro” – prosegue Rosa Calderazzi, Presidente del Comitato ESG della BPPB. “È un risultato che rafforza il nostro impegno per una crescita sostenibile e responsabile, fondata sul benessere dei collaboratori e sul miglioramento continuo dei processi organizzativi”.

Nel complesso, il conseguimento della certificazione ISO 45001 attesta la volontà della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di coniugare solidità economica, tutela del capitale umano e responsabilità verso il territorio e gli stakeholders. Il sistema adottato, fondato su prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo, costituisce un investimento strategico di lungo periodo e un elemento qualificante del percorso di sostenibilità intrapreso dall’Istituto. 

Gravina e il paradosso dei servizi: capitale della cultura senza bagni pubblici?

Gravina guarda con ambizione al traguardo di Capitale Italiana della Cultura 2028, un riconoscimento prestigioso che potrebbe proiettarla definitivamente nel circuito nazionale e internazionale del turismo culturale. Eppure, mentre la città coltiva questa aspirazione, emerge con sempre maggiore evidenza una criticità concreta e quotidiana: la carenza di bagni pubblici funzionanti.

Tra i casi più segnalati vi è quello dei servizi igienici situati nella pineta comunale, da tempo chiusi e quindi inutilizzabili. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni e lagnanze da parte dei frequentatori dell’area verde, cittadini e visitatori che si trovano privati di un servizio essenziale in uno dei luoghi di aggregazione più frequentati della città.

La questione si intreccia con la gestione del Parco Robinson. È infatti in corso la procedura di gara per l’affidamento della gestione del parco, all’interno della quale dovrebbe rientrare anche la pulizia dei bagni pubblici presenti nella pineta. Tale servizio, infatti, è stato deliberatamente stralciato dall’appalto relativo alla pulizia degli immobili comunali proprio per essere ricompreso nella futura gestione del parco.

Nel frattempo, tuttavia, la situazione richiede una soluzione immediata. Per questo motivo, nella seduta del 10 marzo, la Giunta Comunale ha approvato un atto di indirizzo rivolto al Dirigente responsabile del Servizio Politiche Sociali affinché provveda ad affidare il servizio di pulizia dei bagni pubblici tramite convenzionamento con una cooperativa sociale di tipo “B”, secondo quanto previsto dall’articolo 1 della Legge quadro n. 381/1991.

Si tratta di una scelta che unisce la necessità di garantire un servizio alla collettività con un obiettivo sociale più ampio. Le cooperative di tipo “B”, infatti, rappresentano uno strumento concreto per favorire l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie svantaggiate, promuovendo percorsi di inclusione sociale fondati sul lavoro e sulla partecipazione attiva, piuttosto che su interventi meramente assistenziali.

Resta tuttavia evidente che il tema dei bagni pubblici rappresenta da tempo uno dei punti più deboli dell’organizzazione dei servizi urbani a Gravina. Lo storico albergo diurno è chiuso da mesi per lavori di ristrutturazione e, ad oggi, non vi sono informazioni chiare sulla futura accessibilità per le persone con difficoltà di deambulazione. Non va meglio per il bagno pubblico di piazza Pellicciari, la cui apertura è limitata a fasce orarie ristrette, con inevitabili disagi per residenti e turisti.

Una città che ambisce a rafforzare la propria attrattività turistica e culturale non può permettersi di trascurare servizi essenziali come questi. I bagni pubblici, spesso considerati un dettaglio marginale, rappresentano in realtà un indicatore concreto della qualità dell’accoglienza urbana.

Se Gravina vuole davvero presentarsi come candidata credibile a Capitale Italiana della Cultura 2028, accanto ai grandi progetti e alle strategie di promozione culturale dovrà necessariamente garantire anche ciò che rende una città realmente fruibile: servizi efficienti, accessibili e dignitosi per tutti.

Perché l’immagine di una città si costruisce anche – e soprattutto – nei dettagli della vita quotidiana.

Dodici anni senza giustizia: il caso Pierino Capone ancora davanti alla Corte d’Assise d’Appello

Oggi ricorre, per la comunità gravinese, un anniversario doloroso: dodici anni fa Pierino Capone veniva ucciso con colpi di arma da fuoco mentre si trovava di spalle.

A distanza di tanto tempo, la giustizia non ha ancora scritto la parola fine su quella vicenda. È infatti ancora in corso il processo penale che vede come unico imputato Gaetano Scalese.

Lo scorso 2 marzo si è tenuta l’ultima udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello. Anche in questa occasione si è trattato di un’udienza interlocutoria, al termine della quale sono state fissate altre due date: il 25 maggio e il 22 giugno, che si auspica possa essere quella conclusiva.

Questa mattina l’avv. Sergio Casareale, difensore del Capone unitamente all’avv. Gianni Colonna, ha fatto pervenire a questa redazione una nota che pubblichiamo: “In merito all’articolo apparso qualche giorno fa su questa testata, per amore di verità e a 12 anni esatti dalla tragica scomparsa di Pierino Capone, la difesa della parte civile nel processo, intende precisare e rendere noto a tutti coloro che ne seguono le sorti, che gli approfondimenti istruttori disposti dalla corte di assise di appello di Bari, pur in un procedimento definito col rito abbreviato (e, dunque, almeno secondo il codice di rito, sulla base degli atti esistenti ed accettati dall’imputato!), non ha dato quegli esiti rappresentati   nel predetto articolo. Invero, la perizia antropomorfica sui pixel delle immagini offerte dalla video camera di sorveglianza della casa privata di via Casale, e’ stata esclusa, proprio perché pixel e non e’ stato comunque escluso che ciò che si intravvede in esse, riproduca la figura dell’imputato Scalese. Anche le conclusioni del perito  relative alla compatibilità della vettura in uso quella sera all’imputato con quelle risultanti dalle immagini di altre vetture, dello stesso tipo, immortalate da altre telecamere di via Casale e via Ragni, non escludono affatto che l’auto Fiat Punto sia quella utilizzata per commettere l’omicidio. Infine, anche la perizia sulla mancanza di polveri di sparo nella macchina dello Scalese, a distanza però di 5 giorni dall’omicidio (il sequestro, infatti avvenne solo il 15 marzo 2014)  e su cui la difesa aveva molto confidato per affermare la estraneità dell’imputato, non ha affatto dato gli esiti sperati, riconoscendo il Consulente che 5 giorni erano tanti e che anche un semplice lavaggio con un panno umido delle parti della vettura entrate potenzialmente a contatto con le mani dello sparlatore, nei giorni precedenti il sequestro,  poteva essere sufficiente a cancellare le loro tracce in via definitiva.  Il che ha portato il perito a non escludere che quella dello Scalese sia stata l’auto utilizzata la sera del crimine efferato. 

Insomma, per concludere, si ritiene che le due sentenze di condanna pronunciate finora da ben due corti d’assise, nei confronti di Scalese Gaetano, ritenuto l’unico colpevole del fatto omicidiario, non siano fondate sul nulla e che ad inchiodare lo Scalese, oltre al movente solido, ci siano numerosissime circostanze oggettivamente non sconfessabili e tali risultate anche dopo gli ultimi approfondimenti tecnici”.   

“L’inclusione come responsabilità civile: ‘Comunità Pro.V.I.’”

Insistere sull’inclusione non è soltanto una scelta politica o amministrativa: è prima di tutto una responsabilità civile. In una società che vuole dirsi davvero equa, nessuno può essere lasciato indietro, soprattutto quando si tratta di persone con disabilità, troppo spesso costrette a confrontarsi con barriere non solo fisiche, ma anche sociali e culturali. Per questo è fondamentale continuare a promuovere e applicare norme e strumenti concreti che favoriscano l’autonomia, la partecipazione e la piena cittadinanza di tutte e tutti.

In questa direzione si muove il nuovo Avviso pubblico “Comunità Pro.V.I. – Autonomia, socialità, sport”, una misura pensata per sostenere progetti dedicati alle persone con disabilità e rafforzare percorsi di vita indipendente. L’obiettivo è chiaro: offrire opportunità reali per costruire autonomia, favorire relazioni sociali e garantire una presenza attiva nella comunità, riconoscendo il diritto di ogni persona a progettare il proprio futuro.

Tra le azioni previste, la Linea A sostiene progetti rivolti a persone con disabilità non derivanti da patologie strettamente connesse all’invecchiamento, situazioni che non compromettono totalmente la capacità di autodeterminazione. Si tratta di interventi pensati per accompagnare percorsi di vita autonoma, promuovendo l’indipendenza e la partecipazione sociale.

Particolarmente significativa è anche la Linea C, dedicata al sostegno alla genitorialità. L’intervento è rivolto a giovani donne con disabilità impegnate nella cura dei propri figli e punta a supportarle nel loro ruolo di madri, affinché possano esercitare la funzione genitoriale in piena autonomia e sicurezza. Un segnale importante che riconosce e tutela il diritto alla genitorialità, spesso ancora ostacolato da pregiudizi e mancanza di strumenti adeguati.

La misura è destinata a persone con disabilità grave di età compresa tra i 16 e i 66 anni, con ISEE fino a 50.000 euro (65.000 euro se minori) e residenti in Puglia da almeno un anno.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online a partire dalle ore 12:00 del 24 marzo 2026 fino alle ore 12:00 del 24 giugno 2026.

Il contributo massimo previsto è di 15.000 euro per un periodo di 12 mesi, con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro stanziati dal bilancio regionale.

Un investimento concreto che dimostra come l’inclusione non sia uno slogan, ma un percorso fatto di politiche pubbliche, risorse e opportunità. Perché costruire comunità davvero inclusive significa riconoscere valore, dignità e diritti a ogni persona.

Maggiori informazioni: https://shorturl.at/5QfrS

La 3D sulla nave della solidarietà

La classe 3D della scuola secondaria di primo grado “Benedetto XIII” di Gravina in Puglia ha vissuto il 7 marzo 2026 un’esperienza formativa speciale salendo a bordo della nave Life Support dell’organizzazione EMERGENCY, attraccata nel porto di Taranto dopo il salvataggio di 14 persone in mare. La visita rappresenta un riconoscimento importante, arrivato dopo la vittoria del premio nazionale “Teresa Sarti Strada” con il progetto audio-video “The Resistance” realizzato dagli alunni della classe.

Durante l’incontro gli studenti hanno potuto parlare in inglese con l’equipaggio internazionale e conoscere da vicino come funziona una missione di soccorso, visitando il ponte di comando, l’infermeria e la sala motori della nave.

Un momento particolarmente educativo è stato il “gioco dei passaporti”, che ha aiutato i ragazzi a riflettere sulle disuguaglianze nella libertà di movimento tra i diversi Paesi del mondo e sull’importanza dei diritti umani.

La scuola partecipa inoltre alla campagna R1PUD1A di EMERGENCY, ispirata all’articolo 11 della Costituzione italiana, per promuovere i valori della pace e della solidarietà. L’esperienza ha lasciato agli studenti una forte consapevolezza dell’importanza dell’impegno civile e della collaborazione per costruire un futuro più giusto.

“STRUTTURA 2025”: I TERMINI DI SCADENZA PER LE CONCESSIONI CIMITERIALI

Si rende noto che tutti i richiedenti che al momento risultano irreperibili, disinteressati o che, in ogni caso, non abbiano ancora sottoscritto il contratto di concessione cimiteriale riguardante i loculi e le cellette-ossario del macro-lotto di manufatti funebri denominato “Struttura 2025”, sono formalmente invitati a contattare senza ritardo l’Ufficio dei Servizi Cimiteriali, aperto al pubblico nei giorni di martedì e giovedì nelle fasce orarie 09:00-12:00, 15:30-17:30, o all’indirizzo e-mail  servizi.cimiteriali@comune.gravina.ba.it.
Il termine entro cui dovranno essere stipulati i contratti di concessione cimiteriale – salvo cause esclusivamente imputabili al Comune di Gravina in Puglia – è fissato al 31/03/2026.
Qui il link all'avviso pubblicato sull'Albo Pretorio del Comune di Gravina in Puglia https://trasparenza.parsec326.it/repo/docs/E155/2000/3948910_ATT_000068248_47872.pdf

Dalla Murgia all’Europa: i giovani talenti della Meccatronica di Gravina conquistano la robotica internazionale

Da diversi anni gli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico dell’IISS Bachelet-Galilei di Gravina, indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia, trasformano passione, studio e creatività in risultati concreti, dimostrando come la scuola possa diventare un laboratorio di innovazione capace di guardare al futuro.

Guidati dal team dei docenti, i ragazzi progettano, programmano e realizzano robot sempre più sofisticati, in grado di affrontare e risolvere le sfide tecnologiche previste dalle competizioni internazionali di robotica educativa. Un percorso fatto di studio, sperimentazione e lavoro di squadra che negli anni ha portato il nome di Gravina ben oltre i confini del territorio.

I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nel 2024 il team dell’istituto ha partecipato al Campionato Italiano FIRST Tech Challenge di Piacenza, conquistando il primo posto assoluto. In quell’occasione gli studenti hanno ricevuto anche l’Innovate Award, prestigioso riconoscimento assegnato ai progetti più innovativi. Un successo che ha attirato l’attenzione nazionale: il team è stato infatti selezionato dal Presidente di Confindustria durante la 79ª Assemblea Nazionale, opportunità che ha aperto ai ragazzi le porte della FIRST Global Challenge di Atene, una delle competizioni più importanti al mondo nel campo della robotica studentesca.

E il cammino non si è fermato. L’ultimo traguardo è arrivato proprio ieri: il team “To Get There” ha ottenuto la qualificazione alle finali europee della FIRST Tech Challenge 2026, che si terranno a Eindhoven, nei Paesi Bassi. Un risultato impreziosito dal premio della giuria, ulteriore riconoscimento per l’eccellenza tecnica e progettuale dimostrata dagli studenti.

Cuore pulsante di questa straordinaria esperienza è la professoressa Cassandra Petrone, anima e guida del team. Con dedizione, competenza e passione accompagna gli studenti lungo tutte le fasi del percorso: dall’idea iniziale alla progettazione, dalla costruzione del robot fino alla competizione. Il suo lavoro ha contribuito negli anni a far crescere all’interno dell’ITT Meccatronica di Gravina una vera cultura dell’innovazione.

Ma il valore di questo progetto va ben oltre le competizioni. L’istituto rappresenta oggi un punto di riferimento formativo per il territorio della Murgia: grazie a laboratori tecnologici avanzati e ambienti didattici Industry 4.0, gli studenti acquisiscono competenze concrete e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.