Sab05162026

Last updateSab, 16 Mag 2026 5am

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

 

Back Sei qui: Home Cronaca

Cronaca

Inclusione e innovazione: contributi a fondo perduto per le imprese

La Regione Puglia sostiene l’adeguamento dei luoghi di lavoro e il telelavoro per persone con disabilità. Un’opportunità concreta anche per le aziende di Gravina.

È ufficialmente attivo l’Avviso Pubblico della Regione Puglia che mette a disposizione contributi a fondo perduto destinati ai datori di lavoro pubblici e privati per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Un’iniziativa che rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche un investimento in responsabilità sociale, innovazione organizzativa e sviluppo sostenibile del territorio.

L’invito è chiaro: le aziende gravinesi sono chiamate a cogliere questa opportunità per rendere i propri ambienti di lavoro più accessibili, moderni e inclusivi.

Il bando prevede contributi per:

  • Adeguamento del posto di lavoro in azienda

  • Rimozione delle barriere architettoniche presenti negli ambienti aziendali

  • Sviluppo di soluzioni di telelavoro, favorendo strumenti e tecnologie inclusive

Gli interventi sono rivolti a lavoratori con disabilità con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, già assunti a tempo indeterminato al momento della presentazione della domanda.

Si tratta di misure che consentono alle imprese di migliorare concretamente le condizioni operative dei propri dipendenti, rafforzando allo stesso tempo la propria immagine come realtà attente all’inclusione e alla sostenibilità sociale.

Un’occasione per il tessuto produttivo gravinese

Il tessuto imprenditoriale di Gravina – dalle realtà artigianali alle aziende manifatturiere, dalle imprese di servizi fino agli enti pubblici – può trovare in questo Avviso uno strumento strategico.

Investire nell’accessibilità significa:

  • valorizzare le competenze interne

  • migliorare il clima aziendale

  • adeguarsi agli standard moderni di inclusione

  • rafforzare la competitività

Le imprese che sapranno intercettare questi fondi potranno non solo ridurre i costi degli interventi strutturali e tecnologici, ma anche contribuire a costruire una comunità lavorativa più equa e inclusiva.

La procedura è interamente telematica attraverso il portale ufficiale Sistema Puglia.

L’iter prevede:

  1. Registrazione preliminare dell’azienda/Ente richiedente secondo la procedura pubblicata sul portale.

  2. Validazione dei dati da parte dell’ufficio competente (con eventuali richieste di integrazione o rettifica).

  3. Solo dopo la validazione, sarà possibile inoltrare la domanda di contributo.

Le domande potranno essere presentate dal giorno successivo alla validazione e fino alle ore 12.00 del 30 aprile 2026, esclusivamente online, utilizzando la modulistica disponibile sul portale.

La richiesta dovrà essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante dell’azienda o dell’Ente, pena l’esclusione.

L’Avviso non è soltanto un bando, ma un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra impresa e comunità.

Le aziende gravinesi sono chiamate a informarsi tempestivamente, valutare i propri fabbisogni strutturali e tecnologici e avviare per tempo la procedura di registrazione, così da non perdere una misura che può trasformarsi in valore economico e sociale.

 

L’inclusione non è solo un dovere normativo: è una scelta di crescita.

Piogge abbondanti, la Puglia torna a sperare: invasi in crescita e crisi idrica meno pressante per il 2026

Le piogge insistenti che stanno interessando la Puglia in queste settimane aprono uno spiraglio di ottimismo dopo stagioni segnate dall’emergenza idrica. I dati più recenti parlano chiaro: negli invasi della regione si registrano complessivamente circa 200 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una riserva significativa che garantisce, almeno per ora, una buona disponibilità per gli usi civili.

Il livello delle principali dighe che riforniscono il territorio pugliese è in netta crescita,  un’inversione di tendenza che arriva dopo mesi in cui il tema della siccità aveva alimentato forti preoccupazioni tra cittadini, agricoltori e amministratori locali.

Le precipitazioni continue hanno consentito un progressivo riempimento dei bacini, con effetti immediati sulla sicurezza dell’approvvigionamento idrico domestico. Una condizione che, se consolidata nei prossimi mesi, potrebbe consentire di affrontare il 2026 con maggiore serenità almeno sul fronte civile.

A rendersi conto direttamente della situazione sono stati gli assessori regionali Piemontese, delegato alle Risorse idriche, e Paolicelli, con delega all’Agricoltura, che hanno effettuato sopralluoghi presso gli impianti per verificare lo stato degli invasi e delle infrastrutture.

Dalle verifiche è emerso un quadro incoraggiante: le riserve stanno crescendo in maniera significativa, un dato che offre respiro non solo alle famiglie ma anche al comparto produttivo, tradizionalmente tra i più esposti agli effetti della scarsità d’acqua.

Soddisfatto anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, che sottolinea l’importanza del momento: «Per fortuna gli invasi in questi giorni si stanno riempiendo e almeno per il 2026 la crisi idrica potrebbe allentare la morsa, almeno per gli usi civili».

Un’affermazione che, pur mantenendo la cautela necessaria in un contesto climatico sempre più imprevedibile, restituisce fiducia a un territorio che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con razionamenti e piani straordinari di gestione delle risorse.

Resta alta l’attenzione della Regione sulla necessità di programmare interventi strutturali per la gestione sostenibile dell’acqua. Le piogge rappresentano una boccata d’ossigeno, ma la sfida della resilienza idrica richiede investimenti in infrastrutture, manutenzione delle reti e politiche di risparmio.

Per ora, però, la Puglia può guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia: i numeri parlano di invasi più pieni e di un’emergenza che, almeno sul fronte degli usi civili, sembra destinata ad attenuarsi.

Protezione Civile Regione Puglia: ALLERTA METEO per il giorno 17 febbraio 2026

 

La Protezione civile della Regione Puglia ha emesso un messaggio di allerta, di colore arancione, con validità nel giorno 17 febbraio 2026 con la previsione: "Venti da forti a burrasca nord-occidentali. Mareggiate lungo le coste esposte".

Al verificarsi dei rischi, è sconsigliato percorrere i sottovia Madonna della Grazia, Giudici Falcone & Borsellino e Francesco Stefanelli.

Il Servizio Protezione Civile di Gravina in Puglia monitorerà l'evolversi della situazione meteo, invitando la popolazione a consultare le sottoelencate norme comportamentali per l’evento previsto:

·        evita le zone esposte, guadagnando una posizione riparata rispetto al possibile distacco di oggetti esposti o sospesi e alla conseguente caduta di oggetti anche di piccole dimensioni e relativamente leggeri, come un vaso o una tegola;

·        evita con particolare attenzione le aree verdi e le strade alberate. L’infortunio più frequente associato alle raffiche di vento riguarda proprio la rottura di rami, anche di grandi dimensioni, che possono sia colpire direttamente la popolazione che cadere ed occupare pericolosamente le strade, creando un serio rischio anche per motociclisti ed automobilisti;

·        se ti trovi alla guida di un’automobile o di un motoveicolo presta particolare attenzione perchè le raffiche tendono a far sbandare il veicolo, e rendono quindi indispensabile moderare la velocità o fare una sosta;

·        presta particolare attenzione nei tratti stradali esposti, come quelli all’uscita dalle gallerie e nei viadotti; i mezzi più soggetti al pericolo sono i furgoni, mezzi telonati e caravan, che espongono alle raffiche una grande superficie e possono essere letteralmente spostati dal vento, anche quando l’intensità non raggiunge punte molte elevate;

·        sistema e fissa opportunamente tutti gli oggetti che nella tua abitazione o luogo di lavoro si trovino nelle aree aperte esposte agli effetti del vento e rischiano di essere trasportati dalle raffiche (vasi ed altri oggetti su davanzali o balconi, antenne o coperture/rivestimenti di tetti sistemati in modo precario, ecc.). Sistema e fissa opportunamente tutti gli oggetti che nella tua abitazione o luogo di lavoro si trovino nelle aree aperte esposte agli effetti del vento e rischiano di essere trasportati dalle raffiche (vasi ed altri oggetti su davanzali o balconi, antenne o coperture/rivestimenti di tetti sistemati in modo precario, ecc.).

In generale, sono particolarmente a rischio tutte le strutture mobili, specie quelle che prevedono la presenza di teli o tendoni, come impalcature, gazebo, strutture espositive o commerciali temporanee all’aperto, delle quali devono essere testate la tenuta e le assicurazioni. In generale, sono particolarmente a rischio tutte le strutture mobili, specie quelle che prevedono la presenza di teli o tendoni, come impalcature, gazebo, strutture espositive o commerciali temporanee all’aperto, delle quali devono essere testate la tenuta e le assicurazioni.

 

Il Comandante la P.L.

Comm. Sup. Simone Dott. LAMURAGLIA    

Possibile ordigno bellico nel sottosuolo del belvedere tra Calata Grotte San Michele e Calata San Giovanni Battista: previste operazioni di bonifica

Rinvenimento di un possibile ordigno bellico nel sottosuolo dello spiazzo–belvedere delimitato dalle vie Calata Grotte San Michele e Calata San Giovanni Battista.

La segnalazione, pervenuta nell’ambito delle consuete attività di monitoraggio e sicurezza del territorio, ha attivato immediatamente le procedure previste in questi casi, con il coinvolgimento delle autorità competenti e degli artificieri incaricati delle operazioni di verifica e bonifica.

L’intervento, programmato nei prossimi giorni, sarà condotto secondo rigorosi protocolli di sicurezza. In via precauzionale, al fine di garantire la tutela della pubblica incolumità, è stato disposto il temporaneo sgombero delle abitazioni e delle attività situate nelle immediate vicinanze dell’area interessata, limitatamente al tempo necessario allo svolgimento delle operazioni tecniche.

Contestualmente, sarà sospesa la circolazione stradale nelle strade adiacenti al punto di rinvenimento. La limitazione non riguarderà i mezzi impegnati nelle operazioni di bonifica né i veicoli di emergenza e soccorso, che potranno accedere all’area secondo le necessità operative.

L’efficacia dei provvedimenti decorre da oggi 18 febbraio e resterà in vigore fino al completamento delle attività di messa in sicurezza e allontanamento del presunto ordigno. L’esito delle operazioni sarà tempestivamente comunicato alla cittadinanza attraverso i canali istituzionali.

Le autorità invitano i residenti e i titolari delle attività interessate a collaborare con senso di responsabilità, sottolineando che si tratta di misure adottate esclusivamente a scopo preventivo, in linea con le procedure standard previste in situazioni analoghe.

Liste d’attesa, la settimana della svolta: oltre 10mila contatti per anticipare visite ed esami

Inizia oggi un’altra settimana cruciale nella battaglia contro le liste d’attesa. Prosegue infatti l’attuazione delle misure previste dal piano regionale per l’abbattimento dei tempi di attesa, con un lavoro serrato che punta a restituire ai cittadini un accesso più rapido ed equo alle cure.

I primi segnali, emersi a margine della riunione del gruppo di monitoraggio convocata in Regione, raccontano di un sistema in movimento. L’incontro è servito ad analizzare le tecniche di valutazione dei risultati maturati nei primi 12 giorni di applicazione del piano, con l’obiettivo di affinare gli strumenti e rendere ancora più efficace l’azione intrapresa.

I numeri dei primi quattro giorni della scorsa settimana sono indicativi dello sforzo messo in campo: 10.325 persone sono state contattate per anticipare visite ed esami già prenotati. Un’operazione capillare, che dimostra la volontà di intervenire concretamente sui tempi di attesa. Di queste, il 30% — pari a 3.053 cittadini — ha tuttavia rifiutato l’anticipo per motivi diversi, un dato che sarà attentamente monitorato anche nelle prossime settimane per comprenderne le cause e migliorare ulteriormente l’organizzazione.

Parallelamente, si sta lavorando con particolare attenzione sulle prestazioni classificate come Urgenti (U) e Brevi (B). Nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle richieste con questi codici di priorità, un trend che ha reso necessario avviare verifiche sull’appropriatezza delle prescrizioni. L’obiettivo è duplice: garantire una risposta tempestiva ai casi realmente urgenti e assicurare una distribuzione più equa delle risorse disponibili.

La strada è ancora impegnativa, ma il metodo adottato — basato su monitoraggio costante, analisi dei dati e confronto operativo — lascia intravedere una prospettiva di miglioramento concreto. La sfida delle liste d’attesa non si risolve in pochi giorni, ma il lavoro avviato segna un passo importante verso un sistema sanitario più efficiente e vicino alle esigenze delle persone.

Questa nuova settimana si apre dunque con un impegno rinnovato e con la consapevolezza che, attraverso organizzazione, trasparenza e collaborazione, è possibile trasformare i numeri in risposte e le attese in cure tempestive.

Amianto, ASL Bari unica in Puglia qualificata per il campionamento delle fibre aerodisperse

Nuovo importante risultato per la ASL Bari, che rafforza il proprio impegno nella prevenzione e nella tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro. L’azienda sanitaria è infatti l’unica in Puglia ad aver ottenuto la qualificazione per il campionamento delle fibre aerodisperse di amianto, come previsto dal decreto ministeriale del 14 maggio 1996.

Il riconoscimento è arrivato dopo l’ispezione con esito positivo effettuata nei giorni scorsi da ARPA Puglia – Dipartimento di Brindisi, struttura individuata dal Ministero della Salute come referente nazionale per il programma di qualificazione. Il percorso di verifica riguarda sia i laboratori che analizzano l’amianto sia le strutture autorizzate a effettuare il campionamento delle fibre presenti nell’aria, garantendo il rispetto di standard tecnici molto rigorosi.

Il risultato conferma il lavoro svolto dall’UOSVD Igiene Industriale, di cui è responsabile l’arch. Massimiliano Giuliano, e l’attenzione costante dell’azienda sanitaria e del Dipartimento di prevenzione verso un tema che continua a rappresentare un rischio per la salute pubblica, soprattutto in alcuni contesti industriali e ambientali.

«Questa qualificazione - sottolinea il Direttore generale Luigi Fruscio - ci consente di rafforzare le attività di monitoraggio e prevenzione dei rischi legati all’esposizione all’amianto, assicurando controlli sempre più accurati a tutela di lavoratori e cittadini. Le attività in materia di salute pubblica, soprattutto quando toccano aspetti così delicati, hanno un rilevante valore perché riguardano la vita della comunità e per questo è doveroso ringraziare il personale che, quotidianamente, se ne occupa e dà lustro all’azienda».

Al termine del Programma di qualificazione 2024-2025 sarà pubblicato l’elenco ufficiale dei soggetti autorizzati a effettuare i campionamenti, confermando il ruolo della ASL Bari come riferimento regionale nel campo della prevenzione ambientale e sanitaria.

TWO MEGLIO CHE ONE

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Un proverbio antico, ma mai così attuale. Da anni questa redazione denuncia, con puntualità e documentazione fotografica, lo stato di degrado che ciclicamente si consuma nei pressi dell’Emporio della Carità, proprio di fronte alla pineta comunale. E da anni, puntualmente, tutto resta uguale.

Cumuli di vestiti dismessi, sacchi abbandonati alla rinfusa, indumenti sparsi che il vento trascina lungo i marciapiedi come fossero coriandoli di una festa al contrario. Una scena indecorosa, che definire “incivile” è ormai riduttivo. Qui non si tratta di semplice maleducazione: siamo davanti a un gesto reiterato di totale disprezzo per il bene comune, per il decoro urbano, per l’immagine stessa della città.

Perché sì, l’immagine conta. Conta per i residenti che ogni giorno devono attraversare quell’area con un senso di amarezza e di rabbia. Conta per i passanti. Conta per i turisti che, giunti in città, si trovano davanti a uno spettacolo che nulla ha a che vedere con l’idea di accoglienza e cura del territorio che tanto si ama sbandierare nelle brochure istituzionali. Questo è un danno concreto, non solo estetico ma reputazionale.

Ma sarebbe troppo facile fermarsi alla condanna – sacrosanta – degli incivili. Il problema, infatti, non è solo chi abbandona. Il problema è anche chi, negli anni, ha amministrato senza mai mettere in campo una soluzione strutturale. Le diverse Amministrazioni Comunali che si sono succedute hanno assistito al ripetersi dello stesso copione: segnalazioni, rimozioni, qualche intervento tampone, poi di nuovo punto e a capo. Nessuno – e lo diciamo senza mezzi termini – ha avuto la volontà o la capacità di affrontare la questione in modo definitivo, nonostante suggerimenti e proposte non siano mancati.

La rimozione periodica dei rifiuti è diventata una prassi. Una toppa su una falla che continua ad allargarsi. Un costo che ricade sulla collettività, mentre i responsabili restano tranquillamente impuniti. Nessun controllo serio, nessuna sanzione esemplare, nessuna misura efficace di prevenzione.

E ora, come documentano le immagini, lo “schifo” – perché chiamarlo con un termine più elegante sarebbe ipocrisia – non solo persiste, ma raddoppia. Se prima il degrado si concentrava su via M. Lettieri, oggi si estende anche su via Suor Addolorata Terribile. Due fronti, due distese di abbandono. “Two meglio che one”, verrebbe da dire con amara ironia. Come se il degrado avesse deciso di moltiplicarsi per dimostrare, ancora una volta, l’inerzia di chi dovrebbe vigilare e intervenire.

La domanda è inevitabile: ora che i punti critici sono diventati due, qualcuno si deciderà finalmente ad agire in modo serio e risolutivo? O continueremo ad assistere alla solita, stanca routine di interventi tardivi e temporanei, pagati dai cittadini per ripulire i danni causati da pochi irresponsabili?

La città merita rispetto. I cittadini meritano risposte. E il tempo delle giustificazioni è finito da un pezzo.