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Cronaca

10 PRINCIPI PER RIFORMA FISCALE.

Per stroncare l'evasione fiscale serve un patto tra fisco e contribuenti che sia basato sull'equità fiscale, sulla correttezza tra le parti e sulla certezza del diritto. 

Sono stati presentati oggi i 10 principi cardine per conformare il fisco italiano agli standard europei e dare piena attuazione allo Statuto dei diritti del Contribuente. 

I 10 principi tributari sono stati elaborati sulla base di una accurata indagine effettuata confrontando le legislazioni tributarie dei principali paesi europei con quella nazionale.

Ecco i 10 principi cardine proposti per sottoscrivere un nuovo patto tra Fisco e Contribuenti:
1. Compensazione crediti/debiti tributari: dare immediata attuazione all'art. 8 dello Statuto del Contribuente per permettere ai contribuenti di estinguere l'obbligazione tributaria anche mediante compensazione dei crediti.
2. Sanzioni fiscali: Le sanzioni amministrative non devono superare la soglia del 15% dell'imposta evasa, come stabilito dalla Corte EDU.
3. Riscossione: Proporzionalità dell'uso dei mezzi espropriativi (ganasce fiscali, pignoramenti, ipoteche) e divieto di cumulo. 
4. Certezza dei diritti del contribuente: Le disposizioni delle norme contenute nello Statuto del Contribuente non devono essere mai derogate.
5. Interessi moratori: Gli interessi moratori non possono mai essere richiesti per inerzia dall'Amministrazione Finanziaria.
6. Esecuzione: Uniformare l'esecuzione tributaria a quella civile, consentendo al contribuente di avvalersi di tutte le norme previste dal codice di rito.
7. Rateizzazione dei pagamenti: Le rate devono adeguarsi sempre all'Isee del contribuente, senza limiti temporali.
8. Spese legali: Consentire la deducibilità in UNICO o 730 dei costi sostenuti per la difesa tributaria.
9. Penale: Maggiorare le sanzioni penali ai grandi evasori fiscali che esportano capitali all'estero.
10. Incentivi fiscali: Abolire qualsiasi incentivo fiscale alle imprese che non producono in Italia.

Per stroncare l'evasione fiscale serve un patto tra fisco e contribuenti che sia basato sull'equità fiscale, sulla correttezza tra le parti e sulla certezza del diritto.  

MIULLI: ARRIVA IL PARTO INDOLORE


L’Ente Ecclesiastico completa il percorso verso una totale umanizzazione del parto

Il Miulli, tra i primi centri nascita in Puglia con circa 1500 nati l’anno, completa il percorso verso una totale umanizzazione del parto dando l’opportunità alle future mamme di poter scegliere tra tutte le opzioni a loro disposizione.

A partire da questo mese, infatti, presso l’Ente Ecclesiastico tutte le future mamme potranno beneficiare della partoanalgesia o parto indolore.

 

La pratica della partoanalgesia rappresenta per l’Ospedale Miulli un tassello fondamentale nella assoluta e prioritaria vicinanza a tutte le donne in attesa. Sarà disponibile un ambulatorio dedicato alla partoanalgesia; una equipe specializzata di anestesisti effettuerà un colloquio ed una visita specialistica in modo da assicurare alla partoriente la totale sicurezza durante tutte le fasi del parto. Tale momento diventa così propedeutico all’ammissione alla pratica del parto indolore.

 

Il prof. Maurizio Guido, Direttore di Ostetricia-Ginecologia e il Dott. Antonio Lamanna, Direttore di Anestesia coordineranno il gruppo di medici preposti alla pratica del parto indolore.

“Il parto fisiologico – ha spiegato il prof. Guido - è il coronamento della particolare attenzione che il Miulli da sempre riserva alle future madri, garantendo loro tutto il ventaglio possibile di opportunità, dal parto in acqua al parto in posizione eretta o su sgabello a quello indolore. Tutto questo sarà garantito da un gruppo di professionisti provenienti da specifici percorsi formativi ed anche grazie al continuo scambio di esperienze che la convenzione in essere tra tra Miulli e Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma garantisce ormai da un anno”.

 

L’Ospedale organizzerà nei primi giorni di novembre un Open Day dedicato alle future madri; in tale occasione sarà possibile visitare le sale parto ed il reparto di Ostetricia ed interagire con i medici e soprattutto con lo staff di ostetriche da anni ormai altamente specializzate nella gestione dei diversi tipi di parto.

 

Acquaviva delle Fonti, 08 ottobre 2014

 

 

Lavoro: solo parole.


La disoccupazione ha raggiunto, purtroppo, percentuali da record e questo fenomeno interessa ancor più la nostra comunità locale.

Tempo fa abbiamo assistito ad azioni di proteste messe in atto da persone duramente colpite dalla mancanza di lavoro tant’è che fu istituita una commissione consiliare speciale perché tentasse di dare soluzioni, sia pure minime.

Circa sei mesi fa un’intesa tra il Comune e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata doveva far si che si dovesse poter accedere ad un’apertura di credito, con fondo di rotazione,  in modo da permettere a giovani imprenditori di poter iniziare un’attività lavorativa sulla base di un progetto che fosse ritenuto valido e duraturo.

Nei giorni della fiera di San Giorgio ci fu un convegno in cui sia il sindaco che il vice presidente della banca dichiaravano che mancavano pochi dettagli perché l’iniziativa diventasse concreta.

In pratica la banca avrebbe dovuto mettere a disposizione una somma intorno ai 50.000 euro a favore di persone che presentavano progetti che dovevano essere ritenuti validi da una commissione formata da parecchi enti.

La somma finanziabile sarebbe stata intorno ai 5.000 euro per progetto e il Comune avrebbe avuto il ruolo di garante fideiussorio dell’impresa; ciò avrebbe garantito che circa dieci imprese giovanili sarebbero potuto partire grazie al sostegno economico.

 

Bene, sono passati sei mesi ma di tutto quanto sopra non si è saputo più niente e quello che sarebbe potuto essere un fiore all’occhiello è scemato in modo miserabile, a meno che ci sbagliamo.  

Tasi: entro il 16 ottobre il pagamento della prima rata


Un raffronto conferma: Gravina tra i Comuni dove il tributo avrà minor impatto

L’assessore Nicola Lagreca: «Tutelata la prima casa, previste significative esenzioni»

Il 16 ottobre scadranno i termini per il pagamento dell’acconto del 50% del tributo sui servizi indivisibili.

Lo ricorda l’assessorato alle finanze, guidato da Nicola Lagreca, ribadendo la disponibilità degli uffici comunali, in particolare del Servizio Tributi, a fornire i chiarimenti e la collaborazione necessari ed opportuni. «Nell’ultimo triennio – sottolinea Lagreca – il nostro Comune ha ricevuto circa 5 milioni di euro in meno di trasferimenti statali. Eppure, abbiamo fatto il massimo perché il bilancio di previsione non pesasse ancor più sui cittadini, specie su quelli costretti a vivere in condizione di disagio economico e sociale, perseguendo tale volontà anche nel definire aliquote e modalità applicative di quei tributi, come la Tasi, di recente introdotti dal Parlamento e la cui riscossione è stata affidata ai Comuni, loro malgrado trasformati in esattori». Prosegue l’assessore: «Pure in quest’ottica, abbiamo fatto del nostro meglio per non gravare sui gravinesi, attraverso esenzioni e agevolazioni che puntano a tutelare la prima casa ed a sostenere le famiglie». Così l’aliquota Tasi è stata così fissata allo 0,2% (scende allo 0,1% sui fabbricati rurali ad uso strumentale), con distribuzione del carico per l’80% sul proprietario e per il restante 20% sull’effettivo possessore. Per le abitazioni principali e loro relative pertinenze è prevista una franchigia di 450 euro, che sale a 600 euro qualora il nucleo familiare sia composto da persone affette da disabilità con invalidità del 100%, dando vita ad un impianto che fa di Gravina uno dei Comuni in cui il nuovo tributo inciderà meno sui bilanci familiari. «Da una simulazione effettuata dai nostri tecnici attraverso l’esame delle delibere istitutive del tributo – rivela Lagreca – è emerso che, in raffronto a diversi centri del comprensorio, il nostro sarà quello dove si pagherà di meno». Ad esempio: per una casa con rendita catastale di 600 euro a Gravina «si pagheranno 50,40 euro di Tasi, a fronte dei 100,80 necessari a Matera, Irsina ed Altamura, dei 102 di Bisceglie, dei 191,52 di Grumo, dei 252 di Poggiorsini, per non dire di Bari e Toritto, dove l’importo della prima rata, per un immobile con rendita analoga, sarà pari a 332,64 euro».

Per saperne di più anche sugli adempimenti legati alla Tari, ovvero la vecchia Tares, con pagamento della seconda rata fissato esso pure al 16 ottobre, consultare il sito internet www.comune.gravina.ba.it, dove sono disponibili tutte le informazioni, oltre ad un simulatore di calcolo per la Tasi. È inoltre sempre possibile rivolgersi al Servizio Tributi, in orario di ufficio oppure telefonando ai numeri 080/3259230-080/3259231-080/3259232 o, a mezzo mail, scrivendo all’indirizzo entrate@comune.gravina.ba.it

Gravina in Puglia, 9 ottobre 2014

 

 

Ufficio Stampa

Sulla sentenza "case bianche"...

Riceviamo e pubblichiamo:

Ancora una volta si continua ad illudere la gente, prospettando fatti non veri. Il Consiglio di Stato non ha posto la parola fine a questa vicenda che, in ogni caso, vede esposto il Comune di Gravina per milioni di euro dovendosi risarcire tutti i proprietari che, per effetto di un intervento urbanistico riconosciuto errato dalla Giustizia amministrativa con sentenze ormai passate in giudicato, si sono visti sottratti i loro terreni edificatori. Tutt'altro! Esso ha semplicemente rimandato la soluzione del problema che contempla anche la DEMOLIZIONE, poiché sono al vaglio del TAR Puglia di Bari le delibere del Consiglio Comunale che, accogliendo un suggerimento dello stesso Tar Puglia in sede di ottemperanza, adottò le Determine nr.33/10 e nr.41/14, tutte false poichè ridisegnano dei sub comparti facendo entrare nella zona C£ superfici già oggetto di variante, come quelle utilizzate per la costruzione della Chiesa dello Spirito Santo. Piuttosto, il sindaco, anziché indulgere nelle solite chiacchiere, agisca nei confronti dell'Impresa Capuzzi l'unica che, al momento, si é arricchita senza pagare nemmeno il dovuto (milioni di euro) nei confronti del Comune di Gravina.

Grazia Lagreca

Sempre emozionante

Sempre emozionante vedere grandi e, specialmente piccoli armati di binocoli per scrutare atteggiamenti di vari tipi di uccelli che stazionano di questi periodi sulle acque della diga.

Nonostante il tempo sempre incerto e la pioggerellina che ci ha accompagnato per tutto il tempo, la giornata dell'Eurobirdwatching svolta nella Riserva di San Giuliano domenica 5 ottobre ci ha riservato belle osservazioni e sorprese.

Di interessante soprattutto 5 spatole e 1 falco pescatore con preda! Poi diversi aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, cormorani, oltre 500 gabbiani reali e comuni, svassi maggiori, moriglioni, moretta tabaccata, alzavole, germani. Prima del rientro anche un gruppetto di 5 cinghiali!

Ringraziamo la LIPU che ogni anno organizza l’evento e ci fa vivere sensazioni incantevoli.

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Case Bianche: il Consiglio di Stato dice no alla demolizione


I giudici amministrativi bocciano i ricorsi e danno ragione al Comune

Il sindaco Valente: «Riconosciuta la legittimità dell’operato dell’amministrazione»

Le Case Bianche non saranno oggetto di demolizione. Gli 86 alloggi edificati agli inizi degli anni Duemila in località Giulianello, nell’ambito di un programma di edilizia residenziale privata, resteranno in piedi.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato, confermando la sentenza con cui nel 2010 il Tar Puglia aveva dato esecuzione ad altra precedente pronuncia del 2002 (passata in giudicato) attraverso la quale erano state riconosciute la carenza di una previa variante al Prg intesa a disciplinare l’intero comparto e la mancanza di una maggiore superficie a standard connessa all’esistenza d’una zona a vincolo archeologico in relazione al tratturo Melfi-Castellaneta, con conseguente annullamento di diversi atti amministrativi sottesi al programma edilizio.

Ritenendo che la sentenza in questione (la n. 2251 del 4 giugno 2010), non prevedendo la possibilità di riduzione in pristino, ledesse i propri diritti edificatori, i proprietari di alcuni dei terreni ricadenti nell’area delle Case Bianche s’erano rivolti alla Suprema Corte amministrativa, prospettando anche, «quale attività esecutiva del giudicato, la necessaria demolizione dei volumi edificati o, in alternativa, l’avvio del procedimento ex art. 38 DPR 380/2001», ovvero l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite. Richieste tuttavia respinte dalla Quarta Sezione del Consiglio di Stato, che con sentenza depositata in Cancelleria nei giorni scorsi ha stabilito essere l’appello avanzato «destituito di fondamento giuridico e perciò da rigettarsi, con la conferma della sentenza di ottemperanza impugnata». Sancita, in proposito, la legittimità dell’operato del Comune, rappresentato in giudizio dall’avvocato Nino Matassa. Si legge nella pronuncia fresca di deposito: «Il Comune di Gravina, in esecuzione della sentenza del 2010, aderendo alla principale soluzione attuativa del giudicato, ha adottato, con deliberazione consiliare del 2010, e quindi approvato, con altra deliberazione consiliare del 2013, una variante con cui l’originario comparto è stato suddiviso in comparti tra loro autonomi. Dei gravami proposti avverso le richiamate deliberazioni il Collegio non può darsi carico nel presente grado di giudizio».

All’insegna della soddisfazione il commento del sindaco Alesio Valente. «Viene riconosciuta la giustezza del percorso seguito dell’amministrazione comunale – dice il primo cittadino gravinese – in una vicenda che rischiava di veder andar in fumo i risparmi di una vita di tante famiglie, che avevano acquistato casa salvo poi ritrovarsi risucchiati in un vortice infernale». Aggiunge Valente: «Proseguendo nell’iter intrapreso dalla precedente amministrazione comunale, lo scorso dicembre abbiamo dato veste esecutiva alle prescrizioni del Tar. Andremo avanti per completare l’iter: il verdetto del Consiglio di Stato certifica la correttezza di quanto fatto. Non possiamo che prenderne atto con favore».

Gravina in Puglia, 8 ottobre 2014

 

 

Ufficio Stampa