Cronaca
Gravina ponte tra l'Italia e il Pakistan
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14 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Venerdì, 13 Dicembre 2013 23:00
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Il sindaco Valente riceve in Comune i vertici della Tassk Energy
Si lavora per stringere relazioni commerciali e industriali tra i due Paesi
C’è il marchio di Gravina in Puglia nel processo di industrializzazione del Pakistan. Quello che è uno dei più importanti Paesi nello scacchiere geo-politico mondiale ha scelto l’Italia quale sua partner lungo la strada che porta allo sviluppo del proprio settore energetico con l’utilizzo e la diffusione di fonti rinnovabili. Obiettivo da conseguire anche attraverso le relazioni allacciate tra una delle principali società energetiche pachistane, la “Tassk Energy”, ed un raggruppamento di imprese italiane di cui è capofila la gravinese “Giannelli Impianti”. Lo scorso ottobre gli imprenditori italiani erano stati ricevuti dalle massime autorità politiche pachistane, con alla testa il presidente Mamnoon Hussain, nel corso di una visita che aveva segnato l’avvio dei contatti. Nei giorni scorsi, invece, i vertici della “Taskk Energy” sono volati nel Belpaese per conoscere da vicino le realtà industriali prese a modello ed individuate quali compagne di viaggio nel campo delle fonti rinnovabili.
Nell’ambito della loro missione in Italia, il presidente del colosso energetico asiatico, Shahid Iqbal, ed i suoi più stretti collaboratori Sheikh Khalid Mubarik e Mehomood Arshad hanno fatto tappa a Gravina. Accompagnati dai responsabili della cordata imprenditoriale italiana impegnata nell’operazione, rappresentata dall’avvocato Felice Mastrangelo, dall’ingegner Gianluca Trotta e dall’imprenditore Angelo Giannelli, sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Alesio Valente. Alle presentazioni ed ai saluti è seguito un colloquio sui contenuti dell’iniziativa. «Siamo un piccolo comune – ha detto il primo cittadino – ma non rinunciamo a contribuire, con i talenti e l’ingegno dei nostri imprenditori, allo sviluppo sostenibile del pianeta. L’auspicio è che insieme si possa individuare un percorso attraverso il quale valorizzare le eccellenze imprenditoriali locali e le loro competenze». Invito al quale Iqbal, dopo aver espresso «meraviglia ed apprezzamento per la bellezza della città e per la giovane età del suo sindaco», ha risposto positivamente: «La disponibilità offerta lascia ben sperare: siamo pronti a collaborare. Ci sono dei punti sui quali stiamo già costruendo rapporti concreti con molte aziende italiane».
Una stretta di mano, le foto di rito e la consegna agli ospiti dei simboli del centro murgiano, su tutti la Cola Cola, hanno suggellato l’intesa ideale che potrebbe adesso sfociare, nelle prossime settimane, in un gemellaggio tra Gravina e la città di Sialkot, sede di un fiorente distretto industriale.
Gravina in Puglia, 14 dicembre 2013
Ufficio Stampa
Comune di Gravina in Puglia
A Gravina un Natale senza... luci
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13 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Giovedì, 12 Dicembre 2013 23:00
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Amaro ed inaspettato sfogo del Presidente locale di Confcommercio che pure si sta adoperando, unitamente ad Oronzo Rifino della Confesercenti, per organizzare le manifestazioni di “Gravinatale 2013”.
E’ giunto in Redazione un messaggio che divulghiamo integralmente, astenendoci per il momento, dal fare nostre considerazioni:
A questo punto ci affidiamo a S. Lucia che dà luce e vista ai non vedenti affinchè dia a Gravina in Puglia almeno l'accensione delle luminarie lì dove montate.
Per piazza Immacolata, gli altri luoghi e vie promesse dell'amministrazione ci affideremo ad una'alto santo ricorrente nei prossimi giorni. La maggior parte degli imprenditori del commercio ha fatto la propria parte. Auguri Gravina
Mai Gravina ha avuto le luminarie di Natale ancora spente a S. Lucia. (13 dicembre)
Il Sindaco non risponde, sfugge alle sue responsabilità, mi cancella i post o i commenti fatti sulla sua bacheca fb, le responsabilità sono scaricate da un'assessore all'altro, poi c'e' il nuovo assessore che dice di non capire, poi i lavoratori che non sanno da chi essere stati ingaggiati e cominciano a fare i nomi di politici quali loro datori di lavoro che non mi sembra abbiano imprese o siano titolari di partita Iva, poi qualcuno dice pure che e' la Confcommercio che sta mettendo le luminarie non rendendosi conto che sta parlando con il Presidente della CONFCOMMERCIO ........MA CHE SCHIFO.
Vi prego fate chiarezza voi che avete la capacità di indagare.
Grazie
Michele CAPONE
Per l'Ospedale Benedetto XIII: inviti e proposte storicamente documentati per essere credibili.
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11 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Martedì, 10 Dicembre 2013 20:00
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Si può anche condividere la proposta di invitare l’attuale pontefice all’inaugurazione del nuovo Ospedale della Murgia, con il preciso intento che esso venga intitolato al papa pugliese, nonché gravinese, Benedetto XIII. Invitare il papa ad una cerimonia simile non è e non può essere un fatto di natura folcloristica, paesano, provinciale, nel senso riduttivo e peggiore del termine, emotivo, o peggio ancora, di malcelato protagonismo. Intanto, bisogna fare adottare dalla Regione Puglia una delibera in tal senso, visto che il nascente nosocomio è di pertinenza dell’ente regionale, anche per quanto riguarda eventuali intitolazioni. Intanto, bisogna attivarsi per far revocare la delibera precedentemente adottata, sembra, dallo stesso organismo istituzionale, che ha previsto l’assegnazione ad altro personaggio in merito al nome da riconoscere. Successivamente, una volta acquisiti questi atti in direzione di Benedetto XIII, l’invito a papa Francesco non è automatico, ma presuppone la preparazione e l’invio di un dossier che lo spingano ad accettare l’invito, a sposare la causa, a condividerne la scelta. C’è qualcuno in grado di predisporre questo particolare incartamento da presentare all’attuale vescovo di Roma? C’è qualcuno in grado, tra i proponenti di questa trovata allegra e spensierata di fornire utili notizie ed utili elementi, anche, alla Regione perché predisponga un atto di indirizzo, di condivisione, di recepimento della proposta, già avanzata quattro anni fa dal sottoscritto? Coloro che, usciti dal silenzio e dal deserto, sono intervenuti in seguito, a posteriori, a traino, a rimorchio alle mie pressanti, precedenti, iniziali, solitarie, originali proposte e sollecitazioni, coinvolgendo ed investendo, successivamente, l’attuale presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, sono in possesso di titoli credibili, credenziali da elaborare, da sottoporre a persone ed organismi in direzione di quell’obiettivo che dicono di voler raggiungere e per il quale poco o male si sono spesi, fin’ora? Crediamo di no. Pertanto, ogni proposta, se non supportata da valide conoscenze, studi, ricerche,documenti che provino e comprovino i motivi e le ragioni per cui il nuovo ospedale debba e possa essere intitolato a papa Benedetto XIII o perché il papa argentino debba presenziare alla cerimonia inaugurale dell’Ospedale della Murgia, è pura, semplice, bislacca demagogia; populismo becero, infantile, mediocre, supportato da una sfrenata megalomania di chi pensa di poter vivere il suo momento di gloria, invocando e chiedendo anche l’impossibile, o senza rendersi conto che ci sono dei passaggi, che non sono automatici, ma rispettosi di prassi, procedure, cerimoniali e protocolli. Prima di inventarsi alcune cose, di specchiato tenore sensazionalistico, bisogna ragionare con la testa al collo e i piedi per terra. Bisogna essere in grado di supportare certe richieste, perché il papa, per quanto umile, semplice, come sembra essere l’attuale, quasi che gli ultimi siano stati degli aristocratici, freddi esecutori di certi ordini o di certa ortodossia, deve essere messo in grado di conoscere, di approfondire. Allora, bando alle ciance di chi propone cose di cui non si rende neanche conto; con tutta la buona volontà nel capire chi si è fatto e si sta facendo latore di una proposta ritenuta sensazionale, choccante, ma debole e, al momento, inconsistente, c’è bisogno di preparare un poderoso fascicolo documentale redatto da storici o da studiosi seri, appropriati, competenti, credibili, certi sulla missione sociale di Benedetto XIII, costruttore di ospedali, ospizi per poveri e pellegrini; restauratore di vecchie strutture ospedaliere, lungo tutto l’arco e il periodo della sua missione pastorale ed apostolica. Insomma, non bisogna commettere lo stesso errore già consumato per la individuazione dei famosi testimoni che avrebbero dovuto deporre nel Processo di beatificazione dell’Orsini, alla fine risultati incapaci ed incompetenti; impreparati e rinunciatari a rispondere alle domande dei questionari loro presentati. Un invito di tale fatta, di tale portata; una richiesta di intitolazione, proprio perché deve essere convincente e smontare quella già assunta, non può essere affidata all’improvvisazione di chiunque e di chicchessia, meno che meno a chi non conosce e non ha mai conosciuto approfonditamente la storia personale e biografica di papa Benedetto XIII.
Giuseppe Massari
Minori stranieri non accompagnati
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13 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Giovedì, 12 Dicembre 2013 22:00
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Giovedì 12 Dicembre ore 14.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati si è tenuta una conferenza promossa dai parlamentari del Partito democratico Sandra Zampa e Tonino Moscatt, sul tema “Minori Stranieri non accompagnati”.
Sono intervenuti:
- un delegato del Coordinamento Nazionale Comunità d’accoglienza Minori stranieri non accompagnati, nella figura del sig. Dipinto Antonio,
- il sindaco di Palma di Montechiaro Ing. Pasquale Amato che è intervenuto a nome di tutti i sindaci dei comuni siciliani che sono stanchi di essere considerati comuni insolventi dalle comunità.
Presenti ben 53 comunità del Sud Italia tra cui Il Sipario.
Gli organizzatori hanno promosso la conferenza stampa per dar voce a quel ‘mondo’ che opera con competenza e dedizione, e che offre servizi di accoglienza ed integrazione ai minori stranieri non accompagnati.
Gli onorevoli Zampa e Moscatt hanno affermato che gli Enti che gestisco i servizi per i minori stranieri versano in una situazione critica, dovuta non solo ad un problema di risorse, ma di chiarezza rispetto alle procedure, alle responsabilità dei pagamenti ed agli indirizzi di gestione.
Il taglio del Fondo nazionale infanzia e adolescenza e la mancata previsione di risorse per i minori stranieri non accompagnati per il 2014 nel ddl stabilità sono un errore grave a cui occorre mettere riparo. La commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza esprime la propria preoccupazione al riguardo e chiede al governo di porvi rimedio.
Afferma l’onorevole Zampa che alla Camera sarà ripresentato l’emendamento, concordato con l’ufficio di presidenza della commissione, per ripristinare la dotazione al livello dell’anno scorso. Un’analoga iniziativa in caso di inerzia del governo, riguarderà le risorse destinate ai minori stranieri non accompagnati, che per l’anno a venire sono state completamente cancellate.
Devono essere garantiti ai Comuni i fondi indispensabili per adeguate politiche di accoglienza e integrazione. Accogliere i minori non accompagnati non è una scelta, ma un preciso obbligo morale e giuridico imposto dalla Convenzione di New York, al quale, immaginiamo, l’esecutivo non vorrà sottrarsi.
Ieri in conferenza il sig. Dipinto ha espresso la situazione che è da definirsi di emergenza, poiché indebitati fino al collo e prossimi alla chiusura, e per questo chiede davanti agli onorevoli di dare una risposta concreta altrimenti le comunità, all’unanimità, procederanno con una denuncia al governo per abbandono di minori. Dopo la conferenza abbiamo organizzato un sit-in davanti Palazzo Montecitorio accendendo 730 ceri rossi corrispondenti ai 730 minori stranieri non accompagnati ospitati dalle presenti comunità.
I responsabili delle comunità terminano affermando che se il governo a breve non sarà in grado ancora una volta di darci una risposta, procederanno, dopo Natale, alla convocazione di tutti i sindaci siciliani in quanto sarebbero anche loro responsabili di questa situazione di emergenza.
Ufficio Stampa
IL SIPARIO
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Le tante paure per il nuovo ISEE applicato ai disabili.
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10 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Lunedì, 09 Dicembre 2013 23:00
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Fra tabelle, scale di conversione, franchigie, aggiunte, modifiche, commi, combinato disposto di normative, rimandi alle leggi precedenti il nuovo Isee è finalmente stato approvato e ora comincia il suo iter prima di essere effettivamente applicato ogni volta che un cittadino italiano intende accedere a servizi agevolati, per i quali è prevista comunque una forma di partecipazione alla spesa, o comunque una soglia di reddito. Dal mondo delle persone con disabilità e dai familiari questo provvedimento è vissuto con paura, preoccupazione, ansia, ancor prima di capire come e se funzionerà. La sensazione che l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente comporti qualche fregatura è molto diffusa e per il momento è impossibile, nel concreto, diradare le ombre.
Come sempre, in questo mondo complicato da decifrare, si cerca l’interpretazione di chi da sempre segue da vicino i provvedimenti di tale natura. In particolare, in questo caso, è degno di nota il monumentale lavoro di decodifica effettuato in poche ore da Carlo Giacobini. Per quanto è ragionevolmente possibile argomentare, dopo mesi e mesi di bozze, di modifiche, di simulazioni, è che molto dipenderà dall’obiettivo che a tutti i livelli (governo centrale, Regioni, comuni, asl, altri servizi socio-sanitari) si vorrà effettivamente ottenere. L’Isee di per sé è uno strumento che consente di valutare e di conteggiare in modo completo la situazione patrimoniale e reddituale delle famiglie italiane. La prima riflessione che tutti più o meno esplicitamente ne traggono è che di fronte a un livello patologico di evasione e di elusione fiscale è assai pericoloso attribuire a un singolo strumento contabile il valore di verità e di giustizia perequativa, in funzione dell’accesso ai servizi che comunque sono previsti dalle leggi in vigore, in favore delle persone con disabilità.
L’assistenza domiciliare, il trasporto scolastico, l’assistenza scolastica, la mobilità personale, gli ausili, solo per citare alcuni dei campi di applicazione dell’Isee, sono comunque servizi fondamentali per garantire a ogni persona con disabilità la realizzazione del proprio progetto di vita. E’ fondamentale dunque sapere che non ci sarà, a livello di base, nel proprio Comune di residenza, nessuna discriminazione nell’accesso a questi servizi, che sia basata sull’applicazione di un criterio contabile, magari collocando l’asticella del reddito equivalente a un livello così medio-basso da inglobare una grande quantità di persone e di famiglie.
In parole povere: se l’obiettivo è fare cassa, in tempi di spending review e di vacche magre, l’Isee rischia di diventare un’arma potente e pericolosa in mano alle istituzioni pubbliche, se non si mettono subito in atto correttivi, controlli, monitoraggi, sperimentazioni serie e rigorose rispetto all’efficacia e all’appropriatezza delle prestazioni. La riduzione della spesa pubblica non può passare solo dalla base, ossia dalla continua richiesta di denaro alle famiglie. Per il semplice motivo che il denaro non c’è, e comunque non è giusto infierire su chi è già ampiamente tartassato in ogni modo.
Se invece si vuole correttamente parametrare i servizi meno essenziali rispetto alla ricchezza reale delle famiglie, questo è giusto in teoria, e può addirittura liberare risorse importanti da destinare a chi è più in difficoltà, o in maggiore situazione di gravità. Sempre ricordando, però, che il nostro è il Paese che in Europa si colloca agli ultimi posti per spesa sociale pro-capite, alla faccia di chi crede che si spenda persino troppo.
Ci sono poi almeno due aspetti che suscitano forte perplessità. Il meccanismo dell’Isee sembra ad esempio scoraggiare la formazione di nuovi nuclei familiari, ossia la persona con disabilità che decide di uscire di casa, sposarsi e non essere più un “single” rischia di imbattersi in un secco ridimensionamento dei servizi socio-sanitari agevolati. E poi un danno possono registrarlo anche le famiglie che hanno deciso di investire sulla proprietà della casa i propri risparmi, proprio per garantire il “dopo di noi” a un figlio con grave disabilità. Nel reddito familiare il peso della casa in proprietà è importante e potrebbe dunque crearsi una sperequazione non indifferente, della quale non si capisce chi dovrà tener conto e come.
E dunque in generale il tema che da oggi si apre è quello dell’attenzione concreta agli effetti pratici, a che cosa cambia a parità di situazione, alle discriminazioni possibili anche quando non sono volute né desiderate. Anche dando per buona l’idea che questo strumento porterà a una maggiore giustizia distributiva delle risorse a disposizione, il dubbio che la sua applicazione, in Italia, si presti a interpretazioni più o meno vessatorie o comunque sfavorevoli è molto alto e diffuso.
Ne consegue, ancora una volta, la necessità di un’ampia informazione, di un lavoro di tutela dei diritti da parte delle associazioni, di un controllo concreto nelle diverse realtà italiane (da Nord a Sud le cose cambiano e non poco), un ascolto serio e competente della voce delle famiglie e delle persone. Intanto qui, in questo spazio, potete raccontare le vostre storie, le vostre paure, ma anche le vostre speranze di vita normale. Noi ci saremo.
Si è ripreso a sprecare acqua.
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13 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:31
- Pubblicato Giovedì, 12 Dicembre 2013 22:00
- Scritto da vincenzo varvara
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Non voglio offendere nessuno ma un forte dubbio mi assale da mezzogiorno.
Ho visto di nuovo in funzione la pilozza di Via Fontana la Stella allo stesso modo di dieci giorni fa.
Murgiatime aveva sollevato, per più di tre settimane, che il sistema di raccolta acqua non andava bene, si sprecavano molti litri e per questo l’assessore Santomasi, da noi sollecitato, aveva disposto la chiusura in attesa di trovare una soluzione alternativa.
Non so se presi dalla frenesia della ricorrenza di Santa Lucia o altro, sta di fatto che si è ripreso a “perdere acqua” i cui costi cadranno sulla comunità non solo ma si sta favorendo un utilizzo della stessa in modo sbagliato, come dire: “a perdere”.
Notiamo che esiste una gran confusione nella gestione ordinaria della cosa pubblica: da quanto sopra alle luci eternamente accese alle luminarie natalizie.
A proposito del Natale, segnaliamo che oltre alle barriere architettoniche esistenti sui marciapiedi che rendono difficile la mobilità di chi è in carrozzina, scendendo C.so A. Moro alcuni commercianti hanno messo alberi natalizi giganteschi, ostruendo il libero passaggio. Nessuno, di chi preposto, ha segnalato qualcosa: è la nostra cultura.
Da domani e fino a domenica meno acqua dai rubinetti di casa.
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10 Dic 2013
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 15:30
- Pubblicato Lunedì, 09 Dicembre 2013 23:00
- Scritto da la redazione
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AQP annuncia una riduzione dell’erogazione
Raccomandazioni per l’utenza
L’Acquedotto Pugliese, alla luce degli interventi di manutenzione in corso sulla conduttura principale della dorsale idrica barese, rende noto che per consentire l’esecuzione dei lavori in programma «sarà necessario ridurre l’approvvigionamento idrico ai serbatoi di alcuni centri abitati di Bari e provincia, con conseguente diminuzione di pressione per cinque giorni». Motivo per il quale a partire da mercoledì 11dicembre «l’erogazione sarà ridotta, fino a domenica 15 dicembre, a Bari, Triggiano, Modugno, Noicattaro, Santeramo in Colle, Gravina in Puglia, Altamura, Bitonto, Giovinazzo, Molfetta e Corato».
Secondo AQP «disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica, e pertanto si raccomanda di razionalizzare i consumi evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle zone interessate dalla riduzione di pressione».
Per informazioni chiamare il numero verde 800.735.735 o consultare la sezione “Che acqua fa” su www.aqp.it.
Gravina in Puglia, 10 dicembre 2013
Ufficio Stampa
Comune di Gravina in Puglia

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