Cronaca
Referendum, svolta inclusiva: la Disability Card valida per il voto assistito
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20 Mar 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 20 Marzo 2026 06:43
- Pubblicato Venerdì, 20 Marzo 2026 06:43
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In vista del prossimo referendum arriva una novità destinata a incidere concretamente sull’accesso al voto: la EU Disability Card sarà riconosciuta come documento valido per ottenere il voto assistito ai seggi.
La misura rappresenta un passaggio rilevante verso una partecipazione più piena e inclusiva alla vita democratica, rimuovendo ostacoli burocratici che in passato hanno reso difficile — e in alcuni casi impossibile — l’esercizio del diritto di voto per molte persone con disabilità.
Una circolare del Ministero dell’Interno stabilisce infatti che la Disability Card, se contrassegnata con l’indicazione “A”, può essere utilizzata per attestare la necessità di assistenza. Viene così meno l’obbligo di presentare ulteriori certificazioni sanitarie, con una conseguente semplificazione delle procedure ai seggi.
Non si tratta solo di un alleggerimento amministrativo. Il provvedimento apre anche alla possibilità di introdurre accomodamenti ragionevoli: tra questi, ad esempio, il supporto alle persone con disabilità intellettive nella corretta chiusura della scheda elettorale, evitando il rischio di annullamento del voto.
Sulla questione è intervenuto il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa come passo significativo verso la piena partecipazione politica in condizioni di uguaglianza.
Si tratta di un primo segnale concreto nella direzione dell’effettivo esercizio del diritto di voto per tutte le persone con disabilità. Perché una democrazia è davvero tale solo quando è accessibile a tutte e a tutti.
Salottifici murgiani, crisi senza sbocchi: 400 lavoratori Natuzzi a rischio, trattativa in stallo
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19 Mar 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 19 Marzo 2026 05:52
- Pubblicato Giovedì, 19 Marzo 2026 05:52
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Continua a pesare come un macigno l’incertezza sul futuro dei salottifici nell’area murgiana, dove circa 400 lavoratori del gruppo Natuzzi restano appesi a una trattativa che, al momento, non registra passi avanti concreti. Nonostante i numerosi incontri istituzionali, sia in Regione Puglia sia presso il Ministero del Lavoro a Roma, le posizioni tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali appaiono ancora distanti, se non addirittura inconciliabili.
Il negoziato, che avrebbe dovuto segnare una svolta per uno dei comparti simbolo del manifatturiero pugliese, è invece fermo a un punto critico. Da più parti emerge la necessità urgente di riaprire il confronto con un approccio più pragmatico: tornare attorno a un tavolo, rimettere al centro il dialogo e individuare una soluzione condivisa che eviti un impatto occupazionale pesantissimo sul territorio.
Il gruppo Natuzzi rappresenta infatti molto più di una realtà industriale: è un pilastro economico e sociale per la Murgia e un punto di riferimento per lo sviluppo dell’intera Puglia. La sua storia imprenditoriale, fatta di innovazione, design e capacità di affermarsi sui mercati internazionali, viene considerata un vero e proprio “faro” di crescita per il Sud. Proprio per questo, sottolineano le istituzioni locali, il patrimonio produttivo e umano dell’azienda va salvaguardato.
Sul fronte delle possibili soluzioni, la Regione Puglia ha manifestato la volontà di approfondire strumenti di decontribuzione, legati in particolare all’ipotesi di un rientro di alcune produzioni. Un passaggio ritenuto strategico per rilanciare la competitività del gruppo e rafforzarne la presenza sul territorio.
I sindacati, dal canto loro, ribadiscono con fermezza la necessità di costruire un accordo solido fondato su tre pilastri imprescindibili. Il primo riguarda il tema delle internalizzazioni, ritenute fondamentali per garantire maggiore stabilità occupazionale. Il secondo è la definizione di un quadro chiaro e credibile delle prospettive industriali e produttive, indispensabile per tutelare il perimetro aziendale. Infine, viene indicata l’attivazione di piani di incentivo all’esodo su base volontaria, come strumento per gestire eventuali eccedenze senza ricorrere a soluzioni traumatiche.
Il tempo, tuttavia, stringe. Senza un’intesa rapida, il rischio è che la vertenza si trasformi in una crisi strutturale con ripercussioni profonde su un intero distretto produttivo. La partita resta aperta, ma serve un cambio di passo: la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro e di un simbolo del Made in Italy passa ora dalla capacità delle parti di trovare un equilibrio che, finora, è mancato.
Sanità in Puglia, M.I.Cro. Italia ODV: garantire la presa in carico anche per i pazienti con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali
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14 Mar 2026
- Ultima modifica il Sabato, 14 Marzo 2026 16:18
- Pubblicato Sabato, 14 Marzo 2026 16:18
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In merito alla situazione finanziaria della sanità pugliese, con il disavanzo accertato per il 2025 pari a 369 milioni di euro e le conseguenti misure di contenimento della spesa, M.I.Cro. Italia ODV richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di tutelare i percorsi assistenziali dei pazienti affetti da patologie croniche.
L’associazione accoglie con attenzione l’impegno annunciato dal presidente della Regione Antonio Decaro per rafforzare i percorsi di presa in carico dei pazienti oncologici. Si tratta di un principio fondamentale per garantire cure appropriate e per evitare che le persone malate debbano affrontare da sole il percorso tra visite specialistiche, esami diagnostici e controlli.
Lo stesso modello di presa in carico deve essere assicurato anche ai pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, tra cui Morbo di Crohn e Colite ulcerosa, patologie croniche che richiedono monitoraggi costanti, accesso tempestivo a visite specialistiche, indagini diagnostiche e terapie spesso complesse.
«In una fase complessa come quella che la sanità pugliese sta attraversando – dichiara il presidente di M.I.Cro. Italia ODV, Vincenzo Florio – è fondamentale che le misure di riequilibrio finanziario non compromettano la qualità dell’assistenza e la continuità delle cure per i pazienti cronici. La presa in carico, l’accesso agli specialisti e la riduzione delle liste d’attesa rappresentano elementi essenziali per garantire dignità e sicurezza ai cittadini che convivono con patologie croniche».
M.I.Cro. Italia ODV continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione delle politiche sanitarie regionali, auspicando un confronto costante con le istituzioni affinché vengano tutelati i diritti dei pazienti e rafforzati i percorsi assistenziali dedicati alle persone affette da MICI.
Vincenzo Florio
Presidente M.I.Cro. Italia ODV
Puglia, cultura e futuro: prorogato al 30 aprile il bando da 68 milioni per rigenerare i luoghi della memoria
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19 Mar 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 19 Marzo 2026 05:36
- Pubblicato Giovedì, 19 Marzo 2026 05:36
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La cultura come motore di sviluppo e innovazione territoriale. La Regione Puglia rilancia la propria strategia in questo ambito prorogando al 30 aprile l’Avviso pubblico dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e all’innovazione nei luoghi della cultura pubblici non statali.
Avviato nell’ottobre 2025, il bando mette in campo una dotazione finanziaria iniziale di 68 milioni di euro, a valere sulle risorse dell’Azione 8.7 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027 e del POC Puglia. Si tratta di una leva concreta per il recupero, la rifunzionalizzazione e la restituzione alla collettività di immobili e spazi culturali oggi sottoutilizzati o in disuso, destinandoli a nuove funzioni di interesse pubblico.
I primi risultati confermano la rilevanza dell’iniziativa: sono già 20 i progetti ammessi a finanziamento, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Interventi che riguardano il recupero e il riuso di immobili di pregio, cinema, teatri e siti archeologici, con l’obiettivo di restituire vitalità a luoghi identitari e trasformarli in presidi culturali contemporanei.
In questo scenario, la proroga rappresenta un’ulteriore finestra di opportunità per enti e territori che non hanno ancora presentato proposte. Ma apre anche una riflessione più ampia sul ruolo dei soggetti locali, inclusi i proprietari privati di immobili di valore storico e architettonico.
A Gravina, per esempio, viene spontaneo chiedersi se vi sia già un fermento in tal senso. Alcuni beni potrebbero rientrare pienamente nello spirito dell’Avviso: tra questi, la chiesa sconsacrata dell’Annunciazione, che sarà eccezionalmente aperta al pubblico il prossimo fine settimana nell’ambito delle iniziative del FAI – Fondo Ambiente Italiano per le Giornate di Primavera 2026.
Un’occasione non solo per riscoprire un luogo ricco di storia, ma anche per immaginarne un futuro diverso: uno spazio rigenerato, vivo, accessibile. La domanda, a questo punto, è aperta: il territorio saprà cogliere questa opportunità?
La Banca Popolare di Puglia e Basilicata ottiene la certificazione ISO 45001
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14 Mar 2026
- Ultima modifica il Sabato, 14 Marzo 2026 05:20
- Pubblicato Sabato, 14 Marzo 2026 05:20
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La Banca Popolare di Puglia e Basilicata ha conseguito la certificazione ISO 45001 per il proprio Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL), attestando formalmente la conformità a uno standard internazionale che valorizza l’adozione di un modello organizzativo strutturato, orientato alla prevenzione dei rischi e al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. Tale risultato rappresenta l’esito di un percorso consolidato, avviato internamente sin dal 2024.
Il riconoscimento é avvenuto da parte di Bureau Veritas Italia, uno dei principali Organismi di certificazione indipendenti e accreditati a livello internazionale a valle di una serie di verifiche condotte presso le strutture della Direzione Generale ed un campione rappresentativo di filiali della rete commerciale.
La certificazione ISO 45001 ha un impatto rilevante sotto il profilo della dimensione sociale incardinata nella normativa ESG e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: costituisce un elemento essenziale della responsabilità sociale d’impresa e contribuisce al rafforzamento del benessere organizzativo, della motivazione del personale e della reputazione aziendale. In tal senso, la ISO 45001 rappresenta non soltanto uno standard tecnico, ma anche un presidio organizzativo idoneo a rafforzare l’efficacia del Modello 231.
Per Gianfranco Andrisano, Business Developer di Bureau Veritas: "La certificazione ISO 45001 della Banca Popolare di Puglia e Basilicata rappresenta il riconoscimento concreto di un impegno strutturato verso la prevenzione dei rischi e il benessere dei propri collaboratori. Con i nostri audit abbiamo verificato un percorso consolidato, fondato su prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo, che rafforza il presidio sulla conformità normativa e testimonia una visione capace di coniugare attenzione al capitale umano e responsabilità verso il territorio."
“La certificazione ISO 45001 conferma l’attenzione della Banca verso la tutela delle persone e la qualità dell’ambiente di lavoro” – prosegue Rosa Calderazzi, Presidente del Comitato ESG della BPPB. “È un risultato che rafforza il nostro impegno per una crescita sostenibile e responsabile, fondata sul benessere dei collaboratori e sul miglioramento continuo dei processi organizzativi”.
Nel complesso, il conseguimento della certificazione ISO 45001 attesta la volontà della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di coniugare solidità economica, tutela del capitale umano e responsabilità verso il territorio e gli stakeholders. Il sistema adottato, fondato su prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo, costituisce un investimento strategico di lungo periodo e un elemento qualificante del percorso di sostenibilità intrapreso dall’Istituto.
Primavera alle porte, ma il Sud fa i conti con una nuova ondata di maltempo
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16 Mar 2026
- Ultima modifica il Lunedì, 16 Marzo 2026 06:10
- Pubblicato Lunedì, 16 Marzo 2026 06:10
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Mentre il calendario segna ormai l’avvicinarsi della primavera, il Sud Italia si prepara ad affrontare una nuova fase di instabilità atmosferica. Dalle prime ore di lunedì 16 marzo e per i prossimi giorni è stata infatti diramata allerta meteo gialla su Puglia e Basilicata a causa del rischio legato alle precipitazioni previste sul territorio.
Secondo le indicazioni diffuse nelle ultime ore, per le prossime 20 ore sono attese precipitazioni sparse, che potranno assumere localmente anche carattere di rovescio o temporale. I fenomeni interesseranno in modo variabile le diverse aree delle due regioni, con una distribuzione non uniforme delle piogge.
Le zone interne centrali e i settori meridionali potrebbero registrare quantitativi cumulati moderati, con episodi di pioggia più insistenti nel corso della giornata. Sul resto del territorio, invece, le precipitazioni si presenteranno da isolate a sparse, con accumuli generalmente deboli ma comunque sufficienti a mantenere alta l’attenzione sul fronte meteorologico.
Un quadro che conferma come l’avvio della primavera meteorologica sia spesso accompagnato da repentini cambiamenti del tempo: giornate più miti e luminose iniziano a farsi strada, ma non mancano ancora passaggi perturbati e improvvisi ritorni del maltempo, tipici di una stagione di transizione.
Le autorità raccomandano prudenza soprattutto nelle aree più esposte ai fenomeni temporaleschi e lungo la viabilità secondaria, dove rovesci improvvisi potrebbero ridurre la visibilità e rendere il fondo stradale scivoloso. Nel frattempo, lo sguardo resta rivolto al cielo: la primavera è ormai alle porte, ma prima di lasciarsi alle spalle l’inverno il meteo sembra voler riservare ancora qualche sorpresa.
Gravina e il paradosso dei servizi: capitale della cultura senza bagni pubblici?
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13 Mar 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 13 Marzo 2026 07:28
- Pubblicato Venerdì, 13 Marzo 2026 07:28
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Gravina guarda con ambizione al traguardo di Capitale Italiana della Cultura 2028, un riconoscimento prestigioso che potrebbe proiettarla definitivamente nel circuito nazionale e internazionale del turismo culturale. Eppure, mentre la città coltiva questa aspirazione, emerge con sempre maggiore evidenza una criticità concreta e quotidiana: la carenza di bagni pubblici funzionanti.
Tra i casi più segnalati vi è quello dei servizi igienici situati nella pineta comunale, da tempo chiusi e quindi inutilizzabili. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni e lagnanze da parte dei frequentatori dell’area verde, cittadini e visitatori che si trovano privati di un servizio essenziale in uno dei luoghi di aggregazione più frequentati della città.
La questione si intreccia con la gestione del Parco Robinson. È infatti in corso la procedura di gara per l’affidamento della gestione del parco, all’interno della quale dovrebbe rientrare anche la pulizia dei bagni pubblici presenti nella pineta. Tale servizio, infatti, è stato deliberatamente stralciato dall’appalto relativo alla pulizia degli immobili comunali proprio per essere ricompreso nella futura gestione del parco.
Nel frattempo, tuttavia, la situazione richiede una soluzione immediata. Per questo motivo, nella seduta del 10 marzo, la Giunta Comunale ha approvato un atto di indirizzo rivolto al Dirigente responsabile del Servizio Politiche Sociali affinché provveda ad affidare il servizio di pulizia dei bagni pubblici tramite convenzionamento con una cooperativa sociale di tipo “B”, secondo quanto previsto dall’articolo 1 della Legge quadro n. 381/1991.
Si tratta di una scelta che unisce la necessità di garantire un servizio alla collettività con un obiettivo sociale più ampio. Le cooperative di tipo “B”, infatti, rappresentano uno strumento concreto per favorire l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie svantaggiate, promuovendo percorsi di inclusione sociale fondati sul lavoro e sulla partecipazione attiva, piuttosto che su interventi meramente assistenziali.
Resta tuttavia evidente che il tema dei bagni pubblici rappresenta da tempo uno dei punti più deboli dell’organizzazione dei servizi urbani a Gravina. Lo storico albergo diurno è chiuso da mesi per lavori di ristrutturazione e, ad oggi, non vi sono informazioni chiare sulla futura accessibilità per le persone con difficoltà di deambulazione. Non va meglio per il bagno pubblico di piazza Pellicciari, la cui apertura è limitata a fasce orarie ristrette, con inevitabili disagi per residenti e turisti.
Una città che ambisce a rafforzare la propria attrattività turistica e culturale non può permettersi di trascurare servizi essenziali come questi. I bagni pubblici, spesso considerati un dettaglio marginale, rappresentano in realtà un indicatore concreto della qualità dell’accoglienza urbana.
Se Gravina vuole davvero presentarsi come candidata credibile a Capitale Italiana della Cultura 2028, accanto ai grandi progetti e alle strategie di promozione culturale dovrà necessariamente garantire anche ciò che rende una città realmente fruibile: servizi efficienti, accessibili e dignitosi per tutti.
Perché l’immagine di una città si costruisce anche – e soprattutto – nei dettagli della vita quotidiana.

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