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Cronaca

PRESIDIO E PRONTO INTERVENTO AL BOSCO DIFESA GRANDE, AL VIA IL SERVIZIO

Si informa la cittadinanza che, presso il Bosco Comunale “Difesa Grande”, sarà attivo il servizio di presidio e pronto intervento, con presenza di un'ambulanza di tipo A, unitamente a personale specializzato nelle tecniche di pronto soccorso e rianimazione, dal 23 Maggio 2026 al 13 Settembre 2026, per un totale di 35 giornate (5 ore al giorno), segnatamente il sabato, la domenica e festivi infrasettimanali, dalle ore 7:00 alle ore 12:00.

L’iniziativa è finalizzata a garantire maggiore sicurezza e assistenza sanitaria ai cittadini e ai frequentatori dell’area boschiva durante il periodo estivo.

Cinquant’anni dopo, Gravina non dimentica: il ricordo dei dieci giovani operai vittime della tragedia del 1976

Si è celebrata oggi la giornata commemorativa dedicata alle vittime del tragico incidente stradale del 20 maggio 1976, una ferita ancora aperta nella memoria collettiva della città di Gravina. Quel giorno persero la vita dieci giovani lavoratori gravinesi: Michele Abruzzese, Giuseppe Digiglio, Filippo Merolla, Paolo Messina, Pasquale Messina, Giuseppe Petrafesa, Donato Picciallo, Felice Piemonte, Vincenzo Sornatale e Felice Varvara.

In pochi drammatici istanti si consumò una delle pagine più dolorose della storia cittadina, una tragedia che sconvolse decine di famiglie e segnò profondamente l’intera comunità. A distanza di cinquant’anni, quei nomi continuano a vivere nel ricordo di Gravina, simbolo del sacrificio del lavoro e della fragilità della vita umana.

La città oggi non ha ricordato soltanto dieci giovani operai, ma dieci figli della propria terra, strappati troppo presto agli affetti, ai sogni e al futuro. Un dolore che il tempo non ha cancellato e che continua a interrogare le coscienze sul dramma di quanti ogni giorno lasciano la propria casa per lavorare senza la certezza di farvi ritorno.

Custodi instancabili di quella memoria sono stati, in tutti questi anni, Natale Mascellaro e Antonio Varvara, sopravvissuti all’immane tragedia, che hanno continuato a testimoniare il ricordo dei loro compagni, mantenendo vivo il legame con quei ragazzi e con le loro storie spezzate troppo presto.

Per il cinquantesimo anniversario della tragedia, presso il cimitero cittadino è stata celebrata la Santa Messa officiata da don Vito Cassese. A rappresentare l’amministrazione comunale il vicesindaco Filippo Ferrante, che insieme al presule ha voluto rendere omaggio alle vittime, ricordando come quel sacrificio continui ancora oggi a richiamare tutti a una maggiore responsabilità e sicurezza sulle strade.

Le commemorazioni sono poi proseguite in Piazza Scacchi, dove, alla presenza del sindaco Fedele Lagreca, dei familiari delle vittime, dei due superstiti, delle organizzazioni sindacali, degli studenti e di numerosi cittadini, è stata scoperta una targa commemorativa con i nomi dei dieci giovani operai. Un segno tangibile e permanente affinché la città continui a custodire la memoria di quei ragazzi e a trasformare il ricordo in monito, dignità e responsabilità collettiva.

Grazie per le foto di Carlo Centonze.

Al peggio non c’è fine: ragazzini devastano i gazebo dei giardinetti, un episodio che mortifica la comunità

Ci è giunta una segnalazione che lascia sgomenti e profondamente amareggiati, l’ennesimo episodio di vandalismo gratuito che colpisce un bene pubblico e, con esso, il senso stesso della convivenza civile.

Ieri pomeriggio un gruppetto di ragazzini è salito sulla copertura dei gazebo situati nei giardinetti pubblici in zona PIP e ha iniziato a rompere le mattonelle della struttura per poi scaraventarle a terra, in una scena tanto assurda quanto desolante. Un gesto deliberato, compiuto con superficialità e arroganza, che racconta molto più di un semplice atto vandalico: racconta un disagio educativo e comportamentale che ormai sembra mettere in ginocchio ogni presidio formativo della nostra società.

Solo l’intervento di un cittadino, che ha avuto il coraggio di affrontare i ragazzi minacciando di chiamare le forze dell’ordine, è riuscito a porre fine alla devastazione. I giovani si sono dati alla fuga, non prima però di rivolgere all’uomo insulti e improperi volgari. E va detto con chiarezza: quel cittadino ha agito con senso civico e responsabilità, ma avrebbe potuto trovarsi di fronte a una reazione ben più grave e pericolosa. Oggi, purtroppo, anche richiamare dei minorenni al rispetto delle regole può trasformarsi in un rischio.

Di fronte a episodi del genere sarebbe facile rifugiarsi nelle solite considerazioni: manca la vigilanza, servono più controlli, occorrono telecamere. Certamente strumenti utili, forse persino necessari. Ma il problema vero è più profondo e inquietante. Ancora una volta ci troviamo davanti a comportamenti violenti, privi di qualsiasi logica, mossi soltanto dal gusto di distruggere ciò che appartiene alla collettività. E quando si perde il rispetto per il bene comune, si perde inevitabilmente anche il rispetto per gli altri.

Quello che colpisce e mortifica maggiormente è la giovane età dei protagonisti. Ragazzini che dovrebbero crescere nel rispetto delle regole, del sacrificio altrui e del valore degli spazi condivisi, e che invece scelgono la strada dell’arroganza, della prepotenza e della distruzione gratuita. Una deriva educativa che disarma e interroga profondamente tutte le istituzioni chiamate a formare le nuove generazioni.

È una sconfitta che coinvolge tutti: la scuola, sempre più lasciata sola nel difficile compito educativo; la Chiesa e le altre agenzie sociali che faticano a trasmettere valori; ma soprattutto la famiglia, primo luogo in cui dovrebbero nascere il rispetto, il limite e il senso della responsabilità.

Perché quando dei ragazzi trovano divertimento nello spaccare ciò che è di tutti, il danno non è soltanto materiale. È il segnale di una povertà educativa e morale che dovrebbe preoccupare un’intera comunità.

Vertenza Natuzzi, accordo dopo ore di trattativa: cassa integrazione ridotta e nuove garanzie per i lavoratori

Svolta positiva nella vertenza che riguarda il gruppo Natuzzi. Dopo oltre cinque ore di confronto serrato, è stato raggiunto l’accordo tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali sulla gestione della cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori del colosso del mobile imbottito.

L’intesa è stata siglata al termine di una riunione convocata presso il ministero del Lavoro e il ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza delle Regioni Puglia e Basilicata, dei rappresentanti di Confindustria e dei sindacati di categoria FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

L’accordo apre ufficialmente una nuova fase di confronto sul futuro industriale del gruppo e sulla tutela occupazionale dei dipendenti, in un momento particolarmente delicato per il comparto dell’arredamento e del manifatturiero del Sud Italia.

Secondo quanto reso noto dalla Regione Puglia, l’azienda con sede a Santeramo in Colle potrà fare ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria per un massimo di 1.755 lavoratori impiegati negli stabilimenti produttivi tra Puglia e Basilicata. Un punto considerato centrale della trattativa riguarda però la riduzione della soglia massima di utilizzo degli ammortizzatori sociali: il limite è stato fissato al 62%, contro l’80% inizialmente richiesto dall’azienda.

Nel pacchetto dell’intesa rientra anche un piano economico da 6 milioni di euro stanziato da Natuzzi per favorire uscite volontarie incentivate. Le misure saranno attive dal 1° gennaio al 30 settembre 2027 e interesseranno i lavoratori che sceglieranno di aderire all’esodo entro la fine del 2026.

Per i sindacati si tratta di un risultato importante, ottenuto al termine di un confronto complesso, che consente di ridurre l’impatto sociale della riorganizzazione industriale e di mantenere aperto il tavolo sul rilancio produttivo dell’azienda. Rimane ora centrale il nodo del piano industriale e delle prospettive occupazionali a lungo termine per i siti produttivi del Mezzogiorno.

RECRUITING DAY, LA SCUOLA INCONTRA LE AZIENDE: DIALOGO CONCRETO PER IL FUTURO DEI GIOVANI

Un ponte diretto tra formazione e occupazione, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra competenze e imprese del territorio. È questo il senso del “Recruiting Day” ideato e organizzato dal prof. Davide Caputo tenutosi ieri mattina nell’I.I.S.S. “Bachelet-Galilei”, un’iniziativa che ha trasformato la scuola in un luogo di confronto operativo tra studenti e mondo produttivo.

Gli alunni dei diversi indirizzi di studio hanno avuto l’opportunità di incontrare le aziende insediate nella zona PIP, dialogando direttamente con imprenditori e responsabili delle attività produttive. Un’occasione concreta per conoscere le richieste del mercato del lavoro, porre domande, approfondire prospettive professionali e comprendere più da vicino le dinamiche di inserimento nelle realtà aziendali del territorio.

Particolarmente apprezzata anche la visita ai laboratori dell’istituto “Galilei”, dove le imprese hanno potuto osservare da vicino le attività formative svolte dagli studenti nei vari settori: dalla meccanica alla meccatronica, dalla moda all’agraria. Un momento significativo che ha evidenziato la qualità delle competenze maturate all’interno della scuola e il valore di una formazione sempre più orientata all’innovazione e alle esigenze produttive.

Non sono mancati segnali concreti di interesse da parte delle aziende. Alcuni imprenditori, infatti, hanno manifestato la volontà di approfondire quanto visto nei laboratori, valutando possibili applicazioni nelle proprie attività, come nel caso della INOXLM dei fratelli Laddaga.

Alla presentazione dell’evento sono intervenuti il dirigente scolastico Marilena Daraia, il responsabile locale di Confcommercio Christian Divella e un componente del C.I.M., sottolineando l’importanza di creare un collegamento stabile tra scuola e imprese anche per contrastare il fenomeno della “fuga dei cervelli”.

L’iniziativa rappresenta un primo passo verso una collaborazione più strutturata tra sistema scolastico e tessuto produttivo. Più volte è stata evidenziata la necessità di un maggiore sostegno istituzionale, sia per garantire adeguate prospettive economiche ai giovani, sia per rafforzare la formazione “sul campo” attraverso percorsi specialistici e master aziendali.

A ribadire questo concetto è stato anche l’imprenditore Vito Petrone, responsabile della “Petrone Oleodinamica”, azienda specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di pompe e motori ad ingranaggi esterni ad alte prestazioni, punto di riferimento nel settore per la capacità di rispondere alle esigenze del mercato con soluzioni tecnologicamente avanzate.

Cinquant’anni di dolore: Gravina ricorda i dieci giovani operai morti sulla strada del ritorno

Oggi la comunità di Gravina si raccoglie nel silenzio e nella memoria per ricordare una delle pagine più dolorose della sua storia. Era il 20 maggio 1976 quando un tragico incidente stradale spezzò la vita di dieci giovani lavoratori gravinesi, ragazzi che stavano semplicemente tornando a casa dopo una giornata di fatica e sacrifici. Cinquant’anni dopo, quel dolore resta ancora vivo nella coscienza collettiva della città.

A bordo di una Mini Minor e di un furgoncino viaggiavano dodici persone. Erano circa le ore 18 quando, a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, una delle vetture perse il controllo, sbandando e finendo violentemente sotto un camion. Anche il mezzo che seguiva non riuscì ad evitare il terribile impatto. In pochi istanti si consumò una tragedia immane che avrebbe segnato per sempre decine di famiglie e l’intera comunità gravinese.

Dieci giovani non fecero più ritorno alle loro case: Michele Abruzzese, Giuseppe Digiglio, Filippo Merolla, Paolo Messina, Pasquale Messina, Giuseppe Petrafesa, Donato Picciallo, Felice Piemonte, Vincenzo Sornatale e Felice Varvara. Nomi che il tempo non ha cancellato e che ancora oggi rappresentano il volto più duro del sacrificio del lavoro e della fragilità della vita.

Solo due furono i sopravvissuti a quell’inferno di lamiere e dolore: Natale Mascellaro e Antonio Varvara. In questi anni si sono fatti custodi della memoria dei loro compagni, mantenendo vivo il ricordo di quei ragazzi strappati troppo presto all’affetto dei propri cari e ai sogni di una vita ancora tutta da vivere.

Per commemorare il cinquantesimo anniversario della tragedia, questa mattina alle ore 10 sarà celebrata la Santa Messa presso il cimitero cittadino. A seguire, in Piazza Scacchi, alla presenza dell’Amministrazione Comunale, delle Organizzazioni Sindacali, degli studenti del Liceo Scientifico, dell’Istituto Tecnico e di numerosi cittadini, sarà proiettata un’immagine in 3D con i volti delle vittime, quasi a voler restituire per un istante i loro sguardi alla città che non li ha mai dimenticati.

Sarà una mattinata di intensa commozione, nel segno del raccoglimento e della memoria. Un ricordo che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a parlare al presente. Perché quella tragedia di cinquant’anni fa richiama ancora oggi il dramma di quanti perdono la vita per il lavoro, di chi ogni giorno lascia la propria casa senza la certezza di farvi ritorno.

 

Gravina oggi non ricorda soltanto dieci giovani operai. Ricorda dieci figli della sua terra, vittime di un destino crudele, il cui sacrificio continua a chiedere memoria, rispetto e dignità.

RINVIO DISINFESTAZIONE ANTILARVALE

Causa pioggia di ieri, il nuovo intervento di disinfestazione antilarvale nelle borgate periferiche di ieri sarà effettuato domani venerdì 15 maggio, a partire dalle ore 22.

Si invita la gentile cittadinanza a:

1) Tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni

2) Non esporre all’esterno delle abitazioni cibo, indumenti o giocattoli e altro materiale destinato al contatto diretto con le persone;

3) Non lasciare all'aperto animali domestici.