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Cronaca

Sanità pugliese, conti in rosso: buco da 460 milioni. Allarme su servizi e tasse

Tempo di consuntivi e, con essi, arrivano le prime, pesanti ombre sui conti della sanità pugliese. I dati emersi da un primo riscontro parlano chiaro: le aziende sanitarie della regione avrebbero prodotto un disavanzo complessivo di circa 460 milioni di euro. Una cifra che scuote i palazzi della politica e che accende i riflettori su una gestione finanziaria sempre più sotto pressione.

A spiccare, in negativo, è il deficit dell’ASL Bari, che da sola registrerebbe un passivo di 210 milioni di euro. Un dato che pesa come un macigno sugli equilibri complessivi del sistema sanitario regionale e che rischia di condizionare le scelte dei prossimi mesi. Il quadro che emerge è quello di una sanità in affanno, alle prese con costi crescenti e risorse sempre più limitate.

Le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che marginali. Diventa infatti quasi impossibile immaginare un potenziamento dei servizi in un contesto in cui le aziende sanitarie sarebbero costrette a contenere ulteriormente la spesa. Il personale, già sotto organico in molte realtà pugliesi, rischia di non vedere alcun incremento, con ripercussioni dirette sui tempi di attesa, sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta complessiva del sistema.

La situazione si presenta particolarmente delicata per la nuova giunta regionale, chiamata a fronteggiare un’eredità complessa in un contesto economico non favorevole. Le risorse statali, secondo le prime valutazioni, non sarebbero sufficienti a coprire integralmente il disavanzo. E così, tra le ipotesi allo studio, emergono scenari che preoccupano cittadini e amministratori: l’incremento delle addizionali Irpef e una razionalizzazione della rete ospedaliera.

Quest’ultima potrebbe tradursi in accorpamenti, ridimensionamenti o riorganizzazioni di strutture sanitarie sul territorio, con inevitabili tensioni sociali e politiche. Sullo sfondo resta l’interrogativo più grande: come garantire il diritto alla salute in presenza di conti così compromessi?

Le prossime settimane saranno decisive. Serviranno scelte rapide, ma soprattutto equilibrate, per evitare che il peso del risanamento ricada interamente sui cittadini e su un sistema sanitario che, già oggi, mostra segnali evidenti di sofferenza.

BPPB IN CRESCITA NEL 2025

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Puglia e Basilicata ha approvato, nella seduta di ieri, 24 febbraio, il Progetto di Bilancio al 31 dicembre 2025 che evidenzia risultati positivi sotto il profilo gestionale, strategico e di impegno ESG, confermando altresì la solidità e la capacità di crescita anche in un contesto macroeconomico caratterizzato dalla progressiva riduzione dei tassi di interesse e da persistenti tensioni geopolitiche.

Il 2025 rappresenta il primo esercizio di operatività della Banca successivo alla riorganizzazione territoriale conseguente alla cessione delle 14 filiali a Banco Desio, perfezionata il 7 dicembre 2024.

Sotto il profilo gestionale il risultato di maggior rilievo è rappresentato dalla performance reddituale, con il conseguimento dell’utile netto di esercizio pari a 57,3 mln di euro (+39% rispetto ai 41,3 mln di euro del 2024 che includevano il ramo ceduto).

L’utile ante imposte si attesta a 77,4 mln di euro, in crescita del 23,7%. Il dato comprende un provento non ricorrente di 17 mln di euro, derivante dalla cessione del ramo d’azienda merchant acquiring a Nexi, perfezionata il 31 maggio 2025, e continua a risentire dei costi legati al salvataggio di Eurovita.

Il patrimonio netto contabile si attesta a 405,1 mln di euro in aumento del 13% rispetto a fine 2024 (358,5 mln di euro), mentre il ROE raggiunge il 15% (10,7% al netto dei proventi non ricorrenti).

Sotto il profilo ambientale, sono proseguite le iniziative di efficientamento energetico delle sedi, riduzione dell’impronta ambientale e promozione di comportamenti responsabili, anche attraverso il sostegno a operazioni di finanziamento legate a obiettivi ESG, come i Sustainability-Linked Loans.
Sul piano sociale, il 2025 ha visto l’avvio operativo della Fondazione Banca Popolare di Puglia e Basilicata ETS, costituita per promuovere iniziative di utilità sociale, inclusione, sostegno alle fragilità e valorizzazione del capitale umano nei territori di riferimento.

Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della parità e dell’inclusione: la riconferma della Certificazione per la Parità di Genere, con un punteggio migliorato rispetto all’anno precedente, testimonia la solidità delle politiche adottate e l’efficacia delle azioni intraprese in materia di equità, valorizzazione delle competenze e sviluppo professionale.

All’Assemblea ordinaria dei Soci, convocata per il 27 marzo 2026 in prima convocazione, il Consiglio di Amministrazione proporrà la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,20 euro per azione (+33% rispetto al 2024) e l’accantonamento a riserve per complessivi 45 mln di euro, coerentemente con i risultati conseguiti e con l’obiettivo di mantenere un solido presidio patrimoniale, in linea con la strategia di crescita sostenibile della Banca.

 

“Desidero esprimere, a nome del Consiglio di Amministrazione – dichiara il Presidente della BPPB, Leonardo Patroni Griffi – un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito ai risultati conseguiti nel 2025. Ai Soci, per il costante sostegno; ai Clienti, per la fiducia accordata; e a tutte le Persone della Banca, la cui professionalità, impegno e dedizione rappresentano il vero motore della nostra crescita”.

 

Agevolazione tariffaria per “Trasporto Urbano Anziani/Disabili” Anno 2026

Un intervento concreto a sostegno della mobilità e dell’inclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione. Con delibera di Giunta Comunale approvata ieri, 19 febbraio, l’Amministrazione ha rinnovato e potenziato per il 2026 l’agevolazione tariffaria per il servizio di “Trasporto Urbano Anziani/Disabili”, confermando l’abbonamento mensile ordinario a tariffa ridotta.

La misura è rivolta alle persone anziane over 67, ai cittadini con disabilità purché autosufficienti e deambulanti, nonché ai ciechi civili con i rispettivi accompagnatori. L’obiettivo è garantire il diritto alla mobilità, favorire l’autonomia personale e contrastare il rischio di isolamento sociale, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità economica o fisica.

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di welfare locale orientata all’inclusione e alla prossimità dei servizi. La possibilità di accedere al trasporto urbano a costi calmierati rappresenta infatti uno strumento fondamentale per consentire agli anziani e alle persone con disabilità di raggiungere strutture sanitarie, uffici pubblici, centri di aggregazione, mercati e luoghi di socialità, mantenendo un ruolo attivo nella comunità.

Novità significativa rispetto allo scorso anno è l’adeguamento delle fasce reddituali per l’accesso alle agevolazioni. La revisione tiene conto dell’aumento del costo della vita e dell’innalzamento della soglia di povertà, elementi che hanno inciso in modo rilevante sul potere d’acquisto delle famiglie. L’aggiornamento dei parametri consentirà una distribuzione più equa della quota di compartecipazione al costo del servizio, ampliando la platea dei beneficiari e calibrando il contributo richiesto in base alle effettive condizioni economiche.

Con questa delibera, l’Amministrazione ribadisce l’attenzione verso le politiche sociali e la volontà di rafforzare una rete di sostegno concreta, capace di rispondere ai bisogni quotidiani dei cittadini più vulnerabili, promuovendo al tempo stesso dignità, autonomia e partecipazione attiva alla vita cittadina.

Gravina in Puglia, al via le operazioni ordinarie di esumazione ed estumulazione: ecco tempi e modalità

Con un’apposita ordinanza sindacale, il Comune di Gravina in Puglia ha disposto l’avvio delle operazioni ordinarie di esumazione ed estumulazione delle salme dei defunti i cui nominativi sono riportati negli elenchi allegati e consultabili tramite il link indicato nel provvedimento.

Si tratta di interventi programmati nell’ambito della regolare gestione cimiteriale, finalizzati a garantire un’adeguata organizzazione degli spazi e il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa vigente in materia di concessioni e rotazione delle sepolture.

Le attività cimiteriali prenderanno il via a partire dalle ore 8:30 e saranno effettuate quotidianamente, con esclusione dei giorni festivi.

Il calendario potrà tuttavia subire variazioni in presenza di particolari esigenze di servizio o per cause di forza maggiore, quali condizioni meteorologiche avverse, problemi tecnici o altre situazioni impreviste che rendano necessario un rinvio temporaneo degli interventi.

L’Amministrazione comunale invita i familiari e i congiunti dei defunti interessati dalle operazioni a prendere contatto con gli uffici competenti per ricevere chiarimenti, informazioni dettagliate o eventuale assistenza.

È possibile rivolgersi a:

·         Ufficio Servizi Cimiteriali del Comune di Gravina in Puglia, con sede presso il Palazzo di Città in via Vittorio Veneto n. 12.
L’ufficio è aperto al pubblico nei giorni di martedì e giovedì, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 17:30.
In alternativa, è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica ordinaria:
servizi.cimiteriali@comune.gravina.ba.it

·         Personale della D.R. Multiservice S.r.l., operante presso il cimitero comunale, disponibile durante i giorni e gli orari di apertura al pubblico.

 

L’Amministrazione sottolinea l’importanza della collaborazione dei familiari per assicurare lo svolgimento delle operazioni nel rispetto della dignità dei defunti e della sensibilità dei congiunti, garantendo al contempo un servizio ordinato ed efficiente per l’intera comunità.

Inclusione e innovazione: contributi a fondo perduto per le imprese

La Regione Puglia sostiene l’adeguamento dei luoghi di lavoro e il telelavoro per persone con disabilità. Un’opportunità concreta anche per le aziende di Gravina.

È ufficialmente attivo l’Avviso Pubblico della Regione Puglia che mette a disposizione contributi a fondo perduto destinati ai datori di lavoro pubblici e privati per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Un’iniziativa che rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche un investimento in responsabilità sociale, innovazione organizzativa e sviluppo sostenibile del territorio.

L’invito è chiaro: le aziende gravinesi sono chiamate a cogliere questa opportunità per rendere i propri ambienti di lavoro più accessibili, moderni e inclusivi.

Il bando prevede contributi per:

  • Adeguamento del posto di lavoro in azienda

  • Rimozione delle barriere architettoniche presenti negli ambienti aziendali

  • Sviluppo di soluzioni di telelavoro, favorendo strumenti e tecnologie inclusive

Gli interventi sono rivolti a lavoratori con disabilità con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, già assunti a tempo indeterminato al momento della presentazione della domanda.

Si tratta di misure che consentono alle imprese di migliorare concretamente le condizioni operative dei propri dipendenti, rafforzando allo stesso tempo la propria immagine come realtà attente all’inclusione e alla sostenibilità sociale.

Un’occasione per il tessuto produttivo gravinese

Il tessuto imprenditoriale di Gravina – dalle realtà artigianali alle aziende manifatturiere, dalle imprese di servizi fino agli enti pubblici – può trovare in questo Avviso uno strumento strategico.

Investire nell’accessibilità significa:

  • valorizzare le competenze interne

  • migliorare il clima aziendale

  • adeguarsi agli standard moderni di inclusione

  • rafforzare la competitività

Le imprese che sapranno intercettare questi fondi potranno non solo ridurre i costi degli interventi strutturali e tecnologici, ma anche contribuire a costruire una comunità lavorativa più equa e inclusiva.

La procedura è interamente telematica attraverso il portale ufficiale Sistema Puglia.

L’iter prevede:

  1. Registrazione preliminare dell’azienda/Ente richiedente secondo la procedura pubblicata sul portale.

  2. Validazione dei dati da parte dell’ufficio competente (con eventuali richieste di integrazione o rettifica).

  3. Solo dopo la validazione, sarà possibile inoltrare la domanda di contributo.

Le domande potranno essere presentate dal giorno successivo alla validazione e fino alle ore 12.00 del 30 aprile 2026, esclusivamente online, utilizzando la modulistica disponibile sul portale.

La richiesta dovrà essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante dell’azienda o dell’Ente, pena l’esclusione.

L’Avviso non è soltanto un bando, ma un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra impresa e comunità.

Le aziende gravinesi sono chiamate a informarsi tempestivamente, valutare i propri fabbisogni strutturali e tecnologici e avviare per tempo la procedura di registrazione, così da non perdere una misura che può trasformarsi in valore economico e sociale.

 

L’inclusione non è solo un dovere normativo: è una scelta di crescita.

Liste d’attesa, il piano accelera ma lascia ferite aperte: un successo che sa di sconfitta

A leggere i dati resi pubblici dalla Regione Puglia emerge un quadro in chiaroscuro, dove l’efficienza organizzativa si intreccia con un’amara constatazione sociale. Il piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa sembra infatti produrre risultati concreti: dal 2 febbraio 2026 al 19 febbraio scorso, quasi un terzo dei cittadini in attesa di una prestazione con priorità U (urgente) o B (breve) — target condiviso tra aziende sanitarie e Regione — è stato contattato dalle dieci aziende ed enti del servizio sanitario regionale.

Un dato che, letto in superficie, racconta di una macchina amministrativa che si è rimessa in moto. Telefonate, ricontatti, agende riaperte: segnali di una volontà chiara di intervenire su uno dei nodi più critici della sanità pubblica, quello delle attese che troppo spesso si trasformano in rinunce o in percorsi alternativi.

Eppure, accanto a questo risultato, si staglia un numero che pesa come un macigno: 9.357 tra rifiuti e disdette, pari a circa il 25% dei pazienti contattati, hanno dichiarato di aver già eseguito la prestazione a pagamento. Un quarto delle persone che attendevano una risposta dal sistema pubblico ha scelto — o è stata costretta — a rivolgersi al privato.

È qui che il successo organizzativo si incrina. Perché se da un lato il piano dimostra che intervenire è possibile, dall’altro certifica una sconfitta del Servizio Sanitario Nazionale: quella di non essere riuscito a garantire nei tempi necessari un diritto fondamentale come la cura. Chi ha avuto disponibilità economiche ha potuto accorciare l’attesa pagando di tasca propria. Chi non le aveva, ha dovuto continuare ad aspettare.

Il dato non è solo statistico, è sociale. Racconta di una frattura che si allarga tra chi può permettersi di scegliere e chi resta vincolato ai tempi del pubblico. E interroga profondamente le istituzioni: abbattere le liste è indispensabile, ma lo è altrettanto evitare che il sistema produca, anche involontariamente, una selezione per censo nell’accesso alle prestazioni.

Il piano straordinario in Puglia dimostra che la rotta può essere corretta. Ma quei 9.357 cittadini che hanno già pagato per curarsi sono il segno che la fiducia, una volta incrinata, è difficile da ricostruire. E che la vera sfida non è soltanto smaltire le liste, ma restituire al servizio pubblico la capacità di garantire equità, tempestività e universalità. Perché quando la salute diventa una questione di possibilità economiche, non è solo un sistema a perdere: è un principio costituzionale a vacillare.

Piogge abbondanti, la Puglia torna a sperare: invasi in crescita e crisi idrica meno pressante per il 2026

Le piogge insistenti che stanno interessando la Puglia in queste settimane aprono uno spiraglio di ottimismo dopo stagioni segnate dall’emergenza idrica. I dati più recenti parlano chiaro: negli invasi della regione si registrano complessivamente circa 200 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una riserva significativa che garantisce, almeno per ora, una buona disponibilità per gli usi civili.

Il livello delle principali dighe che riforniscono il territorio pugliese è in netta crescita,  un’inversione di tendenza che arriva dopo mesi in cui il tema della siccità aveva alimentato forti preoccupazioni tra cittadini, agricoltori e amministratori locali.

Le precipitazioni continue hanno consentito un progressivo riempimento dei bacini, con effetti immediati sulla sicurezza dell’approvvigionamento idrico domestico. Una condizione che, se consolidata nei prossimi mesi, potrebbe consentire di affrontare il 2026 con maggiore serenità almeno sul fronte civile.

A rendersi conto direttamente della situazione sono stati gli assessori regionali Piemontese, delegato alle Risorse idriche, e Paolicelli, con delega all’Agricoltura, che hanno effettuato sopralluoghi presso gli impianti per verificare lo stato degli invasi e delle infrastrutture.

Dalle verifiche è emerso un quadro incoraggiante: le riserve stanno crescendo in maniera significativa, un dato che offre respiro non solo alle famiglie ma anche al comparto produttivo, tradizionalmente tra i più esposti agli effetti della scarsità d’acqua.

Soddisfatto anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, che sottolinea l’importanza del momento: «Per fortuna gli invasi in questi giorni si stanno riempiendo e almeno per il 2026 la crisi idrica potrebbe allentare la morsa, almeno per gli usi civili».

Un’affermazione che, pur mantenendo la cautela necessaria in un contesto climatico sempre più imprevedibile, restituisce fiducia a un territorio che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con razionamenti e piani straordinari di gestione delle risorse.

Resta alta l’attenzione della Regione sulla necessità di programmare interventi strutturali per la gestione sostenibile dell’acqua. Le piogge rappresentano una boccata d’ossigeno, ma la sfida della resilienza idrica richiede investimenti in infrastrutture, manutenzione delle reti e politiche di risparmio.

Per ora, però, la Puglia può guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia: i numeri parlano di invasi più pieni e di un’emergenza che, almeno sul fronte degli usi civili, sembra destinata ad attenuarsi.