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Cronaca

Vent’anni dopo la tragedia di Gravina: il padre di Ciccio e Tore non smette di chiedere verità

A vent’anni dalla scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, per tutti Ciccio e Tore, il dolore resta immutato e la ricerca della verità continua a rappresentare una battaglia che il padre, Filippo Pappalardi, non ha mai abbandonato. I due fratellini di Gravina in Puglia sparirono il 5 giugno 2006, dando origine a uno dei casi più drammatici e discussi della cronaca italiana recente.

«Mi sembra sia accaduto ieri. Il tempo non passa. Penso a loro ogni giorno: è una ferita aperta», ha più volte ribadito Filippo Pappalardi, che ancora oggi non si rassegna alle conclusioni giudiziarie sulla morte dei suoi figli e continua a chiedere che il caso venga nuovamente esaminato dagli organi competenti.

La vicenda sconvolse l’intero Paese. Per mesi si susseguirono ricerche, ipotesi investigative e ricostruzioni contrastanti, fino al tragico epilogo del febbraio 2008, quando i corpi dei due bambini furono ritrovati all’interno del pozzo di un edificio abbandonato di Gravina, il rudere conosciuto come “Le Cento Stanze”. Quella scoperta segnò una svolta decisiva nell’inchiesta e fece cadere le accuse nei confronti del padre, che nel novembre 2007 era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso i figli. Dopo mesi di detenzione, Filippo Pappalardi venne scarcerato nell’aprile del 2008.

Da allora, però, l’uomo non ha mai smesso di sostenere che sulla morte di Ciccio e Tore restino ancora interrogativi irrisolti. Convinto che non tutte le circostanze siano state chiarite, continua a sollecitare una riapertura delle indagini, richiamando l’attenzione sui recenti sviluppi che hanno riportato sotto i riflettori altri celebri casi di cronaca nera, come quello di Garlasco. Una richiesta che nasce dalla volontà di ottenere risposte definitive e di accertare eventuali responsabilità che, a suo giudizio, non sarebbero state adeguatamente approfondite.

Nel corso degli anni, la tragedia di Gravina ha continuato a suscitare interesse e dibattito anche tra esperti e studiosi del settore investigativo. Tra coloro che hanno dedicato attenzione al caso vi sono il generale dei RIS Luciano Garofano e il giornalista Mauro Valentini, autori del volume “Ciccio e Tore. Il mistero di Gravina”, pubblicato cinque anni fa. Il libro ripercorre le tappe della vicenda, analizzando gli elementi più controversi e le numerose domande che ancora oggi alimentano il confronto pubblico.

A distanza di due decenni, mentre il ricordo di Ciccio e Tore resta vivo nella memoria collettiva, la determinazione del padre continua a rappresentare uno degli aspetti più significativi di una storia che, per molti, non ha ancora smesso di interrogare coscienze e opinione pubblica. Per Filippo Pappalardi il tempo non ha attenuato il dolore né spento il desiderio di conoscere tutta la verità su quanto accadde ai suoi figli in quel tragico giugno del 2006.

DISABILI ESCLUSI E COSTRETTI A ESSERE SOLLEVATI A MANO: UNA VERGOGNA CHE OFFENDE LA DIGNITÀ UMANA

È triste dover tornare, ancora una volta, a denunciare episodi che offendono la dignità delle persone e che riportano indietro le lancette dell'inclusione e del rispetto dei diritti.

È accaduto martedì sera scorso, in occasione del concerto organizzato per i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso. Negli anni precedenti, alle persone con disabilità in carrozzina veniva riservata un'area dedicata davanti al palco, oltre le transenne, per consentire loro di assistere allo spettacolo in condizioni di pari dignità rispetto agli altri spettatori.

Questa volta, invece, gli organizzatori hanno scelto di relegare le persone con disabilità nel piazzale dell'edificio scolastico “San Giovanni Bosco”, in una posizione separata dal resto del pubblico e sensibilmente decentrata rispetto al palco. Una scelta già discutibile sotto il profilo dell'inclusione, ma che si è rivelata ancora più grave quando si è constatato che l'area individuata non era neppure accessibile.

Per raggiungerla, infatti, era necessario superare due gradini. Nessuna pedana, nessuno scivolo, nessuna soluzione che consentisse l'accesso autonomo alle carrozzine. Una barriera architettonica tanto evidente quanto inaccettabile.

La conseguenza è stata umiliante: ragazzi e carrozzine hanno dovuto essere sollevati di peso da altre persone per poter accedere allo spazio loro destinato. Una scena che non dovrebbe mai verificarsi in una manifestazione pubblica nel 2026 e che testimonia una sconcertante mancanza di attenzione verso chi vive quotidianamente difficoltà di deambulazione.

Le segnalazioni giunte alla nostra redazione da parte di alcuni dei diretti interessati suscitano amarezza e indignazione. Mentre istituzioni, associazioni e cittadini si impegnano ogni giorno per costruire una società più inclusiva, c'è ancora chi dimostra di considerare l'accessibilità un dettaglio secondario.

Quelle persone erano presenti per vivere una serata di festa, divertirsi e condividere un momento di comunità come tutti gli altri. Invece si sono ritrovate a dover affrontare ostacoli, disagi e un trattamento mortificante, quasi fossero oggetti da spostare e non cittadini titolari degli stessi diritti.

Di fronte a quanto accaduto, una parola emerge con forza su tutte: vergogna.

Vergogna per un'organizzazione che non ha previsto l'accessibilità di uno spazio destinato proprio alle persone con disabilità. Vergogna per un episodio che non avrebbe dovuto verificarsi. E vergogna perché, ancora oggi, c'è chi è costretto a chiedere ciò che dovrebbe essere garantito per diritto.

Qualcuno abbia almeno il coraggio di riconoscere l'errore e di chiedere pubblicamente scusa.

Centri per la Famiglia, dalla Regione circa 4 milioni per il rafforzamento della rete

Aperti da ieri, lunedì 1 giugno, i termini per la presentazione delle Manifestazioni di Interesse nell’ambito dell’Avviso pubblico “Rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia”, finalizzato a potenziare sui territori regionali la rete dei Centri per la Famiglia attraverso il rafforzamento dei servizi erogati alla cittadinanza.
Con un investimento complessivo di 3.905.000 euro, reso possibile grazie all’adesione dell’assessorato al Welfare all’Avviso pubblico ministeriale dedicato al rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia, la Regione Puglia punta a consolidare e ampliare i servizi territoriali rivolti alle famiglie, con particolare attenzione ai bisogni educativi, sociali e relazionali di bambini, adolescenti e genitori.
L’intervento entra ora nella fase operativa e prevede la presentazione di proposte progettuali da parte degli Ambiti Territoriali Sociali e dei Consorzi pugliesi, in collaborazione con i Centri Servizi Famiglie presenti nei rispettivi territori, con l’obiettivo di rafforzare i servizi esistenti e attivare nuovi presìdi laddove la rete risulti meno strutturata. Il termine ultimo per l’invio dei progetti è fissato per il 15 luglio 2026.
I quasi cento presìdi territoriali già attivi saranno ulteriormente potenziati per garantire una presenza più capillare, accessibile e prossima ai cittadini, con particolare attenzione alle aree periferiche e interne. Veri luoghi di prossimità sociale, ascolto e accompagnamento, i Centri per la Famiglia rappresentano uno strumento di welfare territoriale volto a sostenere le famiglie nelle fragilità quotidiane, promuovere relazioni positive e intercettare tempestivamente i bisogni emergenti.
L’Avviso si articola in tre linee di intervento: la prima prevede il potenziamento dei Centri per la Famiglia già attivi e l’avvio e consolidamento di quelli di nuova attivazione, con il rafforzamento del ruolo informativo sui servizi, le risorse e le opportunità educative, sociali, sanitarie, economiche, scolastiche e del tempo libero rivolte alle famiglie. È previsto il miglioramento dell’accessibilità delle informazioni anche attraverso sportelli dedicati non esclusivamente digitali, così da raggiungere anche le persone meno digitalizzate o in condizione di fragilità. Le azioni comprendono la continuità oraria dei Centri e degli sportelli e l’incremento della capillarità dell’offerta attraverso nuove sedi e nuovi sportelli di prossimità. La seconda linea riguarda i servizi di ascolto per adolescenti e genitori, attraverso la creazione di spazi di ascolto tempestivo e l’attivazione di consulenze psico-pedagogiche individuali e di gruppo. Le attività sono finalizzate a sostenere le famiglie nella gestione delle difficoltà relazionali ed emotive, rafforzare le competenze genitoriali e prevenire situazioni di disagio, promuovendo il benessere e la collaborazione all’interno del nucleo familiare. La terza linea interviene sui primi mille giorni di vita del bambino, attraverso la promozione di figure di sostegno alla maternità e alla famiglia, come l’assistente materna, con funzioni di supporto relazionale alla donna in gravidanza e alla famiglia fino al primo anno di vita del bambino, anche mediante interventi domiciliari di ascolto, orientamento e accompagnamento nella quotidianità.
Sono inoltre previsti percorsi di home visiting in collaborazione con i servizi sanitari territoriali, attività informative sui percorsi nascita e momenti di confronto e sostegno tra neogenitori, con l’obiettivo di intercettare rapidamente situazioni di fragilità e rafforzare le reti di supporto.
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo: politichefamiliari.regionepuglia@pec.rupar.puglia.it.

BPPB tra i “Leader della Sostenibilità 2026”: unica banca pugliese in classifica

Banca Popolare di Puglia e Basilicata entra tra i “Leader della Sostenibilità 2026”, la classifica realizzata da Statista in collaborazione con Il Sole 24 Ore e pubblicata il 20 maggio 2026.

La graduatoria seleziona 240 aziende italiane che si distinguono per le proprie performance nei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), sulla base dell’analisi dei bilanci e dei report di sostenibilità.

BPPB figura tra le 18 banche italiane presenti nell’edizione 2026 ed è l’unico istituto con sede legale in Puglia ad aver ottenuto questo riconoscimento.

La valutazione ha preso in esame i principali ambiti ESG: la gestione delle emissioni, dei consumi energetici e delle risorse sul fronte ambientale; le politiche di inclusione, sicurezza, formazione e valorizzazione delle persone in ambito sociale; la trasparenza, la solidità e la qualità dei processi aziendali per quanto riguarda la governance.

Secondo la nota metodologica degli organizzatori, la selezione è stata effettuata sulla base di dati pubblici e delle informazioni fornite dalle aziende partecipanti, con riferimento prevalente all’esercizio 2024.

L’inserimento nella classifica conferma l’impegno di Banca Popolare di Puglia e Basilicata nel perseguire un modello di crescita sostenibile, fondato su responsabilità, attenzione alle persone e valorizzazione dei territori di riferimento.

Discarica a cielo aperto davanti alla pineta: nuovo abbandono di rifiuti, cresce il degrado e aumenta il costo per la comunità

Non si è fatto neppure in tempo a rimuovere i rifiuti che erano stati impropriamente depositati nei pressi dell’emporio, di fronte alla pineta, che l’area è tornata nuovamente a riempirsi di materiali abbandonati e oggetti ormai inutilizzabili. Una situazione che si ripete con preoccupante frequenza e che restituisce l’immagine di una zona sempre più segnata dal degrado.

Lo scenario che si presenta agli occhi di residenti e visitatori è tutt’altro che decoroso: cumuli di rifiuti lasciati senza alcun rispetto per l’ambiente e per il bene comune, in un punto particolarmente visibile del territorio. Un comportamento irresponsabile che contribuisce a deturpare l’area e ad alimentare un fenomeno difficile da contrastare.

Il timore, purtroppo fondato dall’esperienza, è che questi episodi possano generare un pericoloso effetto emulazione. Quando i rifiuti vengono abbandonati impunemente, infatti, altri incivili finiscono spesso per seguire lo stesso esempio, trasformando progressivamente il luogo in una vera e propria discarica abusiva.

Di fronte a questa ennesima segnalazione, torna d’attualità la richiesta di interventi più incisivi da parte dell’Amministrazione Comunale. Sarebbe auspicabile l’adozione di ulteriori misure di controllo e prevenzione, anche attraverso sistemi che consentano di individuare e sanzionare i responsabili di questi comportamenti.

Va inoltre ricordato che la rimozione dei rifiuti abbandonati non è priva di conseguenze economiche. Gli interventi vengono effettuati grazie a uno specifico accordo con la società “Raccolio”, ma comportano costi aggiuntivi che finiscono inevitabilmente per gravare sull’intera collettività. In altre parole, l’inciviltà di pochi si traduce in un danno ambientale per tutti e in un ulteriore peso economico a carico dei cittadini.

Un problema che non riguarda soltanto il decoro urbano, ma anche il rispetto delle regole e delle risorse pubbliche, e che richiede risposte concrete per impedire che il degrado continui ad avanzare.

DISINFESTAZIONE ADULTICIDA DOMANI

Domani 3 giugno, a partire dalle ore 22.00, è previsto un intervento di disinfestazione adulticida che riguarderà tutta la Città.

In via del tutto precauzionale, si invita la cittadinanza a chiudere porte e finestre e a non lasciare all'esterno cibo, animali domestici e biancheria.

Parco dell’Alta Murgia, al via il piano antincendio estivo: rafforzata la rete di sorveglianza e pronto intervento

Con l'avvicinarsi della stagione più calda, ripartono le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi sul territorio del Parco dell’Alta Murgia, un impegno fondamentale per la tutela del patrimonio naturale e per la sicurezza delle comunità locali. Le misure antincendio rappresentano infatti uno strumento essenziale per ridurre il rischio di roghi, garantire un rapido intervento in caso di emergenza e limitare i danni all'ambiente.

Anche quest'anno l'Ente punta sulla collaborazione con il territorio, coinvolgendo associazioni di volontariato, aziende agricole e operatori zootecnici nella costruzione di una rete capillare di monitoraggio e supporto operativo. L'obiettivo è individuare tempestivamente eventuali focolai e consentire l'immediata attivazione delle squadre di pronto intervento.

Per questo motivo sono stati pubblicati due distinti avvisi pubblici.

Il primo è rivolto alle associazioni di volontariato interessate a partecipare alle attività di prevenzione incendi. Le realtà che aderiranno saranno impegnate nell'intensificazione del monitoraggio del territorio durante il periodo di massimo rischio estivo, attraverso il pattugliamento delle aree del Parco e, se necessario, l'accompagnamento delle squadre di spegnimento durante le operazioni di intervento. Le attività saranno svolte a supporto dei Vigili del Fuoco e degli operatori Arif Puglia. La convenzione prevede il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento del servizio.

Il secondo avviso è invece destinato agli operatori agro-zootecnici, chiamati a svolgere un ruolo strategico nelle azioni di prevenzione. Gli aderenti metteranno a disposizione risorse idriche a supporto dei mezzi antincendio boschivo di minori dimensioni e contribuiranno all'attività di avvistamento, garantendo la segnalazione immediata di eventuali incendi. Anche in questo caso l'azione sarà coordinata con Vigili del Fuoco e operatori Arif Puglia, sotto la regia della Soup, la Sala operativa unificata permanente regionale.

L'iniziativa conferma l'importanza della collaborazione tra istituzioni, volontariato e mondo agricolo per rafforzare la capacità di prevenzione e risposta agli incendi boschivi, fenomeno che durante i mesi estivi continua a rappresentare una delle principali minacce per gli ecosistemi del territorio.