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“Reflui nel Bosco Difesa Grande: un progetto da milioni di euro deciso senza la città?”
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12 Gen 2026
- Ultima modifica il Lunedì, 12 Gennaio 2026 16:56
- Pubblicato Lunedì, 12 Gennaio 2026 16:56
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Con la determina dirigenziale del 18 novembre scorso torna prepotentemente alla ribalta il progetto denominato “Utilizzo dei reflui trattati e affinati per le operazioni di antincendio boschivo e riuso ambientale del SIC ‘Bosco Difesa Grande’”. Un atto amministrativo che, di fatto, certifica come l’iter non solo non si sia mai arrestato, ma stia procedendo con decisione verso la sua realizzazione.
Il dato più rilevante, tuttavia, non è tanto la prosecuzione tecnica del progetto, quanto il silenzio che lo circonda. La popolazione di Gravina in Puglia risulta sostanzialmente all’oscuro degli sviluppi, nonostante gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale nel luglio 2022. In quell’occasione, infatti, veniva annunciata la volontà di coinvolgere l’intera cittadinanza — con particolare attenzione alle associazioni ambientaliste — per raccogliere osservazioni, suggerimenti e spunti di riflessione, condividendo apertamente le scelte progettuali relative al Bosco Difesa Grande. Un nuovo incontro pubblico era stato promesso per il mese di settembre dello stesso anno. Incontro che, ad oggi, non risulta mai essersi svolto.
In realtà anni fa ci fu un incontro ristretto con l’allora assessora Schinco, delegata al bosco, in quell’occasione promise che il progetto andava rivisto nel senso che l’impianto non sarebbe stato portato all’interno del bosco ma al momento anche in questo si “naviga nel buio”.
Nel frattempo, però, gli atti amministrativi raccontano un’altra storia. Con deliberazione di Giunta Comunale del 18 aprile 2025 è stato approvato il progetto definitivo, affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da ARKE’ Ingegneria S.r.l., F4 Ingegneria S.r.l., Engineering Tecno Project S.r.l., dal prof. ing. Alberto Ferruccio Piccinni, dall’arch. Giuseppe Graziani, dal geol. Filippo Zuccaro, dalla biologa Mariateresa Paciolla e dall’archeologa Lucia Colangelo. Un passaggio formale che conferma come l’opera sia ormai incardinata su binari difficilmente reversibili.
Il risultato è che la città rischia di ritrovarsi con un intervento fortemente contestato da una parte significativa della comunità, mai realmente coinvolta in un confronto pubblico strutturato. A ciò si aggiunge un interrogativo tutt’altro che marginale: quello legato ai costi di gestione dell’opera, sui quali — secondo molti cittadini — non è mai stata fornita una spiegazione chiara e dettagliata.
Resta quindi la sensazione di un progetto calato dall’alto, portato avanti più attraverso determine e delibere che mediante un percorso di partecipazione e condivisione. E sullo sfondo aleggia un dubbio amaro: che la gestione di un finanziamento superiore ai cinque milioni di euro possa aver avuto un peso determinante nel procedere spediti, nonostante le perplessità e il dissenso di una parte della città.
Nuova sede della Polizia Locale: Gravina inaugura una struttura d’eccellenza nel giorno di San Sebastiano
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12 Gen 2026
- Ultima modifica il Lunedì, 12 Gennaio 2026 07:52
- Pubblicato Lunedì, 12 Gennaio 2026 07:52
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Dopo anni trascorsi in sedi anguste e poco funzionali, la Polizia Locale di Gravina si appresta finalmente a voltare pagina. Tra una settimana, infatti, sarà operativa la nuova sede del comando, ubicata presso il Centro Servizi in zona PIP: una struttura moderna e funzionale che poche città possono vantare, dotata di attrezzature informatiche ed elettroniche di ultima generazione e concepita per agevolare in maniera significativa il lavoro quotidiano dei “vigili urbani”.
Un traguardo atteso da tempo che giunge in una data dal forte valore simbolico. Il prossimo 20 gennaio, come da tradizione, la Chiesa celebra San Sebastiano, patrono della Polizia Locale. A Gravina questa ricorrenza è sempre stata occasione per tracciare un bilancio delle attività svolte e per delineare obiettivi e prospettive future del Corpo. Quest’anno, però, l’appuntamento assume un significato ancora più rilevante.
Alle ore 10 è infatti previsto il taglio del nastro della nuova sede, alla presenza del Prefetto di Bari e delle principali autorità civili e militari. A seguire, alle ore 11.30, si terrà la cerimonia religiosa presso la concattedrale di Santa Maria Assunta, momento di raccoglimento e condivisione per operatori e cittadini.
Se da un lato la nuova struttura rappresenta un evidente salto di qualità in termini di efficienza e dotazioni, dall’altro non mancano alcune perplessità legate alla sua collocazione. La sede in zona PIP, infatti, potrebbe risultare poco agevole da raggiungere per i cittadini che necessitano di servizi immediati o di contatti diretti con il comando. Proprio per ovviare a queste difficoltà, era stata prevista l’istituzione di un front office presso la Pretura cittadina, ma al momento su questo fronte tutto sembra ancora fermo.
Per fare chiarezza sulla questione, abbiamo interpellato il comandante della Polizia Locale, Simone Lamuraglia, il quale ha voluto rassicurare la cittadinanza. Pur ammettendo di non poter indicare tempi certi, il comandante ha confermato che sono in corso interlocuzioni e una corrispondenza formale con il Ministero della Giustizia per definire le modalità di condivisione degli spazi necessari all’apertura del front office.
In attesa che anche questo tassello vada al suo posto, l’inaugurazione della nuova sede resta comunque un momento storico per Gravina e per la sua Polizia Locale: un segnale concreto di attenzione verso la sicurezza urbana e verso chi, ogni giorno, opera al servizio della comunità.
Circa 600 mila euro per l’ammodernamento delle scuole Ingannamorte, Santomasi e S. Giovanni Bosco
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08 Gen 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2026 17:13
- Pubblicato Giovedì, 08 Gennaio 2026 17:13
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A tanto ammonta la cifra reperita dall’Amministrazione nell’ambito dell’Avviso pubblico per l’erogazione di contributi in favore degli enti locali destinati all'adeguamento alle norme di prevenzione e protezione antincendio e per la realizzazione di interventi urgenti di messa in sicurezza di edifici pubblici adibiti ad uso scolastico del primo e del secondo ciclo di istruzione. La graduatoria che ha visto il nostro Comune premiato per ben tre tranche rientra nella Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università – Investimento 3.3: Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica, progetti in essere del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.
La scelta tra adeguamento antincendio e interventi urgenti di messa in sicurezza riguarda le seguenti tipologie di intervento:
◦ interventi conseguenti a episodi certificati di crollo di solai e controsoffitti;
◦ interventi urgenti a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali e non prevedibili, documentati e accertati;
◦ interventi necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità a seguito di chiusura disposta da Autorità competente;
◦ interventi di rimozione e bonifica dell’amianto;
◦ interventi di abbattimento delle barriere architettoniche;
◦ interventi per bonifica gas radon in caso di superamento dei limiti di legge.
Dichiarazione del Sindaco Fedele Lagreca: “Fin dall’inizio del mandato amministrativo, abbiamo messo al centro della nostra azione la scuola ed i suoi bisogni. Con questo importante risultato possiamo avviare l’ammodernamento di tre plessi scolastici cittadini, in nome di quella sicurezza che oggi più che mai viene avvertita come un’esigenza imprescindibile: i nostri ragazzi devono poter studiare in luoghi riqualificati secondo le esigenze dell’oggi e le tecnologie più avanzate. Esprimo il mio ringraziamento al vicesindaco Filippo Ferrante per essersi prodigato nel reperimento dei fondi, e agli uffici per il lavoro sempre svolto con professionalità e celerità”.
Cohousing, buone idee ferme al palo: Gravina ancora in ritardo
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09 Gen 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 09 Gennaio 2026 09:16
- Pubblicato Venerdì, 09 Gennaio 2026 09:16
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Come spesso accade in questa città, si è tra i primi a elaborare idee progettuali innovative, ma poi tra gli ultimi a tradurle in realtà. Un copione già visto, che si ripete anche sul fronte del cohousing, o delle cosiddette “case diffuse”.
La proposta era già stata fatta alla seconda amministrazione Valente e successivamente rifatta all’attuale amministrazione comunale. Tuttavia, a oggi, non si è registrata alcuna concreta volontà di procedere, lasciando l’iniziativa in un limbo fatto di buone intenzioni e nessun atto operativo.
Il cohousing rappresenta un modo nuovo di concepire gli spazi dell’abitare: nato nel Nord Europa, si è evoluto assumendo caratteristiche diverse nei vari Paesi, adattandosi alle culture e ai bisogni locali. Si tratta di una soluzione particolarmente efficace sotto il profilo del welfare, soprattutto per la coabitazione di persone anziane all’interno di contesti di assistenza sociale sostenuti dalle amministrazioni comunali, capaci di rispondere a esigenze abitative, relazionali ed economiche sempre più diffuse.
In altre realtà, anche nel Sud Italia, queste idee stanno già trovando applicazione. In Puglia, ad esempio, è in fase di attuazione il modello promosso dal Centro Studi Nazionale sul Cohousing di Confabitare, in collaborazione con l’Associazione Cohousing Puglia: piccoli moduli abitativi inseriti in spazi comuni dotati di orti comunitari, lavanderie condivise, piscina, clubhouse e foresteria.
A Gravina, invece, sembra che si sia ancora lontani anni luce dal concepire e, soprattutto, dal realizzare scelte di questo tipo. Resta da chiedersi se e quando la città riuscirà finalmente a trasformare le idee in fatti concreti o se deve sempre essere sottomessa a logiche di interesse spartitorie.
Approvazione Piano Esecutivo di Gestione (PEG) provvisorio
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08 Gen 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2026 06:41
- Pubblicato Giovedì, 08 Gennaio 2026 06:41
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La prima delibera adottata dalla Giunta Esecutiva ha riguardato l’approvazione del PEG provvisorio stante il differimento al 28 febbraio del termine ultimo per l'approvazione del Bilancio Pluriennale Finanziario 2026-2028, giusto decreto del Ministro dell'Interno del 24/12/2025.
Il Piano Esecutivo di Gestione prevede, tra l’altro, l’assegnazione delle risorse finanziarie ai dirigenti/responsabili di servizio al fine di assicurare la prosecuzione dell’attività dell’ente dando atto che:
a) possono essere impegnate solo spese correnti e le eventuali spese correlate, riguardanti le partite di giro, mentre per le spese in conto capitale sono ammesse solamente i lavori pubblici o altri interventi di somma urgenza;
b) possono essere assunti mensilmente, per ciascun programma, impegni di spesa corrente non superiori a un dodicesimo delle somme complessivamente previste, al netto delle somme già impegnate negli esercizi precedenti e di quelle accantonate nel fondo pluriennale vincolato;
c) sono escluse dai limiti dei dodicesimi le spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di frazionamento in dodicesimi.
Liste d’attesa, la svolta della Regione Puglia: ambulatori aperti fino a sera e controlli sulle prescrizioni
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09 Gen 2026
- Ultima modifica il Venerdì, 09 Gennaio 2026 08:25
- Pubblicato Venerdì, 09 Gennaio 2026 08:25
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«Ridurre le liste d’attesa». Era stato uno dei primi impegni annunciati da Antonio Decaro all’indomani della vittoria elettorale di novembre, che lo ha portato a succedere a Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia. A distanza di poche settimane, quell’annuncio si traduce ora in un provvedimento concreto: è infatti imminente l’adozione di misure urgenti per l’abbattimento dei tempi di attesa nella sanità regionale.
Il pacchetto di interventi, secondo quanto trapela, conferma alcune leve già anticipate in campagna elettorale, a partire dall’ampliamento degli orari di apertura degli ambulatori, ma introduce anche novità rilevanti che incidono sull’organizzazione delle prestazioni e sul controllo dell’appropriatezza prescrittiva.
Il provvedimento prevede innanzitutto che, entro 15 giorni dalla sua adozione, le Asl e gli enti del sistema sanitario regionale presentino un piano sperimentale valido dal 1° febbraio al 30 giugno, finalizzato allo smaltimento delle liste d’attesa. Priorità assoluta sarà data alle prescrizioni classificate come urgenti e brevi, quelle che – secondo l’ultimo report di monitoraggio della Regione Puglia – concentrano le maggiori criticità.
Tra le misure operative spicca la possibilità di estendere l’attività degli ambulatori specialistici e dei servizi di diagnostica fino alle ore 23, includendo anche i fine settimana. Le Asl, inoltre, potranno proporre soluzioni alternative purché ritenute efficaci per incrementare il numero di prestazioni erogate.
Particolare attenzione è rivolta anche al delicato equilibrio tra attività istituzionale e intramoenia. Le aziende sanitarie dovranno presentare una relazione di verifica sul rispetto delle regole: in caso di violazioni, sono previste sanzioni fino alla sospensione dell’attività intramuraria dei medici coinvolti.
Un capitolo centrale del provvedimento riguarda infine l’appropriatezza delle prescrizioni. I dati regionali indicano che circa il 40% delle richieste di esami di radiodiagnostica, come TAC e risonanze magnetiche, risulta potenzialmente inappropriato. Per evitare che queste prescrizioni contribuiscano ad appesantire ulteriormente le liste d’attesa, sarà introdotto un sistema di verifiche mensili: entro il 10 di ogni mese e per l’intera durata della sperimentazione, verranno controllate le richieste effettuate dai medici.
Un intervento a tutto campo, dunque, con cui la nuova giunta regionale punta a trasformare una promessa elettorale in un primo banco di prova concreto sulla sanità pugliese.
PUGLIA, A BREVE LA COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE
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08 Gen 2026
- Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2026 05:40
- Pubblicato Giovedì, 08 Gennaio 2026 05:40
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Dopo la proclamazione di Antonio Decaro quale governatore della Regione Puglia si attende di conoscere, per domani?, la composizione del Consiglio regionale.
Al momento sono stati assegnati i primi 23 seggi, suddivisi con il sistema proporzionale; si sta lavorando a pieno ritmo per definire tutti i 50 seggi; si ipotizza che per lunedì-martedì possa esserci anche la formale proclamazione dei consiglieri.
Si deve decidere sulle numerose memorie presentate a causa di una legge elettorale regionale, scritta male e modificata peggio che pone problemi in fase di applicazione.
Tutto si racchiude sui criteri da prendere in considerazione per determinare la soglia di sbarramento del 4% se, cioè, bisogna fare riferimento ai voti della lista o alla somma dei voti conseguiti dai candidati presidenti; a seconda dell’interpretazione si potrebbero vedere rappresentati sia Avs che i Popolari, attualmente fuori.

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