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Politica

Housing First nell’ex Monastero di Santa Maria: al via il progetto contro la marginalità abitativa

L’ex Monastero di Santa Maria è stato recentemente restituito alla comunità al termine dei lavori di recupero, finanziati con fondi PNRR per un importo complessivo di 1.980.000 euro. Gli spazi del primo piano saranno destinati a un progetto di “Housing First”, modello innovativo nell’ambito delle politiche di contrasto alla grave marginalità.

L’iniziativa prevede l’inserimento diretto di persone senza dimora — spesso affette da problematiche di salute mentale o in condizioni di disagio socio-abitativo cronico — in appartamenti autonomi. L’obiettivo è favorire percorsi di benessere e integrazione sociale attraverso una sistemazione stabile, affiancata da un supporto educativo e relazionale strutturato.

A promuovere il progetto è l’Associazione di Promozione Sociale “Feel at Home”, con sede in via Reggio Calabria 49, che ha presentato al Comune una proposta finalizzata alla realizzazione di interventi di inclusione abitativa e sociale per soggetti vulnerabili. Con determina dirigenziale del 24 scorso, l’amministrazione comunale ha affidato all’associazione l’utilizzo degli spazi e ha stanziato un contributo di 24 mila euro per sostenere le attività previste.

Il cuore dell’intervento risiede nel superamento della marginalità abitativa attraverso un percorso che mira al recupero dell’autonomia personale e al reinserimento nel tessuto cittadino. I beneficiari saranno individuati dal Servizio Sociale Professionale del Comune sulla base delle situazioni di fragilità rilevate nell’ambito delle attività istituzionali.

La durata del progetto è fissata in dodici mesi e si configura come una fase sperimentale, finalizzata a valutarne l’efficacia e l’impatto sul territorio. Durante questo periodo saranno promosse anche attività di utilità sociale, con l’intento di responsabilizzare i partecipanti e garantire una gestione decorosa degli spazi, evitando il rischio di un nuovo degrado, già registrato in passato.

Il Gruppo Misto guarda al 2027: primo punto programmatico ricostruiamo la nostra Fiera

L’obiettivo dichiarato nel programma elettorale di Lagreca Sindaco era rivitalizzare la Fiera san Giorgio e creare un ente che avrebbe gestito l’area fiera, ebbene dopo 4 anni di amministrazione nulla di tutto ciò è stato fatto, anzi si è riusciti a fare peggio delle fiere pre covid.

Quest’anno i ritardi organizzativi hanno raggiunto il loro culmine infatti la linea guida data dall’amministrazione alla Fiera 2026 è stata la confusione: Fiera San Giorgio è stata  nessuna idea, nessuna vision e soprattutto pochi espositori ed aziende, collocati nei padiglioni senza un criterio logico.

Altra cosa senza logica è stata la campagna pubblicitaria, assente nei territori limitrofi e la sola pagina facebook della fiera che ha lavorato con qualche post a spot, il sito web della Fiera San Giorgio ovviamente inesistente.

Ovviamente l’unica cosa positiva il tempo bello che ha portato la gente in giro e ovviamente alla fiera ma i giudizi raccolti in questi giorni dai gravinesi e forestieri che la hanno visitata sono quasi del tutto negativi, nei prossimi giorni capiremo di più sui flussi economici entrate ed uscite e vi comunicheremo l’ennesimo dato negativo della Fiera 2026.

Quest’anno la Fiera non ha avuto la minima l’attrattività, le colpe ricadono sicuramente sul Sindaco incapace di gestire la situazione, non si può fare la Fiera in un mese e soprattutto non si possono scaricare tutte le responsabilità sull’assessore delegato o su alcuni consiglieri comunali di maggioranza che usano la nostra storica fiera al solo fine di cercare visibilità.

Abbandonare la Fiera a se stessa significa abbandonare la città, per questo l’unica scelta saggia da fare sarebbe farsi da parte e consentire di iniziare quanto prima la ricostruzione.

 

I consiglieri comunali del gruppo misto

Calculli Paolo, Conca Maria e Quercia Gennaro

Conti pubblici sotto i riflettori: a Gravina cresce l’attesa dei cittadini per il rendiconto '25

C’è attenzione, e anche una certa dose di aspettativa, tra i cittadini per la situazione delle finanze comunali. Il 30 aprile rappresentava la scadenza ordinaria per l’approvazione dei rendiconti della gestione 2025 da parte degli Enti Locali, ma il recente “Decreto Maltempo” ha concesso una proroga fino al 31 maggio 2026, offrendo una boccata d’ossigeno a molte amministrazioni. Una misura che ha accolto, almeno in parte, le richieste di maggiore flessibilità avanzate dall’Anci.
In questo contesto si inserisce il Comune di Gravina, che con delibera di Giunta dello scorso 23 aprile ha già predisposto lo schema del Rendiconto di gestione relativo all’esercizio 2025. Il documento, articolato nel Conto del Bilancio, nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, è stato redatto secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 118/2011 e sarà ora sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale.
Ma al di là degli aspetti tecnici, ciò che emerge con forza è l’interesse della comunità. Il 2025, infatti, è stato un anno tutt’altro che ordinario per Gravina: investimenti significativi nel settore turistico e, soprattutto, la candidatura a “Capitale Italiana della Cultura 2028” hanno acceso i riflettori sulla città, alimentando aspettative e interrogativi.
Proprio per questo, i cittadini attendono con crescente curiosità di conoscere lo stato di salute delle casse comunali: quanto si è investito, con quali risultati e quali prospettive si aprono per il futuro. Trasparenza e chiarezza diventano quindi elementi centrali in un momento in cui la partecipazione civica si intreccia con le scelte strategiche dell’amministrazione.
Ora non resta che attendere la convocazione del Consiglio Comunale, passaggio decisivo per fare piena luce sui conti e rispondere alle domande di una cittadinanza sempre più attenta e coinvolta.

OLTRE 30 MILA VISITATORI PER LA FIERA CHE ATTRAVERSA IL TEMPO E CONSOLIDA IL SUO RUOLO

Si è chiusa con un bilancio di grande solidità — oltre 30mila visitatori — la 732ª Fiera di San Giorgio, restituendo a Gravina il respiro ampio delle sue stagioni migliori. La città ha vissuto giorni pieni, attraversati da una partecipazione diffusa e da una presenza costante di pubblico, operatori e istituzioni, dentro e fuori l’Area Fiera di via Spinazzola. Un’edizione che ha confermato la capacità della rassegna di tenere insieme identità e prospettiva, tradizione e traiettorie di sviluppo, con una proposta articolata e coerente.

“Si conclude un'edizione entusiasmante – dichiara il Sindaco Fedele Lagrecacheha saputo coniugare le tradizioni agricole e l’enogastronomia con il sociale, il turismo e la rievocazione storica, dimostrando come un'offerta integrata e altamente qualificata possa diventare attrattiva per moltissimi visitatori. La Fiera di San Giorgio racconta un sapere che si evolve, senza perdere il legame con la tradizione: è radici  e innovazione, facendo di Gravina un punto di riferimento di tutto il territorio.”

Il segnale è arrivato fin dall’apertura, con una città in movimento e una comunità raccolta attorno al suo appuntamento più rappresentativo. Il taglio del nastro del sindaco Fedele Lagreca, alla presenza dei sovrani Carlo II d’Angiò, interpretato da Sergio Múñiz, e Maria d’Ungheria, ha dato avvio a un percorso che ha mantenuto ritmo e intensità lungo tutte le giornate. Dentro questo perimetro, la Fiera ha costruito un racconto credibile e contemporaneo.

I momenti di confronto hanno affrontato temi centrali per il territorio e per il sistema produttivo: politiche sociali e diritti, rigenerazione urbana, innovazione agricola, sostenibilità ambientale. Un’agenda ampia, capace di mettere in relazione competenze e visioni, offrendo chiavi di lettura utili e prospettive operative. L’agricoltura, in particolare, ha trovato spazio come asse strategico, tra ricerca, nuove tecnologie e valorizzazione delle filiere, dentro una riflessione più ampia sul futuro delle economie locali. Accanto ai contenuti, la dimensione pubblica della Fiera ha mantenuto una forte riconoscibilità. Gli appuntamenti dedicati alla coscienza civile hanno portato al centro temi sensibili, mentre la programmazione culturale ha accompagnato le serate con proposte capaci di parlare a pubblici diversi, tra musica, performance e momenti di intrattenimento. Una costruzione equilibrata, che ha tenuto insieme approfondimento e leggerezza. Il fine settimana ha ampliato ulteriormente il raggio della manifestazione, con una partecipazione che ha coinvolto famiglie, visitatori e operatori. I temi ambientali e la riflessione sul rapporto tra attività produttive e tutela del territorio hanno trovato spazio accanto alle iniziative dedicate alla solidarietà e alla cultura del dono. Forte anche il richiamo delle tradizioni, con la valorizzazione delle eccellenze locali e dei saperi legati alla gastronomia, capaci di raccontare l’identità del territorio in modo diretto ed efficace.

Determinante, ancora una volta, il ruolo della città diffusa. Il “Fuori Fiera” ha esteso l’esperienza oltre i confini dell’area espositiva, trasformando piazze e quartieri in luoghi di incontro. Rievocazioni storiche, spettacoli, musica ed esperienze enogastronomiche hanno contribuito a costruire un clima continuo, riconoscibile, capace di accompagnare l’intera durata della manifestazione.

Il risultato è quello di una Fiera che esce rafforzata, capace di consolidare il proprio ruolo nel Mezzogiorno e di proiettarsi con maggiore consapevolezza verso le prossime edizioni. La 732ª Fiera di San Giorgio si consegna così a Gravina come un’edizione riuscita, espressione di solidità organizzativa curata da Pirene Srl, qualità dei contenuti e forza attrattiva, confermandosi tra gli appuntamenti più significativi del panorama fieristico nazionale.

COMUNE DI GRAVINA

FIERA DI SAN GIORGIO 2026: TRA TRATTORI E PASSATO, UNA FIERA CHE NON EVOLVE

La 732ª edizione della Fiera di San Giorgio avrebbe dovuto rappresentare, come da tradizione, un momento di orgoglio, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Si è invece trasformata nell’ennesima occasione mancata, una fotografia nitida e preoccupante dello stato di confusione amministrativa in cui versa la nostra città.

Ormai da anni questa manifestazione perde progressivamente identità, carattere e centralità, sopravvivendo più per anzianità di servizio che per capacità di rinnovarsi.

I gruppi politici Lega Salvini Premier Gravina in P., Lega Giovani Gravina in P., Forza Italia Gravina in P. e Noi Moderati denunciano con fermezza una gestione approssimativa, tardiva e scollegata dalla realtà cittadina e l’affidamento del servizio alla società Pirene, avvenuto il 25 marzo, a meno di un mese dall’inizio della Fiera, è già di per sé indicativo di una programmazione inesistente.

Il tutto a fronte di una spesa significativa per le casse comunali: oltre 181 mila euro. Una cifra importante, soprattutto considerando che il vero spettacolo non è stato il corteo inaugurale, ma l’ennesimo numero di equilibrismo amministrativo.

Ci si sarebbe aspettati, almeno, un risultato all’altezza dell’investimento, invece, l’apertura della Fiera, con il tradizionale Corteo Storico Montfort, ha registrato un afflusso scarso e un coinvolgimento minimo della popolazione, segnale evidente di disinteresse che non può essere liquidato come casuale, ma che deve essere letto come il sintomo di una distanza sempre più marcata tra amministrazione e cittadini. Il dato assume ancora più valore se si considera che, finalmente, il meteo è stato favorevole e la giornata è stata accompagnata da un clima ideale: quando nemmeno il bel tempo basta a riempire la Fiera, forse il problema non è il cielo ma chi sta a Palazzo di Città. Evidentemente non basta far sfilare qualche nell’Attore per trasformare una giornata perfetta in un grande evento.

A ciò si aggiunge un dato ancora più preoccupante: il Declino ormai evidente dei Padiglioni Fieristici: anche al loro interno si respira un’aria di stagnazione, con spazi occupati quasi esclusivamente da trattori e mezzi agricoli, senza alcun tentativo di rinnovamento o diversificazione dell’offerta. Una scelta che fotografa una città incapace di progredire e innovarsi, ancorata a modelli del passato e priva di una visione moderna. Sempre meno presenti risultano inoltre espositori e operatori economici: probabilmente attesi, ma mai arrivati, forse bloccati nel traffico delle promesse non mantenute.

In altre realtà fieristiche si è avuto il coraggio di cambiare: introduzione di aree dedicate all’innovazione tecnologica, alla robotica, spazi per startup, zone pensate per i giovani e per lo svago. A Gravina invece, tutto questo sembra ancora lontano: nessuna apertura al futuro, nessuna strategia per attrarre nuove generazioni o per rendere la Fiera un vero motore di sviluppo. Nessun serio coinvolgimento è stato inoltre costruito con il mondo associativo cittadino, ancora una volta chiamato più ad assistere che a partecipare. Del resto, coinvolgere tutti avrebbe tolto spazio alla solita regia per pochi intimi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città che rischia di diventare sempre più un luogo senza prospettive per i giovani, costretti a cercare altrove opportunità e stimoli. Una comunità che invecchia, mentre chi dovrebbe amministrarla continua a ignorare questa deriva.

Serve visione, serve pianificazione, serve ascolto. E forse anche un navigatore, perché la strada intrapresa sembra quella sbagliata da tempo.

Oggi invece assistiamo a un’Amministrazione che appare improvvisata, concentrata più su iniziative di facciata che su una gestione seria e responsabile della città e si continuano a destinare risorse a manifestazioni che non intercettano più l’interesse della comunità. Si continua a puntare su pochi figuranti e molta scenografia, come se bastasse cambiare costume per cambiare il risultato.

Questa Fiera, che dovrebbe essere il Fiore all’Occhiello della nostra Città, rischia di diventare il simbolo del declino di un’Amministrazione che sembra ormai alla deriva, e non è più accettabile. È tempo di restituire alla Fiera di San Giorgio il valore e il prestigio che aveva alla sua istituzione, facendola tornare un appuntamento centrale per economia, cultura e promozione del territorio, non una semplice recita annuale con sempre meno pubblico.

Chiediamo un cambio di passo. Anche perché chi rappresenta le Istituzioni dovrebbe sempre ricordare che il ruolo impone misura, garbo e sobrietà: qualità che, in certe esibizioni a cavallo, sembrano essere scese prima della fine del corteo.

Gravina merita un’Amministrazione capace, presente e all’altezza delle sue sfide, perché governare una città non significa sopravvivere, ma Costruire il Futuro con Serietà e Competenza.

 

Gravina in Puglia, 25 Aprile 2026

 

 

Lorenzo Carbone – Segretario Lega Salvini Premier Gravina in P.

 

Simone Scaltrito – Segretario Lega Giovani Gravina in P.

 

Antonio Surico – Segretario Forza Italia Gravina in P.

 

Francesco Tucci – Segretario Noi Moderati

Miniature d’eccellenza, visione assente: il caso Loglisci e l’occasione mancata della politica

Le miniature di Massimo Loglisci si confermano, ancora una volta, tra le attrazioni più magnetiche della 732ª Fiera San Giorgio. Un successo netto, testimoniato dall’afflusso continuo di visitatori, in particolare di quanti sono giunti da fuori Gravina e che, in pochi metri quadrati, hanno potuto cogliere con un solo sguardo alcune delle più suggestive emergenze architettoniche della città del vino e del grano.

A catalizzare l’attenzione è stata soprattutto l’ultima creazione: il complesso di San Francesco. Un’opera che va oltre la perizia artigianale — già notevole, considerando le migliaia di mattoncini assemblati con precisione quasi maniacale — e si proietta nell’innovazione. Il manufatto è infatti dotato di un moderno sistema di illuminazione a LED, gestito da un microcontrollore programmato per il controllo dell’impianto e integrato con un’app dedicata che ne consente l’attivazione anche tramite comandi vocali. Un esempio concreto di contaminazione tra arte e tecnologia, reso possibile grazie al contributo degli studenti e dei docenti dell’indirizzo “Elettronica ed Elettrotecnica – articolazione Automazione” dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Bachelet”, che hanno trasformato la miniatura in un vero e proprio sistema intelligente, pienamente inserito nella logica della smart technology.

Ma la produzione di Loglisci non si esaurisce con quanto esposto in fiera. La sua collezione comprende anche riproduzioni iconiche come il celebre ponte di Gravina e quello di Ronda, in Spagna, quest’ultimo realizzato per celebrare il gemellaggio tra le due città: un dialogo artistico che travalica i confini locali e rafforza l’identità culturale.

Eppure, al termine della manifestazione, il destino di queste opere torna a essere sempre lo stesso: il deposito dell’artista. Un epilogo che stride con l’entusiasmo registrato e che solleva, inevitabilmente, una questione politica. Possibile che, dopo anni, non si sia ancora individuata una sede idonea per una mostra permanente capace di valorizzare questo patrimonio?

La domanda non è retorica. L’assenza di una decisione concreta da parte delle Amministrazioni comunali appare sempre più come un segnale di mancanza di visione, se non di volontà politica. Perché se l’interesse del pubblico è evidente e il valore culturale delle opere è fuori discussione, ciò che manca è una scelta chiara: investire su un progetto che potrebbe arricchire l’offerta turistica e culturale della città.

Il tempo, intanto, passa. E con esso, il rischio che un’eccellenza locale continui a restare invisibile per gran parte dell’anno, confinata lontano dagli sguardi di cittadini e visitatori. Una perdita che Gravina non può più permettersi.

Conti pubblici sotto i riflettori: a Gravina cresce l’attesa dei cittadini per il rendiconto 2025

C’è attenzione, e anche una certa dose di aspettativa, tra i cittadini per la situazione delle finanze comunali. Il 30 aprile rappresentava la scadenza ordinaria per l’approvazione dei rendiconti della gestione 2025 da parte degli Enti Locali, ma il recente “Decreto Maltempo” ha concesso una proroga fino al 31 maggio 2026, offrendo una boccata d’ossigeno a molte amministrazioni. Una misura che ha accolto, almeno in parte, le richieste di maggiore flessibilità avanzate dall’Anci.

In questo contesto si inserisce il Comune di Gravina, che con delibera di Giunta dello scorso 23 aprile ha già predisposto lo schema del Rendiconto di gestione relativo all’esercizio 2025. Il documento, articolato nel Conto del Bilancio, nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, è stato redatto secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 118/2011 e sarà ora sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale.

Ma al di là degli aspetti tecnici, ciò che emerge con forza è l’interesse della comunità. Il 2025, infatti, è stato un anno tutt’altro che ordinario per Gravina: investimenti significativi nel settore turistico e, soprattutto, la candidatura a “Capitale Italiana della Cultura 2028” hanno acceso i riflettori sulla città, alimentando aspettative e interrogativi.

Proprio per questo, i cittadini attendono con crescente curiosità di conoscere lo stato di salute delle casse comunali: quanto si è investito, con quali risultati e quali prospettive si aprono per il futuro. Trasparenza e chiarezza diventano quindi elementi centrali in un momento in cui la partecipazione civica si intreccia con le scelte strategiche dell’amministrazione.

Ora non resta che attendere la convocazione del Consiglio Comunale, passaggio decisivo per fare piena luce sui conti e rispondere alle domande di una cittadinanza sempre più attenta e coinvolta.