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Politica

Gravina, Infopoint turistico affidato dopo sette anni: stop alla gestione provvisoria

Dopo quasi sette anni di attese, rinvii e soluzioni temporanee, arriva una svolta per l’Infopoint turistico di Gravina: questa mattina è stata ufficialmente assegnata la gestione all’Agenzia “Martulli” di Matera, risultata aggiudicataria della gara d’appalto per un periodo di tre anni. Un passaggio atteso a lungo, che segna il superamento di una fase caratterizzata da precarietà organizzativa e continuità garantita solo grazie all’impegno volontaristico.

L’iter amministrativo, avviato con l’avviso pubblico nel giugno scorso per raccogliere le manifestazioni d’interesse, si era concluso formalmente già nell’ottobre 2025. Tuttavia, un ricorso al TAR e una successiva richiesta di parere all’ANAC hanno rallentato il processo, prolungando ulteriormente una situazione di gestione provvisoria che si trascinava da anni.

Con l’assegnazione definitiva, si apre ora una nuova fase improntata alla stabilità. L’Agenzia “Martulli” ha infatti recepito la clausola di salvaguardia richiesta dalla CGIL sin dall’agosto 2023 e inserita nel bando, garantendo così continuità occupazionale e un’organizzazione del servizio strutturata: previste 55 ore settimanali, suddivise tra tre dipendenti.

Alla cerimonia di consegna delle chiavi e del materiale erano presenti il titolare dell’agenzia affidataria, l’assessore al turismo Marienza Schinco e il presidente dell’associazione “Calcarea”. Tutti hanno sottolineato l’importanza di una collaborazione stabile tra operatori del settore, considerata fondamentale per offrire un servizio efficace sia alla comunità locale sia ai visitatori.

Il responsabile della CGIL comunale, Peppino Deleonardis anch’egli presente, ha espresso la propria soddisfazione per il recepinto della  clausola sociale, dando applicazione al protocollo sottoscritto tra le OO.SS. e l’Amministrazione Comunale nel settembre 2022 dando ad una aspettativa contrattuale degli ex dipendenti una risposta concreta in termini di un’occupazione stabile.

Resta ora da completare un ulteriore tassello: l’apertura del chiosco in villa, destinato a diventare punto di prima accoglienza per i turisti, con l’obiettivo di intercettare e orientare i flussi in arrivo verso le attrattive del territorio.

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha inoltre rivolto un ringraziamento alle associazioni che, negli anni, hanno garantito la continuità del servizio in condizioni di evidente precarietà, evitando la chiusura dell’Infopoint. Un impegno svolto di fatto in forma volontaria, a fronte di un contributo comunale limitato a mille euro mensili.

La nuova gestione rappresenta dunque non solo un cambio operativo, ma un passaggio decisivo verso una programmazione turistica più solida e duratura, capace di superare definitivamente la logica dell’emergenza e della provvisorietà.

Fiera “San Giorgio”, tra ritardi e promesse: i cittadini chiedono chiarezza

Anche quest’anno la Fiera “San Giorgio”, giunta alla sua 732esima edizione, si chiude tra opinioni divergenti sulla riuscita complessiva. Un appuntamento storico che continua a rappresentare un momento centrale per il territorio, ma che porta con sé criticità ormai ricorrenti e mai del tutto risolte.

C’è infatti un elemento che si ripete con preoccupante puntualità: la predisposizione del bando e l’affidamento della gestione a soggetti terzi avvengono sistematicamente a ridosso delle date dell’evento. Una modalità operativa che contraddice gli impegni dichiarati ogni anno alla chiusura della manifestazione, quando si promette di avviare con largo anticipo la pianificazione dell’edizione successiva. Promesse che, nei fatti, restano disattese.

Da tempo, inoltre, si discute della necessità di istituire un ente fiera dedicato, un soggetto stabile capace non solo di organizzare in modo strutturato le future edizioni, ma anche di valorizzare l’area fieristica attraverso eventi tematici e specializzati durante tutto l’arco dell’anno. Una prospettiva ritenuta strategica per rafforzare l’attrattività e il ruolo economico della manifestazione.

Un primo passo in questa direzione sembrava essere stato compiuto il 18 febbraio 2025, quando la Giunta Comunale deliberò l’avvio di uno studio di fattibilità per la costituzione di un ente giuridico dedicato alla Fiera “San Giorgio”. Il provvedimento prevedeva che, entro 60 giorni, venissero svolte tutte le attività necessarie per valutare la creazione di un soggetto a capitale misto pubblico-privato, in grado di garantire continuità, sviluppo e coinvolgimento del territorio, anche attraverso la partecipazione dei comuni limitrofi e di enti sovracomunali.

Non solo: il mandato consentiva anche il ricorso a esperti esterni per supportare gli uffici comunali in un percorso ritenuto cruciale per il rilancio della fiera e dell’economia locale.

Eppure, a distanza di quattordici mesi, di quello studio e dei suoi esiti non vi è traccia. Un ritardo significativo che solleva interrogativi legittimi: cosa ha bloccato l’iter? Quali ostacoli hanno impedito di dare seguito a un indirizzo politico definito strategico?

In un contesto in cui la trasparenza amministrativa non è un’opzione ma un dovere, resta centrale il diritto dei cittadini a essere informati. Comprendere le ragioni di questo stallo non è solo una questione politica, ma un passaggio necessario per garantire fiducia nelle istituzioni e per delineare il futuro di una manifestazione che appartiene all’intera comunità.

GRAVINA, SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DOPO DUE MESI

Saranno passati due mesi dall’ultimo Consiglio Comunale allorquando si terrà il prossimo convocato per le ore 19:30 dell'11/05/2026 in prima e per le ore 20:30 del 12/05/2026 in seconda. Nonostante ciò tra i punti previsti si leggono esclusivamente o quasi ratifiche di variazioni di bilancio deliberate dalla Giunta Comunale.

Altro non è dato leggere eppure ci sarebbe da affrontare la richiesta di adesione del nostro Comune alla “rottamazione quinquies”, per i tributi locali che sarebbe dovuta essere approvata dal Consiglio entro ieri, 30 aprile. L’argomento è stato più volte chiesto e reiterato da alcuni consiglieri, l’ultima da Saverio Verna il 12 aprile. Diversi sono i Comuni che in Provincia di Bari hanno già ottemperato.

I punti da affrontare sono:

1. Comunicazioni del Presidente del Consiglio (art. 60 del Regolamento del Consiglio Comunale);

2. Comunicazioni del Sindaco;

3. Eventuale presentazione di interrogazioni ed interpellanze (art. 61, comma 9, del Regolamento del Consiglio Comunale);

4. Variazione al Bilancio di Previsione Finanziario 2026 - 2028. Ratifica della Deliberazione di Giunta Comunale n. 70 del 13.03.2026, adottata ai sensi dell’art. 175 comma 4 del D. Lgs. n. 267/2000;

5. Variazione al Bilancio di Previsione Finanziario 2026 - 2028. Ratifica della Deliberazione di Giunta Comunale n. 84 del 26.03.2026, adottata ai sensi dell’art. 175 comma 4 del D. Lgs. n. 267/2000;

6. Art. 175 comma 5bis lettera d) D.Lgs. 18 agosto 2000 – Presa d’atto comunicazione della variazione alle dotazioni di cassa effettuata dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 102 del 23.04.2026;

7. Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli ed alimentari. Atto di sostegno all'iniziativa della Coldiretti Puglia e di impulso nei confronti di ANCI Puglia e delle altre istituzioni interessate.

Scuola, due giorni di sciopero: lezioni a rischio il 6 e 7 maggio

Le attività didattiche potrebbero subire forti disagi nei prossimi giorni. Per mercoledì 6 e giovedì 7 maggio diverse sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero nazionale del comparto scuola, con possibili ripercussioni sul regolare svolgimento delle lezioni.

La mobilitazione cade in concomitanza con le prove Invalsi previste per la scuola primaria (classi seconde e quinte) e si inserisce in un quadro di protesta più ampio contro le recenti politiche scolastiche. I sindacati hanno chiamato all’astensione l’intero personale: dirigenti, docenti, personale educativo, ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA).

Tra le iniziative annunciate, una manifestazione è prevista per il 6 maggio alle ore 10 davanti al Ministero dell’Istruzione.

Al centro della protesta, oltre al calendario delle prove Invalsi – per le quali viene esplicitamente invitato il boicottaggio – vi sono la riforma degli istituti tecnici e professionali e le nuove linee guida per i licei. I sindacati denunciano inoltre un rinnovo contrattuale ritenuto inadeguato, parlando di “salari vergognosi” a fronte dell’aumento dell’inflazione.

Nel documento di proclamazione si contestano anche “la militarizzazione della scuola e della società” e l’ipotesi di leva obbligatoria. Dure le critiche rivolte al ministro dell’Istruzione, accusato di portare avanti politiche definite “reazionarie, classiste e repressive”.

Particolarmente nel mirino la riforma del secondo ciclo, considerata dai promotori dello sciopero parte di un unico disegno: “Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere”. Vengono inoltre segnalate criticità legate ai tagli al sostegno per gli studenti con disabilità.

Nei prossimi giorni si attendono indicazioni dalle singole scuole sull’adesione del personale e sulle eventuali misure organizzative per limitare i disagi alle famiglie.

Puglia, nasce il nuovo welfare territoriale: 1,1 miliardi per un sistema integrato e partecipato

“Partecipazione e innovazione. Costruiamo insieme, partendo dai territori, per i territori, il Piano è il frutto di un percorso lungo e articolato di partecipazione e co-programmazione che ha coinvolto stakeholder istituzionali, realtà sociali e cittadini. Un processo costruito su un approccio inclusivo, orientato all’integrazione tra politiche sociali, sanitarie e socio-educative, capace di valorizzare competenze, esperienze e bisogni espressi dai territori. Un passaggio necessario in un contesto segnato da profondi cambiamenti demografici ed economici: dall’invecchiamento della popolazione all’aumento delle disuguaglianze, fino all’emergere di nuove forme di vulnerabilità.

Con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro nel triennio, il Piano segna e consolida un cambio di paradigma: dal welfare frammentato a un modello integrato, di comunità e generativo. Un sistema fondato sull’interconnessione tra politiche sociali, sanitarie, educative, lavorative, abitative, culturali e sportive, con la persona al centro, non più destinataria passiva ma soggetto attivo di diritti e percorsi di vita.

Il documento garantisce continuità al sistema di welfare regionale e locale e avvia il percorso per la definizione dei nuovi Piani sociali di zona degli Ambiti Territoriali Sociali per il triennio 2026–2028. A questi ultimi spetterà il compito di assicurare non solo i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), ma anche obiettivi specifici di processo e di servizio: dai progetti di vita per le persone con disabilità allo sviluppo di servizi per l’inserimento lavorativo, dal mantenimento dei centri antiviolenza al rafforzamento delle politiche per l’invecchiamento attivo, fino alla prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori. L’obiettivo è garantire diritti uniformi e una presa in carico multidimensionale su tutto il territorio regionale.

Tra gli assi strategici spicca il contrasto alle povertà, affrontato in chiave multidimensionale: non solo sostegno economico – anche attraverso strumenti come il microcredito sociale – ma interventi sul piano educativo, relazionale e abitativo, basati su percorsi personalizzati e reti territoriali integrate.

Particolare attenzione è dedicata alle politiche per l’invecchiamento attivo, che puntano a valorizzare il ruolo degli anziani contrastando isolamento e fragilità, e a quelle per la disabilità, con l’introduzione dei progetti di vita personalizzati e il rafforzamento dei servizi per l’inclusione lavorativa.

Il Piano interviene anche sulla governance del sistema, rafforzando il modello multilivello e il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali come snodi centrali della programmazione e gestione degli interventi. Previsti il potenziamento degli Uffici di Piano, lo sviluppo di competenze tecnico-gestionali e l’implementazione di sistemi più efficaci di monitoraggio, valutazione e gestione delle informazioni.

Elemento chiave è la valorizzazione della co-programmazione e della co-progettazione con il Terzo Settore, per promuovere un modello di amministrazione condivisa in grado di generare innovazione sociale e risposte più aderenti ai bisogni delle comunità.

Il Piano si articola in dieci aree tematiche – dalla governance all’inclusione sociale, dalle politiche familiari alla disabilità, fino al benessere e all’innovazione sociale – ciascuna con obiettivi operativi chiari e misurabili.

Otto le priorità strategiche individuate: rafforzare governance e integrazione delle politiche; potenziare i servizi territoriali; sostenere famiglie e minori contrastando la povertà educativa; promuovere inclusione e autonomia; tutelare i diritti e contrastare discriminazioni e violenze; consolidare le politiche per disabilità, non autosufficienza e invecchiamento attivo; favorire la conciliazione vita-lavoro e le pari opportunità; valorizzare innovazione sociale e partecipazione come leve di coesione e sviluppo.

PuntoGG punta i riflettori sulla vertenza Natuzzi

Il gruppo giovanile sollecita il presidente della commissione lavoro, il consigliere Loiudice.

Negli ultimi mesi è in corso una crisi, i cui principali motivi saranno successivamente esposti, che reca con sé il rischio, già annunciato, di chiusura di due importanti stabilimenti, Graviscella (Altamura) e Jesce 2 (Santeramo), della nota azienda Natuzzi, e conseguente licenziamento di circa cinquecento persone. Si sono susseguiti negoziati e trattative che, ad oggi, non hanno prodotto alcun risultato e gli operai continuano a scioperare strenuamente.

Noi tutti non possiamo esimerci dalla responsabilità di porre un faro sulla questione e porre in essere tutte le azioni possibili per giungere ad un più lieto epilogo.

Prendiamo atto che in data 30 Maggio 2026 si è tenuto un consiglio intercomunale tematico, rispettivamente tra i comuni di: Santeramo, Altamura e Matera ; vista la rilevanza della faccenda anche per il territorio gravinese abbiamo sollecitato il consigliere comunale Carlo Loiudice a partecipare alla presentazione di una mozione per il prossimo consiglio comunale atta ad approvare quanto deliberato dagli altri comuni. Ciò risulta coerente con la necessità di perseguire una linea unitaria che veda unite tutte le componenti della nostra società: cittadini, partiti politici, sindacati e associazioni. Ci auguriamo che venga prevista la partecipazione esterna di tutte le realtà coinvolte e interessate così da consentire una costruzione condivisa dell'impegno a cui tutti siamo chiamati.

 

PuntoGG   

Sicurezza sul lavoro, l’impegno che nasce dall’esperienza: Leonardo Capozzo eletto presidente ANMIL Bari

A pochi giorni dalla Festa del Lavoro, il territorio barese affida un segnale forte e concreto alla cultura della sicurezza: mercoledì 29 aprile il Consiglio territoriale ANMIL di Bari ha eletto il suo nuovo presidente. Si tratta di Leonardo Capozzo, 37 anni, originario di Gravina, la cui storia personale è profondamente intrecciata con il tema degli infortuni sul lavoro.

Anni fa, infatti, Capozzo è stato vittima di un grave incidente lavorativo che ha comportato l’amputazione di un arto inferiore. Un evento che avrebbe potuto segnare un punto di arresto, ma che invece si è trasformato in una spinta all’impegno civile. Da allora, Capozzo ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio degli altri, diventando un punto di riferimento per chi si trova ad affrontare situazioni simili.

La sua attività all’interno dell’ANMIL va ben oltre i confini locali. Spesso, durante i suoi viaggi a Budrio per la manutenzione della protesi, incontra persone disorientate, alle prese con le difficoltà fisiche e psicologiche che seguono un infortunio. È in quei momenti che la sua testimonianza diventa guida: ascolto, informazioni, supporto concreto. Un aiuto prezioso per chi si sente “smarrito” e cerca un punto di appoggio.

Il presidente regionale ANMIL, Filippo Rutigliano, ha espresso parole di grande stima per Capozzo, sottolineandone la dedizione e la capacità di conciliare l’impegno associativo con il lavoro e la vita familiare. Una figura, ha evidenziato, destinata a crescere ulteriormente anche sotto il profilo istituzionale, grazie alla preparazione e alla sensibilità dimostrate nell’affrontare le problematiche delle vittime del lavoro.

Non è un caso che oggi tre esponenti di Gravina — lo stesso Rutigliano, Pasquale Loizzo e Leonardo Capozzo — ricoprano ruoli di rilievo all’interno dell’ANMIL. Una presenza significativa che rafforza la rete di sostegno per le vittime di infortuni e per le loro famiglie.

Ma il messaggio che arriva da questa elezione va oltre il riconoscimento personale. È un richiamo netto alla necessità di intensificare gli sforzi sulla prevenzione. Gli infortuni sul lavoro continuano a rappresentare una piaga sociale, con conseguenze spesso irreversibili. Ridurre incidenti, menomazioni e morti non è solo un obiettivo, ma una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori.

La nomina di Capozzo si inserisce dunque in un percorso che guarda al futuro con consapevolezza: trasformare il dolore in azione, e l’esperienza in impegno, per costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri.