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Politica

Sanità pugliese, la Regione prepara la manovra riferita al 2025: focus su conti, tasse e tutela dei servizi ai cittadini

Questa mattina, nella Sala di Jeso del palazzo della Presidenza regionale sul Lungomare Nazario Sauro di Bari, il presidente della Regione Puglia presenterà alla stampa le misure che l’amministrazione si appresta ad adottare per il riequilibrio economico del sistema sanitario regionale relativo all’esercizio 2025. Al centro dell’incontro anche i conseguenti interventi di natura fiscale che accompagneranno la manovra.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è duplice: da un lato mettere in sicurezza i conti della sanità pugliese, dall’altro garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali per i cittadini, evitando ricadute sull’assistenza territoriale, sulle liste d’attesa e sull’accesso alle cure.

Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati contenuti, strumenti e finalità del piano, che punta a rafforzare la sostenibilità economica del sistema sanitario regionale in una fase particolarmente delicata per i bilanci pubblici. La manovra dovrebbe intervenire sia sul fronte della razionalizzazione della spesa sia su quello delle leve fiscali regionali, con possibili effetti diretti per famiglie, imprese e contribuenti pugliesi.

Il tema assume particolare rilevanza per i cittadini, soprattutto alla luce delle difficoltà registrate negli ultimi anni nell’accesso alle prestazioni sanitarie. La Regione, infatti, lega il riequilibrio finanziario alla necessità di preservare servizi ospedalieri e territoriali, evitare tagli alle prestazioni e continuare il percorso di riduzione delle liste d’attesa.

Proprio su questo fronte arrivano i dati aggiornati del monitoraggio regionale. Al termine della quattordicesima settimana di controllo dei piani aziendali per il recupero delle prestazioni prenotate oltre i tempi previsti dai codici di priorità, risultano complessivamente 174.837 le persone contattate dalle aziende sanitarie pugliesi.

Secondo i numeri diffusi dalla Regione, sono già state anticipate ed erogate 80.262 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Un dato che evidenzia un andamento stabile dell’attività di recupero: il ritmo settimanale delle erogazioni è infatti rimasto costante per tutto il periodo di monitoraggio e, ormai, il numero delle prestazioni effettivamente eseguite coincide con quello delle prestazioni anticipate.

Per migliaia di cittadini pugliesi questo ha significato visite ed esami ottenuti con tempi ridotti rispetto alle attese iniziali, un elemento considerato strategico dalla Regione nel tentativo di recuperare efficienza e fiducia nel sistema sanitario pubblico.

Raccolta differenziata, dalla Regione Puglia 4 milioni ai Comuni più virtuosi

Pubbblicato sul BURP n. 38 del 14 maggio 2026 l’“Avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali finalizzate al potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata”, rivolto ai 110 Comuni pugliesi che nel 2025 hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 70%, come previsto dalla Determina Dirigenziale della Sezione regionale Ciclo Rifiuti e Bonifica n. 115 del 31 marzo 2026.

La Regione Puglia ha stanziato complessivamente 4 milioni di euro, finanziati attraverso economie di bilancio nell’ambito dell’Azione 6.1 del POC Puglia 2014-2020, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e migliorare ulteriormente i servizi di raccolta e gestione dei rifiuti urbani.

Gli interventi finanziabili riguardano il rafforzamento strutturale e tecnologico dei sistemi di raccolta differenziata, attraverso l’acquisto di eco-isole smart informatizzate e la fornitura di attrezzature, dotazioni e arredi destinati al potenziamento dei servizi di igiene urbana.

Ciascun Comune potrà presentare una sola proposta progettuale, corredata dall’istanza di finanziamento e dagli allegati richiesti, a partire dal 15 maggio 2026 ed entro le ore 23.59 del 15 giugno 2026. Il contributo concedibile varierà da un minimo di 30 mila euro fino a un massimo di 500 mila euro, in base alla popolazione equivalente del Comune richiedente. La procedura di valutazione avverrà con modalità “a sportello”.

Le candidature dovranno essere sottoscritte digitalmente dal legale rappresentante dell’Ente e trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo serv.rifiutiebonifica@pec.rupar.puglia.it.

Le operazioni finanziate dovranno essere concluse entro il 31 dicembre 2026, termine ultimo di ammissibilità della spesa previsto dal Programma POC Puglia 2014-2020.

L’Avviso pubblico è consultabile al seguente link:
BURP Regione Puglia – Avviso pubblico raccolta differenziata

INCURIA DELLA VALLE DEI DINOSAURI AD ALTAMURA

Sono ormai tre anni che sul più importante sito paleoantropologico d’Europa sembra essere calato il silenzio. Parliamo di Cava Pontrelli, la cosiddetta “Valle dei Dinosauri”, patrimonio straordinario situato a pochi chilometri dal centro di Altamura.

Da circa 80 milioni di anni, questo luogo custodisce oltre 30mila orme di dinosauri appartenenti a sei specie differenti: una testimonianza unica della storia del pianeta, immersa in uno scenario naturale di rara bellezza. Eppure oggi Cava Pontrelli appare come il simbolo dell’incuria, dell’abbandono e del disinteresse istituzionale, culturale e politico.

Negli ultimi anni, nonostante il perdurare di un silenzio tanto inspiegabile quanto assordante, il sito è stato interessato da investimenti pubblici che, almeno finora, non sembrano aver prodotto risultati concreti né valorizzato l’enorme potenziale scientifico, turistico e culturale dell’area.

Dopo tre anni di amministrazione cittadina, ciò che emerge è una mediocrità politica che continua a mortificare uno dei patrimoni più preziosi della Murgia e della città di Altamura. Una gestione che, anziché tutelare e promuovere la bellezza del territorio, ne ha aggravato il declino.

Per questo motivo, il tema centrale del prossimo Consiglio comunale, convocato per oggi, giovedì 14, non dovrebbe essere il dibattito su “Fitzcarraldo sì o Fondazione no”, ma una domanda ben più concreta: l’amministrazione ha davvero avviato il percorso promesso agli altamurani durante la campagna elettorale oppure ha scelto di proseguire lungo quelle dinamiche opache a cui la “cricca petronella” ha abituato la città in questi tre anni?

Gravina in Puglia, via all’acquisizione gratuita delle strade pubbliche utilizzate da oltre 20 anni

A seguito della significativa espansione urbana registrata negli ultimi decenni, il Comune di Gravina in Puglia potrà acquisire gratuitamente porzioni di terreno private da tempo destinate a uso pubblico come sedi stradali.

Poiché numerose aree comunali rientrano in questa casistica, l’Amministrazione avvierà un procedimento finalizzato a ottenere l’assenso dei proprietari e la conseguente acquisizione delle superfici interessate al patrimonio comunale.

Considerato l’elevato numero di proprietari coinvolti, non sarà possibile procedere con comunicazioni individuali. Per questo motivo, l’avvio del procedimento sarà reso noto attraverso un Avviso Pubblico, che resterà pubblicato per 30 giorni consecutivi sull’Albo Pretorio online e sul sito istituzionale del Comune.

Il consenso all’accorpamento sarà ritenuto acquisito sia in forma espressa sia tacitamente, in assenza di eventuali opposizioni da parte degli interessati.

Al termine dell’iter, sarà il Consiglio Comunale a deliberare ufficialmente l’accorpamento delle aree al demanio stradale.

Per consultare l’elenco delle particelle interessate e la relativa ubicazione è disponibile il seguente link:

 

https://webmail.carboniocloud.com/.../Ns3p1ZVuERLOYn9dLSM...

GRAVINA E IL PATRIMONIO CHIUSO

Il consigliere Meliddo interroga l’assise comunale sulla quasi totalità dei siti culturali chiusi.

“Porto un fatto politico che non può più essere ignorato: Gravina ha il suo patrimonio culturale chiuso. È il risultato di scelte, di omissioni, di mancate interlocuzioni.

I cittadini hanno diritto alla verità: il Complesso di culto rupestre della Madonna della Stella è chiuso; il Complesso rupestre di culto di San Michele delle Grotte, nel cuore antico di Fondovico, uno dei luoghi più identitari della città; gli ipogei sotto il Ponte Acquedotto; la Chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli, un bene unico, scavato nella roccia, parte integrante della tradizione rupestre gravinese; il Museo Civico, presidio culturale pubblico per eccellenza; il Convento di Santa Sofia con i suoi ipogei; e mentre tutto ciò che è pubblico è chiuso, l’unico sito fruibile è quello privato.

A questo quadro già drammatico si aggiunge un fatto che non può essere taciuto:

il 25 aprile 2026, il Sindaco ha ricevuto una lettera formale dell’Avv. Giuseppe Schinco, che segnala il rischio di trasferimento fuori città del patrimonio storico‑artistico della Chiesa di Santa Maria, dopo la soppressione della Comunità delle Suore Domenicane.

È un fatto politico, un fatto che riguarda la tutela del patrimonio cittadino, un fatto che impone un’azione immediata.

Quanto sopra è stata oggetto di una riflessione condivisa anche all’interno di Officine Gravinesi, movimento di cui faccio parte, che mio onora di rappresentare.

Assessora, mi rivolgo direttamente a Lei, il rapporto con la Chiesa locale non è un tema secondario ma è  un dovere istituzionale.

È evidente che questo rapporto non è stato coltivato, non è stato strutturato, non è stato reso efficace; non è un attacco personale, è una constatazione politica e riguarda il suo settore, le sue deleghe, le sue responsabilità.

Si chiede un’assunzione di responsabilità politica, perché Gravina non può essere una città che parla di cultura e poi la tiene sbarrata; non può essere una città che celebra la sua storia e poi la lascia deteriorare; non può essere una città che si candida a Capitale della Cultura e poi non garantisce l’accesso ai suoi luoghi simbolo.

Gravina merita risposte e le merita adesso".

Bosco Difesa Grande, svolta attesa da anni: pronta la ricostruzione della passerella inclusiva

La determinazione e la costanza di alcuni cittadini hanno finalmente prodotto un risultato concreto: l’Amministrazione Comunale ha deciso di procedere con la ricostruzione della passerella del Bosco Difesa Grande, infrastruttura considerata fondamentale per garantire a tutti, in particolare alle persone con difficoltà motorie, la possibilità di vivere e attraversare uno dei polmoni verdi più importanti del territorio.

Una battaglia civile portata avanti con richieste formali, incontri istituzionali e continui confronti con esponenti politici e dirigenti comunali, culminata ieri con la comunicazione ufficiale che molti attendevano. L’ingegner Onofrio Tragni ha infatti informato il sindaco Lagreca e due cittadini presenti in rappresentanza dell’intera comunità che il progetto esecutivo della nuova passerella è stato già redatto.

L’opera avrà una larghezza di due metri, sarà realizzata in materiale drenante e sopraelevata rispetto al terreno, caratteristiche che consentiranno una migliore fruibilità del percorso e una maggiore tutela dell’ambiente naturale circostante. Un intervento non soltanto infrastrutturale, ma anche sociale e simbolico: la passerella rappresenta infatti uno strumento concreto di inclusione, capace di restituire accessibilità e dignità a un luogo che negli anni aveva subito degrado e abbandono a causa della mancanza di manutenzione.

Il costo previsto dell’intervento si aggira intorno ai 35mila euro, somma che, secondo quanto comunicato, è già stata impegnata dall’Ufficio di Ragioneria. A questo punto resta soltanto l’affidamento dei lavori alla ditta già individuata. I tempi stimati parlano di circa un mese per completare l’opera.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Lagreca, che ha seguito personalmente la vicenda con l’obiettivo di restituire alla città una struttura già esistente e particolarmente apprezzata dai frequentatori del bosco.

Moderato ottimismo anche tra i cittadini presenti all’incontro: la notizia dell’approvazione del progetto è stata accolta positivamente, ma resta la prudenza di chi, dopo anni di attese, preferisce attendere l’avvio concreto dei lavori. L’auspicio condiviso è che il cantiere possa partire in tempi brevi, consentendo finalmente al Bosco Difesa Grande di tornare a essere uno spazio realmente accessibile e inclusivo per tutta la comunità.

Il Consiglio Sprint: undici minuti per decidere il destino (o quasi)

Non è stata certo la prima volta che a Palazzo comunale si assistesse a un consiglio comunale “formato espresso”, ma questa volta si è davvero superato ogni limite cronometrico. Il precedente record apparteneva alla seduta del 30 novembre 2025, archiviata in ventisei minuti. Ieri sera, invece, si è entrati direttamente nella leggenda amministrativa: quattro punti all’ordine del giorno affrontati tra le 22.32 e le 22.43. Totale: undici minuti. Nemmeno il tempo di un caffè corretto e il consiglio era già consegnato agli archivi.

Un primato che farebbe impallidire persino le sedute condominiali più sbrigative. E dire che il consiglio comunale tornava a riunirsi dopo ben due mesi di silenzio istituzionale. Ci si sarebbe aspettati un confronto ampio, magari acceso, su problemi e prospettive della città. In effetti, qualcosa si è mosso: interrogazioni e interpellanze — previste dall’articolo 61, comma 9, del Regolamento del Consiglio Comunale — hanno occupato circa un’ora e mezza, addirittura mezz’ora oltre il limite regolamentare. Un piccolo miracolo di resistenza democratica.

Poi, però, è arrivata la parte deliberativa. E lì il cronometro ha preso il sopravvento sulla politica.

Sorvoliamo pure — come è stato fatto in aula — sui punti trattati: tre ratifiche di variazioni di bilancio già deliberate dalla giunta comunale e la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Materie che, almeno sulla carta, meriterebbero approfondimenti, discussioni, distinguo politici. Invece tutto è filato via rapido e silenzioso, quasi con la precisione di una pratica notarile, tant’è che dei rimasti in aula le votazioni hanno registrato 16 voti favorevoli e 2 contrari espressi dagli unici consiglieri dell’opposizione ancora presenti.

Eppure, se non erriamo, il consiglio comunale dovrebbe essere l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell’ente. Il luogo del confronto, della dialettica, persino dello scontro tra maggioranza e opposizione. Non una formalità da sbrigare in modalità “fast track” prima della buonanotte.

Il dubbio, a questo punto, è legittimo: siamo davanti a un esempio straordinario di efficienza amministrativa oppure alla definitiva trasformazione del consiglio comunale in una semplice stazione di vidimazione delle decisioni già prese altrove?

Perché undici minuti possono bastare per battere un record. Un po’ meno, forse, per dare l’idea di una politica che discute davvero i problemi della città.