Cultura ed Eventi
TORNA A CASA – IL CORPO CHE SCOMPARE
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03 Giu 2026
- Pubblicato Mercoledì, 03 Giugno 2026 05:35
- Scritto da Vincenzo Varvara
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L’anoressia è uno dei disturbi del comportamento alimentare più complessi e dolorosi: una malattia che si manifesta attraverso la paura intensa di ingrassare, una percezione alterata del proprio corpo e comportamenti estremi legati al controllo del peso, dall’alimentazione fortemente ridotta all’attività fisica eccessiva.
A raccontare questo difficile percorso sarà Angela Angellotti, autrice del libro Torna a casa – Il corpo che scompare, una testimonianza intensa e coraggiosa che intreccia il vissuto personale con la riflessione clinica, offrendo al lettore uno sguardo autentico su una realtà che coinvolge migliaia di persone.
Attraverso la poesia, il racconto e l’analisi psicologica, l’autrice accompagna il pubblico nei luoghi più profondi dell’anoressia nervosa, trasformando il dolore in occasione di consapevolezza e confronto. «Della mia triste storia non gliene frega niente a nessuno», scrive nelle prime pagine del libro. Eppure quella storia non appartiene soltanto a lei: è la voce di tante persone che convivono con il silenzio della sofferenza e della malattia.
L’incontro rappresenta un’importante occasione per approfondire il tema dei disturbi alimentari, ascoltare esperienze dirette e promuovere una cultura dell’ascolto e della prevenzione.
L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno, alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Comunità “La Casa del Fuorilegge”. A moderare il dibattito sarà Raffaella Iannetti.
Interverranno:
- Dott.ssa Maria Giovanna Viggiano, psicoterapeuta;
- Dott.ssa Mariavita Gramegna, biologa nutrizionista.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
“Un calcio all’esclusione” – Sport, inclusione e valorizzazione della persona
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02 Giu 2026
- Pubblicato Martedì, 02 Giugno 2026 07:23
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Lo sport come strumento di crescita, integrazione e riscatto sociale. È questa la missione del progetto “Un calcio all’esclusione – sport e inclusione per la cultura e valorizzazione della persona”, promosso dall’Associazione Dilettantistica Sportiva Calcio Promotion guidata da Tony Deleonardis.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire opportunità concrete a bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 16 anni che vivono situazioni di fragilità sociale, educativa o economica. Attraverso la pratica sportiva, il progetto intende favorire percorsi di inclusione, aggregazione e crescita personale, trasformando il calcio in un linguaggio universale capace di abbattere barriere, creare relazioni positive e rafforzare l’autostima dei più giovani.
In un tempo in cui molte famiglie affrontano difficoltà economiche e sociali, il progetto rappresenta una risposta concreta ai bisogni del territorio, mettendo al centro il benessere della persona e il diritto di ogni ragazzo a vivere esperienze formative, educative e sportive di qualità. Il campo da gioco diventa così un luogo di incontro, rispetto delle regole, condivisione e scoperta dei propri talenti.
Un momento particolarmente significativo sarà quello del 15 giugno 2026, giornata dedicata all’inaugurazione di “Quercus” e alla presentazione del progetto, un’iniziativa che unisce sport, ambiente e comunità. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di due protagonisti del calcio italiano, Vincenzo Iaquinta e Antonio Di Livio, campioni che hanno scritto pagine importanti della storia sportiva nazionale.
I due ospiti racconteranno ai giovani partecipanti il proprio percorso umano e professionale, condividendo esperienze, sacrifici, valori e insegnamenti maturati dentro e fuori dal campo. Sarà una testimonianza preziosa per trasmettere ai ragazzi il significato autentico dello sport: non soltanto competizione e risultati, ma anche impegno, rispetto, disciplina e capacità di affrontare le sfide della vita.
La giornata culminerà con una prima lezione sul campo, durante la quale i campioni incontreranno direttamente i ragazzi, offrendo consigli tecnici e soprattutto esempi concreti di come lo sport possa diventare una straordinaria scuola di vita.
L’inaugurazione si svolgerà nella suggestiva cornice di Quercus, immersa nella bellezza naturale del nostro polmone verde, un luogo che rappresenta un patrimonio ambientale e paesaggistico da custodire e valorizzare. La natura farà da sfondo a una festa aperta alla comunità, in cui sport, cultura ambientale e inclusione sociale si incontreranno per dare vita a un’esperienza capace di generare partecipazione e senso di appartenenza.
Sarà una giornata di condivisione, emozioni e speranza, un’occasione per celebrare il valore dello sport come strumento di coesione sociale e per ribadire che ogni bambino e ogni ragazzo, indipendentemente dalle proprie condizioni di partenza, merita opportunità, ascolto e fiducia nel proprio futuro.
“Un calcio all’esclusione” non è soltanto un progetto sportivo, ma un investimento sulle persone, sulla comunità e sulle nuove generazioni, affinché nessuno resti indietro e ciascuno possa trovare il proprio spazio per crescere, sognare e realizzare il proprio percorso di vita.
Sono aperte le iscrizioni, leggere la locandina.
Quando il cinema accende i riflettori sulla Murgia: l'occasione da non perdere
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01 Giu 2026
- Pubblicato Lunedì, 01 Giugno 2026 05:16
- Scritto da LA REDAZIONE
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C'è una notizia che merita di essere accolta con soddisfazione e orgoglio dall'intero territorio dell'Alta Murgia. Una notizia che, forse, non ha ricevuto l'attenzione che avrebbe meritato, soffocata dal rumore di fondo di polemiche spesso sterili e da un clima che, troppo frequentemente, porta a concentrarsi sulle divisioni anziché sulle opportunità.
Eppure, la scelta del regista Mel Gibson di ambientare alcune riprese del suo ultimo film nella suggestiva area di Rocca del Garagnone rappresenta un riconoscimento importante per la nostra terra. Un riconoscimento che va ben oltre il semplice evento cinematografico e che investe direttamente l'immagine, l'identità e le prospettive di sviluppo dell'intero territorio.
Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia ha fornito il proprio supporto istituzionale e logistico alla produzione, contribuendo alla realizzazione delle riprese in uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia del comprensorio murgiano. A sottolinearne il valore è stato il Commissario Straordinario del Parco, Nicola Loizzo: «Siamo orgogliosi di aver supportato le riprese dell'ultimo film di Mel Gibson all'interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. La zona di Rocca del Garagnone ha offerto scenari di rara suggestione e bellezza. Questa collaborazione promette un importante ritorno d'immagine per il Parco, rafforzandone l'appeal come location cinematografica di alto livello internazionale, sempre nel pieno rispetto delle norme di tutela ambientale».
Parole che evidenziano un aspetto fondamentale: il cinema non è soltanto cultura e spettacolo, ma rappresenta uno straordinario strumento di promozione territoriale. Ogni inquadratura, ogni scena ambientata in un luogo riconoscibile, ogni immagine che raggiunge milioni di spettatori nel mondo contribuisce a costruire curiosità, interesse e desiderio di conoscere quei paesaggi dal vivo.
I dati parlano chiaro. Il fenomeno del cineturismo in Italia genera un indotto che supera i 600 milioni di euro, con oltre 300 milioni direttamente collegati alle visite nelle location rese celebri da film e serie televisive. Un settore in costante crescita, capace di influenzare la scelta della destinazione di viaggio di circa un turista su tre. Significa che una produzione cinematografica internazionale non lascia soltanto il ricordo di qualche settimana di lavorazione, ma può tradursi in presenze turistiche, investimenti, opportunità economiche e nuova occupazione per gli anni successivi.
In questo contesto, la scelta di Mel Gibson assume un significato ancora più rilevante. Non si tratta soltanto di un prestigioso riconoscimento artistico, ma di una concreta occasione di visibilità globale per l'Alta Murgia e per i comuni che ne custodiscono il patrimonio paesaggistico e storico. Un'opportunità che non può essere accolta con superficialità né considerata un episodio isolato.
La storia insegna che il passaggio di grandi produzioni cinematografiche può lasciare risultati duraturi solo quando viene accompagnato da una strategia di valorizzazione capace di trasformare l'attenzione mediatica in un progetto di sviluppo. In passato, anche altri film girati sulla Murgia e a Spinazzola hanno acceso temporaneamente i riflettori sul territorio senza che, in alcuni casi, si riuscisse a capitalizzare pienamente quell'esposizione.
Per questo motivo, la presenza di una produzione internazionale deve diventare il punto di partenza di un percorso più ampio: promozione turistica, percorsi culturali, valorizzazione dei luoghi delle riprese, narrazione del patrimonio storico e ambientale. Occorre investire nella conoscenza e nella memoria, affinché le immagini che raggiungeranno il pubblico mondiale possano trasformarsi in interesse concreto verso questi luoghi.
La Murgia possiede una bellezza autentica, spesso silenziosa e lontana dai circuiti più battuti del turismo di massa. Quando un regista di fama mondiale decide di sceglierla come set cinematografico.
Un omaggio a Girolamo Candido
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02 Giu 2026
- Pubblicato Martedì, 02 Giugno 2026 05:33
- Scritto da LA REDAZIONE
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Costruttore gravinese, Girolamo Candido (1902-1950) ha lasciato un segno concreto nella crescita della città attraverso opere che ancora oggi fanno parte del nostro quotidiano: la Scuola San Giovanni Bosco, il Cinema Centrone e il Palazzo Vincenzo Liuzzi, attuale sede della Caserma dei Carabinieri.
Nella serata del 1° giugno è stata scoperta, all'ingresso della Scuola San Giovanni Bosco, una targa commemorativa dedicata alla sua memoria. A rappresentare l'Amministrazione comunale è stato l'Assessore Leo Vicino, che ha preso parte alla cerimonia insieme ai familiari di Girolamo Candido e agli autori del volume "Mestieri e Società nel Novecento a Gravina in Puglia", pubblicato da AlGraMà nel 2023.
L'iniziativa ha offerto l'occasione per ricordare una figura che, con il proprio lavoro, ha contribuito alla realizzazione di edifici divenuti parte integrante dell'identità urbana di Gravina e per valorizzare il percorso di ricerca storica che ne ha ricostruito la vicenda umana e professionale.
Le immagini raccontano alcuni momenti della cerimonia e il ricordo di un uomo che, attraverso le sue opere, continua a essere presente nella storia della città.
Edificatore di luoghi simbolo della Città, andò ad affinare il mestiere in Francia all'età di 18 anni. Tornò in Italia a metà degli anni '20 e si mise in proprio. Frequentò solo le scuole elementari, ma continuò ad istruirsi da autodidatta; in casa, infatti, non mancavano testi tecnici di edilizia che servivano per il suo aggiornamento.
Alla fine della seconda Guerra mondiale ha fatto parte del Partito d'Azione e, in rappresentanza di tale partito, il suo nominativo fu proposto al Prefetto dal Comitato di Liberazione gravinese come componente della prima giunta del dicembre 1945.
Nelle prime elezioni amministrative del 24 marzo 1946 fu candidato nella lista della stessa formazione politica.
Al suo matrimonio invitò sia gli operai che la borghesia gravinese, in linea con il suo spirito interclassista. L'Impresa Edile di Girolamo Candido era annoverata tra le maggiori imprese del tempo. Ad esempio si occupò della costruzione di case popolari e della strada provinciale S. Angelo-Poggiorsini, tuttora in esercizio.
L'impresa Candido ha eseguito i lavori di costruzione dell'Edificio Scolastico San Giovanni Bosco nel 1932, sul terreno dove prima si trovava la masseria La Cavallerizza ridotta ormai a un fabbricato fatiscente.
Negli anni quaranta l'imprenditore Leonardo Centrone da Grumo Appula affidò a Candido la costruzione di un cinema da due mila posti. Sorse così, su progetto di un ingegnere tedesco, il Cinema Centrone in stile liberty con una magnifica hall di ingresso e due scaloni simmetrici che dal piano della platea portano alle due gallerie dei piani superiori. All'epoca era un edificio che riqualificò notevolmente il corso Alcide De Gasperi, era all'altezza dei più belli e capienti cinema della Puglia.
Nel settore dell'edilizia residenziale privata, Candido ha avuto il privilegio di costruire, tra gli anni venti e trenta, Palazzo Liuzzi sul Corso Aldo Moro che conduce alla stazione ferroviaria, ora occupato dalla Stazione dei Carabinieri. Si tratta di un edificio di grandissimo livello, con cortile interno e ampi corridoi lungo i quali si affacciano le stanze. Fu commissionato dal possidente Vincenzo Liuzzi.
Ufficio Stampa Comune di Gravina
SANTISSIMA TRINITA’
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31 Mag 2026
- Pubblicato Domenica, 31 Maggio 2026 03:50
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
Commento:
Dio ha tanto amato il mondo e ci ama tanto! Attenti bene, ci ha dato una prova: gli sta tanto a cuore il mondo che ha mandato il suo Figlio in mezzo a noi: è venuto lui per stare con noi e si è fatto carne. E ti ha mandato il suo Figlio apposta per farti capire che non devi morire! Dio è amante della vita! Tutte le volte che tu ti lasci convincere dalla cattiveria, dal tuo egoismo, dalla tua miseria, muori, il mondo muore.
Possa il Signore, nella sua infinita misericordia, togliere il peccato che è dentro di noi, aprirci a lui e farci comprendere che siamo già in questa comunione, per cui noi «non ci chiamiamo soltanto, ma siamo davvero figli di Dio».
Facciamo di questo mondo quello che è, quello che è in Dio, facciamo di questa vita un paradiso. Com'è bello vivere così! Il Signore ci ha fatto per vivere così!
La istituzione di una Scuola del Cinema e del Teatro a Gravina
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01 Giu 2026
- Pubblicato Lunedì, 01 Giugno 2026 14:54
- Scritto da LA REDAZIONE
- Visite: 65
Riceviamo e pubblichiamo:
Alla luce dell’articolo pubblicato da codesta testata: “Quando il cinema accende i riflettori sulla Murgia: l'occasione da non perdere” e di quanto è avvenuto alcune ore prima, nella serata della consegna della onorificenza, da parte del Comitato SS Crocifisso, come è prassi da una decina d’anni a questa parte, al dott. Enzo Storico, (nella foto), attore, regista, produttore, durante la quale ho partecipato, senza infamia e senza lode, come protagonista, presentando ai presenti, ai convenuti, nonchè ai suoi numerosi parenti, sia l’illustre ospite, le cui origini sono radicate nella nostra terra, essendo nato da genitori gravinesi e sia la mia proposta conseguentemente inoltrata dinanzi al numero pubblico presente. Un meritato riconoscimento accompagnato da una proposta, da un invito per istituire, ove possibile, nella nostra città, sotto la sua accorta direzione e competenza, una scuola di cinema, di teatro, di recitazione e di dizione. Sono partito non solo dai numerosi film le cui scene sono state girate a Gravina: "Paolo VI - Il Papa nella tempesta" (2008), diretta da Fabrizio Costa. Pane e libertà, la vita di Giuseppe Di Vittorio, del 2009 con Piefrancesco Favino, film girato interamente a Gravina tra l’iconico ponte e piazza Benedetto XIII. Maria Maddalena (2018): Con Joaquin Phoenix, girato sul Ponte-Acquedotto e nell'area delle Sette Camere; Pinocchio (2019) di Matteo Garrone,con la maggior parte delle riprese effettuate lungo il ponte viadotto e la fontana sottostante il santuario Madonna della Stella, 007 - No Time to Die (2021): La scena dell'inseguimento in auto e il salto dal ponte di Daniel Craig . Senza dimenticare il film The Passion di Mel Gibson ed ultimamente, solo di qualche mese fa, The Resurrection of the Christ (o Risen), sempre dello stesso regista, in parte girato sul pianoro Madonna della Stella ma anche da una recente istituzione, avvenuta nel Comune di Busto Arsizio, in provincia di Varese, di un Istituto Cinematografico intitolato al regista Michelangelo Antonioni.un ente privato che vede tra i suoi membri fondatori associazioni per il diritto allo studio, enti di diffusione cinematografica e privati, ed alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio. La scuola si fregia del nome di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale: Michelangelo Antonioni. L’Istituto, a cui si accede con il diploma di scuola superiore, si occupa della formazione di professionalità specifiche nel campo del cinema, dell’audiovisivo, della recitazione e della produzione ma anche perché il protagonista della serata ha accolto di buon grado la proposta di poter far nascere in loco una scuola, alla stregua di quella del comune di Busto Arsizio. Per mia grande sorpresa, il sindaco presente, ha accolto favorevolmente quella che ho chiamato “provocazione”. Naturalmente, siamo in una volontà d’intenti embrionale, espressa da un rappresentante istituzionale della politica locale che non ha saputo andare oltre, proponendo, per esempio, il conferimento della cittadinanza onoraria all’illustre ospite, in occasione di una prossima cerimonia. Quel che è stato, invece, ancora di più gratificante, per me, è stato che Enzo Storico, dicendosi favorevole a quanto da me avanzato, è andato oltre, nel senso di prevedere all’interno della stessa nascente scuola la istituzione di corsi anche per tutti e tanti che ruotano attorno al mondo dello spettacolo: macchinisti, elettricisti, costumisti, coreografi ecc... Insomma un orizzonte più vasto, per un mondo giovanile in cerca di prima occupazione e per consentire, eventualmente, anche ai produttori, qualora decidessero di voler investire nei loro prodotti cinematografici o teatrali in Puglia o nelle regioni del Sud, di poter assumere personale qualificato, in loco, a costi ridotti. Una serata tutto sommato positiva, che ha riempito il mio cuore di giusti meriti per tutti quegli sforzi, molto modesti, che vado compiendo, quasi quotidianamente, in nome di una città migliore, attraente. Qualificata e sempre più nuova per la naturalezza, l’originalità dei suoi luoghi ambientali, storici, monumentali, culturali e paesaggistici. In conclusione, se in questo progetto viene o verrà coinvolto anche il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, credo, sarà un buon viatico, un fatto positivo e dare più pesi notevole e considerevole a ciò che potrebbe nascere per il futuro dei nostri giovani.
Pinuccio Massari
1946-1948: nascita di una Repubblica
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30 Mag 2026
- Pubblicato Sabato, 30 Maggio 2026 05:00
- Scritto da Vincenzo Varvara
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“1946-1948: nascita di una Repubblica”. È il triennio decisivo che segnò la rinascita democratica dell’Italia, dalla scelta repubblicana del 2 giugno 1946 ai lavori dell’Assemblea Costituente, fino all’elezione del primo Parlamento della nuova Italia libera e democratica.
Il volume di Pasquale Martino accompagna il lettore nell’Italia del dopoguerra: un Paese provato dalla guerra, attraversato da povertà e profonde ferite sociali, ma animato dalla speranza di ricostruire il proprio futuro. Emergono le aspettative dei partigiani che avevano contribuito alla Liberazione, le rivendicazioni di contadini e operai, le nuove lotte sindacali, il protagonismo delle donne nella vita pubblica e il fermento culturale che accompagnò la nascita della Repubblica.
Di questi temi si è discusso ieri nella suggestiva sala pinacoteca della Fondazione “E. Pomarici Santomasi”, nel corso di un incontro organizzato dall’ANPI di Gravina in vista delle celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana. A moderare l’iniziativa è stata l’avvocata Rosa Fiore.
Nei saluti introduttivi, il presidente della Fondazione, professor Filippo Tarantino, ha richiamato il valore universale della Carta costituzionale, sottolineando come la Costituzione italiana non appartenga a una parte politica, ma rappresenti l’intera comunità nazionale, identificandosi idealmente nei colori del Tricolore.
Di particolare interesse l’intervento di Pasquale Martino, già presidente del Comitato provinciale ANPI di Bari fino allo scorso aprile, che ha evidenziato il contributo determinante del Mezzogiorno alla vittoria della scelta repubblicana. In questo contesto ha ricordato anche il significativo dato registrato a Gravina, dove circa il 60 per cento degli elettori si espresse a favore della Repubblica.
Coinvolgente e ricco di spunti storici l’intervento dello storico Fabrizio Fiume, che ha ripercorso il complesso cammino della giovane Repubblica, soffermandosi sulle difficoltà incontrate nel consolidare le istituzioni democratiche e sulla persistenza, per molti anni, di norme e mentalità ereditate dal regime fascista. Un richiamo alla necessità di custodire la memoria storica e di vigilare affinché i principi democratici sanciti dalla Costituzione non vengano mai messi in discussione.
Il professor Laiso ha invece approfondito alcune vicende locali di quel periodo, ricordando le lotte operaie che segnarono la storia della città e che sfociarono in momenti di forte tensione sociale, culminati nella morte di quattro persone, il cui sacrificio merita ancora oggi una memoria pubblica piena e condivisa.
L’incontro si è rivelato un’importante occasione di riflessione civile e storica. Ripercorrere gli anni della nascita della Repubblica significa infatti riscoprire i valori fondanti dello Stato repubblicano: la libertà, la partecipazione democratica, la giustizia sociale, il lavoro, l’uguaglianza dei cittadini e il rispetto della Costituzione. Principi che continuano a rappresentare il patrimonio comune della comunità nazionale e il punto di riferimento imprescindibile per le generazioni presenti e future.
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