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Cultura ed Eventi

IMPEGNO E SOLIDARIETÀ: DA UN SOGNO, LA REALTÀ

Ci sono sogni che non fanno rumore. Nascono lentamente, germogliano da un bisogno autentico e crescono grazie a un filo invisibile che unisce persone, storie ed esperienze. E quando quel filo si intreccia con mani che si tendono e cuori che si aprono, il sogno diventa un progetto, e il progetto diventa realtà.

Sarà un pomeriggio speciale quello di domani 11 dicembre 2025, alle 17:00, al Teatro Ex Mattatoio di Gravina. Un’occasione per fermarsi e guardare da vicino il coraggio e la resilienza di chi convive ogni giorno con le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI). Con M.I.Cro. Italia OdV vivremo un incontro che è molto più di un evento: è uno spazio di ascolto, condivisione ed emozione. Un momento per dare voce ai pazienti, alle famiglie e ai percorsi spesso difficili che affrontano, ma anche per riscoprire la forza di una rete che sostiene e unisce.

Protagonista della giornata sarà soprattutto un progetto che in molti hanno alimentato con dedizione, competenze e sensibilità: il nuovo Poliambulatorio di M.I.Cro. Italia OdV. Un centro che nasce per essere casa della cura, della prevenzione e dell’accoglienza, pensato in particolare per le persone più fragili. Un luogo in cui nessuno dovrà sentirsi solo, perché la salute non è un privilegio, ma un diritto.

La struttura ospiterà anche un innovativo centro di formazione e sicurezza per i lavoratori dell’area industriale: un segnale concreto che la tutela del benessere collettivo è un investimento sul presente e sul futuro della comunità.

Ogni presenza, quel giorno, sarà un gesto che conta. Un dono. Un segno che insieme possiamo continuare a trasformare il bisogno in speranza, la speranza in impegno e l’impegno in realtà. Perché i sogni, quando vengono condivisi, diventano possibilità. E quando vengono coltivati, diventano futuro.

Altamura e Gravina, città sorelle cresciute sotto l’eredità di Federico II

 

Già in occasione della Fiera di San Giorgio, svoltasi lo scorso aprile a Gravina, era emersa con forza l’attualità della figura di Federico II di Svevia e della sua incisiva impronta sul territorio murgiano. Le testimonianze lasciate dall’imperatore, in particolare nelle città di Altamura e Gravina, rappresentano ancora oggi un patrimonio storico e culturale in grado di ispirare nuovi percorsi di collaborazione e sviluppo condiviso tra le due comunità.

In questa prospettiva si inserisce l’iniziativa in programma questo pomeriggio ad Altamura: alle ore 17, nella sala consiliare del Comune, si terrà l’incontro “Appuntamento con Federico II di Svevia”, un momento di approfondimento e confronto dedicato al ruolo che l’imperatore ebbe nella crescita delle due città e al valore della sua eredità nel presente.

Dopo i saluti istituzionali, interverranno figure di primo piano del mondo ecclesiastico, culturale e professionale:

·         Mons. Giovanni Ricchiuti, già alla guida della Diocesi di Altamura–Gravina–Acquaviva delle Fonti;

·         Avv. Nicola Cornacchia, vicepresidente della Fondazione “E. Pomarici Santomasi” di Gravina;

·         Avv. Emmanuella Lorusso, dirigente del 2° Circolo Didattico “Garibaldi” di Altamura;

·         Arch. Pietro Masciandaro, che presenterà una relazione dedicata all’“Ipotesi di ricostruzione del Castello di Gravina”.

L’incontro rappresenta un’ulteriore occasione per riflettere sul patrimonio storico federiciano e, al tempo stesso, per rafforzare il legame fra Altamura e Gravina, due città viciniori accomunate da una storia che continua a offrire spunti per un futuro condiviso.

POGGIORSINI, EMOZIONI E RICORDI INTORNO A NICOLA ANTONACCI – MAESTRO DELLA PASTICCERIA ITALIANA

A Poggiorsini le festività natalizie si sono aperte nel segno dell’eccellenza e del sentimento. Un vero e proprio “inizio col botto”, come molti cittadini hanno commentato, grazie all’iniziativa dei ragazzi della classe 1986 – organizzatori della festa patronale – che hanno riportato nella comunità uno dei suoi figli più illustri: Nicola Antonacci, Maestro Pasticciere riconosciuto a livello nazionale.

La piccola cittadina si è trasformata, per un giorno, in un laboratorio di emozioni e alta arte dolciaria. Sabato scorso alcuni cittadini hanno avuto il privilegio di assistere a una lezione speciale tenuta dal Maestro, cimentandosi nella realizzazione di prodotti dolciari sotto la sua guida esperta. Un momento definito “straordinario” dal vicesindaco Mara Di Palo, che ha sottolineato come la presenza di Antonacci abbia portato in paese un soffio di bellezza, talento e passione artigianale.

Ma le emozioni non sono state soltanto del pubblico. Anche il Maestro, visibilmente commosso, ha parlato di una giornata che rimarrà scolpita nella memoria:
“Il 6 dicembre sarà per sempre nel mio cuore. Oltre al corso dedicato al cioccolato, oltre agli assaggi e alla vendita dei miei panettoni, ho potuto toccare con l’anima l’affetto e la stima dei miei concittadini. Poggiorsini resta la mia casa.”

Parole semplici e autentiche che hanno attraversato la sala, restituendo la misura di un legame profondo con il proprio paese natale.

Il momento istituzionale si è consumato a fine serata, quando il vicesindaco, a nome dell’Amministrazione Comunale, ha consegnato ad Antonacci una targa di riconoscimento, simbolo di gratitudine per un percorso professionale che, con dedizione e maestria, porta alto il nome di Poggiorsini nel mondo della pasticceria e non solo.

La cerimonia si è conclusa in un clima di calore familiare. Il Maestro ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale ai suoi genitori – “per avermi donato la vita e per avermela spiegata bene”, ha detto – e un pensiero affettuoso ai parenti, agli amici, e a tutti i presenti, insieme a coloro che, pur non potendo esserci, hanno seguito con vicinanza questo evento così significativo.

Una serata da ricordare, non solo per la qualità delle creazioni dolciarie, ma per il valore umano e comunitario che ha saputo esprimere. Poggiorsini, ancora una volta, ha celebrato non solo un talento, ma una storia di appartenenza, di ritorni e di riconoscenza.

Casa sicura anche a Natale per prevenire gli incidenti domestici


Casa dolce casa… ma attenzione a dove si mettono mani e piedi, perchè i rischi sono in agguato ovunque. Una sedia usata come scala, un tappeto scivoloso, un fornello lasciato acceso, una pentola piena d’acqua bollente, un detersivo a portata di bambino.

Si chiama “Casa sicura anche a Natale” l’evento divulgativo promosso dalla ASL Bari e dedicato alla prevenzione degli infortuni domestici, con indicazioni pratiche per proteggere la salute di tutta la famiglia durante le feste natalizie ma anche tutto l’anno.

Innanzitutto capendo le dimensioni del fenomeno, che è molto diffuso e genera impatti sociali importanti a causa dei costi sanitari, delle disabilità permanenti e del calo della produttività conseguente, senza dimenticare l’effetto psicologico sulla popolazione che considera la casa pur sempre un luogo sicuro.

Nel 2023, infatti, l'ISTAT ha stimato un aumento di circa il 15% rispetto al 2022, anno in cui si sono registrati circa 2,5 milioni di infortuni domestici. I maggiori rischi e i più gravi infortuni in casa – come rileva un report dell’Istituto Superiore di Sanità - si verificano a seguito di cadute, ustioni, intossicazioni e soffocamento, che possono causare ferite e lesioni di diversa gravità, invalidità o addirittura morte. Un incidente domestico può accadere a chiunque indipendentemente dall'età, essendo una delle maggiori cause di trauma mortale: secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è la prima causa di morte nei bambini nel mondo, la seconda in Italia, dopo i tumori.

Le fasce di popolazione più a rischio rimangono donne, in particolare casalinghe che rappresentano i 2/3 delle vittime, anziani ultraottantenni (28%) con una rilevante dimensione di genere - essendo le donne over 80 maggiormente soggette a cadute gravi rispetto agli uomini della stessa età -, e bambini da 0 a 5 anni (4,5%). Proprio negli ambienti domestici si osserva il maggior numero d'infortuni e nessuno dei luoghi frequentati quotidianamente sembra essere al riparo: in cucina si verifica il 20% dei casi, in soggiorno e camera da letto il 26%, seguono garage e cantina (13%), scale (10%) e bagno (7%). I rischi di infortunio, in sostanza, secondo Eurispes dipendono dai pericoli presenti in casa, per aspetti strutturali, e dalle caratteristiche delle persone, connesse a comportamenti sbagliati o condizioni di salute.

Di qui la necessità di monitorare la situazione e fare prevenzione che vuol dire anche disporre di guide pratiche per prevenire gli infortuni domestici più comuni e affrontare al meglio le emergenze. Consigli utili dati con parole chiare e semplici e un tono mai allarmistico, la sicurezza nasce “dalle piccole attenzioni quotidiane” - come utilizzare tappeti antiscivolo, installare corrimano, chiudere il gas, usare in modo corretto elettrodomestici - e fornito indicazioni utili per tutti, soprattutto per famiglie con bambini, anziani o persone fragili, in caso di ferite, cadute, piccole ustioni e altri incidenti domestici. Per fare la cosa giusta e risolvere al meglio la situazione.

«Entrando da lei, disse: Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te»

Vangelo secondo Luca (Lc 1, 26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

Commento:

Oggi, il Vangelo accenna un accordo musicale, composto da tre note. Tre note non sempre ben intonate della nostra società: quella del fare, quella dell’amicizia e quella della coerenza di vita. Ai nostri giorni facciamo molte cose, ma, abbiamo un progetto? Oggi che navighiamo nella società delle comunicazioni, trova spazio nei nostri cuori la solitudine? Oggi, nell’era dell’informazione, ci permette questa di forgiare la nostra personalità?
‘Un progetto’. Maria, una donna «promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe» (Lc 1,27). Maria ha un progetto, evidentemente di proporzioni umane. Tuttavia, Dio irrompe nella sua vita per presentarle un altro progetto... di proporzioni divine. Anche oggi, vuole entrare nella nostra vita e dare proporzioni divine alle nostre faccende umane.
`Una presenza´. «Non temere, Maria». (Lc 1,30). Cerchiamo di non costruire in qualsiasi modo! Che non succeda che la dipendenza al “fare” nasconda un vuoto. Il matrimonio, la vita di servizio, la professione non devono essere una scappatoia d’ora in avanti. «Piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28). Presenza che accompagna e da senso. Fiducia in Dio, che, -di rimbalzo- ci porta ad aver fiducia negli altri. Amicizia con Dio che rinnova l’amicizia verso gli altri.
`Fermarci´. Ai nostri giorni che riceviamo tanti stimoli, frequentemente contrapposti, è necessario dare forma ed unità alla nostra vita. Maria, dice san Luigi Maria Grignion, «è lo stampo vivo di Dio». Ci sono due modi di fare una scultura, dice Grignion; una più ardua, a colpi di scalpello. L’altra, utilizzando uno stampo. Questa seconda forma è più semplice. L’esito, però consiste in che la materia sia malleabile e che lo stampo riproduca perfettamente l’immagine. Maria è lo stampo perfetto. Ricorriamo a Lei, cercando di essere noi materia malleabile.

Gravina in Puglia è pronta a riaccendere il battito più intimo e luminoso della sua storia

Tra le pieghe antiche del rione Fondovito, là dove la pietra sembra trattenere i respiri del tempo, il Consorzio Turistico Gravina in Murgia – affiancato da una squadra sempre più appassionata di operatori locali – presenta “La Maculète – L’Albero del Quartiere”, l’evento dedicato all’Immacolata Concezione che l’8 dicembre, dalle 19:00 alle 22:30, trasformerà Calata San Giovanni Battista in un teatro a cielo aperto fatto di luci, racconti e gesti comunitari.

Non una semplice festa, ma una chiamata all’unità, un intreccio fitto di collaborazioni che vede insieme il Comune di Gravina, il progetto “Viaggio a Gravina in Puglia”, associazioni, comitati e soprattutto gli abitanti del quartiere, custodi silenziosi di una tradizione che torna a brillare grazie alla forza del “fare insieme”.

La Calata, con i suoi gradoni scavati nella memoria, si vestirà di illuminazioni calde, decorazioni artigianali e piccole scenografie costruite a mano, ma il cuore pulsante della serata sarà il grande albero di Natale del quartiere: un albero che nascerà non dall’alto, ma dal basso, arricchendosi dei simboli che ogni partecipante porterà con sé. Un addobbo, un pensiero, un ricordo familiare: pezzi di vita che, uniti, diventeranno un’unica storia collettiva.

A dare sapore a questo rito di comunità ci penseranno la Pro Loco UNPLI Gravina e l’Associazione Assieme, che guideranno il pubblico in un viaggio gastronomico autentico come un abbraccio:
pettòle appena fritte che scoppiettano ancora di calore, taralli fragranti, profumo di mortadella tagliata grossa, castagne che arrostiscono lente e un calice di Verdeca che racconta la terra. Tutto racchiuso nel Ticket del Gusto e Tradizione (5 euro), con il vin brulé – immancabile, aromatico, confortante – disponibile a 2 euro.

La serata si allargherà poi come un’onda sonora.
Le note vivaci della Street Band BirBanda risuoneranno tra vicoli e scalette, mentre i Radiazioni Band accenderanno il palco naturale di Fondovito con un live capace di far vibrare anche la pietra. I bambini troveranno un mondo su misura grazie alle attività pensate e realizzate da Enjoy Kids, trasformando ogni angolo in un rifugio di stupore.

“La Maculète” non è solo un appuntamento, ma un’esperienza: un modo per riprendere per mano quei rituali natalizi che abitano ancora la memoria delle famiglie gravinesi e riportarli là dove sono nati, nei luoghi che da generazioni custodiscono il senso più semplice e potente del Natale.

Una serata per celebrare l’Immacolata, certo.
Ma soprattutto un invito a ritrovare – insieme – lo spirito più genuino, condiviso e luminoso del Natale a Gravina in Puglia.

CON NATIVITAS RESTITUITO, PARZIALMENTE, IL RIONE PIAGGIO ALLA COMUNITA’

La quarta edizione di Gravinae Nativitas, diventato ormai un appuntamento identitario per la comunità, si distingue anche quest’anno, oltre all’articolata messa in scena del Presepe vivente degli antichi mestieri, la quasi realizzazione del progetto di riqualificazione e recupero del Rione Piaggio, un rione abbandonato da decenni e finalmente restituito alla sua dignità. Un luogo che torna a risplendere, simbolo tangibile di una memoria collettiva che rischiava di svanire e che ora i gravinesi possono nuovamente sentire propria.

Il progetto di riqualificazione ha raccolto e vinto una sfida ambiziosa: ri-animare il centro antico e renderlo più fruibile, trasformando una zona dimenticata in un laboratorio di rinascita urbana. Le nuove vie pedonali, create attraverso il recupero di sentieri e strade storiche del quartiere, insieme al rinnovo del patrimonio edilizio pubblico inutilizzato, non solo restituiranno vitalità al centro, ma offriranno risposte concrete all’emergenza abitativa, generando ricadute positive sull’intera comunità.

Proprio in quel rione, accanto alla tradizionale rappresentazione della Natività, trovano spazio il rito della dea Vesta, la corte di Erode, momenti di vita popolare, il mercato e gli accampamenti romani e di caccia, arricchiti dalla presenza di animali come lupi e rapaci. Un percorso immersivo che non si limita alla rievocazione, ma tenta di restituire con rigore e sensibilità un frammento di storia e di quotidianità perduta.

Quest’edizione, tuttavia, porta con sé una valenza ancora più profonda. Gravinae Nativitas si lega infatti a un progetto culturale di più ampia visione: il recupero dei primi insediamenti storici della città, in un viaggio alle radici di Gravina, là dove la pietra conserva tracce indelebili di antichi vissuti.

In questo intreccio tra tradizione, memoria e futuro, Gravinae Nativitas non è soltanto un evento natalizio: diventa un manifesto culturale, un invito a guardare alla storia come risorsa viva, capace di illuminare il presente e di guidare la costruzione di una città più consapevole delle proprie radici e del proprio valore.