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Cultura ed Eventi

GRAVINA E LE SUE OPERE D’ARTE: DISIECTA MEMBRA

Un nuovo e significativo appuntamento con la cultura e la memoria storica del territorio animerà la città di Gravina in Puglia sabato 16 maggio, alle ore 19, presso la Biblioteca Finia. Un incontro che si preannuncia di grande interesse per studiosi, appassionati d’arte e cittadini desiderosi di approfondire la conoscenza del prezioso patrimonio culturale custodito dalla comunità gravinese.

Al centro della conferenza vi saranno le opere pittoriche e la suggestiva scultura in cera che avvolge le reliquie di Santa Ciriaca, testimonianza di straordinario valore storico, artistico e devozionale, attualmente conservata nella Cattedrale di Gravina. Un patrimonio che racconta secoli di fede, arte e identità collettiva, e che rappresenta una delle espressioni più autentiche della ricchezza culturale del territorio.

A guidare il pubblico in questo percorso di scoperta sarà la professoressa Clara Gelso, studiosa che da anni promuove ricerche storico-artistiche nell’area di Gravina in Puglia e più in generale nel panorama del patrimonio pugliese. La sua attività scientifica si è distinta per l’impegno nella ricerca e nella valorizzazione dei beni storico-artistici della regione, contribuendo a riportare l’attenzione su opere e contesti spesso poco conosciuti ma di grande rilevanza culturale.

Tra i suoi studi più importanti figurano le ricerche sugli affreschi bizantini della Cripta di San Vito Vecchio, attribuiti a maestranze locali tra il XIII e il XIV secolo, un lavoro che ha rafforzato il legame tra Gravina e la grande tradizione della pittura medievale pugliese. La professoressa Gelso ha inoltre ricoperto il prestigioso incarico di Direttore della Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, consolidando il proprio ruolo nel panorama della tutela e divulgazione artistica.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza della conoscenza e della salvaguardia del patrimonio culturale locale. Comprendere il valore delle opere d’arte, delle reliquie e delle testimonianze storiche presenti a Gravina significa infatti custodire la memoria della città e trasmetterla alle nuove generazioni. La valorizzazione della cultura non è soltanto un esercizio di studio, ma uno strumento fondamentale per rafforzare l’identità di una comunità e promuovere consapevolezza verso le ricchezze storiche che il territorio conserva.

“Tutti in sciopero”, il teatro che resiste: applausi alle compagnie gravinesi, ma pesa l’assenza di un vero spazio pubblico

Risate, riflessioni e applausi hanno accompagnato “Tutti in sciopero”, la commedia teatrale andata in scena sabato e domenica scorsa presso il teatro VIDA, grazie all’impegno delle METIS e dell’associazione La Terra Smossa APS. Uno spettacolo che ha saputo affrontare con leggerezza e intelligenza un tema ancora profondamente attuale: il diverso trattamento riservato a uomini e donne, soprattutto nel mondo del lavoro.

Il copione, ironico ma al tempo stesso pungente, ha riportato al centro del dibattito questioni che, nonostante decenni di battaglie sociali e culturali, continuano a caratterizzare la quotidianità di molte donne. Sul palco un cast interamente femminile, composto da interpreti diverse per esperienza e personalità, ma accomunate dalla capacità di dare ritmo, ironia e profondità ai rispettivi personaggi.

Le attrici hanno saputo conquistare il pubblico con interpretazioni brillanti e mai banali, alleggerendo con il sorriso quella “guerra dei sessi” che ancora oggi attraversa la società contemporanea. Una prova teatrale apprezzata dai presenti, che hanno premiato lo spettacolo con partecipazione e consenso.

L’iniziativa conferma ancora una volta la vivacità culturale di Gravina e la presenza di numerose compagnie teatrali amatoriali che continuano a investire tempo, passione ed energie nella promozione dell’arte scenica. Un patrimonio umano e culturale che, tuttavia, continua a fare i conti con una storica criticità: l’assenza di un teatro pubblico cittadino.

Una mancanza che pesa sempre di più su un territorio ricco di fermento artistico ma povero di spazi adeguati in cui esprimersi. Nei mesi scorsi si era acceso il dibattito attorno al possibile acquisto del teatro “Mastrogiacomo” da parte dell’Amministrazione Comunale, ipotesi che aveva alimentato speranze e aspettative soprattutto tra gli operatori culturali locali. Dopo la conclusione della candidatura di Gravina a Capitale italiana della Cultura 2028, però, sul tema sembra essere calato nuovamente il silenzio.

Eppure esperienze come “Tutti in sciopero” dimostrano quanto il teatro continui a rappresentare non solo un momento di intrattenimento, ma anche uno strumento di riflessione collettiva e crescita culturale. Le compagnie ci sono, il pubblico risponde presente, la passione non manca. Quello che ancora manca, invece, è una casa stabile per il teatro gravinese.

Grazie a Carlo Centonze per le foto.

La Festa Civile di San Michele delle Grotte rinviata a domani per il maltempo

A causa delle avverse condizioni meteorologiche e dell’impraticabilità dei giardinetti, resi particolarmente fangosi dalle piogge delle ultime ore, il Comitato organizzatore comunica il rinvio della festa civile di San Michele delle Grotte a domani sera.

Una decisione presa nel segno della prudenza e della sicurezza, per consentire a cittadini, famiglie e visitatori di vivere i momenti di festa in un clima più sereno e partecipato.

Resta invece confermato il programma religioso previsto per questa sera, cuore spirituale della ricorrenza dedicata al Santo Patrono. Alle ore 18.30 si terrà il tradizionale omaggio del Capitolo a San Michele, seguito alle ore 19.00 dalla solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro vescovo, Monsignor Giuseppe Russo.

CAPITALE DELLA CULTURA: PER LE CITTÀ FINALISTE IL PERCORSO CONTINUA OLTRE LA CANDIDATURA, INIZIA "CANTIERE CITTÀ"

Al via la quinta edizione di Cantiere Città: Ministero della Cultura e Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali al fianco delle città finaliste per trasformare alcuni dei progetti in realtà.

Il percorso delle dieci città finaliste a Capitale italiana della cultura 2028 va oltre la candidatura. Con Cantiere Città, il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali avviano un percorso di affiancamento delle amministrazioni che hanno concorso al titolo con l’obiettivo di consolidarne le capacità progettuali, per dare un futuro a idee e reti di relazioni attivate in occasione della loro partecipazione al bando.

Giunto alla quinta edizione, Cantiere Città è un concreto strumento di valorizzazione del lavoro progettuale delle finaliste e di sostegno alle politiche culturali locali, curato per il Mic dal Servizio II del Dipartimento per le attività culturali. Il programma di quest’anno coinvolge Anagni (FR), Ancona (futura Capitale della cultura), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì (FC), Gravina in Puglia (BA), Massa (MS), Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT). Realtà diverse per dimensioni e contesto, ma accomunate dalla scelta di investire sulla cultura come leva di sviluppo territoriale.

Il percorso è stato avviato al Ministero della Cultura mercoledì 6 maggio alla presenza di Paola Passarelli, Direttrice generale delle Biblioteche e degli istituti culturali del Ministero della Cultura, e di Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.

Per sei mesi, il programma combina incontri in presenza, formazione e affiancamento operativo. Il supporto di questa edizione si articola su più livelli: un esperto di riferimento, Alessandro Bollo (esperto di management culturale e direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Torino), accompagna le città lungo tutto il percorso; Marco Marinuzzi (esperto di politiche culturali) approfondisce con un corso tematico il tema dell’internazionalizzazione dei progetti culturali; parallelamente, gli esperti della Scuola lavorano con le amministrazioni in un ciclo di tre workshop (uno in presenza e due online) per sviluppare concretamente uno dei progetti del dossier, accompagnandolo verso la realizzazione.

 

Nell’ambito di Cantiere Città il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali promuovono Obiettivo Capitale, un ciclo di otto video lezioni per le città che vogliono candidarsi alle future edizioni di Capitale italiana della cultura. Il percorso propone contenuti e strumenti operativi per progettare interventi culturali solidi e sostenibili e per costruire dossier di candidatura efficaci.

A rappresentare nel consesso ministeriale Gravina in Puglia, già Capitale della Cultura di Puglia 2027, oltre al Dirigente Vito Spano e la progettista Emanuela Marmo, il consigliere delegato Ignazio Lovero, che ha dichiarato:

“Con il progetto 'Radici al Futuro' rivendichiamo una visione coraggiosa: quella di un territorio che interpreta da protagonista il nuovo volto del Sud e del Mediterraneo. L’investimento culturale di Gravina genera competenze e consolida la nostra identità, costruendo vere e proprie 'infrastrutture mentali' votate al dialogo.

​Questo percorso di rivoluzione e riscatto trova oggi nuova linfa nella collaborazione con le altre città finaliste. Insieme, trasformeremo le progettualità dei nostri dossier in un 'cantiere' di respiro internazionale, forti del supporto strategico del Ministero della Cultura e della Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali.

 

“INSIEME”: Quando l’arte a scuola diventa una lezione di vita

C’è un titolo che dice tutto, nella sua semplicità: “INSIEME”. È questo il nome scelto dall’Istituto Comprensivo "Nunzio Ingannamorte" per l’evento che, giovedì 14 maggio alle ore 17.00, trasformerà la sede centrale in una galleria d’arte a cielo aperto (e non solo).  Non si tratta di una semplice inaugurazione, ma del traguardo di un percorso educativo che mette al centro ciò che di più prezioso abbiamo: l’inclusione. Il protagonista indiscusso sarà il "Corridoio dell’Inclusione", un’opera corale curata dal Prof. Davide Mangione e realizzata con il coinvolgimento diretto degli studenti della classe 3ª D. I corridoi, solitamente luoghi di passaggio, diventano qui spazi di sosta e riflessione, dove i colori raccontano storie di accoglienza e abbattono i muri del pregiudizio.  Ma la festa non si ferma tra le mura scolastiche. Lo sguardo dell'Istituto si volge anche all'esterno con l'inaugurazione del nuovo murales, sempre a cura del prof Davide Mangione con gli alunni dell'Istituto del progetto PN 21 27 Scuola Estate 2025 2026, che dona un volto nuovo e moderno all’edificio, e l'installazione della panchina per l’autismo: “La Panchina Blu”. Quest'ultima, in particolare, vuole essere un simbolo blu dedicato alla consapevolezza, un invito quotidiano per studenti e passanti a fermarsi e comprendere il valore della neurodiversità.

L'I.C. "Nunzio Incannamorte" conferma così la sua identità di "scuola aperta" e attenta. In un'epoca in cui si parla spesso di cyberbullismo e isolamento, questa scuola sceglie di rispondere con la bellezza e la partecipazione attiva. Vedere i ragazzi sporcarsi le mani di vernice per lasciare un segno positivo è la prova che, quando si lavora insieme, la scuola diventa davvero una palestra di cittadinanza.  L’appuntamento è per giovedì pomeriggio: un'occasione per la cittadinanza di vedere con i propri occhi come l'arte possa diventare il linguaggio più efficace per non lasciare indietro nessuno.

 Interverranno :

- Vincenzo Martorano_Dirigente dell'I.C.  Nunzio Incannamorte

- Savino Ciciolla_Autism Friendly Altamura  

- Dipartimento Inclusione dell'I.C Incannamorte

- Davide Mangione_Professore e curatore del progetto 

- Don Stefano Nacucchi 

- Insegnante Terry Nirchio_presidente di APRIAMO Le porte 

- Urbano Lazzari_Presidente Consulta Comunale sulla disabilità

Il presente, colui che c’è, colui che viene a trovarsi, lo Spirito promesso

Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

 

Commento:

Cristo Risorto è il pastore bello che veglia sul nostro cuore: come una porta, sta attento che nessun ladro e menzognero entri nella nostra vita interiore.

È la via che ci conduce al Padre, la verità che ci rende liberi, la vita che ci riempie di gioia.

E, in questo percorso di scoperta della profonda identità di Cristo, oggi la liturgia ci propone un bellissimo brano del lungo discorso che Gesù, secondo l’evangelista Giovanni, ha tenuto dopo la lavanda dei piedi.

Gesù è preoccupato per i suoi discepoli, li vuole salvare dal mondo, cioè dalla logica mondana che rischia di contagiare il nostro modo di vedere le cose e di pensare. 

E quanto aveva ragione, purtroppo! Anche nella Chiesa, spesso, dilagano logiche mondane, contrapposizioni, bramosie, arrivismo… e ne vediamo le conseguenze. Invece di essere trasparenza, diventiamo ostacolo, alto muro che impedisce ai viandanti di vedere la meta.

Viviamo in questo mondo, ne siamo influenzati ma non gli apparteniamo, dice il Signore.

Ma, lo sappiamo bene, da soli fatichiamo, e tanto.

Come distinguere cosa proviene da Dio e cosa dalla nostra ombra interiore? Come trovare la forza per affrontare le inevitabili difficoltà che, come tutti, dobbiamo affrontare?

Gesù ci incoraggia: ci dona lo Spirito Santo.

La forza del Padre, il dono del risorto ai credenti.

E, in questo caso, ne definisce due delle peculiarità: lo Spirito è il Consolatore/Paracleto ed è colui che ci conduce alla pienezza della verità (di nuovo!).

Tra fede, storia e tradizione: il culto di San Michele Arcangelo dalle grotte sacre ai “balloun” di Gravina

Il culto dell’Arcangelo Michele attraversa i secoli e unisce popoli, territori e tradizioni in numerose Nazioni del mondo cristiano. Anche l’Italia custodisce luoghi profondamente legati alla devozione micaelica, testimonianze vive di una fede antica che continua ancora oggi ad animare pellegrinaggi, riti popolari e manifestazioni culturali.

Tra i centri più celebri spicca certamente Monte Sant'Angelo, dove sorge la celebre grotta dell’apparizione dell’Arcangelo Michele. Quel luogo sacro, oggi meta di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, in epoca precedente era un santuario dedicato al culto mitraico, antica religione misterica che prevedeva anche il sacrificio rituale del toro. La tradizione cristiana dell’apparizione micaelica assunse dunque anche un forte valore simbolico: interrompere l’antico credo pagano e consacrare la grotta al Cristianesimo, trasformandola in uno dei più importanti santuari dedicati al Principe delle Milizie Celesti.

La grotta pugliese divenne così cuore pulsante della spiritualità micaelica europea, inserendosi nel celebre cammino sacro dedicato all’Arcangelo, lungo la direttrice che collega numerosi santuari sorti sotto la sua protezione. Ancora oggi, quel luogo conserva intatto il fascino della pietra, del silenzio e della preghiera, alimentando una devozione popolare che attraversa generazioni.

Non a caso, Monte Sant'Angelo ospita da oggi fino al 9 maggio 2026 la nona edizione del Michael – Festival del patrimonio culturale, spirituale, naturale e gastronomico, manifestazione dedicata all’identità della “Città dei due Siti UNESCO”. Il tema scelto per quest’anno, “La porta del cielo”, richiama profondamente il significato spirituale della Grotta dell’Arcangelo e celebra i 950 anni delle storiche Porte di Bronzo del Santuario, simbolo di fede, arte e accoglienza dei pellegrini.

Anche Gravina in Puglia custodisce con orgoglio una radicata tradizione legata al culto di San Michele Arcangelo. Qui sopravvive una delle espressioni popolari più caratteristiche della devozione cittadina: i suggestivi “balloun”. Veri capolavori dell’arte tessile domestica, erano composti da preziose coperte e copriletti in seta dai colori vivaci, arricchiti da frange ricamate e raffinati merletti; lenzuola ornate con ricami pregiati; grandi scialli e fazzoletti dalle tonalità accese e ornamentali.

I “balloun” rappresentavano molto più di un semplice addobbo: erano il simbolo dell’identità familiare e della devozione religiosa. Ogni famiglia si impegnava con passione nella realizzazione del “ballounə” più bello, sperando di ottenere il premio messo in concorso durante le festività. Si trattava di una sorta di “santa ostentazione” di povera-ricchezza, una competizione genuina e collettiva che coinvolgeva interi quartieri, trasformandoli in scenografie di colori, tessuti e luci, capaci di suscitare meraviglia e gioia.

Ma l’aspetto più significativo era il valore spirituale custodito al loro interno: i tessuti fungevano infatti da supporto per le “brandea”, reliquie sacre e oggetti devozionali che rendevano quei drappi non soltanto opere decorative, ma autentici segni di protezione e fede popolare. Una tradizione che ancora oggi racconta il profondo legame tra il popolo pugliese e l’Arcangelo Michele, difensore del bene e simbolo eterno di luce e giustizia.