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Cultura ed Eventi

Protocollo d'Intesa per la Collaborazione Culturale e Formativa tra la Città di Gravina in Puglia, la Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" e il Conservatorio di Musica "Egidio Romualdo Duni" di Matera

Gli enti e le istituzioni culturali del territorio si uniscono per la promozione della musica, oltre i confini regionali.

La Città di Gravina in Puglia, rappresentata dalla Direttrice della Biblioteca Comunale “La Casa del Fuorilegge” dott.ssa Raffaella Vignola, la Fondazione “Ettore Pomarici-Santomasi”, rappresentata dal Presidente prof. Filippo Tarantino, ed il Conservatorio di Musica Egidio Romualdo Duni di Matera, rappresentato dalla direttrice Loredana Paolicelli, hanno stipulato un importante Protocollo d’Intesa  per la collaborazione culturale e formativa.

Le parti, tramite l’accordo firmato, condividono la volontà di promuovere una collaborazione stabile volta alla valorizzazione dell'innovazione culturale, tecnologica e artistica, alla generazione di idee e alla promozione di attività formative congiunte.

Le attività artistiche, musicali, di ricerca applicata e formazione oggetto della collaborazione prevedono che la Biblioteca Comunale metterà a disposizione gli spazi per eventi, il servizio di accoglienza e vigilanza, l’allestimento per attività didattiche/prove, e la comunicazione degli eventi. Stessi impegni logistici e comunicativi da parte della Fondazione che consentirà l’utilizzo degli spazi nel Museo (incluso il pianoforte),e l’ingresso gratuito al Museo per gli studenti del Conservatorio. Entrambi gli enti offriranno supporto al Conservatorio tramite visite guidate, periodi di formazione (stage, tirocini, workshop), assistenza per tesi, organizzazione di eventi e partecipazione a programmi di ricerca.

Quest’ultimo, dal canto suo, proporrà e condividerà progetti didattici/musicali  attraverso allievi/musicisti idonei, collaborando a progetti di musica dal vivo, eventi, stesura di progetti comuni, formazione presso le sedi della Biblioteca e della Fondazione, e promuoverà approfondimenti tramite tesi di diploma/dottorato, mettendo a disposizione il materiale prodotto nelle collaborazioni per la tutela e valorizzazione.

“La Città di Gravina in Puglia, Capitale della Cultura di Puglia 2027, tramite la sua Biblioteca Comunale “La Casa del Fuorilegge”, mira a fornire un laboratorio multimediale di informazione e un luogo di aggregazione culturale – dichiara il sindaco Fedele Lagreca – con la Fondazione “Ettore Pomarici-Santomasi” che ha i suoi tra i suoi scopi storici la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e archeologico di Gravina. Assieme al Conservatorio di Musica di Matera,  un'istituzione di alta formazione artistica e musicale focalizzata su didattica, produzione musicale e ricerca, superiamo gli steccati territoriali per confermare ancora una volta la sinergia con la vicina Basilicata, regione sorella, nella promozione della cultura e dell’espressione artistica dei giovani”.

Chronicon di Domenico da Gravina: una testimonianza unica del Medioevo pugliese

Custodito presso la Biblioteca di Vienna, il Chronicon di Domenico da Gravina rappresenta una delle più preziose testimonianze della storia medievale dell’Italia meridionale. Il manoscritto, di straordinario valore storico e documentario, offre un affresco vivido della Puglia del XIV secolo, restituendo con rara efficacia il paesaggio, la società e le tensioni politiche di un’epoca segnata da profondi conflitti.

Tra città, casali, castelli e masserie disseminati nel territorio murgiano, Domenico da Gravina accompagna il lettore lungo un itinerario che intreccia cronaca e memoria. Sullo sfondo si stagliano uliveti, boschi e colline che diventano teatro di uno dei più sanguinosi e devastanti scontri che interessarono il Regno di Napoli: la guerra tra la regina Giovanna I d’Angiò e suo cognato Luigi di Taranto.

Con lo sguardo attento del testimone diretto, l’autore descrive battaglie, assedi e strategie militari, ma al tempo stesso delinea la fisionomia economica e produttiva dell’altopiano delle Murge, offrendo informazioni preziose sulla vita quotidiana, sulle attività agricole e sulle dinamiche sociali del territorio. Per questo il Chronicon costituisce una fonte imprescindibile per la conoscenza delle vicende politiche, economiche e culturali del Mezzogiorno medievale.

L’opera, che racconta gli eventi compresi tra il 1333 e il 1350, sarà presentata giovedì 11 giugno 2026 alle ore 19.00 presso la Sala Pinacoteca della Fondazione E. Pomarici Santomasi, in via Museo a Gravina in Puglia.

A introdurre e moderare l’incontro sarà Francesco Mastromatteo, responsabile della comunicazione del Comune di Gravina in Puglia.

Interverranno:

  • Fulvio Delle Donne, docente di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • Francesco Violante, docente di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Bari.

Porteranno i saluti istituzionali:

  • Fedele Lagreca, sindaco del Comune di Gravina in Puglia;
  • Filippo Tarantino, presidente della Fondazione E. Pomarici Santomasi.

Un appuntamento dedicato alla riscoperta di una fonte storica di eccezionale rilevanza, capace di illuminare una delle pagine più complesse e affascinanti della storia medievale pugliese e meridionale.

CORPUS DOMINI 2026

Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Commento:

Bere e mangiare sono necessità primarie, non possiamo rinunciarvi e ignorarne l'importanza! Le attività umane sono tutte incentrate sui bisogni primari, da questi si sviluppano ed irradiano tutte le altre attività umane, semplici o complesse che siano, perché senza nutrimento la vita non può semplicemente esistere! Su questo penso siamo tutti d'accordo, anche se come uomini siamo sempre pronti a mettere in discussione ogni cosa, anche la più evidente. Mangiare, bere, riposare, riprodursi, sopravvivere insomma, è il mandato che Dio dà al creato e alle creature, mandato per la vita, perché il nostro Dio è il Dio della vita e vuole che tutti vivano.

Ma fra la volontà per la vita di Dio e la libertà degli uomini si è inserita la morte! Il peccato ha messo distanza fra Dio e gli uomini e ha consegnato gli uomini e tutto il creato alla morte, la corruzione della vita è la diretta conseguenza della distanza che gli uomini hanno voluto mettere con Dio, e una volta corrotta la vita solo Dio poteva aprire la porta della speranza che la vita tornasse a vincere... e gli uomini a sperare, e con gli uomini tutto il creato.

La porta che Dio apre agli uomini è Gesù, il Cristo, cioè colui che è mandato a riconciliare gli uomini a Dio, e con la riconciliazione si realizza l'opera della redenzione, della restituzione della vita come è da sempre nel pensiero Dio, e gli uomini lo sanno, perché nessun uomo o donna ha potuto mai sopire il grido della vita che porta in sé e accettare l'ineluttabilità della morte come realtà definitiva. Le basi dell'opera di riconciliazione e redenzione Gesù le mette proprio facendo leva sui bisogni primari, nel linguaggio universale dei bisogni per la vita, ma il concetto di vita deve tornare al progetto di Dio, in Gesù non basta più il mangiare ed il bere per sopravvivere al mondo, nutrirsi deve portare alla vita stessa di Dio, la vita eterna! A Dio non bastava riconciliare gli uomini a se, doveva anche nutrirli, e nutrire i riconciliati vuol dire farli vivere per la vita eterna, la vita che dona Gesù, soddisfare cioè il loro bisogno primario di vita eterna. Il cibo che ha dato Gesù non poteva che essere la sua stessa carne ed il suo stesso sangue, carne e sangue fatti di eternità e resurrezione, carne e sangue che contengono il germe della vita stessa. La realtà Trinitaria che abbiamo festeggiato domenica scorsa, agisce in maniera misteriosa ma reale nel pane e nel vino che consacriamo durante la Messa, stravolgendo la fisica ed il concetto che questo mondo insegna su come le cose possono diventare altre cose cambiando forma. In Gesù il cibo può diventare un'altra cosa senza cambiare forma, il pane ed il vino dopo la consacrazione non cambiano la loro forma ma il loro essere. Qualcuno di fronte all'Eucarestia rimane scettico e dubbioso, ma non dovrebbe dimenticarsi che un opera d'arte, ad esempio un quadro, in fondo sono solo colori e materia messi insieme in un certo modo, ma l'uomo può comprendere cosa quell'opera rappresenta e significa, ecco, l'opera di Dio non solo significa e rappresenta ma è realmente quello che Dio fa!
Una buona domenica a tutti, benedizioni per tutti!

“Torna a Casa – Il corpo che scompare”: la coraggiosa testimonianza di Angela Angellotti contro l’anoressia

Un incontro intenso, autentico e carico di emozioni quello che ha accompagnato la presentazione del libro “Torna a Casa – Il corpo che scompare” di Angela Angellotti, un’opera che nasce dalla volontà di raccontare dall’interno il difficile percorso di chi convive con l’anoressia nervosa.

Più che una semplice presentazione, la serata si è trasformata in una preziosa testimonianza. Angela Angellotti ha scelto di condividere con il pubblico esperienze, solitudine, paure e fragilità che segnano profondamente la vita di chi si ammala di un disturbo alimentare. Un racconto sincero che ha permesso di comprendere il complesso mondo interiore di chi fatica ad accettare il proprio corpo e affronta quotidianamente una battaglia spesso invisibile agli occhi degli altri.

Il libro rappresenta l’ultima tappa di un progetto più ampio, iniziato con una mostra fotografica curata da Lorenzo Ciaccia. Gli scatti in bianco e nero, scelti proprio per evitare elementi di distrazione, invitavano il visitatore a concentrarsi sul messaggio essenziale dell’esposizione. La presenza di una maschera simboleggiava invece una verità importante: l’anoressia può colpire chiunque, senza distinzioni.

Particolarmente toccanti sono stati gli interventi dell’autrice, che ha ripercorso il proprio passato, raccontando con coraggio il percorso che l’ha condotta a confrontarsi con una malattia capace di mettere a rischio la vita stessa. L’anoressia nervosa, infatti, si manifesta attraverso un quadro complesso di pensieri, emozioni e comportamenti che possono portare a una drastica restrizione alimentare e a una significativa perdita di peso, ma che coinvolgono soprattutto la sfera psicologica e relazionale della persona.

Tra i temi affrontati, Angela ha posto l’attenzione anche sul peso dei giudizi e degli stereotipi sociali legati all’aspetto fisico, sottolineando quanto determinati atteggiamenti possano risultare dolorosi e controproducenti per chi sta vivendo una condizione di sofferenza.

«Per fortuna – ha raccontato – ho incontrato due professioniste con le quali si è instaurato un rapporto di fiducia e di amicizia: la psicoterapeuta Viggiano e la biologa nutrizionista Gramegna. Con loro ho intrapreso un percorso che mi ha aiutata ad aprirmi e ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza».

A guidare l’incontro è stata Raffaella Iannetti, che con sensibilità e competenza ha saputo accompagnare il dialogo, ponendo domande puntuali non solo all’autrice ma anche alle professioniste coinvolte nel percorso terapeutico.

Momenti di particolare emozione sono stati offerti dalle letture di Serena Loglisci, che ha interpretato alcuni brani del libro, e dalle poesie recitate da Maria Delvecchio, capaci di arricchire ulteriormente una serata già intensa dal punto di vista umano.

Un evento ben organizzato, reso possibile anche grazie alla collaborazione dell’Associazione “Sezioneaurea” di Gravina, da sempre impegnata nella promozione di iniziative dedicate alle tematiche sociali e alla sensibilizzazione su questioni di grande rilevanza per la comunità.

I giovani di Gravina in Puglia presentano la loro visione di città sostenibile. Dopo mesi di lavoro tra Photovoice e Hackathon, gli studenti sono pronti a svelare le loro proposte concrete per il territorio.

Lunedì 8 Giugno 2026 dalle 9:00 alle 11:30 presso Officine NEXT (Hortus), Gravina incontro finale per spiegare le determinazioni a cui si è giunti al termine di un percorso che ha visto impegnati tanti giovani.  

Le telecamere di RAI1 raccontano le meraviglie della Murgia: il nostro territorio protagonista ad “A Sua Immagine”

Ancora una volta il nostro territorio è stato protagonista sulle reti nazionali, offrendo a milioni di telespettatori uno straordinario viaggio tra fede, tradizioni, paesaggi e cultura. Nella puntata di ieri della nota trasmissione di RAI1 “A Sua Immagine”, andata in onda in occasione della celebrazione del Corpus Domini, il tema centrale è stato il pane, simbolo universale di condivisione, spiritualità e identità culturale.

Per raccontare la storia e il valore del celebre Pane di Altamura, la troupe televisiva ha scelto di partire proprio dalle nostre terre, valorizzando alcuni degli scorci più suggestivi e rappresentativi dell’Alta Murgia. Le immagini si sono aperte con il maestoso Ponte Acquedotto di Gravina e con lo spettacolare canyon della gravina, uno scenario naturale unico nel suo genere che continua a sorprendere visitatori e operatori del settore per la sua bellezza e imponenza.

Un’occasione preziosa di promozione per l’intero territorio, mostrato in tutta la sua autenticità attraverso riprese suggestive e racconti capaci di esaltarne il patrimonio ambientale, storico e paesaggistico. Le telecamere hanno poi seguito un percorso in bicicletta verso Altamura, attraversando gli splendidi paesaggi della Murgia e offrendo immagini che hanno saputo trasmettere il fascino di una terra ricca di storia e tradizioni.

Giunti ad Altamura, il racconto si è concentrato sulle eccellenze architettoniche della città. Particolare attenzione è stata dedicata alla magnifica Cattedrale federiciana, il cui elegante prospetto è stato illustrato dal conduttore della trasmissione. Il bassorilievo che raffigura l’Ultima Cena di Gesù è stato presentato come un simbolo profondamente legato al significato del pane, elemento centrale della celebrazione del Corpus Domini. Proprio osservando la tipica forma del Pane di Altamura, il conduttore ha sottolineato come essa richiami idealmente un dono da offrire, un gesto di condivisione che racchiude valori umani e spirituali universali.

La presenza di una produzione televisiva nazionale rappresenta un importante riconoscimento per le nostre comunità e per il patrimonio che custodiscono. Ogni servizio, ogni immagine e ogni racconto contribuiscono a far conoscere in tutta Italia le straordinarie ricchezze della Murgia, promuovendo un territorio che merita di essere scoperto, visitato e vissuto.

Per questo motivo dobbiamo essere orgogliosi delle nostre radici, consapevoli del valore delle nostre bellezze naturali, storiche e culturali, ma soprattutto impegnati a tutelarle e valorizzarle. Solo attraverso la cura e il rispetto del territorio sarà possibile consegnare alle future generazioni un patrimonio che continua a emozionare e a rappresentare un autentico motivo di identità e appartenenza.

Ambiente e futuro del territorio: il dibattito c’è, ma i cittadini restano alla finestra

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, Gravina ha ospitato un confronto pubblico dal titolo “Qual è il futuro del nostro territorio?”, promosso dagli attivisti del Movimento 5 Stelle locale. Un appuntamento dedicato a temi strategici per il presente e il futuro della Murgia, che ha acceso i riflettori su questioni di grande rilevanza nazionale e locale, dalla transizione ecologica al deposito nazionale delle scorie radioattive.

Argomenti che da anni interessano il territorio murgiano e che oggi appaiono sempre più nelle mani del governo centrale, chiamato a compiere scelte decisive con margini di partecipazione dei cittadini percepiti come sempre più limitati.

Per questo gli organizzatori hanno voluto coinvolgere relatori ed esperti impegnati sui diversi fronti, con l’obiettivo di informare la comunità sulle possibili conseguenze delle decisioni in discussione. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al ritorno del nucleare nel dibattito politico nazionale. Nonostante due referendum popolari abbiano espresso in passato un netto rifiuto delle centrali nucleari, la Camera dei Deputati ha recentemente approvato il disegno di legge sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, che definisce il quadro normativo per lo sviluppo del settore e che ora attende il passaggio al Senato.

Al centro del confronto anche la delicata questione del deposito delle scorie radioattive. Una vicenda che continua a generare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto in relazione ai criteri adottati da Sogin nell’individuazione dei siti ritenuti idonei. Tra le criticità evidenziate, la scarsa considerazione degli aspetti ambientali e delle peculiarità dei territori coinvolti, come l’area murgiana, caratterizzata dalla presenza di un geoparco riconosciuto e da un patrimonio agroalimentare che rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo economico locale.

Da questi temi si è sviluppata una riflessione più ampia sul modello di crescita del territorio, sulle opportunità di creare lavoro qualificato, sul fenomeno della fuga dei giovani e sul ruolo che i Comuni possono ancora esercitare nell’orientare scelte che incidono direttamente sulle comunità locali.

La complessità e l’importanza delle questioni affrontate rendono evidente la necessità di ulteriori momenti di approfondimento e confronto pubblico. Ma il messaggio emerso con forza dal dibattito riguarda soprattutto la partecipazione: decisioni di tale portata non possono essere considerate materia esclusiva delle istituzioni o degli addetti ai lavori. Richiedono attenzione, consapevolezza e coinvolgimento da parte dei cittadini.

Proprio su questo aspetto, tuttavia, resta una riflessione aperta. Se da un lato gli argomenti trattati toccano da vicino il futuro del territorio, dall’altro la partecipazione registrata all’incontro ha lasciato emergere il rischio di un crescente disinteresse della base. Un segnale che merita attenzione, perché le grandi scelte ambientali, economiche e sociali difficilmente possono essere delegate senza un reale e diffuso protagonismo della comunità.