Sab07112026

Last updateSab, 11 Lug 2026 7am

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

 

 

 

 

Back Sei qui: Home Cultura ed Eventi

Cultura ed Eventi

Sant’Antonio di Padova, fede e devozione: Gravina rende omaggio al Santo dei poveri

La Chiesa celebra oggi Sant’Antonio di Padova, tra le figure più amate e venerate del francescanesimo, modello di fede, carità e instancabile annunciatore del Vangelo.

Ancora oggi la sua figura continua a suscitare profonda devozione popolare, testimoniata da pratiche religiose molto diffuse come la Tredicina di Sant’Antonio e il Pane di Sant’Antonio, segni concreti di una pietà che unisce preghiera e attenzione verso i bisogni dei più fragili.

Anche la comunità di Gravina in Puglia sta rendendo in questi giorni un sentito omaggio al Santo. Grande è stata la partecipazione dei fedeli ai tre giorni del Triduo di preparazione, conclusosi ieri sera con la tradizionale celebrazione della Transizione, momento particolarmente significativo che ricorda il passaggio di Sant’Antonio alla vita eterna.

Nella giornata odierna il programma religioso prevede la celebrazione delle Sante Messe ogni ora, accompagnate dalla tradizionale benedizione del pane, gesto che richiama la carità antoniana e la condivisione con chi è nel bisogno.

Alle ore 19 si terrà la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Russo. Al termine della celebrazione, la statua del Santo sarà portata in processione per le vie del quartiere, in un clima di preghiera e partecipazione che coinvolgerà l’intera comunità cittadina.

A conclusione dei festeggiamenti, nel suggestivo scenario del Larghetto San Francesco, si svolgerà il “MOB di Sant’Antonio – Viaggio a Gravina in Puglia”, appuntamento che unirà spiritualità, cultura e valorizzazione delle tradizioni locali, nel segno della devozione al Santo tanto caro al popolo cristiano.

Nel paese natale di San Luigi Gonzaga un parco intitolato a Benedetto XIII che lo proclamò santo

Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’ambito dell’Anno Alisiano, indetto dalla Diocesi di Mantova, per ricordare i 300 anni trascorsi da quando  Luigi Gonzaga, nato dal nobile casato a Castiglione delle Stiviere il 9 marzo 1568, morto a Roma il 21 giugno 1591 ed  elevato agli onori degli altari da Papa Benedetto XIII il 31 dicembre 1726, viene sancito il legame tra la tradizione del borgo e la città in cui nacque il pontefice pugliese. Per onorare questo legame, la comunità cittadina e religiosa, si prepara a un nuovo evento significativo che coinvolgerà la vita quotidiana dei cittadini. Il prossimo 21 giugno, infatti, alle ore 17.00, è prevista l’inaugurazione di un nuovo parco pubblico, situato nei pressi di via Groppi, alla presenza del vescovo diocesano mons. Marco Busca e del primo cittadino Enrico Volpi. Questo spazio verde porterà il nome di Papa Benedetto XIII, la figura storica che ebbe il compito di canonizzare San Luigi Gonzaga, creando un ponte diretto tra la memoria del santo e i nuovi spazi di aggregazione della cittadinanza. Questo evento nasce dall’approvazione di una delibera di Giunta del Comune mantovano, recante la data del 3 giugno scorso, nella quale si precisa che: che in data 08/08/2025 è pervenuta un’istanza, acclarata al protocollo dell’Ente n. 44083, per ottenere, in vista delle celebrazioni dell’anno aloisiano per il terzo centenario della canonizzazione di San Luigi Gonzaga, l’intitolazione di una via, di una piazza o un qualsiasi altro riferimento toponomastico, alla memoria di Papa Benedetto XIII, che il 31 dicembre 1726 canonizzò San Luigi e, tre anni dopo, lo proclamò Protettore della Gioventù Cristiana; che in data 04/03/2026 si è riunita la conferenza dei capigruppo in virtù di quanto previsto dall’articolo 70 del vigente regolamento di consiglio comunale, introdotto con delibera n. 52 del 29/09/2025, che ha attribuito la competenza ad esprimere parere non vincolante in ordine alle proposte di intitolazione di aree e beni pubblici cittadini; - che in data 11/03/2026 con atto interlocutorio n. 11 la Giunta comunale si è espressa favorevolmente in ordine alla proposta della conferenza dei capigruppo di intitolazione del parco di via Groppi a Papa Benedetto XIII; ritenuto quindi, di confermare la volontà di intitolare il parco di via Groppi, ad oggi privo di intitolazione, a Papa Benedetto XIII, che il 31 dicembre 1726 canonizzò San Luigi Gonzaga e nel 1729 lo proclamò Protettore della Gioventù Cristiana

 

La Biblioteca di Comunità “La Casa del Fuorilegge” apre le porte al dialogo: due appuntamenti tra cultura, consapevolezza e impegno civile

Due occasioni di approfondimento, confronto e crescita personale attendono la cittadinanza alla Biblioteca di Comunità La Casa del Fuorilegge, che prosegue il suo percorso di animazione culturale e partecipazione attiva nel cammino verso Gravina 2027 – Capitale della Cultura di Puglia.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 12 giugno alle ore 18.30 con un incontro-simposio dedicato al tema “L’arte di decidere”, un’occasione per riflettere sui meccanismi che guidano le nostre scelte quotidiane e professionali, approfondendo gli strumenti utili a sviluppare maggiore consapevolezza decisionale e capacità di leadership.

Ad aprire i lavori saranno i referenti territoriali di ANEP Puglia insieme alla psicologa e psicoterapeuta Chiara Digiesi. La relazione principale sarà affidata allo psichiatra Giuseppe Barrasso, che accompagnerà il pubblico in un percorso di analisi e comprensione dei processi decisionali, tra aspetti psicologici, relazionali e sociali.

Il secondo appuntamento si terrà invece lunedì 15 giugno, sempre alle ore 18.30, con la presentazione del libro “Don Tonino Bello, uomo del Sud e dei Sud” di Sabino Zinni. L’incontro offrirà l’opportunità di riscoprire la figura straordinaria di don Tonino Bello, vescovo, educatore e profeta di pace, attraverso una riflessione sul suo pensiero e sulla sua attualità nel contesto contemporaneo.

A moderare il dibattito sarà ancora una volta Giuseppe Barrasso, che guiderà il confronto tra autore e partecipanti, favorendo una lettura condivisa dell’eredità culturale, spirituale e sociale lasciata da don Tonino.

Due serate accomunate dal desiderio di promuovere conoscenza, partecipazione e senso di comunità, confermando la Biblioteca di Comunità La Casa del Fuorilegge come luogo di incontro, dialogo e costruzione culturale aperto a tutti.

Corso di strumenti a fiato: si chiude con successo il primo anno di attività

Si è concluso con risultati più che positivi il primo anno del corso gratuito di insegnamento degli strumenti musicali a fiato, un progetto promosso e portato avanti con grande passione e spirito di servizio da quattro musicisti che hanno scelto di mettere gratuitamente a disposizione dei giovani il proprio tempo e le proprie competenze.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare alla musica i ragazzi frequentanti dalla quarta classe della scuola primaria fino all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, offrendo loro l’opportunità di imparare a suonare uno strumento a fiato attraverso un percorso formativo serio e qualificato.

Le lezioni si sono svolte presso i locali della scuola “Benedetto XIII”, grazie alla disponibilità e alla sensibilità dimostrate dalla Dirigente Scolastica Antonia Masserio, che ha sostenuto il progetto sin dalla sua nascita.

Durante questo primo anno sono stati evidenziati i benefici e l’efficacia del lavoro svolto dai docenti, che con professionalità e dedizione hanno seguito gli allievi nel loro percorso musicale. Hanno frequentato il corso:

  • Fabrizio Paradiso e Nicole Braná per la classe di tromba, seguiti dai professori Vito Lippolis e Raffaele Coniglio;
  • Giovanni Florio e Sharon Puzziferri per la classe di clarinetto, seguiti dal professore Tommaso Dimattia;
  • Giusy Dipalma per la classe di sax, seguita dal professore Vito Lombardi.

Nei giorni scorsi, in occasione della conclusione del corso, gli allievi si sono esibiti in un saggio finale che ha permesso di apprezzare i progressi raggiunti. Le esecuzioni hanno ottenuto risultati particolarmente lusinghieri, suscitando soddisfazione tra docenti e famiglie. Non a caso, i genitori dei giovani musicisti hanno già confermato la volontà di proseguire l’esperienza anche nel prossimo anno scolastico.

Un sentito ringraziamento va ai musicisti che, in maniera del tutto volontaria e gratuita, hanno scelto di investire parte del proprio tempo nella formazione dei ragazzi, offrendo loro la possibilità concreta di coltivare la passione per la musica e realizzare il sogno di suonare uno strumento.

L’appuntamento è ora fissato all’inizio del prossimo anno scolastico. Sono già aperte le iscrizioni per quanti desiderino partecipare al corso: gli interessati possono rivolgersi all’ufficio di segreteria dell’I.C. “San G. Bosco – Benedetto XIII – Poggiorsini”.

Sant’Antonio e San Francesco, pellegrini del Vangelo e della Speranza: al via il triduo nella comunità francescana

La comunità francescana si prepara a celebrare la memoria di un gigante della fede, Sant’Antonio di Padova, in un anno particolarmente significativo per la famiglia francescana. Ricorre infatti l’VIII centenario del transito di San Francesco d’Assisi e, per questa occasione, si è scelto di accostare queste due straordinarie figure di santità, accomunate dall’essere autentici pellegrini del Vangelo e della Speranza.

Sant’Antonio continua ancora oggi a indicare ai credenti la vera speranza, che ha il volto di Gesù Cristo. È questo il messaggio che la comunità francescana locale desidera consegnare all’intera città, invitando ciascuno a intraprendere un cammino di rinnovamento personale attraverso l’ascolto della Parola di Dio e una relazione sempre più profonda con il Signore.

Il triduo in preparazione alla festa, che avrà inizio questa sera, sarà guidato da fra Angelo De Padova e avrà come tema “Ascoltare il Vangelo che trasforma la vita”. Un percorso spirituale che richiama il cuore del messaggio cristiano: ogni autentico cambiamento nasce dall’incontro con il Vangelo, che invita alla conversione del cuore e all’adesione alle vie di Dio.

Antonio e Francesco, contemporanei nella storia e fratelli nello spirito, hanno annunciato il Vangelo con la parola e con la vita, diventando testimoni credibili della fraternità evangelica. La loro esistenza è stata segnata dalla carità, secondo l’insegnamento di Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Essi hanno fatto di questa parola il criterio delle loro scelte e il fondamento della loro missione, offrendo ancora oggi un esempio luminoso per tutti i credenti.

In un mondo spesso distratto, rumoroso e segnato dalla competizione, il Signore continua a parlare al cuore dell’uomo e a chiamarlo a una vita nuova. Per questo la festa di Sant’Antonio di quest’anno vuole essere un invito a riscoprire la forza del Vangelo e a lasciarsi guidare verso un nuovo inizio.

Nelle locandine allegate è possibile consultare il programma completo delle celebrazioni religiose e degli appuntamenti civili.

 

Gravina celebra le Giornate Europee dell’Archeologia: un viaggio nella straordinaria ricchezza del patrimonio storico del territorio

Le Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) rappresentano uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio archeologico europeo. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura francese e coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP), nasce con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al mondo dell’archeologia, rendendo accessibili luoghi, ricerche e attività spesso conosciuti soltanto dagli specialisti.

Dalla prima edizione del 2010, organizzata in Francia con il nome di Journées nationales de l’archéologie (JNA), la manifestazione ha registrato una crescita costante, fino ad assumere una dimensione internazionale nel 2019 e, dal 2020, l’attuale denominazione di Journées européennes de l’archéologie (JEA). Ogni anno, musei, parchi archeologici, fondazioni, associazioni e istituzioni culturali sono chiamati a partecipare attraverso iniziative divulgative, visite guidate, laboratori e incontri dedicati alla conoscenza e alla tutela del patrimonio storico-archeologico.

Anche Gravina in Puglia, città che custodisce uno dei patrimoni archeologici più ricchi e affascinanti dell’Italia meridionale, aderisce all’iniziativa con un evento che punta i riflettori su una delle aree di maggiore interesse storico del territorio. Grazie all’impegno dell’Associazione “Amici della Fondazione E. Pomarici Santomasi”, nell’ambito della nona edizione di “Gravinafestival”, domenica 14 giugno alle ore 10.30, presso il Parco Santo Stefano (Strada S. Stefano Vecchia – S. Angelo), si terrà la presentazione dell’Area Archeologica del Parco Santo Stefano.

L’iniziativa offrirà ai partecipanti un’occasione unica per scoprire da vicino le testimonianze di un passato millenario che continua a emergere e raccontare la storia della comunità gravinese. Un percorso tra archeologia, memoria e identità collettiva che consentirà di conoscere meglio un sito di grande valore storico, inserito in un contesto territoriale straordinariamente ricco di evidenze archeologiche, dalle tracce degli insediamenti più antichi alle testimonianze delle civiltà che nei secoli hanno abitato e plasmato il territorio.

Gravina, infatti, rappresenta un autentico scrigno di storia a cielo aperto: grotte, necropoli, insediamenti rupestri, aree sacre e reperti di epoca preistorica, peuceta, romana e medievale raccontano una continuità di vita che attraversa millenni. Un patrimonio di inestimabile valore che costituisce non solo una risorsa culturale, ma anche un elemento fondamentale dell’identità locale e una leva strategica per lo sviluppo turistico e la promozione del territorio.

L’appuntamento al Parco Santo Stefano si inserisce dunque nel più ampio programma delle Giornate Europee dell’Archeologia come un invito a riscoprire le radici profonde della città, valorizzando la conoscenza e la tutela di un’eredità storica che appartiene all’intera comunità. Un viaggio nel tempo che permetterà ai visitatori di comprendere come il passato continui ancora oggi a dialogare con il presente, contribuendo a costruire il futuro culturale di Gravina.

Emozione, sorrisi e gratitudine: la festa delle quinte della “San G. Bosco” saluta la scuola primaria

Ieri è suonata l’ultima campanella dell’anno scolastico, un momento particolarmente intenso per tutti gli alunni ma soprattutto per i bambini che hanno concluso il primo ciclo del loro percorso di studi. Tra loro, i protagonisti più emozionati sono stati gli alunni delle classi quinte della scuola primaria “San G. Bosco”, che hanno vissuto una giornata carica di gioia, commozione e gratitudine.

Prima dell’ultimo e simbolico “rompete le righe”, i bambini si sono ritrovati nel piazzale dell’istituto per salutare gli insegnanti che li hanno accompagnati durante i primi cinque anni di scuola. Un’avventura fatta di crescita, scoperte, amicizie e insegnamenti che resterà impressa nei ricordi di ciascuno.

Accompagnati dalla Dirigente scolastica Antonia Masserio, gli alunni delle quinte sono stati gli ultimi a lasciare l’edificio scolastico. Ad attenderli c’erano i compagni più piccoli, i genitori e i nonni, pronti a condividere e celebrare un traguardo importante. Volti sorridenti, applausi e occhi lucidi hanno fatto da cornice a una cerimonia semplice ma ricca di significato.

A rendere ancora più speciale l’evento è stata la consegna dei diplomi simbolici. Uno dopo l’altro, i nomi dei bambini sono stati chiamati affinché potessero ricevere il loro attestato, segno concreto di un percorso portato a termine con impegno e soddisfazione.

Poche ma sentite le parole rivolte dalla Dirigente scolastica agli alunni e alle loro famiglie. Un messaggio di incoraggiamento per il prosieguo degli studi e per una crescita non solo scolastica, ma anche umana. Un intervento intriso di emozione che ha coinvolto tutti i presenti, molti dei quali hanno faticato a trattenere la commozione.

Particolarmente significativo il momento del passaggio del testimone tra generazioni di studenti: ogni bambino “diplomato” ha preso per mano uno dei piccoli che il prossimo anno inizieranno la scuola primaria, accompagnandolo simbolicamente all’interno del gruppo. Un gesto semplice ma dal forte valore educativo, capace di rappresentare continuità, accoglienza e condivisione.

È stato un finale ricco di significato, che ha messo in luce il lavoro attento, responsabile e appassionato svolto dagli insegnanti nel corso di questi cinque anni. Con dedizione e professionalità hanno guidato i loro alunni nel percorso di crescita, aiutandoli a sviluppare conoscenze, valori e fiducia in se stessi.

Restano i ricordi di tanti momenti felici, delle sfide affrontate insieme e dei traguardi raggiunti. Per i bambini si chiude una tappa fondamentale e se ne apre una nuova, con la consapevolezza di portare con sé un bagaglio prezioso di esperienze e insegnamenti.

Un grazie sincero va a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a questo percorso educativo, prendendosi cura dei bambini e accompagnandoli con amore, competenza e responsabilità verso il loro futuro.