Cultura ed Eventi
La straordinaria biodiversità dell’Alta Murgia: un patrimonio vivo da conoscere e proteggere
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23 Mag 2026
- Pubblicato Sabato, 23 Maggio 2026 05:25
- Scritto da LA REDAZIONE
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Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale della Biodiversità, ricorrenza istituita per ricordare quanto la varietà delle specie animali e vegetali, insieme alla ricchezza degli ecosistemi, sia fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta e per il benessere delle future generazioni.
In questo scenario, il territorio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia rappresenta uno dei più preziosi scrigni naturali del Mezzogiorno. Un paesaggio unico, dove la biodiversità si manifesta in forme sorprendenti: dalle distese di flora spontanea alle specie faunistiche tipiche della Murgia, fino all’universo silenzioso ma indispensabile della microfauna e degli insetti impollinatori.
Api, farfalle, coleotteri e altri piccoli protagonisti della natura svolgono infatti un ruolo cruciale nell’equilibrio degli ecosistemi, garantendo l’impollinazione delle piante e contribuendo alla conservazione degli habitat naturali e delle produzioni agricole. Una ricchezza spesso invisibile agli occhi, ma essenziale per la vita.
Per sensibilizzare cittadini e visitatori sull’importanza di questa straordinaria eredità ambientale, i gestori del parco hanno organizzato, dal 12 al 14 giugno, il Festival degli Impollinatori: tre giornate dedicate alla scoperta della natura, alla divulgazione scientifica e alla partecipazione attiva della comunità.
L’iniziativa offrirà a tutti l’opportunità di trasformarsi in alleati della scienza e della tutela ambientale, attraverso attività, incontri e momenti di osservazione dedicati agli insetti impollinatori e agli ecosistemi dell’Alta Murgia.
La biodiversità non è un patrimonio immobile da contemplare, ma un equilibrio vivo e delicato che richiede attenzione, rispetto e cura quotidiana. Proteggerla significa proteggere il nostro futuro.
Vuoi diventare anche tu protagonista di questa sfida? Partecipa e scopri la meraviglia della natura dell’Alta Murgia.
“Non più delle formiche”, un successo di partecipazione e memoria collettiva alla Casa del Fuori-Legge
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22 Mag 2026
- Pubblicato Venerdì, 22 Maggio 2026 07:48
- Scritto da Vincenzo Varvara
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La presentazione del libro “Non più delle formiche”, primo romanzo di Vito Centonze, si è trasformata ieri in un momento di intensa partecipazione culturale e civile, capace di intrecciare parole, musica ed emozioni in un clima di autentica condivisione.
Nella suggestiva cornice della Casa del Fuori-Legge di Gravina in Puglia, il pubblico ha gremito la sala con un’attenzione viva e partecipe, confermando quanto il bisogno di confronto e riflessione collettiva sia ancora forte e sentito. Un incontro che ha saputo coinvolgere profondamente i presenti, grazie anche al dialogo con l’autore, condotto con sensibilità e competenza da Domingo Mastromatteo, arricchito dagli intensi interventi musicali di Mimmo Misciagna.
Nel corso della serata è intervenuta anche Veronica Vuoto, in rappresentanza della Gelsorosso, che ha sottolineato il grande successo dell’evento e il valore del romanzo di Centonze, capace di riportare alla luce realtà e dinamiche degli anni Sessanta che conservano ancora oggi una forte attualità sociale e umana.
Particolarmente significativo anche l’intervento dell’avv. Rosa Fiore, che ha ricordato la storica contrarietà delle popolazioni meridionali all’installazione delle basi missilistiche nel Sud Italia, tra cui nel Bosco Difesa Grande al quale si rifà l’autore del romanzo, e richiamando il valore dell’impegno civile e della memoria storica. Un messaggio che si è tradotto in un forte invito alla partecipazione alla quarta Marcia per la Pace Gravina-Altamura, prevista per il prossimo ottobre, come testimonianza concreta di cittadinanza attiva e condivisione dei valori della pace.
La serata ha così confermato come la cultura, quando riesce a coinvolgere la comunità, possa diventare occasione preziosa di dialogo, consapevolezza e partecipazione collettiva.
Le foto di Carlo Centonze testimoniano la serata.
“Dalla croce alla resurrezione: la gioia della nostra fede”
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21 Mag 2026
- Pubblicato Giovedì, 21 Maggio 2026 06:58
- Scritto da LA REDAZIONE
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In preparazione ai solenni riti religiosi della festa del Santissimo Crocifisso, la parrocchia di Gravina si prepara ad accogliere un momento di intensa riflessione spirituale e approfondimento teologico con uno dei biblisti e divulgatori più apprezzati del panorama ecclesiale italiano.
Sarà infatti Paolo Curtaz a guidare la comunità in una catechesi biblica dal forte valore pastorale e spirituale, pensata come tappa di avvicinamento alla festa dedicata al Crocifisso. Il tema scelto, “Dalla croce alla resurrezione: la gioia della nostra fede”, richiama il cuore stesso del messaggio cristiano: il mistero pasquale di Cristo, in cui il dolore della croce si trasforma nella speranza della vita nuova.
L’incontro offrirà ai fedeli l’occasione di meditare sul significato autentico della croce, non soltanto come simbolo di sofferenza, ma come luogo della rivelazione dell’amore di Dio e preludio della resurrezione. Una riflessione che si inserisce pienamente nel cammino liturgico e devozionale della festa del Santissimo Crocifisso, invitando la comunità a riscoprire la fede come esperienza di gioia e redenzione.
Nato ad Aosta nel 1965, Paolo Curtaz vanta una solida formazione teologica ed è autore di oltre sessanta saggi di spiritualità pubblicati da importanti case editrici e tradotti in numerose lingue. La sua attività di evangelizzazione lo ha reso negli anni una delle voci più seguite nel mondo cattolico contemporaneo. Nel 2007, dopo essere diventato padre, ha lasciato il sacerdozio, senza però interrompere la propria missione di annuncio del Vangelo. Attraverso conferenze, incontri e pellegrinaggi, ogni anno raggiunge migliaia di persone, credenti e non credenti, con uno stile diretto, profondo e capace di rendere accessibile la Parola di Dio alla vita quotidiana.
Alle sue conferenze hanno partecipato oltre centomila persone e, dopo Sant’Anselmo d’Aosta, Curtaz è considerato lo scrittore valdostano più venduto di sempre.
L’appuntamento è fissato per oggi, 21 maggio, alle ore 20, presso la parrocchia di via San Sebastiano 150. Un’occasione significativa per vivere, attraverso l’ascolto e la meditazione della Scrittura, un momento di preparazione spirituale alla festa del Santissimo Crocifisso.
“Improvvisamente l’estate scorsa”: al Teatro VIDA di Gravina il talento di “Terra Smossa” dà voce agli abissi dell’animo umano
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22 Mag 2026
- Pubblicato Venerdì, 22 Maggio 2026 05:48
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Domani, 23 maggio alle ore 21, la compagnia teatrale “Terra Smossa” porterà in scena presso il Teatro VIDA uno dei testi più intensi e inquietanti del teatro contemporaneo: “Improvvisamente l’estate scorsa” di Tennessee Williams.
L’opera del grande autore americano si presenta come una disturbante discesa negli inferi della memoria e della coscienza, abitata da personaggi sospesi tra il ruolo di vittime e carnefici. In un universo emotivo dominato dall’ambiguità, i gesti d’affetto si trasformano in strumenti di manipolazione, utilizzati per ottenere denaro, desiderio o per occultare verità indicibili.
La scena diventa così uno spazio della memoria, fragile e deformato, in cui ricordi, traumi e verità si sovrappongono fino a confondersi. Ne emerge un teatro visionario e profondamente umano, capace ancora oggi di interrogare lo spettatore sui lati più oscuri dell’esistenza.
A dare forza e credibilità alla complessità del testo è soprattutto la notevole prova interpretativa degli attori della compagnia “Terra Smossa”, capaci di restituire con intensità emotiva le tensioni, le fragilità e i tormenti interiori dei personaggi. Gli interpreti si muovono sulla scena con sensibilità e misura, entrando profondamente nelle dinamiche psicologiche dell’opera e offrendo al pubblico una recitazione autentica e coinvolgente.
Merito anche della regia di Gianni Ricciardelli, che guida il cast con sobrietà, professionalità e attenzione ai dettagli emotivi, valorizzando il talento dei singoli attori e costruendo un equilibrio scenico di forte impatto teatrale. La sua direzione riesce a trasformare il palcoscenico in un luogo di intensa verità umana, dove ogni gesto, silenzio e parola contribuisce a rendere ancora più potente la drammaturgia di Williams.
L’appuntamento con “Terra Smossa” si annuncia dunque come una serata di grande intensità culturale ed emotiva, un’occasione per vivere il teatro non soltanto come spettacolo, ma come esperienza profonda di riflessione e confronto con i grandi temi dell’esistenza umana.
Giornata dedicata agli alberi monumentali tra natura, cultura e musica
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21 Mag 2026
- Pubblicato Giovedì, 21 Maggio 2026 04:11
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Sabato prossimo, 23 maggio, dalle ore 10.30, la suggestiva Masseria La Recupa di Scardinale a Gravina in Puglia (Strada prov. 203), ospiterà un appuntamento speciale dedicato al valore degli alberi monumentali, custodi silenziosi della memoria del territorio e simboli viventi del nostro paesaggio mediterraneo.
L’incontro, dal titolo “Gli alberi monumentali: i guardiani del paesaggio”, si inserisce nel programma delle giornate delle “R.A.D.I.C.I.” (Reti Attive Dinamiche Interconnesse e Collaborative dell’Io) e si svolge nell’ambito del Fascination of Plants Day 2026 e del festival Cerealia 2026.
Gli alberi monumentali rappresentano molto più di un patrimonio botanico: sono architetture viventi che raccontano il tempo, il rapporto tra uomo e natura, le trasformazioni del paesaggio rurale e la resilienza degli ecosistemi. Attraverso i tronchi, le cavità, le radici e le chiome, custodiscono storie di comunità, tradizioni agricole e biodiversità.
La giornata, coordinata da Vincenzo Coppa, presidente dell’Associazione LaVerdeVia, vedrà la partecipazione di studiosi, esperti e artisti che offriranno prospettive differenti ma profondamente intrecciate tra loro.
Ad aprire il percorso sarà Rosabella Milano, esperta di risorse forestali, che presenterà gli alberi monumentali che rendono straordinaria la Masseria La Recupa di Scardinale, mettendone in luce caratteristiche botaniche, valore ecologico e importanza culturale.
Seguirà l’intervento di Elisabetta Lupotto, già Dirigente di Ricerca del CREA, con una riflessione dal titolo “Alberi, paesaggi del cuore”, dedicata al legame emotivo e identitario che gli alberi instaurano con i luoghi e con la memoria collettiva.
Marcello Mastrorilli, dell’Accademia dei Georgofili – sezione Sud Est, proporrà invece un approfondimento dedicato alla ferula, pianta simbolica del Mediterraneo, esplorandone fascino, suggestioni e connessioni storiche e culturali.
La giornata sarà arricchita anche dalla partecipazione di Paola Sarcina, direttrice del festival Cerealia 2026, che offrirà un omaggio musicale dedicato a San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte, richiamando il profondo legame spirituale tra uomo, natura e creato.
L’iniziativa rappresenta un invito a rallentare, osservare e riconoscere negli alberi monumentali non soltanto elementi del paesaggio, ma veri e propri custodi del tempo e della vita. In un’epoca segnata da cambiamenti climatici e trasformazioni ambientali profonde, tornare ad ascoltare gli alberi significa anche ritrovare un equilibrio tra conoscenza scientifica, cultura e responsabilità collettiva.
La Masseria La Recupa di Scardinale continua così il proprio percorso di ricerca e condivisione culturale, promuovendo esperienze che intrecciano ecologia, arte, spiritualità e territorio murgiano. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per saperne di più contattare il 345.4146026.
Quando la poesia incontra lo sguardo: a Gravina la presentazione di “Quando tu verrai sarà bel tempo”
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22 Mag 2026
- Pubblicato Venerdì, 22 Maggio 2026 05:07
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Il giorno dell’attesa è arrivato. Domani, 23maggio alle ore 17.30, presso la biblioteca “La Casa del Fuorilegge” di Gravina, in via P. Ianora 25, sarà presentato “Quando tu verrai sarà bel tempo”, un’opera che intreccia poesia e fotografia in un dialogo intimo e luminoso tra parola e immagine.
Gli autori, Mariagrazia Langiulli e Lorenzo Ciaccia, affidano alle loro sensibilità artistiche il compito di cogliere la grazia nascosta del creato, quella bellezza discreta che spesso sfugge allo sguardo frettoloso del quotidiano. Le poesie e gli scatti fotografici si rincorrono così come respiri della stessa anima, componendo un viaggio fatto di silenzi, attese e meraviglia.
“Quando tu verrai sarà bel tempo” si offre come un gesto controcorrente, quasi un atto di resistenza gentile: un invito a rallentare, a sostare nella delicatezza, a credere ancora nella possibilità di un mondo in cui la bellezza non rappresenti evasione, ma cura e presenza.
Un’opera che ha già trovato spazio anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, portando la sua voce poetica in uno dei più importanti appuntamenti culturali italiani.
A dialogare con gli autori sarà Annamaria Pappalardi, in un incontro che si preannuncia come un momento di ascolto e condivisione, dove la parola poetica e l’immagine potranno incontrare il pubblico in tutta la loro intensità emotiva.
Nel segno di San Francesco, Gravina riscopre il valore della solidarietà
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21 Mag 2026
- Pubblicato Giovedì, 21 Maggio 2026 04:02
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Papa Leone XIV ha indetto, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, uno speciale anno giubilare con annesse indulgenze plenarie in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi. Un anniversario che richiama con forza il messaggio del poverello di Assisi, uomo che seppe spogliarsi dei propri beni, dei privilegi e delle ricchezze materiali per condividere la vita degli ultimi, trasformando la povertà in testimonianza autentica di amore e fraternità.
Ieri le parrocchie di Gravina in Puglia hanno voluto dare concretezza a questo messaggio radunando i tanti volontari impegnati nella Caritas. Un momento di fede, ma anche di profonda riflessione sociale, che ha posto al centro il valore della solidarietà come risposta alle fragilità del nostro tempo.
Viviamo infatti un’epoca in cui spesso prevale la logica del possesso e dell’accumulo. Le guerre che insanguinano il mondo nascono sempre più frequentemente dall’avidità di potere e dalla volontà di appropriarsi di ricchezze e risorse, mentre milioni di persone continuano a soffrire la fame, la povertà e l’emarginazione. In questo scenario diventa sempre più urgente riscoprire il senso della condivisione e dell’aiuto reciproco, riconoscendo nell’altro non un estraneo ma un fratello da sostenere.
Le chiese di Gravina, così come quelle di tanti altri Comuni, rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per chi vive nel bisogno. Attraverso il lavoro silenzioso dei volontari, la Caritas offre non soltanto un aiuto materiale, ma anche ascolto, vicinanza umana e dignità a chi attraversa momenti difficili. La solidarietà, dunque, non si limita al gesto della carità, ma diventa una vera responsabilità collettiva, capace di creare comunità e speranza.
La preghiera resta il fulcro della vita dei credenti e proprio questo ha motivato il ritrovarsi insieme nella giornata di ieri, anche per offrire una testimonianza pubblica di fede e fraternità. I partecipanti hanno percorso in processione il tratto che conduce dalla chiesa di Santa Sofia alla chiesa di San Francesco, dove è stata celebrata la Santa Messa in un clima di intensa partecipazione spirituale.
Successivamente i fedeli si sono riuniti sul piazzale antistante, dove è stato scoperto il nuovo banner collocato all’ingresso della mensa “Perfetta Letizia”, alla presenza di don Vincenzo, responsabile della Caritas diocesana. Un segno simbolico ma importante, che richiama quotidianamente l’impegno verso chi vive nella difficoltà.
Particolarmente toccanti le parole di chi frequenta la mensa e ha voluto ringraziare tutti coloro che, con il proprio contributo e il proprio servizio, permettono di mantenere viva questa realtà. Emozioni sincere che confermano quanto vi sia ancora bisogno di luoghi capaci di offrire accoglienza, sostegno e umanità, nel nome di quella fraternità universale che San Francesco continua ancora oggi a insegnare.
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