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Cultura ed Eventi

Santi Pietro e Paolo, due Apostoli, una sola fede: Borgo Dolcecanto celebra i patroni con fede, tradizione e spettacolo

 

 

 

Fede, tradizione e comunità si preparano a vivere uno degli appuntamenti più sentiti dell'anno nel borgo di Dolcecanto. La Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo celebra infatti la solennità dei due grandi Apostoli, colonne della Chiesa, con un ricco programma religioso e civile che coinvolgerà fedeli, residenti e visitatori.

I festeggiamenti prenderanno il via oggi alle ore 19 con l'inizio del triduo di preparazione alla solennità patronale, un intenso momento di preghiera e riflessione spirituale che accompagnerà la comunità fino al giorno della festa.

Il momento culminante sarà lunedì 29 giugno, quando alle ore 19.30 verrà celebrata la Santa Messa solenne. Al termine della funzione religiosa si snoderà la tradizionale processione con i simulacri dei Santi Pietro e Paolo lungo le vie della borgata, seguita dalla benedizione della nuova Edicola Votiva dedicata a Santa Teresa di Calcutta, segno di devozione e testimonianza di carità cristiana.

Accanto agli appuntamenti religiosi, non mancheranno i momenti di aggregazione e intrattenimento che animeranno la piazzetta del borgo. Domenica, alle ore 21, il pubblico potrà assistere alla rappresentazione della commedia dialettale "U tiempe pass e la mort s'avvecien", portata in scena dal Teatro dei Peuceti, mentre lunedì sera, sempre alle ore 21 e sempre la stessa Compagnia eseguirà uno spettacolo di cabaret.

Un programma che unisce spiritualità, cultura e convivialità, rinnovando una tradizione che da anni rappresenta un importante momento di incontro per l'intera comunità di Dolcecanto, nel segno dei Santi Pietro e Paolo, due Apostoli diversi per storia e carattere, ma uniti dalla stessa fede e dalla testimonianza del Vangelo.

Da Gravina al mondo: il Fronteversismo di Giuseppe Siniscalchi, un ponte universale tra Arte, Pace e Bellezza

Un autentico vulcano di idee, progetti e iniziative culturali. L’avvocato Giuseppe Siniscalchi, nato a Gravina in Puglia e cresciuto nella città murgiana durante i suoi primi anni di vita, continua a distinguersi per la capacità di trasformare l’arte in uno strumento di dialogo, incontro e crescita collettiva. Attraverso il movimento del Fronteversismo, da lui ideato e promosso, sta portando all’attenzione nazionale e internazionale temi fondamentali per la società contemporanea: la pace, la cultura, la bellezza, l’inclusione e la valorizzazione delle relazioni umane.

Dal 18 giugno scorso, sulle suggestive sponde del lago di Lugano, a Lavena Ponte Tresa, è stata inaugurata una mostra che va ben oltre il tradizionale concetto di esposizione artistica. L’iniziativa rappresenta infatti un vero e proprio laboratorio di connessioni e sinergie tra territori, istituzioni e comunità, un progetto culturale che si sviluppa lungo un ideale percorso di unione tra Nord e Sud, seguendo la storica Via Francisca e la Via Francigena.

Le opere del Fronteversismo, già presenti in diversi musei e spazi culturali attraverso installazioni permanenti, diventano così il simbolo di un cammino condiviso che mette al centro valori universali e senza confini geografici. Il messaggio del movimento, infatti, supera appartenenze territoriali, differenze culturali e barriere linguistiche, proponendo una visione dell’arte come linguaggio comune dell’umanità, capace di generare dialogo, comprensione reciproca e speranza.

La straordinaria adesione ricevuta dall’iniziativa conferma la forza di questa proposta culturale. Sono oltre cinquanta le istituzioni che hanno concesso il proprio patrocinio al progetto. Tra queste figurano importanti realtà del Mezzogiorno come l’Archivio di Stato di Matera e i Comuni di Matera e Taranto, insieme a una ventina di amministrazioni comunali del Nord Italia. A queste si aggiungono scuole, enti culturali, associazioni e strutture socio-sanitarie che hanno aderito dall’Italia e dall’estero.

Particolarmente significativa è la partecipazione di istituzioni provenienti da Paesi lontani come il Giappone e l’India, testimonianza concreta della dimensione internazionale raggiunta dal Fronteversismo. Una presenza che evidenzia come il messaggio promosso da Siniscalchi riesca a parlare a culture diverse, trovando ovunque terreno fertile nei valori condivisi dell’arte, della pace e della bellezza.

In un tempo segnato da tensioni sociali, conflitti e frammentazioni, il Fronteversismo si propone come una risposta culturale fondata sull’incontro e sulla costruzione di ponti tra persone e comunità. Non soltanto un movimento artistico, dunque, ma una visione che invita a guardare oltre i confini, riscoprendo nell’arte una forza capace di unire, educare e generare futuro.

Da Gravina alle rive del lago di Lugano, fino ai collegamenti con l’Asia e con numerose realtà internazionali, il percorso di Giuseppe Siniscalchi dimostra come un’idea nata da radici profonde possa trasformarsi in un messaggio universale, capace di coinvolgere territori, istituzioni e generazioni nel nome della cultura e della pace.

Musica, Danza e Storia alla Corte di Federico II: il Medioevo rivive nel cuore di Gravina

Prosegue il percorso culturale del #GravinaFestival2026 con un appuntamento di grande fascino dedicato alla riscoperta della figura di Federico II e dell'universo culturale che animava la sua corte. Sabato 27 giugno, alle ore 19, il suggestivo Chiostro Santa Sofia di Gravina si trasformerà in una finestra aperta sul Medioevo, accogliendo il pubblico per l'evento “A Corte di Federico II”.

L'iniziativa offrirà un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta delle tradizioni, delle musiche, delle danze e delle celebrazioni che caratterizzavano la vita alla corte dello “Stupor Mundi”, sovrano illuminato e protagonista di una delle stagioni più straordinarie della storia europea e mediterranea. Un'occasione preziosa per approfondire il patrimonio culturale e storico legato a una figura che seppe fare della sua corte un crocevia di saperi, arti e culture provenienti da mondi diversi.

A guidare il pubblico in questo percorso sarà il prof. Pasquale Corsi, studioso di riferimento per la storia medievale, che offrirà una lettura approfondita e coinvolgente del contesto storico e culturale federiciano. La dimensione scientifica della ricerca si intreccerà con quella emozionale e spettacolare grazie alle performance di Teatroppiù APS – Centro di Arti Espressive, con la partecipazione di Stefania Carulli, Maria Dibattista e Chiara Lorusso, che attraverso musica, danza e interpretazione daranno vita alle atmosfere della corte imperiale.

L'evento rappresenta un significativo momento di valorizzazione culturale, capace di coniugare divulgazione storica e arti performative in una formula che rende il passato vivo e accessibile. Un appuntamento pensato non solo per gli appassionati di storia, ma per tutti coloro che desiderano immergersi in una delle pagine più affascinanti del patrimonio medievale del Mezzogiorno.

Una serata in cui cultura, memoria e spettacolo si incontrano per restituire al pubblico il fascino senza tempo della corte di Federico II, tra conoscenza, emozione e bellezza.

Michele Capone, ambasciatore del turismo lento: il territorio protagonista all’Inclusive Sustainability di Roma

Da anni Michele Capone rappresenta un punto di riferimento nella promozione di un modello di turismo sostenibile e autentico, capace di valorizzare le eccellenze del territorio attraverso un approccio che mette al centro la storia, l’ambiente e le tradizioni locali. Un impegno costante che lo ha reso un vero e proprio ambasciatore del “turismo lento”, una forma di viaggio sempre più apprezzata da chi desidera riscoprire il contatto con la natura, i ritmi della comunità e l’identità dei luoghi.

Tra le iniziative più significative promosse da Capone spiccano la valorizzazione della Via dei Piloni e della Via Appia Antica, itinerari che attraversano paesaggi di straordinaria bellezza e raccontano secoli di storia. Percorsi che consentono ai visitatori di immergersi in un patrimonio culturale e ambientale unico, trasformando il cammino in un’esperienza di conoscenza e di scoperta.

Un simbolo di questa visione è senza dubbio la celebre Big Bench collocata sul belvedere di Dolcecanto. Divenuta negli anni una meta molto frequentata da turisti, escursionisti e famiglie, la panchina gigante offre uno sguardo privilegiato sul territorio e rappresenta un invito a rallentare, a fermarsi e a riscoprire il valore del tempo e della contemplazione. In un’epoca segnata dalla velocità e dalla frenesia, Dolcecanto si conferma così un luogo capace di regalare benessere, serenità e connessione con la natura.

A completare questa proposta di accoglienza è l’azienda agricola di Michele Capone, dove i visitatori possono vivere un’esperienza autentica attraverso la degustazione dei prodotti tipici locali accompagnati da vini del territorio. Un’offerta che unisce ospitalità, cultura enogastronomica e valorizzazione delle produzioni locali, contribuendo a creare un circuito virtuoso di sviluppo sostenibile.

Il progetto nasce dalla volontà di preservare e promuovere il patrimonio materiale e immateriale della comunità. Grande attenzione è stata infatti dedicata all’artigianato tradizionale e ai saperi antichi, dal caratteristico fischietto della cola cola alla tecnica dei muri a secco, fino all’utilizzo della ferula e ad altre pratiche che raccontano la storia e l’identità di queste terre. Elementi che, grazie all’impegno di Capone, diventano oggi attrattori culturali e turistici di grande interesse.

Questa esperienza sarà presentata oggi e domani a Roma nell’ambito dell’evento dedicato all’Inclusive Sustainability, importante vetrina nazionale e internazionale per i progetti che coniugano sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo territoriale. La partecipazione rappresenta un’opportunità significativa per far conoscere un modello virtuoso di turismo capace di generare valore economico, culturale e ambientale, dimostrando come la tutela delle tradizioni e delle risorse locali possa trasformarsi in uno strumento concreto di crescita e innovazione.

La presenza di Michele Capone all’Inclusive Sustainability conferma dunque il ruolo strategico del territorio nel panorama delle nuove forme di turismo sostenibile e inclusivo, offrendo un esempio concreto di come passione, visione e radicamento nelle proprie comunità possano diventare motori di sviluppo e promozione a livello nazionale.

Teatro Mercadante di Altamura: al via la nuova Stagione 2026/2027 con lo slogan “Amiamoci e partite”

Giovedì 25 giugno, alle ore 20:00, lo storico teatro pugliese alzerà il sipario sul nuovo cartellone di eventi tra prosa, musica e intrattenimento. La serata di presentazione è aperta al pubblico.
Il Teatro Mercadante di Altamura riparte e si prepara a svelare la programmazione artistica per la Stagione 2026/2027. 

Giovedì 25 giugno 2026, alle ore 20:00, le porte dello storico contenitore culturale si apriranno gratuitamente alla cittadinanza, agli appassionati e alla stampa per un evento di presentazione guidato dallo slogan-manifesto: "Amiamoci e partite".

La nuova stagione si propone come un viaggio che spazierà dalla grande prosa alla musica, dal teatro comico fino a momenti di approfondimento e intrattenimento, consolidando il legame di fiducia con un pubblico che ha continuato a sostenere la realtà teatrale nelle scorse stagioni.

L'appuntamento di giovedì rappresenterà il momento ufficiale in cui verranno illustrati i titoli in cartellone, i registi, gli attori protagonisti e le modalità di acquisto di biglietti e abbonamenti.

L'ingresso alla serata di presentazione è libero fino a esaurimento posti.

C.R.E.A., ANCORA UN INCONTRO

Si è svolto il 23 giugno, nel chiostro della parrocchia di San Francesco, un nuovo incontro di quartiere del percorso partecipativo C.RE.A. Gravina, promosso dall’Amministrazione comunale nell’ambito della redazione del Documento strategico di rigenerazione urbana – DSRU.

Erano presenti l’assessore all’Urbanistica Leo Vicino, il dirigente Michele Mastrodonato, l’Ufficio comunale di Piano, Padre Salvatore Santomasi della parrocchia di San Francesco, rappresentanti di AGESCI, Caritas, dell’associazione I Sannicolini e numerosi cittadini residenti nel centro storico.

L’incontro è stato dedicato all’ascolto delle esigenze del quartiere antico e alla raccolta di proposte utili a renderlo più abitato, accessibile, sicuro e vivo.

L’assessore Vicino ha illustrato il percorso del DSRU, sottolineando che il documento dovrà nascere dal confronto con la comunità e orientare lo sviluppo della città nei prossimi anni. Tra i temi affrontati: parcheggi, servizi di prossimità, recupero degli immobili, agevolazioni fiscali e incentivi per chi sceglie di abitare o investire nel centro storico.

Il dirigente Mastrodonato ha evidenziato che la rigenerazione urbana non riguarda soltanto edifici e infrastrutture, ma anche relazioni sociali, qualità della vita, spazi pubblici e creazione di comunità. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione della Gravina, delle aree verdi, del patrimonio archeologico e dei percorsi pedonali.

Nel suo intervento, Padre Salvatore Santomasi ha richiamato l’importanza di mettere al centro le persone, soprattutto giovani, anziani e famiglie in difficoltà. Ha proposto di valorizzare il chiostro di San Francesco come luogo di incontro, cultura e socializzazione e ha sottolineato la necessità di superare gli interventi puramente assistenziali attraverso progetti continuativi di prevenzione, formazione e inclusione.

I cittadini e le associazioni hanno segnalato alcune criticità: immobili abbandonati, scarsa illuminazione, problemi di sicurezza, mancanza di parcheggi, desertificazione commerciale e carenza di spazi di aggregazione.

Tra le proposte emerse figurano l’introduzione di incentivi per il recupero delle abitazioni e per favorire l’insediamento delle giovani coppie, nonché agevolazioni fiscali per le attività commerciali, artigianali e professionali. È stata inoltre evidenziata la necessità di garantire una maggiore pulizia degli spazi pubblici, potenziare l’illuminazione e la videosorveglianza e realizzare parcheggi esterni collegati al centro storico attraverso navette e mezzi di mobilità sostenibile. Altre proposte hanno riguardato il recupero di conventi e immobili pubblici da destinare a interventi di social housing e a nuovi servizi, insieme alla valorizzazione di vicoli, piazzette, chiostri e negozi come luoghi di incontro, socializzazione e promozione culturale.

L’Amministrazione ha inoltre illustrato alcuni interventi già allo studio, tra cui il recupero degli immobili abbandonati, la realizzazione di parcheggi, la riqualificazione di aree dismesse e il possibile utilizzo dei conventi di Santa Teresa e Sant’Agostino per finalità sociali.

Le proposte raccolte confluiranno nel DSRU e contribuiranno alla costruzione di una strategia condivisa per il futuro del centro storico.

L’incontro ha confermato che la rigenerazione urbana può realizzarsi soltanto attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni, parrocchie e cittadini.

Maturità, scatta l’ora degli orali: al via il confronto finale verso il diploma

Archiviate le prove scritte della Maturità 2026, per migliaia di studenti arriva il momento più atteso e, per molti, anche il più emozionante: da oggi prendono il via i colloqui orali, ultimo passaggio prima della conquista del diploma.

L’esame orale consiste nella valutazione complessiva delle competenze maturate dallo studente durante il percorso scolastico. Da quest’anno cambia la modalità di svolgimento: non è più prevista l’analisi di un materiale scelto dalla commissione – come un testo, un documento o un progetto – ma il colloquio si concentrerà sulla discussione di quattro discipline caratterizzanti i diversi indirizzi di studio, individuate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito alla fine dello scorso gennaio.

La commissione prenderà avvio dal curriculum dello studente, utilizzandolo come punto di partenza per sviluppare il dialogo, per poi approfondire le materie selezionate. L’obiettivo non è soltanto verificare la preparazione teorica, ma soprattutto mettere alla prova la capacità di ragionamento, di analisi e di collegamento tra i diversi saperi acquisiti nel corso degli anni.

Il candidato dovrà inoltre presentare, attraverso una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), la cosiddetta ex alternanza scuola-lavoro. Seguirà poi la parte dedicata all’Educazione civica, ormai elemento stabile del percorso d’esame.

Nel complesso, il colloquio ha una durata media compresa tra i 50 e i 60 minuti. Un’ora intensa, fatta di domande, riflessioni e confronti, che rappresenta non solo una verifica finale, ma anche il simbolico passaggio dalla vita scolastica alle nuove sfide del futuro.