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Cultura ed Eventi

Michele Emiliano presenta a Gravina in Puglia il suo nuovo romanzo "L'alba di San Nicola"

Un importante appuntamento con la grande narrativa storica attende la cittadinanza. Giovedì 16 luglio, alle ore 18:30, la Biblioteca di Comunità "La Casa del Fuorilegge" ospiterà la presentazione ufficiale del romanzo "L'alba di San Nicola", scritto da Michele Emiliano ed edito da Solferino nella collana Affreschi.

L’evento, promosso in sinergia tra il Comune di Gravina in Puglia e I Presìdi del Libro, vedrà la partecipazione straordinaria dell'autore, il quale si confronterà e dialogherà con Arianna Gravina.

Il libro: Ambientato nel cruciale e drammatico 1911, il romanzo si muove sullo sfondo di un'Europa sull'orlo del baratro, intenta a preparare una guerra imminente. Come evoca il forte sottotitolo del volume ("1911. L'Europa prepara una guerra. E si comincia a morire"), la trama intreccia destini umani, tensioni internazionali e atmosfere d'epoca in un affresco corale di grande impatto emotivo e rigorosa ricostruzione storica.

L'iniziativa si inserisce nel ricco cartellone di attività culturali della Biblioteca "La Casa del Fuorilegge", confermandosi come un presidio fondamentale per la valorizzazione della lettura e il dibattito culturale sul territorio pugliese.

La cittadinanza e i rappresentanti della stampa sono invitati a partecipare.

Gravina svela i suoi tesori: "Libri in Fiore" celebra la memoria, la cultura e l'identità del territorio

Meravigliare, emozionare e, soprattutto, far riscoprire ai cittadini e ai visitatori un patrimonio storico, artistico e antropologico di straordinario valore, spesso poco conosciuto persino da chi vive quotidianamente la città. È questa la sensazione predominante al termine della serata dedicata a "Libri in Fiore", un appuntamento che ha saputo trasformarsi in un autentico viaggio attraverso la memoria e le tradizioni di Gravina.

L'iniziativa, inserita nel programma "ENTROTERRAE", promosso dalle associazioni Calcarea e Sguardi Rupestri, ha rappresentato un momento di alta divulgazione culturale, capace di mettere in luce la straordinaria ricchezza del patrimonio gravinese, fatto di paesaggi, monumenti, testimonianze storiche e cultura popolare.

Protagonista della serata è stato Piero Amendolara, coautore con Giovanni Pacella del volume "Gravina in Puglia", un'opera che continua a riscuotere un significativo successo editoriale grazie alla qualità delle immagini e all'accurato lavoro di ricerca. Attraverso la proiezione di alcune delle fotografie contenute nel libro, Amendolara ha accompagnato il pubblico in un percorso ricco di riferimenti storici, curiosità e approfondimenti, offrendo una narrazione che ha permesso di cogliere il valore identitario di luoghi, scorci e monumenti che costituiscono l'anima della città.

Ogni immagine è diventata l'occasione per raccontare una pagina della storia di Gravina, facendo emergere un patrimonio materiale e immateriale che merita di essere sempre più conosciuto, tutelato e valorizzato. L'interesse e l'attenzione dei presenti hanno confermato quanto sia forte il desiderio di riscoprire le proprie radici e di guardare con occhi nuovi alle tante bellezze custodite dal territorio.

A rendere ancora più suggestiva la serata è stata la scenografia realizzata dall'Associazione Assieme, guidata dall'instancabile e vulcanico presidente Mimmo Picciallo. L'allestimento, composto da numerosi oggetti della civiltà contadina, ha restituito al pubblico l'atmosfera delle antiche case rurali, evocando il mondo del lavoro nei campi, dei mestieri tradizionali e dei valori che per generazioni hanno caratterizzato la comunità gravinese.

Un vero e proprio museo della memoria a cielo aperto che ha consentito ai più anziani di rivivere ricordi preziosi e ai più giovani di conoscere una realtà fatta di sacrifici, solidarietà e profondo legame con la terra. A completare questo percorso sensoriale e culturale, l'offerta delle tradizionali pettole, gesto di autentica ospitalità che ha favorito la convivialità e la socializzazione, ricordando come anche la gastronomia rappresenti un elemento fondamentale dell'identità locale.

Nel corso dell'incontro, Oronzo Rifino ha illustrato il ricco calendario di appuntamenti previsti dal progetto "ENTROTERRAE", sottolineando come l'obiettivo delle associazioni promotrici sia quello di costruire un percorso permanente di valorizzazione del patrimonio culturale dell'entroterra, mettendo in rete storia, tradizioni, paesaggio, arte e comunità.

Manifestazioni come questa dimostrano che la cultura può diventare uno straordinario strumento di promozione territoriale, capace di rafforzare il senso di appartenenza, stimolare un turismo sempre più consapevole e trasmettere alle nuove generazioni il valore di un'eredità che appartiene a tutti. Gravina possiede un patrimonio di inestimabile valore e iniziative come "Libri in Fiore" contribuiscono a raccontarlo, custodirlo e farlo conoscere con orgoglio, affinché la sua storia continui a vivere nel presente e a proiettarsi nel futuro.

"Libri in Fiore 2026: Gravina si racconta tra parole, immagini e suggestioni nell'ex Mattatoio"

Un giorno dopo l'altro prende forma il calendario di "Libri in Fiore" 2026, la rassegna che sta trasformando l'estate gravinese in un percorso dedicato alla cultura, alla lettura e alla scoperta del territorio. Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 10 luglio, alle ore 19.30, nella suggestiva cornice dell'ex Mattatoio di via San Sebastiano, pronta ad accogliere un evento capace di unire storia, arte e identità.

Protagonista della serata sarà la presentazione del volume "Gravina in Puglia", un'opera che invita il lettore a osservare la città con occhi nuovi, accompagnandolo tra vicoli, monumenti, paesaggi e scorci che raccontano secoli di storia e tradizioni. Un libro che non si limita a descrivere Gravina, ma ne restituisce l'anima attraverso il dialogo tra parole e immagini.

A firmare il volume sono Giovanni Pacella, autore dei testi, profondo conoscitore della storia e della cultura locale, e Pietro Amendolara, che con il suo obiettivo fotografico cattura la luce, i dettagli e le emozioni di una delle città più affascinanti della Murgia. Il risultato è un racconto visivo e narrativo che celebra la bellezza del territorio e invita a riscoprirlo con uno sguardo più attento e consapevole.

L'incontro è promosso dalle associazioni Calcarea e Sguardi Rupestri, con la collaborazione dell'Associazione Assieme, che per l'occasione realizzerà una scenografia speciale, pensata per rendere ancora più coinvolgente l'atmosfera della serata e offrire ai partecipanti un'esperienza da vivere con tutti i sensi.

L'appuntamento rappresenta un'occasione preziosa non solo per conoscere gli autori e dialogare con loro, ma anche per lasciarsi sorprendere da una Gravina che continua a raccontarsi attraverso la cultura, i libri e la forza evocativa delle immagini.

L'ingresso è libero. Un invito aperto a cittadini, appassionati di fotografia, amanti della storia e a tutti coloro che desiderano riscoprire, pagina dopo pagina, la straordinaria bellezza di Gravina in Puglia.

GravinaFestival celebra la lirica greca: parole e musica per raccontare l'eternità dell'amore

Prosegue il ricco calendario della nona edizione di GravinaFestival, la rassegna culturale che continua a proporre appuntamenti di alto profilo dedicati alla storia, alla letteratura, alla musica e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Domani, 12 luglio alle ore 19, il suggestivo chiostro di Santa Sofia a Gravina ospiterà "MUSIKÈ. LIRICA GRECA", un incontro che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra poesia, musica e sentimenti senza tempo.

L'iniziativa si aprirà con i saluti e l'introduzione della prof.ssa Marisa D'Agostino, presidente dell'Associazione Amici della Fondazione, che presenterà il significato dell'appuntamento all'interno del percorso culturale del festival.

Cuore della serata sarà la relazione della prof.ssa Tiziana Drago, docente dell'Università degli Studi di Bari, che interverrà sul tema "Lettere d'amore antiche", offrendo una riflessione sul patrimonio della lirica greca e sulla sorprendente attualità dei testi che hanno attraversato i secoli, capaci ancora oggi di raccontare le emozioni più profonde dell'animo umano.

Ad arricchire l'incontro saranno le interpretazioni di Anna Onorati e Girolamo Schiuma, che daranno voce ai versi della tradizione poetica greca in un dialogo continuo tra parola e musica. Un percorso artistico che consentirà al pubblico di riscoprire la forza espressiva della lirica antica, dove l'amore, il desiderio, la nostalgia e la passione diventano linguaggio universale, capace di superare il tempo e le culture.

L'appuntamento conferma ancora una volta la vocazione di GravinaFestival a promuovere eventi che uniscono divulgazione scientifica e spettacolo, creando occasioni di incontro tra il mondo accademico, gli artisti e la cittadinanza. Una proposta culturale che valorizza il patrimonio della classicità, dimostrando come la grande letteratura antica continui ancora oggi a parlare al cuore dell'uomo con straordinaria intensità e sorprendente modernità.

La Rappiandò attraversa Dolcecanto nel giorno di Santa Maria Goretti: sport, storia e cicloturismo lungo la Via Appia

Nel giorno in cui la comunità di Dolcecanto, a Gravina in Puglia, celebra la patrona Santa Maria Goretti, il borgo accoglie anche il passaggio della Rappiandò, la prima randonnée lungo la storica Via Appia: un'impresa ciclistica di 608 chilometri e 5.200 metri di dislivello, da completare entro un tempo massimo di 40 ore, con partenza da Ciampino (Roma) e arrivo alle Colonne Romane di Brindisi.

Sono 36 i ciclisti protagonisti di questa straordinaria avventura, che va ben oltre una semplice prova di resistenza fisica. La Rappiandò è infatti un autentico viaggio attraverso oltre duemila anni di storia, seguendo il tracciato della Regina Viarum: dai basoli dell'Appia Antica fino alle suggestive Colonne Romane di Brindisi, attraversando Lazio, Campania, Basilicata e Puglia.

Ma la manifestazione è anche un progetto culturale. Con "Viaggio sull'Appia", iniziativa fotografica collettiva ispirata alla celebre esperienza di Viaggio in Italia di Luigi Ghirri, ogni partecipante diventa un esploratore visivo. Attraverso il proprio smartphone, i ciclisti documentano l'Appia contemporanea con immagini, emozioni e riflessioni raccolte direttamente dalla sella. Tutti i contributi confluiranno in una mappa digitale interattiva, destinata a diventare una memoria collettiva di uno degli itinerari più affascinanti d'Europa.

Il riconoscimento della Via Appia come Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024 conferisce ancora maggiore valore a un'iniziativa che intreccia sport, fotografia, promozione del territorio e cicloturismo, valorizzando un percorso unico per storia, paesaggio e identità.

Ad accogliere i partecipanti anche Agricola Capone di Michele Capone, punto di sosta e ciclofficina di riferimento per i cicloturisti in transito, pronta a offrire assistenza tecnica e supporto lungo il percorso.

TRACCE DEL VISIBILE

Si inaugurerà domani 11 luglio alle ore 19 presso la Sala degli affreschi, Monastero di S. Sofia – Via Santa Sofia n.11, Gravina in Puglia  una collettiva di arte contemporanea

La collettiva Tracce del Visibile ospita quattro autori attivi da anni nel panorama artistico contemporaneo, protagonisti di percorsi di ricerca figurativa differenti ma accomunati da una profonda amicizia, percepibile nel dialogo silenzioso che si intreccia tra le opere esposte.

Artisti e maestri d’arte provenienti da diverse realtà del Nord Italia si confrontano con il territorio straordinario di Gravina in Puglia, luogo di memorie antiche, chiese rupestri e stratificazioni culturali che ancora oggi continuano a rinnovarsi grazie al contributo del GravinaFestival 9°edizione e dell’Associazione Amici della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi.

Durante la serata verrà presentato il catalogo Apocalittici e Integrati, edito da AGA editori Alberobello (BA). L’evento artistico editoriale, realizzato presso la Pinacoteca Michele De Napoli, è ideato e curato da Loredana Cacucciolo in collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione. Alla presentazione interverrà il sindaco di Terlizzi, l’ingegnere Michelangelo De Chirico.

L’evento si arricchirà di una intervento performativo dal titolo “Digitali nonostante tutto” di Stefania Carulli e Chiara Lorusso del Teatroppiu’ APS.

La mostra sarà aperta fino al al 2 agosto 2026 e sarà visitabile dal giovedì al sabato dalle 18 alle 20.

Le chiese dimenticate di Gravina tornano a raccontare la loro storia: una mostra fotografica valorizza un patrimonio unico

Venerdì scorso è stata inaugurata un’importante mostra fotografica dedicata a uno dei patrimoni storico-culturali più significativi del territorio gravinese. Grazie al paziente lavoro di ricerca di Gabriele Bucci, l’esposizione documenta ciò che ancora oggi resta delle numerose chiese rupestri e campestri disseminate tra Gravina e il suo agro, testimonianze preziose di una storia che continua a vivere nel paesaggio.

Le chiese campestri erano edifici di culto autonomi, sorti per devozione popolare lungo le principali vie di comunicazione e i tratturi, affinché pellegrini e viandanti potessero accedervi liberamente per la preghiera. Diversa, invece, la funzione delle chiese o cappelle rurali, collocate all’interno delle masserie: luoghi di culto privati utilizzati dalle famiglie proprietarie e, spesso, destinati anche alla sepoltura dei loro componenti. A queste celebrazioni partecipavano anche i lavoratori delle masserie, che vi assistevano alle funzioni domenicali.

La ricostruzione storica proposta da Gabriele Bucci è il risultato di un lungo e complesso lavoro di ricerca, reso difficile sia dalla consultazione di documenti conservati in diversi archivi, sia dall'accesso, spesso non privo di rischi, ai siti oggetto dell'indagine. Le sue ricerche hanno permesso di evidenziare come, dopo il Concilio di Trento, venne incentivata la costruzione di chiese campestri anche con l'obiettivo di contrastare il fenomeno delle superstizioni popolari. Molti di questi edifici furono dedicati ai santi protettori del mondo agricolo, come nel caso della chiesa di Dolcecanto, che richiama la figura di San Isidoro Agricola, la cui immagine è ancora oggi affrescata nell'abside.

Il territorio gravinese conserva un patrimonio straordinario di edifici sacri, segno di una tradizione religiosa e culturale radicata nei secoli. Già nel IX secolo d.C. è attestata la presenza della Diocesi, favorita anche da importanti donazioni che portarono, tra l'altro, alla costruzione della Cattedrale accanto al Castello. Tra gli esempi più antichi spicca la chiesa campestre di San Lorenzo, considerata la prima in assoluto, situata sulla collina di Botromagno, insieme alla chiesa di Sant'Angelo.

La mostra, realizzata e allestita dall’Associazione “Calcarea” all’interno della chiesa del Purgatorio,  rappresenta un'occasione preziosa per riscoprire e valorizzare un patrimonio ancora visibile, ma troppo spesso dimenticato o lasciato in stato di abbandono. È un vero viaggio nella memoria del territorio, arricchito da un rigoroso lavoro di ricerca storica che restituisce dignità e attenzione a luoghi di grande valore identitario. Un'iniziativa culturale di rilievo che, almeno finora, non ha ricevuto la partecipazione e l'attenzione che meriterebbe da parte delle istituzioni.

L'esposizione sarà visitabile fino al 25 luglio, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.