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Cultura ed Eventi

“Murgia Work Hub”

Entra ufficialmente nella fase operativa il progetto “Murgia Work Hub”, promosso dal Comune di Gravina in Puglia nell’ambito dell’Avviso regionale “Punti Cardinali for Work”, finanziato attraverso il PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027 con l’obiettivo di rafforzare le politiche attive del lavoro, l’orientamento e l’inclusione sociale sul territorio.

È ufficialmente attivo l’Orientation Desk, lo sportello di orientamento per la formazione e il lavoro che rappresenterà il punto di riferimento per cittadini, giovani, persone in cerca di occupazione e soggetti interessati a percorsi di crescita professionale e inserimento lavorativo.

Lo sportello opera presso l’Hub Ex Mattatoio di Gravina in Puglia, in via San Sebastiano 166 angolo via Aspromonte, nelle giornate di lunedì e mercoledì, dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 18:00.

L’Orientation Desk offre servizi di accoglienza, orientamento personalizzato, supporto alla ricerca attiva del lavoro, accompagnamento ai percorsi formativi e consulenza sulle opportunità professionali e imprenditoriali, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra competenze e mercato del lavoro e sostenere i processi di crescita del territorio.

“Murgia Work Hub” nasce infatti per costruire una rete stabile tra istituzioni, scuole, imprese, enti formativi e realtà sociali, mettendo al centro le persone e valorizzando le vocazioni produttive e culturali dell’area murgiana. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, alle donne e ai soggetti più fragili, attraverso azioni mirate di orientamento, empowerment e accompagnamento.

Il progetto è coordinato dalla Società Consortile Imprendo Puglia CAT Confesercenti a r.l. e vede il coinvolgimento di un partenariato qualificato composto da Confesercenti Provinciale di Bari, Mestieri Puglia, Nuovi Orizzonti, Liceo Statale “Giuseppe Tarantino” ed Ecid – Formazione e Certificazione Professionale, realtà impegnate nei settori della formazione, dell’orientamento e dello sviluppo territoriale.

Con l’attivazione dello sportello prende forma un nuovo spazio di connessione tra persone, competenze e opportunità, pensato per accompagnare la comunità verso nuove prospettive di crescita, occupazione e innovazione.

“Non più delle formiche” al Salone del Libro di Torino: il romanzo di Vito Centonze porta la Murgia sotto i riflettori nazionali

Domani, 16 maggio 2026 alle ore 16.00, il romanzo “Non più delle formiche” di Vito Centonze, pubblicato da Gelsorosso Editore, sarà protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino nell’ambito del programma culturale promosso dalla Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia – “Leggi la Puglia”.

Un appuntamento di grande rilievo che conferma l’attenzione crescente verso un’opera capace di intrecciare memoria storica, identità territoriale e narrazione civile. Il romanzo affonda infatti le sue radici nella Murgia pugliese e riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia italiana: quella delle basi missilistiche NATO installate nel territorio negli anni Sessanta, durante gli anni più tesi della Guerra Fredda.

Attraverso una scrittura intensa e profondamente evocativa, Centonze costruisce un racconto che unisce vicende umane e grandi scenari geopolitici, restituendo dignità narrativa a luoghi e comunità spesso rimasti ai margini del racconto storico nazionale. “Non più delle formiche” diventa così non soltanto un romanzo, ma anche uno strumento di recupero della memoria collettiva, capace di interrogare il presente attraverso le ombre del passato.

La partecipazione al Salone del Libro rappresenta un importante riconoscimento per un progetto editoriale nato in Puglia e fortemente legato al territorio, ma in grado di parlare a un pubblico ampio grazie alla forza universale dei temi affrontati: il rapporto tra potere e persone comuni, il peso delle decisioni internazionali sulle vite quotidiane, il senso di appartenenza e resistenza delle comunità locali.

Dopo l’appuntamento torinese, il libro tornerà simbolicamente nella sua terra con una nuova presentazione pubblica in programma a Gravina in Puglia giovedì 21 maggio 2026, alle ore 18.00, presso la Biblioteca di Comunità La Casa del Fuorilegge. Un incontro che si preannuncia come un’occasione di confronto e approfondimento culturale attorno a una storia che appartiene profondamente al territorio murgiano e alla sua memoria storica.

Sanità accessibile, il progetto DAMA accende la sfida dell’inclusione in Puglia

Il progetto “DAMA” si candida a diventare una delle esperienze più importanti e concrete avviate in Puglia per costruire una sanità realmente inclusiva, capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni, soprattutto quando si tratta di fragilità e disabilità.

Non un semplice percorso sperimentale, ma una vera e propria sfida culturale e organizzativa che punta a ridefinire il concetto stesso di accessibilità sanitaria. Perché parlare di diritto alla salute non significa soltanto eliminare le barriere architettoniche, ma garantire percorsi di cura accessibili sotto il profilo organizzativo, comunicativo, relazionale e umano.

Una sanità moderna e giusta si misura infatti dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. E proprio dalle persone più fragili passa il grado di civiltà di un sistema sanitario pubblico che voglia definirsi davvero universale.

Di questo si è discusso ieri presso l’Agorà della Regione Puglia, durante la tavola rotonda promossa dall’Ufficio del Garante regionale della Disabilità in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari – Giovanni XXIII.

Il modello DAMA — acronimo di “Disabled Advanced Medical Assistance” — nasce nel 2000 all’Ospedale San Paolo di Milano con l’obiettivo di offrire percorsi dedicati alle persone con disabilità che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. Un’esperienza che negli anni si è diffusa in diverse realtà italiane e che oggi muove i primi passi anche in Puglia.

Determinante la scelta della direzione del Policlinico di Bari di affidare il progetto al dott. Francesco Manfredi, da sempre convinto della necessità di rendere i servizi sanitari concretamente accessibili a tutti, superando ostacoli burocratici, comunicativi e organizzativi che troppo spesso diventano motivo di esclusione.

L’incontro di ieri, coordinato dallo stesso Manfredi, ha rappresentato anche un momento di confronto nazionale grazie all’intervento in videocollegamento del dott. Filippo Gherma dell’Ospedale San Paolo di Milano, tra i principali riferimenti del modello DAMA. Gherma ha sottolineato l’importanza di creare una rete nazionale tra le diverse esperienze territoriali, affinché competenze, pratiche e risultati possano essere condivisi e valorizzati.

Alla tavola rotonda hanno partecipato numerose associazioni pugliesi impegnate nel mondo della disabilità, che hanno ribadito la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, politica e comunità scientifica per trasformare il principio dell’inclusione in azioni concrete anche nell’ambito sanitario.

Il progetto DAMA, dunque, non rappresenta soltanto un modello organizzativo, ma una visione di sanità pubblica più equa, vicina alle persone e realmente accessibile. Una sfida che la Puglia ha deciso di raccogliere e che potrebbe diventare un esempio virtuoso per l’intero Mezzogiorno.

La scuola che insegna l’inclusione: a Gravina nasce il “corridoio” dei valori e della consapevolezza

La scuola non è soltanto il luogo dell’apprendimento. È, prima di tutto, l’Istituzione per antonomasia chiamata a formare cittadini consapevoli, uomini e donne capaci di riconoscere nell’altro non una differenza da temere, ma una ricchezza da accogliere.
È tra i banchi di scuola che si costruiscono i valori dell’inclusione, del rispetto e della solidarietà; è lì che i ragazzi imparano che ogni essere umano è unico e irripetibile e che nessuno, per alcuna ragione, deve sentirsi escluso.

Un tema oggi più che mai attuale, soprattutto alla luce della crescita esponenziale dei casi legati allo spettro autistico. I dati parlano chiaro: in poco più di vent’anni il rapporto è passato da un caso ogni 200 bambini a uno ogni 70. Numeri che impongono una riflessione seria, ma soprattutto un impegno educativo concreto e quotidiano.

In questa direzione si inserisce il prezioso lavoro svolto dall’I.C. “N. Incannamorte” di Gravina, doveil dirigente scolastico Vincenzo Martorano, i docenti hanno promosso progetti capaci di trasformare il concetto di inclusione in esperienza vissuta, autentica, condivisa.

Particolarmente coinvolti gli studenti delle classi terze sezioni “B” e “D”, protagonisti di percorsi che hanno lasciato un segno profondo nelle loro coscienze. Alcuni ragazzi hanno scelto di vivere la scuola oltre le mura dell’aula, recandosi a casa di una compagna impossibilitata a frequentare le lezioni, condividendo con lei momenti di studio e normalità. Un gesto semplice solo in apparenza, ma dal forte valore umano ed educativo.
Altri studenti, invece, hanno espresso il significato dell’inclusione attraverso l’arte, dipingendo alcune pareti dell’istituto e trasformando gli spazi scolastici in un messaggio permanente di accoglienza e partecipazione.

Ieri pomeriggio, a conclusione dei progetti coordinati dai professori Leone Stella e Mangione Davide, e realizzati grazie alla collaborazione di tutto il personale scolastico, si è svolto un partecipato incontro dedicato al tema dell’inclusione.

A offrire il proprio contributo sono stati Savino Ciciolla, presidente di Autism Friendly Altamura, Terry Nirchio, presidente dell’associazione Apriamo le Porte, Don Stefano Nacucchi e Urbano Lazzari.

Momento particolarmente emozionante è stato quello dell’inaugurazione del “Corridoio dell’Inclusione” e della scoperta della “Panchina Blu”, collocata nel cortile della scuola: il blu, simbolicamente legato all’autismo, è diventato così il colore della consapevolezza, dell’ascolto e della vicinanza.

Ma il segno più autentico lasciato da questa esperienza è emerso nelle parole degli stessi studenti. I loro pensieri, letti durante a conclusione dell’evento, hanno raccontato emozioni sincere, nuove sensibilità e una maturazione che nessun libro di testo potrebbe insegnare da solo.
Perché la vera missione della scuola non è soltanto trasmettere nozioni, ma educare al valore della persona, abbattere le barriere culturali e costruire una società in cui ciascuno possa sentirsi accolto, rispettato e parte integrante della comunità.

GRAVINA E LE SUE OPERE D’ARTE: DISIECTA MEMBRA

Un nuovo e significativo appuntamento con la cultura e la memoria storica del territorio animerà la città di Gravina in Puglia sabato 16 maggio, alle ore 19, presso la Biblioteca Finia. Un incontro che si preannuncia di grande interesse per studiosi, appassionati d’arte e cittadini desiderosi di approfondire la conoscenza del prezioso patrimonio culturale custodito dalla comunità gravinese.

Al centro della conferenza vi saranno le opere pittoriche e la suggestiva scultura in cera che avvolge le reliquie di Santa Ciriaca, testimonianza di straordinario valore storico, artistico e devozionale, attualmente conservata nella Cattedrale di Gravina. Un patrimonio che racconta secoli di fede, arte e identità collettiva, e che rappresenta una delle espressioni più autentiche della ricchezza culturale del territorio.

A guidare il pubblico in questo percorso di scoperta sarà la professoressa Clara Gelso, studiosa che da anni promuove ricerche storico-artistiche nell’area di Gravina in Puglia e più in generale nel panorama del patrimonio pugliese. La sua attività scientifica si è distinta per l’impegno nella ricerca e nella valorizzazione dei beni storico-artistici della regione, contribuendo a riportare l’attenzione su opere e contesti spesso poco conosciuti ma di grande rilevanza culturale.

Tra i suoi studi più importanti figurano le ricerche sugli affreschi bizantini della Cripta di San Vito Vecchio, attribuiti a maestranze locali tra il XIII e il XIV secolo, un lavoro che ha rafforzato il legame tra Gravina e la grande tradizione della pittura medievale pugliese. La professoressa Gelso ha inoltre ricoperto il prestigioso incarico di Direttore della Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, consolidando il proprio ruolo nel panorama della tutela e divulgazione artistica.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza della conoscenza e della salvaguardia del patrimonio culturale locale. Comprendere il valore delle opere d’arte, delle reliquie e delle testimonianze storiche presenti a Gravina significa infatti custodire la memoria della città e trasmetterla alle nuove generazioni. La valorizzazione della cultura non è soltanto un esercizio di studio, ma uno strumento fondamentale per rafforzare l’identità di una comunità e promuovere consapevolezza verso le ricchezze storiche che il territorio conserva.

“Seminare parole” — Un laboratorio creativo tra orti, storie e immaginazione

Sabato 16 maggio alle ore 17, presso la biblioteca “La casa del fuorilegge”, si terrà il laboratorio creativo “Seminare parole” con Barbara Bernardini.

Un pomeriggio dedicato alla fantasia, alla natura e alla condivisione, ispirato al libro “Zappe, stivali e rastrelli. La vita sotto, sopra e intorno all’orto” edito da Topipittori.

Partendo dagli elementi che abitano l’orto — ortaggi, insetti, acqua, luce e terra — ogni partecipante riceverà un piccolo seme di carta su cui scrivere una parola speciale: un pensiero, un desiderio, un’immagine, un’emozione. I semi verranno poi “seminati” su un grande foglio-terreno collettivo, che prenderà vita grazie ai disegni delle piante immaginate dai bambini.

Attraverso un gesto semplice e poetico, il laboratorio invita grandi e piccoli a esplorare il tempo dell’attesa, la forza delle parole e la magia nascosta nelle cose che crescono.

 

Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti, bambini, famiglie e curiosi di ogni età.

“Tutti in sciopero”, il teatro che resiste: applausi alle compagnie gravinesi, ma pesa l’assenza di un vero spazio pubblico

Risate, riflessioni e applausi hanno accompagnato “Tutti in sciopero”, la commedia teatrale andata in scena sabato e domenica scorsa presso il teatro VIDA, grazie all’impegno delle METIS e dell’associazione La Terra Smossa APS. Uno spettacolo che ha saputo affrontare con leggerezza e intelligenza un tema ancora profondamente attuale: il diverso trattamento riservato a uomini e donne, soprattutto nel mondo del lavoro.

Il copione, ironico ma al tempo stesso pungente, ha riportato al centro del dibattito questioni che, nonostante decenni di battaglie sociali e culturali, continuano a caratterizzare la quotidianità di molte donne. Sul palco un cast interamente femminile, composto da interpreti diverse per esperienza e personalità, ma accomunate dalla capacità di dare ritmo, ironia e profondità ai rispettivi personaggi.

Le attrici hanno saputo conquistare il pubblico con interpretazioni brillanti e mai banali, alleggerendo con il sorriso quella “guerra dei sessi” che ancora oggi attraversa la società contemporanea. Una prova teatrale apprezzata dai presenti, che hanno premiato lo spettacolo con partecipazione e consenso.

L’iniziativa conferma ancora una volta la vivacità culturale di Gravina e la presenza di numerose compagnie teatrali amatoriali che continuano a investire tempo, passione ed energie nella promozione dell’arte scenica. Un patrimonio umano e culturale che, tuttavia, continua a fare i conti con una storica criticità: l’assenza di un teatro pubblico cittadino.

Una mancanza che pesa sempre di più su un territorio ricco di fermento artistico ma povero di spazi adeguati in cui esprimersi. Nei mesi scorsi si era acceso il dibattito attorno al possibile acquisto del teatro “Mastrogiacomo” da parte dell’Amministrazione Comunale, ipotesi che aveva alimentato speranze e aspettative soprattutto tra gli operatori culturali locali. Dopo la conclusione della candidatura di Gravina a Capitale italiana della Cultura 2028, però, sul tema sembra essere calato nuovamente il silenzio.

Eppure esperienze come “Tutti in sciopero” dimostrano quanto il teatro continui a rappresentare non solo un momento di intrattenimento, ma anche uno strumento di riflessione collettiva e crescita culturale. Le compagnie ci sono, il pubblico risponde presente, la passione non manca. Quello che ancora manca, invece, è una casa stabile per il teatro gravinese.

Grazie a Carlo Centonze per le foto.