Sport
FBC, occasione per un pronto riscatto
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10 Nov 2018
- Pubblicato Sabato, 10 Novembre 2018 13:01
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Domani la squadra di mister Di Meo giocherà allo “Iacovone” contro il Taranto con l’intento di ritornare ad un risultato positivo dopo l’incidente della scora domenica.
L’avversario è falcidiato da assenze importanti ma anche al Gravina continueranno a mancare il bomber Croce e Colella, Potenza ha recuperato anche se non potrà garantire di reggere i 90 minuti e Caponero sarà dall’inizio della partita.
Il campionato comincia ad entrare nella fase calda e non ci si può permettere di continuare a lasciare punti per strada, l’FBC ha già vissuto parecchie partite in cui, pur giocando bene, ha prodotto poco.
Dopo due vittorie consecutive che avevano avvicinato i tifosi alla squadra, un brusco stop contro il Picerno che rischia di allontanare di nuovo i supporters, c’è bisogno di riprendere di nuovo la marcia e ciò è possibile considerato che il Gravina ha dimostrato che fuori dalle mura di casa gioca in modo più disinvolto e, quindi, meglio.
Riprendere la marcia contro il Taranto, una squadra costruita per vincere il campionato, darebbe convinzione ai nostri beniamini di poter combattere alla pari con tutti.
In settimana, ha detto il mister in conferenza stampa, abbiamo individuato gli errori commessi domenica scorsa, errori che non dovremmo ripetere domani considerato che il Taranto ha la stessa forza del Picerno.
Forza ragazzi.
FBC sconfitto sotto un diluvio al “Vicino”
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04 Nov 2018
- Pubblicato Domenica, 04 Novembre 2018 18:10
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Cornice di tifosi come non avveniva da tempo, questi però hanno assistito ad una sconfitta dei loro beniamini sotto una pioggia battente che ha, ovviamente, comportato disagio ai supporters e parecchi hanno dovuto lasciare lo stadio anzitempo.
Mister Di Meo ha presentato tre novità all’undici di domenica scorsa: ha fatto esordire Angelo e ha schierato Nigro e Guida.
Inizio di partita timorosa da parte del Gravina senza correre, però, alcun rischio anzi è stata la squadra di casa ad avere una grossa occasione con Santoro lanciato da Nigro al 31’ ma la palla è stata salvata sulla linea di porta da un difensore.
L’occasione mancata poteva cambiare la partita ma al 37’ sono stati gli ospiti ad andare in vantaggio con Langone toccando la palla in area rotolata in porta, in una azione confusa. Si aspettava una reazione che non c’è stata anche perché gli ospiti si sono chiusi bene ripartendo con i velocissimi Esposito e Santaniello.
Neanche i cambi di inizio ripresa hanno cambiato l’andamento della partita anzi Santaniello prima sparava alto da ottima posizione e al 12’ realizzava il raddoppio, per il Gravina diventava ancora più difficile rimontare anche se prima Santoro, su cross di Angelo, e Correnti poi non sono riusciti a segnare per riaprire la partita.
In definitiva e in buona sintesi il Picerno ha meritato di vincere ma l’FBC ha la possibilità di rifarsi già domenica prossima: allo stadio “Iacovone” ci sarà un altro big match contro il forte Taranto.
Il cuore gialloblù della FBC espugna Sorrento
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28 Ott 2018
- Pubblicato Domenica, 28 Ottobre 2018 21:34
- Scritto da LA REDAZIONE
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Nella ripresa i gravinesi ribaltano il risultato e colgono la prima vittoria esterna
La FBC sfata il tabù trasferta e dopo una sconfitta e due pari (tutti con rammarico, per la verità) coglie il primo successo lontano dal Vicino, dando continuità alla roboante vittoria di domenica scorsa contro la Sarnese, rilanciandosi in classifica (11 punti a -4 dalla vetta) e presentandosi più grintosa che mai al big-match del 4 novembre contro la capolista Picerno tra le mura amiche.
Un Gravina senza Croce affaticato (out anche Colella e Potenza) si presenta a Sorrento con la coppia d’attacco Santoro-Agodirin, supportati da Mbida e Guadalupi e con Mady e Chiaradia sulle fasce, mentre in difesa si dispongono i quattro del trionfo casalingo di sette giorni fa (Dentamaro-Romeo-Riccio-Tarantino a protezione di Loliva).
La gara è – come spesso si dice in questi casi – a due volti, di marca locale la prima frazione, nettamente gialloblù la seconda. Eppure la prima occasione è per Mbida (2’) che dall’area piccola di testa mette fuori. Al 14’ il vantaggio locale propiziato da un disimpegno errato di Mady; la rete porta la firma di Costantino sugli sviluppi di un calcio di punizione conseguente all’errore gravinese. Quattro minuti dopo Todisco sfiora il raddoppio di testa originato da un corner. Il Gravina non riesce a riorganizzarsi e creare occasioni pericolose, anzi è ancora il Sorrento a rendersi pericoloso con Qehajaj (34’). Solo al 42’ i gialloblù si scuotono con il colpo di testa di Agodirin su cross di Chiaradia che chiama al miracolo Munao.
Di tutt’altra pasta la ripresa, sin dalle primissime battute. Di Meo toglie Guadalupi e un irriconoscibile Mady lanciando nella mischia Nigro e Guida e l’inizio è veemente. Al 2’ lo stesso Guida sfiora la traversa, 30’ secondi prima Agodirin si era nuovamente reso pericoloso in area sorrentina. Ma l’attaccante di colore non fallisce l’appuntamento col gol al 12’ con una girata propiziata da un assist di Chiaradia. I padroni di casa tengono banco con le occasioni di D’Angolo (14’) e Di Prisco (23’), entrambi entrati nella ripresa; nel mezzo il colpo di testa di Riccio terminato di poco alto (18’). Ma il Gravina è totalmente rinfrancato dal pari e gioca in maniera molto più fluida e pericolosa rispetto ai primi 45’. Il giusto premio agli sforzi profusi nella ripresa è la rete di Santoro (due reti nelle ultime due partite) che di fatto regala altri tre punti pesanti alla FBC. Nel finale Guida ha la palla del 1-3 ma viene ipnotizzato da Munao.
Una vittoria sofferta, di carattere e soprattutto lottata che oltre a dar punti pesanti nella generale, assicura tanto entusiasmo in casa gialloblù. Quell’entusiasmo che dovrà servire per arginare le velleità della capolista Picerno nel bi-match dell’ottava giornata.
SORRENTO – FBC GRAVINA 1-2
SORRENTO: Munao, Fusco, Rizzo, Todisco, Russo V., Guarro, Bozzaotre (Coglitore), De Rosa, Gargiulo (Di Prisco), Qehajaj, Costantino (D’Angolo). All. Guarracino. A disp: Leone, Russo L., Masi, Vitale, Cifani.
FBC GRAVINA: Loliva, Dentamaro (Lenoci dal 25’ st), Tarantino, Guadalupi (Nigro dal 1’ st), Romeo, Riccio, Agodirin (Dininno dal 25’ st), Mbida, Santoro, Madì (Guida dal 1’ st), Chiaradia (Diarra dal 39’ st). All. Di Meo. A disp: Vicino, Correnti, Ceglie, Nasif.
Domingo Mastromatteo
Responsabile Area Stampa FBC GRAVINA
FBC, occasione ghiotta
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03 Nov 2018
- Pubblicato Sabato, 03 Novembre 2018 13:24
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Domani al “Vicino” arriva la capolista Picerno, una partita che darà più stimoli perché una vittoria lancerebbe ancora più in alto i padroni di casa; quanto dichiarato in conferenza stampa dal forte centrocampista Nigro dimostra che il team è consapevole della propria forza.
La squadra che scenderà in campo non dovrebbe cambiare di molto visto che continuano gli indisponibili della scorsa settimana (Colella, Croce e Potenza), unica novità potrebbe essere rappresentata dall’esordio di Angelo.
Sarà una partita in cui è doverosa la partecipazione del grande pubblico visto che i risultati delle ultime due gare ha ricucito i rapporti società-squadra-tifosi e la stessa gara promette un bel spettacolo, elementi che danno più adrenalina.
Si è ritornato, in conferenza stampa, a parlare di lavori di adeguamento dello stadio; il vice presidente, Giannelli, ha comunicato di aver appreso che è imminente l’indizione del bando di gara per la situazione della sicurezza, l’innalzamento degli spalti difronte alla tribuna, il rifacimento dei bagni ma niente che riguardi la copertura della tribuna.
Torniamo al match di domani che inizierà alle ore 15.30, sarà necessaria la presenza del 12° in campo rappresentato dal grande pubblico: tutti al campo e Forza FBC.
Grazie Siniscalchi
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28 Ott 2018
- Pubblicato Domenica, 28 Ottobre 2018 11:14
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Il 26 scorso nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano, in occasione del Primo Convegno della Commissione L.D.A. “Arte, Letteratura e Diritti Violati”, l’avv, Giuseppe Siniscalchi, di origini gravinesi, ha parlato anche dell’area Botromagno di Gravina in Puglia e del Museo “Ettore Pomarici Santomasi”.
L’illustre gravinese ha relazionato sull’arte rupestre tra i territori tra Puglia e Basilicata, da Gravina (zona archeologica di Botromagno) a Matera con proiezioni di scatti fotografici dei vari luoghi. Ha poi accennato ad alcuni rari reperti presenti presso il Museo Pomarici-Santomasi.
“Nel territorio in Italia, tra Puglia e Basilicata vi è un habitat rupestre in cui sono stati ritrovati segni risalenti a migrazioni di circa 400.000 anni fa dei primi uomini giunti in quel territorio. Nell’area di Botromagno per esempio sono stati ritrovati dei cerchi sui sedimenti calcarei che presumibilmente è luogo antichissimo di svolgimento di riti arcaici al levar e calar del sole, ritrovamenti questi dalla grande valenza sociale. Per questi spunti storici ringrazio il prof. Franco Laiso, grande studioso del territorio di Gravina in Puglia. Tra i rari reperti del territorio prima citato e presenti presso il Museo “Ettore Pomarici Santomasi” una statuetta snodabile in terracotta del V secolo a.C. antenata della bambola snodabile dei nostri giorni. E’ dunque importante prestar attenzione al linguaggio dell’arte perchè ha sempre fatto parte dell’umanità, sin dalla presistoria, e per essa ha importanza cruciale e centrale.”
Un sentito ringraziamento all’avv. Giuseppe Siniscalchi, ideatore di un nuovo ed originale tipo di pittura, pensiero artistico, filosofico, culturale: “Fronteversismo”, per aver promosso le bellezze ambientali del nostro territorio, ciò avrà sicuramente un positivo riscontro per il flusso turistico.
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FBC, il progetto continua nonostante…
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02 Nov 2018
- Pubblicato Venerdì, 02 Novembre 2018 08:56
- Scritto da VINCENZO VARVARA
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Ieri sera la Società FBC Gravina ha presentato alla stampa e alla comunità i due ultimi acquisti che vanno ad aumentare e migliorare il parco giocatori della squadra.
Sono stati ingaggiati Angelo Mariano de Almeida e Djibril Nasif , il primo è un giocatore con il passato più glorioso nella storia della società mentre il secondo è una punta di sicuro avvenire (classe ’99) proveniente dalla Primavera del Bologna.
All’incontro era presente anche il vice presidente, Giannelli, che sottolineava il grande sforzo che la società sta sopportando, sia pure in un momento di grandi difficoltà, c’è la ferma volontà di continuare il progetto iniziato anni fa, ma chiedeva, un maggiore sostegno da parte di imprenditori perché entrino a far parte della società e ai tifosi che tornino ad affollare lo stadio perché si sta registrando una flessione.
Noi ci sentiamo di condividere i pensieri della società anche perché, negli anni, non ha mai smobilitato il grande impegno iniziato sin da quando si militava nelle categorie inferiori.
Domenica al “Vicino” arriva la capolista Picerno e una vittoria dell’FBC ridurrebbe la distanza ad un solo punto, nonostante la falsa partenza; vittoria che potrebbe essere più agevole raggiungere se fossero molti i supporters presenti sugli spalti.
Purtroppo le previsioni annunciano pioggia, si chiede un maggiore sforzo; detto questo non possiamo dimenticare le promesse ancora non mantenute che fanno riferimento alla copertura della tribune. L’argomento è in piedi da tempo ma l’impegno preso dal primo cittadino durante la presentazione ufficiale della squadra avvenuta in area fiera è ancora sulla carta.
Non solo i tifosi devono tornare allo stadio ma anche la politica deve fare la sua parte.
...cieco!? Cambia strategia...
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27 Ott 2018
- Pubblicato Sabato, 27 Ottobre 2018 10:49
- Scritto da LA REDAZIONE
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Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Alcuni spunti di riflessione:
In questa Domenica, siamo chiamati ad un “esame oculistico” nei confronti di Gesù, alla scuola del cieco Bartimeo. Infatti la Liturgia di oggi ci invita a meditare la storia della guarigione di un cieco nato. La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull’immagine di Gesù che ognuno di noi porta in sé. Il Vangelo di Giovanni è stato scritto per le Comunità cristiane del 1° secolo dell’Asia Minore. Esse si identificavano con il cieco e con la sua guarigione. Il cieco esclama: “Credo, Signore!” E gli si prostra dinanzi. L’atteggiamento di fede del cieco davanti a Gesù è di assoluta fiducia e di totale accettazione. Accetta tutto da Gesù. Chi è il protagonista del racconto? Un uomo con un nome e un volto preciso, di cui si conosce la famiglia, la condizione sociale e come vive. Marco è l’unico dei Sinottici a dire il nome del cieco. Potremmo dire che il cieco di Gerico è immagine di ogni uomo e donna che vive una vita lontano anche soltanto dal porsi la domanda sull’esistenza di Dio. Il cieco di Gerico è immagine di ogni uomo e donna che vivono una vita inutile, passiva, priva di senso. Inoltre, poiché sta sulla strada a mendicare, il cieco di Gerico è anche immagine di ogni uomo e donna che mendicano un affetto, uno sguardo, un briciolo di attenzione dal prossimo, che elemosinano la vita dagli altri e che sono seduti nella loro condizione senza alcuna speranza di rialzarsi: nella situazione di Bartimeo, credo, possiamo rivederci un po’ tutti... È cieco, ma non sordo, Bartimeo, ed è questa una caratteristica che a noi dice una cosa molto importante: la fede nasce dall'ascolto! (cf. Rm.10,17). Bartimeo, nonostante la sua condizione miserevole, non è un "rassegnato", ma grida: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». In Gesù riconosce il Messia (figlio di Davide) e il Salvatore (Gesù = Dio salva), e chiede pietà. Chiedere pietà a qualcuno vuol dire riconoscerne l’autorità, ammettere che la propria vita è nelle sue mani; è, inoltre, espressione profonda di voler cambiare vita. I Padri del deserto hanno fatto di questa espressione un esempio della fede, la cosiddetta preghiera del cuore (cf. i Racconti di un pellegrino russo - Ed. Rusconi 1977). Una preghiera da recitare in ogni momento della giornata fino a farla coincidere con il proprio respiro. Colpisce il “balzare in piedi” del cieco. Questo atteggiamento insegna a tutti noi che non esiste conversione senza movimento e senza l'intenzione di mettersi alla sequela del Maestro, gettando via il “chi siamo stati” ( come il cieco che getta via il mantello: noi cosa siamo disposti a lasciare per seguirlo…?). Ci sono tre parole nel testo che meritano un’attenzione particolare: “coraggio”, che indica una energia morale, che mette in grado di intraprendere grandi cose e di affrontare difficoltà e pericoli con piena responsabilità, e rivela audacia, atteggiamento contrario di paura, per non abbattersi e affrontare la prova con grande forza d’animo. A differenza delle nostre esortazioni, quella del Cristo anticipa un evento: la guarigione dal male e dal peccato! La parola “àlzati” ci ricorda la guarigione del paralitico (cf. Mt.9,1-8) e del lebbroso (cf. Lc.17,11-19). Dopo l’esortazione a non abbattersi e l’invito ad alzarsi, i discepoli danno a Bartimeo la lieta notizia: “il Maestro ti chiama!”. In questi tre verbi, Marco dimostra tutta la sua capacità di sintesi: il coraggio, che racchiude tutti i sentimenti interiori dell’uomo e lo stato d’animo di ogni infermo; il gesto dell’alzarsi, che racchiude la sua capacità di mettersi in cammino; la chiamata, infine, che racchiude il rapporto unico e irripetibile che si crea tra Dio e l’uomo quando questi lo incontra. «Egli, gettato via il mantello...». Il mantello, per un cieco, è la sua…casa ambulante di sicurezza; è indispensabile, se non altro, per proteggersi dal sole di giorno ed a ripararsi dal freddo di notte. Qualunque uomo, povero o ricco, aveva il suo mantello dal quale non si staccava mai. Gettare via il mantello vuol dire scrollarsi di dosso tutta la vita passata ed aprirsi al nuovo definitivamente: d’ora in poi, la sua unica consolazione, il suo unico riparo dalle intemperie della vita, sarà il Cristo! L’insegnamento di Bartimeo è anche questo: riconoscere nel Cristo l’autore della propria rinascita ed essere pronto a seguirlo sulla via della croce. Per noi, ciechi per tanti aspetti, non ci resta che metterci alla scuola di questo cieco ed imparare come incontrare Cristo, nostro Salvatore. Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore". Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose "Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa", sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c'è scritto: "Oggi è primavera... ed io non la posso vedere". Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita. Riceviamo Cristo, riceviamo la vista, riceviamo la luce, per conoscere a un tempo Dio e l'uomo (cf. Clemente d'Alessandria, Esortazione ai pagani, 11).
Don Sante

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