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L'Audace Cerignola batte l’FBC Gravina 5 a 1

Una sconfitta che potrebbe far pensare ad una debacle dell’FBC Gravina al “Monterisi” contro l’Audace Cerignola, non è proprio così perché la squadra guidata da mister Loseto ha disputato un buon primo tempo anche sa al 14’ è già andata in svantaggio per una rete messa a segno da Longo.

Nel proseguo della partita il Gravina ha preso a macinare un gioco vivo e pimpante alla ricerca del pari e Santoro al 34’ ha mancato un’ottima occasione.

La formazione scesa in campo era la stessa di mercoledì scorso con l’innesto di Caponero al posto di Dininno per dare maggiore copertura a Tarantino.

All’inizio del secondo tempo, però, sembra che la squadra sia rimasta nello spogliatoio per i primi quindici minuti atteso che il Cerignola ha segnato tre reti chiudendo di fatto la partita.

Esposito, in posizione molto dubbia di offside, ha raddoppiato suscitando veementi proteste tant’è che Chiaradia e Santoro sono stati ammoniti; non si è fatto in tempo a riprendere il gioco che all’ottavo minuto Lattanzio ha triplicato.

Non è finita lì perché ancora pochi minuti e il Cerignola fa quattro, è Loiodice che al 12’ va in rete. Solo allora l’FBC rientra sul terreno di gioco e riprende a tessere delle buone azioni, al 21’ Santoro segna il goal della bandiera e alla mezz’ora Chiaradia manca il raddoppio facendosi anticipare sulla linea di porta.

La rimonta si fa difficile e così al 31’ Longo segna la quinta rete, con il risultato di 5 a 1 termina la partita con una sconfitta che deve far pensare circa la dovuta attenzione con cui affrontare gli incontri; ora mister Loseto ha una settimana intera per motivare i ragazzi e trovare delle soluzioni idonee: domenica al “Vicino” sarà ospite il Bitonto, altra squadra ostica.

Cerignola vs FBC Gravina

Banco di prova impegnativo per la squadra guidata da mister Loseto, sulla panchina dell’FBC da meno di una settimana. Certo la partita di mercoledì scorso vinta contro il Pomigliano può essere servita a ridare un po’ di serenità in uno spogliatoio turbato da episodi inaccettabili e che costituiscono il contrario del messaggio che il gioco di calcio deve portare alla società.

L’Audace Cerignola è una squadra votata alla promozione tant’è che occupa la seconda posizione in classifica a -4 dalla capolista nonostante la sconfitta a Fasano subita nel turno infrasettimanale, ciò vuol dire affrontare la partita con la massima concentrazione e non sentirsi già sconfitti.

Orgoglio di appartenenza e concentrazione, quindi, gli aspetti su cui il mister deve aver lavorato in questi pochi giorni oltre a far applicare ai ragazzi alcuni schemi che possono mettere in difficoltà l’avversario.

Quanto sopra è stato confermato dal tecnico Loseto durante la conferenza stampa di questa mattina ribadendo la necessità di ritornare sul mercato per migliorare l’organico, specialmente in attacco vista la mancanza di Croce ancora fuori rosa insieme a Colella. E’ stato, invece, reintegrato Potenza che sarà disponibile per la difficile trasferta.

Piacevole sorpresa prima dell’inizio della conferenza stampa; Nicola Colonna, ex giocatore dell’FBC, ha fatto omaggio alla società di una sua poesia dedicata ai gloriosi impavidi campioni consegnandola nelle mani del vice presidente Giannelli e del sostituto D.G. Cataldi.  Uno sprono per tutti coloro che vestiranno i colori gialloblu al fine di lottare e consegnare ai posteri una gloria…

FBC, Valeriano Loseto nuovo mister

La FBC Gravina comunica che in data odierna è stato sollevato ufficialmente dall’incarico di primo allenatore mister Pino Di Meo, al quale vanno i ringraziamenti dell’intera compagine societaria per il lavoro svolto.
Al contempo la scrivente società affida l’incarico di guida tecnica della prima squadra a Valeriano Loseto, già tecnico gialloblù nel campionato di Promozione pugliese 2015/2016.

Gravina in Puglia, 12/11/2018

FBC torna alla vittoria

Dopo due sconfitte in cui la squadra era sembrata amorfa oggi è tornata alla vittoria per 3 a 1 contro il Pomigliano. Le vicissitudini di questi ultimi giorni avevano posto la situazione in condizioni difficili ma oggi pur non giocando al meglio si è vista quella reazione da parte dei ragazzi in campo che tutti aspettavano.

La partita si era posta al meglio considerato che già al primo minuto un tiro in diagonale di Santoro portava la squadra di casa in vantaggio, inspiegabilmente però la squadra si è contratta per paura di non riuscire a mantenere il risultato; troppi passaggi sbagliati che facevano rendere pericoloso il Pomigliano più di quanto la sua forza d’urto potesse far male.

Con il passaggio dei minuti la squadra di casa si è ripresa creando trame di gioco anche se non si concretizzavano in goal e così ad inizio ripresa, 50’, su palla rimpallata Girardi tirava e metteva la palla alle spalle di Loliva pareggiando le reti.

Quel goal non ha scoraggiato i ragazzi del neo allenatore Loseto, anzi è stata come una sveglia tanto che la squadra di casa affondava gli ospiti con due colpi di testa: al 67’ Madì e al 71’ ancora con Santoro. Una vittoria che fa morale ma che non risolve i problemi del Gravina, in conferenza stampa il tecnico ha detto che c’è molto da lavorare e che sarà necessario ritornare sul mercato considerato che c’è qualche carenza oggettiva e la società ha dato garanzia in merito.

Purtroppo dobbiamo segnalare che alcuni giocatori sono stati mesi dalla società fuori rosa e tanto aggrava le deficienze del parco giocatori.

FBC, altro brutto KO

Doveva essere la partita del riscatto dopo la batosta casalinga subita ad opera del Picerno, invece un’altra sconfitta che non ha attenuanti considerato l’atteggiamento passivo degli uomini guidati dal mister Di Meo. Le assenze di Croce e Colella non possono giustificare l’atteggiamento remissivo dell’FBC che escono dallo Iacovone con un eloquente 3-0. Si pensava ad una reazione dopo un primo tempo in cui l’unico aspetto positivo era rappresentato dal risultato, i gialloblu erano sotto di una sola rete.

La cronaca: già al 15’ il Taranto ha realizzato la prima marcatura col sempre temibile Favetta, sfruttando al meglio di testa un cross di Oggiano. Quest’ultimo alla mezz’ora coglieva la traversa, ben innescato da D’Agostino, e conseguentemente ancora Favetta metteva ancora di testa di pochissimo a lato. Per il Gravina solo un colpo di testa sterile di Mady.

La ripresa si apre col raddoppio dei locali (3’) che taglia le gambe ai gialloblù: Oggiano colpisce con un perentorio sinistro che trafigge Loliva. Nonostante i cambi i gialloblù appaiono incapaci di impensierire la retroguardia di casa. Alla mezz’ora il neo entrato Potenza ha la palla per accorciare ma si rende autore di un tiro debole. Al 40’ la firma di D’Agostino che decreta il 3-0 finale con una pregevole giocata su Romeo. Negli ultimi minuti, infine, Gori prima e Ancora poi hanno mancato occasioni per rendere il passivo più pesante.

Già mercoledì 14 un’altra occasione per risorgere, al “Vicino” arriva il Pomigliano per il primo turno infrasettimanale, è d’obbligo vincere per non entrare in una crisi profonda e farci navigare in zona pericolosa per tutti. E’ il momento di stringersi attorno alla squadra, mai come adesso ha bisogno dell’incoraggiamento del suo pubblico. Occasione propizia per gettarsi alle spalle i due KO contro Picerno e Taranto.

 

 

FBC Gravina vs Pomigliano

Partita delicata oggi al “Vicino”, inizio ore 15.30, non tanto per il valore del Pomigliano, occupa il penultimo posto in classifica ed ha una sola rete all’attivo, quanto al difficile momento che sta vivendo la società.

Esonerato mister Di Meo da poche ore è subentrato Valeriano Loseto, troppo poco per dare una diversa impostazione di gioco.

Motivare i ragazzi perché l’eventuale vittoria varrebbe più dei canonici tre punti, servirebbe per rasserenare l’ambiente.

Questo difficile momento va superato anche con l’apporto dei tifosi, è necessario stringersi attorno alla società perché possa rappresentare quella spinta necessaria a far reagire la squadra e i soci; la prova la si avrà già oggi, gli spalti devono essere occupati in ogni ordine di posto, il campionato è ancora lungo e si può puntare ad un piazzamento di prestigio.

Forza FBC, Forza Ragazzi, Forza Gravina.  

...finestre o specchi!?

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12, 38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Alcune riflessioni:

In questa Domenica, le Letture ci invitano ad un equilibrio tra “previdenza” e “provvidenza, presentandoci due figure, insignificanti per il tempo dell’Antico e Nuovo testamento: due vedove, che agli occhi di Dio e di Gesù, sono maestre e guide anche per il nostro tempo e per un nuovo stile di vita. Gesù si trova nel cortile interno del Tempio. Qui potevano entrare anche le donne. Vi si trovava una sala (il tesoro), dove tutti erano invitati a dare le proprie offerte. Il Maestro osserva attentamente "come la folla vi gettava monete" (Mc.12,41). E subito Gesù nota una differenza: «Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo» (vv.41-42). Anche nell’Antico Testamento (cf. 1a  Lettura) ci viene presentata un’altra vedova che, invitata dal profeta Elia, dà il suo povero ed ultimo pasto all’uomo di Dio (cf.1Re 17,10-16). Con la nostra attuale mentalità, noi diremmo che, con la crisi che corre, l’atteggiamento e il comportamento delle due vedove sembra azzardato, irragionevole e temerario! Il Signore, invece, approva il comportamento della povera donna; forse in lei Egli riconosce se stesso, capace di donare tutto, come un servo, venuto per arricchirci. Protagonista dell'episodio del 1° Libro dei Re è sempre una povera vedova, a cui chiede da bere e un pezzo di pane. La risposta della donna, rassegnata per una situazione non solo precaria, ma disperata, è incredibilmente fiduciosa. Essa, esaurite le poche risorse, si dispone ormai a morire insieme al figlio: non ha più nulla, eppure trova il coraggio di condividere la sua estrema miseria. Sull’esempio della prima, la vedova del Vangelo riceve un riconoscimento ammirato da parte di Gesù: "Ha dato tutto quanto aveva per vivere!". Queste due donne diventano, rispettivamente, strumento di salvezza e maestre di vita. La storia nostra è piena di persone che con la loro “debolezza” e povertà hanno dato, donato tutte se stesse (Francesco d’Assisi, San Martino, Madre Teresa, …). «Diede quello che aveva per possedere ciò che non vedeva. Donò i beni passeggeri per acquistare i beni immortali. Prestiamo dunque al Signore i beni che Egli ci ha donato. Infatti, non possediamo nulla che non sia dono del Signore, anzi senza la sua volontà non esistiamo nemmeno. Che cosa potremmo considerare nostro, dato che, in forza di un debito enorme, neppure ci apparteniamo? Non solo siamo stati creati, ma anche redenti da Dio. Rendiamo grazie: riscattati a gran prezzo, a prezzo del sangue del Signore…» (S. Paolino da Nola, +431). E S. Ambrogio commenta: «quanto dai al bisognoso, è un guadagno anche per te stesso. Quanto riduce il tuo capitale, accresce in realtà il tuo profitto. Il pane che dai ai poveri, è esso ad alimentarti»Il rischio più grande è che il denaro, se non diventa un “ponte” di solidarietà tra le persone, rischia di diventare un muro, in cui ci si può seppellire…vivi! «Rabbì, che cosa pensi del denaro?», chiese un giovane al maestro. «Guarda dalla finestra», disse il maestro. «Che cosa vedi?». «Vedo una donna con un bambino, una carrozza trainata da due cavalli e un contadino che va al mercato». «Bene. E adesso guarda nello specchio. Che cosa vedi?». «Che cosa vuoi che veda, maestro? Me stesso, naturalmente». «Ora pensa: la finestra è fatta di vetro e anche lo specchio è fatto di vetro. Basta un sottilissimo strato d’argento sul vetro e l’uomo vede soltanto se stesso»! Forse viviamo tra persone che trasformano continuamente in specchi le loro finestre. Credono di “vedere” gli altri, ma in realtà continuano a contemplare se stessi. Non permettiamo che la finestra del nostro cuore diventi uno specchio. Don Sante.