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Illusione e amarezza: il Gravina spreca tutto nel finale

Finalmente si rivede un’FBC Gravina battagliera, capace di reagire alle difficoltà e di ribaltare un risultato che l’avrebbe fatta sprofondare non solo in classifica, ma soprattutto sotto il profilo psicologico. Eppure, quando tutto sembrava volgere per il meglio, ecco l’ennesima beffa che lascia l’amaro in bocca e alimenta rimpianti e polemiche.

L’avvio di gara è stato all’insegna dell’equilibrio, con una partita bloccata e povera di emozioni, fatta eccezione per i primi minuti in cui la squadra di casa ha provato a prendere l’iniziativa con due conclusioni neutralizzate con ordine dalla difesa ospite. Il Gravina manovra, ma fatica a trovare varchi, mentre il Nardò attende e colpisce.

La doccia fredda arriva sul finire della prima frazione: al 43’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è l’ex D’Anna a trovare il guizzo vincente che porta avanti il Nardò, gelando il pubblico gialloblù. Un colpo duro, che avrebbe potuto spezzare le gambe ai ragazzi di mister Ragno. E invece no.

La reazione del Gravina è immediata e rabbiosa: passano appena due minuti e Santoro, con un colpo di testa preciso e deciso, ristabilisce la parità. L’1-1 accompagna le squadre all’intervallo e sembra ridare fiducia e convinzione ai padroni di casa.

Nella ripresa il Gravina rientra in campo con il piglio giusto, continuando a spingere e mostrando finalmente continuità di gioco. Il momento di grazia si concretizza al 67’, quando ancora Santoro firma la sua doppietta personale, finalizzando una splendida azione costruita sull’asse Basanisi-Molina. Il sorpasso è servito e il match sembra finalmente mettersi in discesa.

Ancor di più quando il Nardò resta in dieci uomini per l’espulsione di Minerva: a quel punto, tutto lascia pensare a una gestione tranquilla del vantaggio. Il Gravina controlla, amministra e va persino vicino al colpo del ko con Scaringella, che sfiora il raddoppio.

Ma il calcio, si sa, è crudele e imprevedibile. Quando il cronometro segna il 90’, De Luca trova il guizzo che vale il 2-2, spegnendo l’entusiasmo gialloblù e riportando la gara in parità. Ancora una volta l’FBC lascia per strada punti pesantissimi nei minuti finali, confermando una fragilità che continua a costare cara.

Alla fine resta una domanda inevitabile: un punto guadagnato o due punti persi per il Gravina? La sensazione è chiara: si tratta di due punti gettati al vento. Ne consegue una settimana che si preannuncia carica di polemiche e riflessioni, con la speranza di voltare pagina già domenica prossima, quando il Gravina sarà chiamato a riscattarsi in trasferta contro l’Heratrea. Servirà una risposta, soprattutto mentale, per trasformare la delusione in ripartenza.

AL “VICINO” L’OCCASIONE PER IL RISCATTO

Domani l’FBC torna a calcare il prato amico del “Vicino” in una sfida che vale molto più dei tre punti. Di fronte ci sarà il Nardò, avversario di spessore, ma soprattutto ci sarà la voglia dei gialloblù di lasciarsi alle spalle un periodo difficile e ritrovare orgoglio, risultati e serenità.

Le tre sconfitte consecutive e le ultime prestazioni sottotono hanno spinto l’FBC in zona play out, una posizione che non rispecchia appieno il lavoro svolto né le potenzialità della squadra. È il momento più delicato della stagione, quello in cui serve compattezza, lucidità e soprattutto carattere.

L’impegno, però, non sarà dei più semplici. Il Nardò arriva al “Vicino” forte di undici risultati utili consecutivi e di una classifica che lo colloca stabilmente nella parte alta della classifica. Una squadra solida, in fiducia e ben organizzata, che rappresenta un banco di prova severo ma anche un’occasione ideale per misurare la reazione dell’FBC.

In conferenza stampa mister Ragno non ha nascosto le difficoltà della gara, ma ha trasmesso un messaggio chiaro e diretto: la squadra è stata “catechizzata” a dare tutto, a mettere in campo l’anima e l’attaccamento alla maglia gialloblù. Spirito di sacrificio, intensità e voglia di lottare su ogni pallone saranno le armi principali per provare a invertire la rotta.

Nel frattempo la società ha ribadito con decisione la propria fiducia nel tecnico e nell’intero staff, respingendo al mittente le richieste di azzeramenti frettolosi e ricordando come il progetto sia nato in tempi ristretti e in condizioni tutt’altro che semplici. Una presa di posizione netta, accompagnata però dalla volontà di intervenire sul mercato per migliorare l’organico e centrare l’obiettivo di una salvezza tranquilla.

Serve ora rasserenare l’ambiente e creare le condizioni migliori per lavorare con continuità. In quest’ottica si inserisce l’appello del dirigente Dibenedetto, che ha invitato i tifosi a stringersi attorno alla squadra e a riempire il “Vicino” per sostenere i ragazzi in questo momento cruciale.

Calcio d’inizio alle ore 14,30. È il giorno del riscatto, è il momento di crederci tutti insieme.

Titolo: FBC ko anche nel ritorno: il Nola passa al “Vicino” e i gialloblù scivolano in zona playout

L’FBC apre il girone di ritorno esattamente come aveva inaugurato quello d’andata: con una sconfitta. Un passo falso senza attenuanti, maturato contro un Nola ben messo in campo, ordinato e capace di chiudere ogni spazio, impedendo ai gialloblù di sviluppare trame di gioco efficaci.

La gara ha evidenziato una prestazione sottotono dei ragazzi di mister Ragno, confermando ancora una volta le insidie del girone H. Dalla sfida odierna sarà necessario analizzare con attenzione ciò che non ha funzionato, anche perché è apparso evidente un passo indietro rispetto a quanto mostrato in precedenza.

Al “Vicino”, complice il pubblico delle grandi occasioni, l’entusiasmo non mancava: l’obiettivo era riscattare la sconfitta dell’andata. Dopo un avvio incoraggiante, però, si è subito intuito che sarebbe stata una partita in salita. Le prime sensazioni negative si sono concretizzate al 17’, quando una difesa troppo aperta ha consentito a Estrella di scoccare un potente tiro dalla distanza, terminato alle spalle di Colzani.

La reazione del Gravina è stata timida e poco incisiva, e si è andati all’intervallo in svantaggio. Nella ripresa, al 50’, l’occasione più nitida per il pareggio è capitata sui piedi di Santoro, ma il suo tiro da buona posizione è finito alto: un errore che, alla luce delle poche chance create, è pesato come una sentenza.

Nel finale, un’ulteriore disattenzione difensiva ha regalato un calcio di rigore al Nola. Dal dischetto Berardocco ha spiazzato Colzani, che aveva intuito la traiettoria senza però riuscire a evitare il gol del definitivo 0-2.

Nulla hanno potuto i nuovi arrivati Albano e Scaringella, subentrati a gara in corso, per evitare una sconfitta amara che fa scivolare l’FBC in zona playout. Ora non resta che voltare pagina e concentrarsi sulla prossima, impegnativa trasferta sul campo del Fasano, chiamata a dare risposte immediate.

FBC, allarme rosso: a Fasano arriva la terza sconfitta consecutiva

Ancora una battuta d’arresto, ancora una prestazione che lascia spazio a poche interpretazioni e a molte, serie, preoccupazioni. L’FBC incassa a Fasano la terza sconfitta consecutiva, la più pesante, un 4-0 che non ammette attenuanti e che fotografa un momento estremamente delicato della stagione.

Il Gravina si è letteralmente frantumato sotto i colpi dei padroni di casa, che hanno indirizzato la gara già al 17’ con la rete di Barranco. Da quel momento è apparso chiaro che il pomeriggio sarebbe stato lungo e complicato, anche se il primo tempo si è chiuso con un solo gol di svantaggio, lasciando aperta – almeno sulla carta – una flebile speranza di rientro.

Speranza spazzata via in maniera brutale all’alba della ripresa. L’inizio del secondo tempo è stato un vero incubo per i gialloblù, travolti da tre reti in appena dodici minuti: al 47’ De Angelis, al 51’ Corvino dal dischetto e al 57’ ancora Corvino hanno affondato definitivamente l’FBC, incapace di reagire sia sul piano fisico che mentale.

La sconfitta pesa non solo per il risultato, ma soprattutto per le conseguenze in classifica. La zona play-out è ora una realtà concreta e inquietante, del tutto inattesa alla luce delle aspettative di inizio stagione e, ancor di più, dopo gli interventi operati dalla società nel mercato di riparazione. Un cammino che sta deludendo tifosi e ambiente, e che impone una riflessione profonda.

Il clima di difficoltà è stato confermato anche nel post gara: mister Ragno non si è presentato in conferenza stampa. Al suo posto il vicepresidente Tonino Giannelli e il socio Vito Dibenedetto, che hanno chiesto scusa ai tifosi, richiamando il tema dell’attaccamento alla maglia e della necessità di una reazione immediata.

Lo sguardo è già rivolto a domenica prossima, quando al “Vicino” arriverà il Nardò. Una partita che per l’FBC assume i contorni di un vero e proprio bivio: una gara da vincere a tutti i costi per uscire dalla crisi, anche se l’avversario sta dimostrando di avere ambizioni importanti. Il tempo delle parole, ormai, sembra finito. Ora servono risposte sul campo.

Serie D, al via il girone di ritorno: l’FBC riparte dal Nola per scrivere una nuova storia

Riparte domani il campionato di Serie D con l’inizio del girone di ritorno e per l’FBC il calendario propone subito una sfida dal forte valore simbolico. Al “Vicino”, con calcio d’inizio fissato alle ore 14.30, arriverà il Nola, avversario che all’andata inflisse la prima, amara lezione stagionale ai rossoblù, facendo comprendere fin da subito quanto il girone H fosse ricco di insidie e difficoltà.

Da quel ko presero il via settimane complesse, fatte di sacrifici, lavoro e inevitabili momenti di riflessione. Con il passare delle giornate, però, l’ambiente ha saputo compattarsi e reagire, ritrovando equilibrio e continuità. Il girone d’andata si è così chiuso con un bottino di punti importante, forse anche stretto rispetto a quanto mostrato in campo, ma sufficiente a restituire fiducia e consapevolezza nei propri mezzi.

Durante la pausa la società non è rimasta a guardare e ha lavorato con attenzione per completare e rinforzare la rosa. Il fiore all’occhiello del mercato è senza dubbio il ritorno dell’attaccante Scaringella, classe 1995: un innesto di spessore che rappresenta la classica “ciliegina sulla torta” e che riporta alla memoria i fasti di dieci anni fa, quando il suo nome era già sinonimo di gol ed entusiasmo.

Ora la parola torna al campo e, come sempre, un ruolo fondamentale spetterà al pubblico. I tifosi sono chiamati ancora una volta a essere numerosi e calorosi, pronti a vestire i panni del dodicesimo uomo in campo con quell’incitamento che, per tutta la stagione, non è mai venuto meno. La società informa che, a causa del completamento dei lavori allo stadio, il botteghino e l’ingresso saranno temporaneamente collocati di fronte alla sede della Polizia Municipale.

Tutto è pronto, dunque, per una nuova partenza: l’FBC vuole trasformare il ricordo dell’andata in uno stimolo e inaugurare il girone di ritorno con una prestazione capace di lanciare un segnale forte al campionato.

Orgoglio gialloblù, a Fasano per riscattare la maglia e onorare Gravina

Archiviata – si spera definitivamente – la brutta prestazione di domenica scorsa, oggi alle ore 14.30 l’FBC torna in campo per una trasferta tutt’altro che semplice: al “Vito Curlo” di Fasano andrà in scena una sfida contro un’altra seria pretendente alla vittoria finale. Un banco di prova importante, non solo per la classifica, ma soprattutto per il carattere e l’identità di una squadra chiamata a dimostrare di meritare i colori che indossa.

Mister Ragno, già a partire da martedì, avrà certamente lavorato sull’orgoglio e sulla testa dei suoi ragazzi, spronandoli a dare tutto per onorare la maglia gialloblù e per inseguire quell’obiettivo minimo fissato dalla società che passa, prima di ogni risultato, dall’atteggiamento e dall’impegno. Vestire i colori di Gravina non è un dettaglio: è una responsabilità che va sentita sulla pelle, ogni allenamento e ogni partita. Non basta dire “sto bene a Gravina”, bisogna dimostrarlo sul campo, con sudore, sacrificio e rispetto per una piazza che merita ben altro.

È vero, spesso si sente dire che “sulla carta non c’è partita”, ma nello spogliatoio dell’FBC questo pensiero non deve mai trovare spazio, neanche per un istante. Le partite si giocano sull’erba, con il cuore e con la testa, e l’impegno deve essere sempre massimo, prendendo esempio da chi, ogni domenica, non fa mai mancare il proprio sostegno: gli straordinari tifosi gialloblù.

Un esempio concreto arriva dall’associazione “Insieme per Gravina”, che ancora una volta ha dimostrato come il tifo possa e debba andare oltre il risultato sportivo. Nei giorni scorsi i soci hanno regalato un sorriso ai bambini ricoverati presso l’Ospedale della Murgia, consegnando le calze della Befana a chi sta vivendo un momento difficile. Un gesto semplice ma profondissimo, che racchiude il vero significato di appartenenza e di amore per la comunità.

E allora, oggi più che mai, forza FBC. Scendete in campo con l’orgoglio di chi rappresenta una città, una maglia e una tifoseria che non smette mai di crederci. I colori gialloblù vanno onorati, sempre.

Vincenzo Caputo da tedoforo rappresenta Gravina ai giochi olimpici

Tedòforo: portatore di fiaccola. Una parola antica, solenne, che racchiude il senso profondo di una missione simbolica e universale. Nelle cronache sportive indica coloro ai quali viene affidato uno degli emblemi più potenti dello sport mondiale: la fiaccola olimpica, messaggera di pace, fratellanza e sacrificio, in viaggio verso la città che ospiterà i Giochi.

Lo scorso 31 dicembre la Fiamma ha illuminato le strade di Polignano a Mare, trasformandole in un fiume di emozioni e partecipazione. Tra i tedofori scelti per questo momento storico c’era Vincenzo Flavio Caputo, sportivo di Gravina e professore di educazione fisica presso il Liceo Scientifico cittadino. In origine era stato designato anche un altro gravinese, Filippo Cristallo, costretto però a rinunciare per motivi di salute: un’assenza sentita, ma idealmente colmata dallo spirito di condivisione che accompagna ogni passo della Fiamma. 

Quel giorno Polignano non è stata solo una splendida cornice sul mare, ma un vero e proprio palcoscenico collettivo. Famiglie, giovani, appassionati di sport e cittadini di ogni età hanno affollato le vie del percorso, accogliendo la fiaccola con applausi, sorrisi e un entusiasmo contagioso. Un abbraccio corale che ha ribadito il legame profondo del territorio con i valori olimpici, capaci di unire generazioni e storie diverse sotto un unico ideale.

 

Un turbine di emozioni ha accompagnato Vincenzo Caputo lungo ogni metro del suo percorso. A raccontarlo è lui stesso, con parole che tradiscono orgoglio e commozione:
“Essere stato selezionato dal CONI e dalla Federazione Milano Cortina 2026 è stato veramente motivo di orgoglio e di emozioni incredibili, perché la fiaccola olimpica rappresenta da sempre un concetto di fratellanza, di condivisione e di sacrificio. Portarla, seppure per un breve tratto, verso Milano è stata un’esperienza meravigliosa. Polignano ci ha accolti con grande calore: per tutti gli sportivi, e specialmente per me che ho dedicato e dedico la vita allo sport, è qualcosa di unico e irripetibile”.

In quelle parole c’è molto più di un ricordo personale: c’è una dichiarazione d’amore verso lo sport e i suoi valori più autentici. E in quel passo deciso, illuminato dalla Fiamma olimpica, anche Gravina si è sentita rappresentata, idealmente presente, parte di un cammino che guarda lontano e parla al futuro.

Aggiornamento:

 

Ci comunicano che altri due tedofori hanno rappresentato Gravina portando la fiaccola in altri luoghi: i dott. Antonio Massari e Vito Rinaldi; riteniamo anch’essi abbiano vissuto emozioni indimenticabili.