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Cultura ed Eventi

Domenico Mastromatteo, una vita al servizio della comunità

A vent’anni dalla scomparsa, una strada ricorda il maestro che fece dell’impegno, della famiglia e dei valori umani i principi della propria vita

Ieri la comunità ha ricordato la straordinaria figura di A. Scacchi. Oggi, a distanza di vent’anni dalla sua scomparsa, l’Amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio a un’altra figura che ha lasciato una traccia profonda nella memoria collettiva: Domenico Mastromatteo, al quale è stata intitolata una strada cittadina.

Un riconoscimento che va oltre la semplice denominazione di una via. È il segno della volontà di conservare nel tempo il ricordo di un uomo che, attraverso il suo lavoro, l’impegno civile, la passione per la cultura e soprattutto attraverso i valori nei quali ha creduto e vissuto, contribuì alla crescita della comunità locale.

Alla cerimonia hanno partecipato gli otto figli e i sedici nipoti del maestro. Una presenza particolarmente significativa, anche perché la cerimonia si è svolta nella giornata dedicata alla festa dei nonni. Accanto alla famiglia si sono raccolti numerosi cittadini che lo conobbero personalmente e che ne apprezzarono lo stile di vita, improntato alla sobrietà, alla disponibilità, al senso del dovere e all'attenzione verso gli altri.

L’assessore Vicino ha ricordato alcune delle qualità del maestro, ma sono state soprattutto le testimonianze dei familiari a restituire ai presenti il ritratto più autentico di Domenico Mastromatteo: quello di un uomo capace di trasmettere ai figli e ai nipoti, più con l’esempio che con le parole, il valore della libertà, della coerenza e del rispetto delle scelte altrui.

Particolarmente toccante il ricordo della figlia Enza, che ha raccontato un episodio della propria giovinezza. In una lettera aveva comunicato al padre la decisione di farsi suora. La risposta di Domenico non fu quella di un padre che impone la propria volontà, ma quella di un uomo rispettoso della libertà della figlia: le fece semplicemente il segno della croce sulla fronte e le suggerì di essere sempre se stessa. Poche parole, ma capaci di racchiudere una precisa idea della vita: amare significa anche lasciare liberi, accompagnando le scelte con rispetto e fiducia.

Anche i nipoti hanno contribuito a ricostruire la figura del nonno attraverso episodi familiari e ricordi personali. Domingo, ad esempio, ha raccontato di aver scoperto alcuni appunti del nonno dedicati a termini dialettali. Da quella scoperta nacque l’idea di convincerlo a raccogliere quel patrimonio linguistico in un volume, trasformando così una memoria privata in una testimonianza destinata alla comunità.

Poi la musica, affidata a Domenico, che ha eseguito un brano al violino. Un momento particolarmente suggestivo, perché proprio il violino era uno degli strumenti suonati dallo stesso maestro. Le note hanno così restituito, almeno per qualche istante, una parte della sua quotidianità e delle sue passioni, facendo dialogare memoria familiare e memoria collettiva.

Domenico Mastromatteo fu anche un uomo impegnato nella vita politica e amministrativa della città. Il professor Michele Gismundo ne ha ricordato il percorso come esponente della Democrazia Cristiana e il ruolo ricoperto per tre volte come consigliere comunale. Un impegno che si inseriva in una concezione della politica vissuta come partecipazione alla vita della comunità e come responsabilità nei confronti dei cittadini.

La cerimonia ha avuto inizio con un momento religioso e la benedizione della targa e dei presenti da parte di don Mirko. Pur non avendo conosciuto personalmente il maestro, il sacerdote ha confessato di essersi emozionato ascoltando le diverse testimonianze, a dimostrazione di come il ricordo di una persona possa continuare a vivere anche attraverso le parole di chi ne ha raccolto l’eredità umana.

Nel corso della cerimonia, l’assessore Vicino ha sottolineato inoltre l’impegno dell’Amministrazione comunale nel dare il giusto riconoscimento ai cittadini gravinesi che, nel corso della loro vita, si sono distinti per il contributo offerto alla comunità.

La targa scoperta ieri, ha precisato l’assessore, è soltanto provvisoria. Sarà successivamente sostituita da una nuova targa che riporterà le date di nascita e di morte di Domenico Mastromatteo, accompagnate da una breve didascalia capace di raccontarne l’opera e il ruolo svolto come maestro e cittadino.

Così una strada diventa pagina di memoria. E il nome di Domenico Mastromatteo, affidato alla città, continuerà a ricordare non soltanto un insegnante e un amministratore, ma soprattutto un uomo che seppe mettere al centro della propria vita la famiglia, la cultura, il rispetto, la libertà e il servizio alla comunità.