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Festa patronale, turisti in arrivo… ma i siti restano chiusi
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23 Set 2026
- Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:45
- Pubblicato Mercoledì, 23 Settembre 2026 05:45
- Scritto da Vincenzo Varvara
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Ci accingiamo a celebrare la festa patronale, uno degli appuntamenti capaci di richiamare in città numerosi forestieri, pronti magari a scoprire le bellezze e i tanti siti di interesse che Gravina può vantare.
Peccato, però, che una volta arrivati rischino di trovare più porte chiuse che monumenti aperti.
E qui, come si suol dire, casca l’asino: perché tanti luoghi restano inaccessibili e, soprattutto, chi dovrebbe occuparsene?
Domanda semplice, risposta complicata. Anzi, parafrasando il vecchio detto: “interrogato il morto, il morto non rispose”.
Nessuna risposta, infatti, né dall’Amministrazione per i beni di proprietà comunale, né dalla Chiesa per quei siti di sua competenza, come le grotte di San Michele.
E allora viene spontanea un’altra domanda: perché continuare a pubblicizzare il “ponte” come attrattore turistico se poi non si riesce a garantire una fruizione adeguata del patrimonio cittadino?
Una delle motivazioni addotte per autorizzare persino una cena sul ponte, bene che dovrebbe essere patrimonio di tutti, era proprio quella di “pubblicizzarlo”.
Peccato che l’evento fosse riservato a chi poteva permetterselo, considerato il costo tutt’altro che popolare.
In questo scenario, sembra illogico decidere per l'aperturadell’infopoint nella villa comunale, un punto informazioni è certamente utile, ma dovrebbe poter informare su qualcosa che sia effettivamente visitabile.
A inizio maggio, in occasione dell’affidamento della gestione all’Agenzia Martulli, l’assessore al Turismo annunciò come imminente anche l’apertura del chiosco.
Si attendevano soltanto le suppellettili, ci venne spiegato.
Evidentemente anche le suppellettili, a Gravina, amano prendersela comoda.
Ora resta da capire se, nei prossimi giorni, riaprirà anche l’albergo diurno, chiuso per restyling e rimasto fuori servizio per diversi mesi.
Speriamo almeno che, questa volta, oltre all’estetica e alla funzionalità si sia pensato anche all’accessibilità.
Perché il turismo non vive soltanto di annunci, fotografie e slogan: ha bisogno di porte aperte, informazioni e servizi funzionanti.
Altrimenti il rischio è di accogliere i visitatori con una città tutta da scoprire… ma soltanto sulla carta.






