Cronaca
Caldo record in Puglia, nelle stalle scattano ventilatori e docce refrigeranti
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15 Ago 2026
- Ultima modifica il Sabato, 15 Agosto 2026 03:08
- Pubblicato Sabato, 15 Agosto 2026 03:08
- Scritto da LA REDAZIONE
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Le alte temperature che stanno avvolgendo ampie aree della Puglia impongono misure straordinarie non soltanto per tutelare la salute delle persone, ma anche per proteggere gli animali e salvaguardare le produzioni agricole. L’ondata di calore, alimentata dall’anticiclone nordafricano, sta mettendo sotto pressione le aziende zootecniche e le campagne, già alle prese con la carenza d’acqua.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che evidenzia le conseguenze dello stress termico sugli allevamenti. Nelle stalle diventa fondamentale mantenere la temperatura entro livelli che consentano agli animali di sopportare il caldo senza ripercussioni sulle loro condizioni e sulla produttività: la soglia indicata è quella dei 22-24 gradi. Quando il termometro sale oltre questi valori, gli animali tendono a mangiare meno, aumentano sensibilmente il consumo di acqua e la produzione di latte può diminuire di almeno il 15 per cento.
Per contrastare gli effetti del caldo, nelle aziende zootecniche sono già entrati in funzione ventilatori e doccette refrigeranti, sistemi pensati per favorire la dispersione del calore e ridurre lo stress termico. Una necessità che diventa ancora più urgente nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e persistenti, quando gli animali faticano maggiormente a regolare la propria temperatura corporea.
Ma il caldo non risparmia neppure le coltivazioni. Particolare attenzione viene riservata alla produzione di pomodoro, una delle colture simbolo dell’agricoltura pugliese. L’irraggiamento diretto e particolarmente intenso può provocare vere e proprie scottature sui frutti, compromettendone la qualità e, nei casi più gravi, causando perdite di prodotto.
Ad Altamura gli agricoltori stanno quindi ricorrendo a specifiche coperture per proteggere i pomodori dall’esposizione eccessiva ai raggi del sole. Una strategia resa necessaria anche dal fatto che le alte temperature accelerano la maturazione dei frutti. Se a questo si aggiunge lo stress idrico provocato dalla scarsità d’acqua, aumenta il rischio di danni alla produzione e di una riduzione della qualità del raccolto.
Anche le modalità di organizzazione del lavoro nei campi cambiano per fare fronte all'emergenza caldo. Sempre più frequentemente si ricorre alle lavorazioni nelle ore notturne o nelle fasce più fresche della giornata, quando le temperature sono meno proibitive. Una soluzione che consente di ridurre lo stress fisico per gli operatori agricoli e, allo stesso tempo, di limitare l'esposizione delle colture alle condizioni più estreme.
Tra animali da proteggere, coltivazioni da schermare e disponibilità d’acqua da preservare, il caldo estremo si conferma dunque una delle principali criticità per l’agricoltura pugliese. Un’emergenza che coinvolge l’intera filiera e che rende sempre più necessario adottare sistemi di gestione capaci di adattarsi a condizioni climatiche caratterizzate da temperature elevate e periodi di siccità sempre più frequenti.






