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Cronaca

Inclusione scolastica, arrivano i nuovi GIT: ecco cosa cambia per scuole e famiglie

L’inclusione scolastica torna al centro dell’agenda del Ministero dell’Istruzione e del Merito in vista della riapertura delle scuole a settembre. Nei giorni scorsi, il Ministero ha presentato alle organizzazioni sindacali lo schema di decreto sui nuovi GIT, i Gruppi per l’Inclusione Territoriale, chiamati a rafforzare e riorganizzare il supporto agli alunni con disabilità, alle scuole e alle loro famiglie.

Il nuovo sistema si basa principalmente su tre funzioni.

Supporto alle scuole. I GIT offriranno consulenza tecnica alle istituzioni scolastiche per la predisposizione dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) e per l’utilizzo dei sussidi didattici e delle tecnologie assistive più adatte agli studenti.

Supporto alle famiglie. I nuovi organismi dovrebbero diventare un punto di riferimento per i genitori, fornendo informazioni sui diritti degli alunni con disabilità e sulle procedure necessarie per accedere ai servizi e alle misure previste per l’inclusione.

Verifica delle risorse per il sostegno. È questo l'aspetto più delicato. I GIT dovranno esaminare le richieste di ore di sostegno formulate dalle scuole e confermare oppure modificare il fabbisogno indicato, prima di trasmetterlo all’Ufficio Scolastico Regionale (USR).

Lo schema di decreto ha suscitato alcune riserve da parte delle organizzazioni sindacali. In particolare, Anief ha evidenziato il rischio che i GIT possano trasformarsi in uno strumento utilizzato per limitare le risorse disponibili.

Secondo il sindacato, l’introduzione di un ulteriore livello di valutazione potrebbe rendere più complessa e burocratica una procedura che dovrebbe avere come priorità i bisogni concreti di ogni studente.

Se il nuovo sistema entrerà pienamente a regime, per le famiglie potrebbe esserci un maggiore livello di trasparenza. I genitori avrebbero infatti un interlocutore istituzionale a cui rivolgersi nel caso in cui ci siano differenze tra quanto previsto nel PEI e quanto effettivamente garantito dalla scuola, ad esempio per le ore di sostegno o per l’assistenza specialistica.

La procedura prevista dallo schema di decreto può essere riassunta in tre passaggi:

  1. Il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) della scuola elabora il PEI e indica il numero di ore di sostegno ritenuto necessario per l’alunno.
  2. Il dirigente scolastico raccoglie le proposte formulate e le trasmette al GIT.
  3. Il GIT esamina la documentazione e formula la proposta definitiva da inviare all’USR, tenendo conto anche delle risorse di organico disponibili a livello regionale.

Il punto centrale sarà quindi capire come i nuovi GIT riusciranno a conciliare la valutazione dei bisogni degli studenti con le risorse effettivamente disponibili. Per scuole e famiglie, sarà importante che il nuovo sistema garantisca procedure chiare e che le decisioni sulle ore di sostegno continuino a essere fondate sulle esigenze specifiche di ciascun alunno.