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Mano nella Mano, non temo alcun male!
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09 Ago 2026
- Pubblicato Domenica, 09 Agosto 2026 05:17
- Scritto da LA REDAZIONE
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Vangelo secondo Matteo (Mt. 14,22-33)
Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Commento:
Siamo giunti alla 19ª Domenica del Tempo Ordinario che ci presenta Gesù, che invita i suoi Apostoli a passare all'altra riva (immagine e metàfora della nostra vita). Durante la notte, Egli si presenta come un..."fantasma", come voce nel vento e infine come Mano forte che afferra.
Il Maestro, dopo aver provato compassione per la folla, moltiplicando i pani e i pesci, ora si tuffa nell'abbraccio del Padre, nella preghiera filiale notturna, salendo sul monte a pregare.
A questo punto il Vangelo racconta un episodio di tempesta nel Lago di Tiberìade e di paura. Pietro, con la sua tipica semplicità, chiede: "Se sei Figlio di Dio, comandami di venire a te, camminando sulle acque".
Pietro scende dalla barca, muove i primi passi, comincia a camminare sulle acque, ma in quel preciso momento, comincia a dubitare e ad affondare. È significativo ciò che annota S. Giovanni XXIII: “Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni”. E Gesù: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". La fede non è soltanto un slancio del cuore, ma una decisione personale.
Finché Pietro guarda al Signore e ha ancora nel suo orecchio la Sua Parola ("Vieni!"), può camminare sull'onda del mare. Quando Pietro guarda a se stesso, alle difficoltà, alle onde, alle crisi, diventa come un sasso. Si blocca nel dubbio e affonda.
A volte crediamo, per le preghiere o pratiche di pietà, che compiamo, di avere una fede solida e forte! Ma perché poi crolliamo alle prime difficoltà? Ascoltate un aneddoto. Il sasso nel ruscello.
Tempo fa un grande maestro indiano di vita spirituale scrisse: "Sono seduto sulla riva di un ruscello e osservo un sasso rotondo immerso nell'acqua. Da quanti anni il sasso è bagnato dall'acqua? Forse da dieci, forse da cento? Ma l'acqua non è riuscita a penetrare nel sasso. Se spacco quella pietra, dentro è asciutta".
Così è anche per noi, che viviamo immersi in Dio, ma Dio rimane alla superficie della nostra vita, non ci trasforma perché non siamo disposti a lasciarci penetrare e trasformare dall'amore di Dio. Siamo come un sasso nel ruscello che nel suo interno rimane asciutto. Santa Domenica! Don Sante





